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Copertina

Amos2011 Angelo Manarola
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La storia, si sa, è pregna di episodi nudisti e anti nudisti.

Si potrebbe riflettere sulla volontaria svestizione pubblica, polemica e morale di San Francesco d'Assisi (dopotutto essendo il Patrono di tutti gli italiani, volenti o nolenti lo è conseguentemente anche dei nudisti e delle nudiste) oppure ragionare sul celebre anticonformismo provocatorio di Paolina Bonaparte, immortalato dal Canova.

Di contro, è famosa la mutandazione postuma dei personaggi ritratti da Michelangelo Buonarroti nel Giudizio Universale della Cappella Sistina, decisa dopo il Concilio di Trento.

E' bene in questo caso ricordare che, per fortuna e successivamente, tali veli perbenisti poterono essere rimossi perché, MIRACOLOSAMENTE, non avevano intaccato la pittura originale e sottostante.

Evidentemente il “nudista” Michelangelo era più vicino a Dio dei suoi intolleranti moralizzatori.

Ma per trovare esempi più appropriati ed esplicativi, dobbiamo andare più indietro nel tempo.

Prendete per esempio Mosè; tutto si può dire di lui tranne che fosse favorevole al nudo collettivo.

Si narra infatti che una volta, in vacanza con tutto il suo popolo sul Mar Rosso, pur di impedire a chiunque di potersi fare un bagno in completa nudità, abbia fatto sparire addirittura tutta l'acqua.

Sicuramente il primo nudista (forse anche naturista) è stato un certo Adamo.

In seguito a varie vicissitudini legate presumibilmente a un furtarello in una nota azienda ortofrutticola, pare sia stato condannato, per punizione, a non poter più praticare.

E' bene comunque precisare che esiste una sola fonte storica inerente l'episodio mentre, e sicuramente, esistono parecchie deduzioni empiriche e teorie spesso discordanti tra loro.

Una delle più accreditate recita che il successivo celare una parte intima del suo corpo, non fosse dovuto ad una sorta di punizione o di improvviso pudore.

Infatti qualcuno sostiene che una certa Eva, interessata alla compagnia stretta col nudista di cui sopra, abbia scoperto che il liquido biancastro delle foglie di fico, appena colte e posate sull'epidermide, provoca episodi di reazione cutanea spesso accompagnati da episodi di rigonfiamenti anche piuttosto voluminosi e consistenti sulle zone di contatto.

Voi che vi accingete a leggere le prossime righe, nudisti, non nudisti, curiosi, ignari, favorevoli o contrari che possiate essere, sicuramente sapete che esiste questo curioso vocabolo.

E' certo infatti che, ultimamente, la parola nudismo sia sempre più pronunciata.

In effetti pronunciare non significa praticare; cosa spinge le persone a riflettere su questa forma di status?

Qualcuno ipotizza che grazie alla nostra classe politica, sia solo la ovvia e scontata evoluzione del famoso detto: “Siamo rimasti in mutande”.

Altri pensano che, essendo già nudi, sia più facile addivenire ad un qualche e spesso non ben precisato, evento sessuale. Beh, diciamocelo, potrebbe anche essere ma, francamente, questi tipi di persone paiono più degli ottimisti ad oltranza piuttosto che abili cacciatori o esperti viveurs.

Ma alla fin fine, cosa è veramente il nudismo?

E come sono fatti i nudisti?

Avranno tutti un'unica, certa, opinione?

Cosa trasforma il timido Giandomenico Fracchia che è in tutti noi, in uno spavaldo John McClane/Bruce Willis, anche se probabilmente molto meno fico di lui ma sicuramente con la parte addominale ben più trofica?

Proviamo a rifletterci sopra tutti quanti?

Ok: proviamo.

Chi è Siman?

Solo un'entità astratta presente in qualche social network e acronimo di due nomi propri che identificano una coppia.

Dietro, nella realtà, c'è la parte maschile che scribacchia e quella femminile che, stoicamente, sopporta.

Mi piace scrivere; ma non contento di avere una decina di miei racconti e novelle pubblicati in antologie collettive cartacee, ho avuto anche l'ardire di aver realizzato un musical pur senza che sia mai stato portato in scena da nessuno, un romanzo erotico mai accettato da alcun editore e un romanzo di indagine storica fantasy, che viaggia dai nostri giorni al medioevo e ritorno; anche questo, finora, non molto considerato ma si sa: la speranza, dopotutto, è l'ultima a morire.

In verità ho scritto anche un monologo teatrale comico e nel mio sconfinato ottimismo spero di ascoltarlo, prima o poi e possibilmente entro questo secolo, da sotto un palcoscenico.

Non soddisfatto, ho iniziato un romanzo che narra un'indagine storica/fantastica (Ieri avanti Cristo) ed un altro di esplorazione psicologica, anche se non sono certo acculturato sulla materia (Il medaglione di Sissi).

Quando li finirò? Per la verità ignoro persino se mai li terminerò, ma almeno in questo modo e per loro fortuna, eviterò di importunare nuovamente vari editori proponendogli anche questi due manoscritti.

Tutto questo sarà indiscutibilmente, l'unica cosa positiva del mio scrivere.

O meglio: del mio non scrivere più nulla.

TREDICI DI ANZI KALENDE LUGLIO

Una bambina, gravemente malata, in determinate circostanze e nel sonno, pronuncia strane parole e frasi in lingue ormai scomparse: latino e italiano volgare.
Il nonno, appartenente ad una blasonata famiglia, vuole approfondire questi fenomeni finché decide di chiedere, e ottenere, l'aiuto di un caro amico, docente universitario di filologia ed esperto ricercatore.
Quest'ultimo, seguendo e interpretando le nebulose indicazioni dei sogni, scoprirà a poco a poco molte testimonianze che lo porteranno dapprima a Milano, quindi in Piemonte nel Monferrato, ad Alba e Cuneo fino ad arrivare, dopo Siena, in una cittadina ligure capitale, nel Medioevo, di un piccolo ma strategico Stato dell'Italia Settentrionale del tempo.

   Proprio l'amicizia tra i due protagonisti è stato l'inconsapevole motivo per cui un'antica profezia, si mettesse in moto; oltre alla completa guarigione della bimba, questa, riporterà piena luce sugli avvenimenti che diedero vita ad una vecchia leggenda ligure e che la nebbia del tempo e dei ricordi, avevano resi sfocati.

La narrazione si svolge tra i nostri giorni e il XV secolo, dove vengono usati vocaboli propri dell'epoca seppur di facile interpretazione. Molti personaggi sono di pura fantasia, altri invece, sono realmente esistiti.

LE VERITÀ RIFLESSE (per adulti)

La storia di una giovane vedova che per onorare la memoria del suo amore, lotta per rimanere alla guida del gruppo di aziende creato dal marito. Tre potenti membri del consiglio di amministrazione si alleano per farla cadere; uno di loro scopre che a causa di uno choc infantile, la protagonista, se le si parla con durezza, perde ogni resistenza e freno inibitore. Decidono perciò di minare la sua volontà attraverso un vortice di trasgressioni, emozioni ed esperienze erotiche; lei accetta queste prove per guadagnare tempo, riallacciare rapporti con vecchi e nuovi alleati e portare a termine il grande sogno e progetto di suo marito, che avrebbe portato l'umanità tutta, fuori dai grandi problemi contemporanei che l'assillano. 
In pratica è un viaggio, parallelo al mondo degli affari, leciti e non, dove sono esplorate fantasie erotiche e giochi trasgressivi, in cui molte persone amano lasciarsi trasportare.
Nelle ultimissime pagine (questo è il mio intendimento) il lettore vedrà stravolte simpatie, antipatie e opinioni che fin qui aveva fatto sue.                                                                                                

Foto album
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Una bambina, gravemente malata, in determinate circostanze e nel sonno, pronuncia strane parole e frasi in lingue ormai scomparse: latino e italiano volgare.