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Recensione a: Tre grandi a confronto - (Racconto Fantasy, Breve) - di Terre di Confine:
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Di Arcangelo Galante: Alla fine, vengono rimproverati, per il loro vociare, da una donna che si chiama Beatrice, un medico simile a un'angelica creatura, in grado di sedurli e di affascinarli, completamente, assopendo ogni loro riflessivo ragionamento. E una tale "rivelazione" avviene, in base all'inventiva dello scrittore, in un'ospedaliera realtà, in cui, questo fittizio e ipotetico dialogo fra i tre, sarebbe avvenuto. Il riferimento a Beatrice, la donna amata da Dante e considerata colei che ha avuto l'eccelso merito di aiutarlo a elevarsi, verso il Creatore, conducendolo alla salvezza, non mi sembra troppo calzante con i precedenti riferimenti, ma la scelta di siffatte argomentazioni, intavolate letterariamente, solo all'autore spetta. Comunque sia, la pubblicazione, suscettibile di concitati pareri e di varie interpretazioni, di sicuro non annoia nessuno, tenendo impegnato chi si addentra a visionare l'opera. Cordialmente saluto Stefano.
Di Arcangelo Galante: Un piacevole racconto, ben scritto e legato da un filo conduttore assai fantasioso, sino al giungere di una finale conclusione, di grande effetto, la quale, spiazza completamente i ragionamenti, nonché le conclusioni del lettore, in funzione del messaggio esplicativo, voluto dall'autore realizzare. La prima parte, appare logica, nelle argomentazioni trattate, persino dettagliata nei riferimenti militari e di guerra, in sintonia con le imprese dei tre grandi a confronto: Alessandro, Cesare e Napoleone Bonaparte, diversi nelle qualità e nell'approccio bellico. I tre, messi a confronto, hanno avuto nella storia e nella relativa fine del loro splendido fulgore, sorti differenti, giacché, il famoso Alessandro, muore per una malattia nel pieno del suo dominio, Cesare, muore assassinato, e infine, come tutti conoscono, il Bonaparte termina i giorni propri, in esilio. Dopo aver ascoltato le ragioni di ognuno, che pretende di avere una valida motivazione per essere maggiormente considerato superiore e meritevole di venire ricordato nel tempo, ecco che, nell'epilogo, si scopre che, tali personaggi, sono le parti che interpretano uomini, reclusi in qualche posto di cura, dove si abbandonano ai loro deliri, fatti di spinosi pensieri, colmi di immensa conoscenza delle storiche vicende che, l'uomo forte e potente, hanno segnato. (1. Segue)
Di Angela Di Salvo: Un racconto originale, mette insieme storia, fantasia e anche realtà. Quello che però spiazza è il contrasto tra la prima parte del testo e la conclusione. La prima appare logica nelle argomentazioni, specifica nei riferimenti bellici e militari, congruente con le qualità e le imprese dei tre grandi a confronto (Alessandro,Cesare e Bonaparte), diversi nel peso che hanno avuto nella storia ma anche nella fine della loro "stella" (Alessandro muore per una malattia nel pieno del suo splendore, Cesare assassinato,e Bonaparte in esilio). Dopo aver ascoltato le ragioni di ognuno che pretende di avere una ragione in più per essere condiserato "grande", ecco che nell'epilogo si scopre che questi personaggi sono le parti che interpretano uomini "ricoverati" in qualche luogo di cura dove si abbandonano ai loro deliri(ma sono deliri pieni di razionalità e di conoscenza della storia).Alla fine vengono rimproverati per il loro vociare da una donna che si chiama "Beatrice", un medico che appare loro come una creatura angelica che ha il potere di sedurli e di affascinarli. Non mi è molto chiara questa parte finale, oltre che alla rivelazione del contesto ospedaliero in cui questo "ipotetico" dialogo fra i tre sarebbe avvenuto. Un riferimento a Beatrice, la donna amata da Dante e considerata colei che ha avuto il grande merito di aiutarlo a elevarsi fino a Dio conducendolo per la via della salvezza, non mi pare sia molto pertinente con le argomentazioni precedenti. Ma forse il nome è messo lì solo per disorientare il lettore.
Di Pia: non capisco perchè non sia piaciuto, è davvero carino. E' scritto talmente tanto bene che sono rimasta davvero spiazzata alla fine, non avrei mai immaginato un epilogo simile dopo tutti quei discorsi, ho creduto davvero che fosse storico. In effetti la storia c'è e sarebbe bello insegnarla così, rimarrebbe di più impressa nella mente piuttosto che inculcare sterili nozioni.
Di Macripa: Delizioso! Decisamente delizioso e dal finale imprevisto e imprevedibile! Bravo, complimenti, mi è piaciuto tantissimo!
Di Visitatore: Quando ho scritto il racconto mi sono lasciato sedurre dall'idea e dalla storicità delle argomentazioni dei convenuti.
Alla fine non sapevo come concludere e ho tentato di spiazzare il lettore. Purtroppo la soluzione che ho trovato non è piaciuta a molti.
Di Dino: Lo scritto è ben congegnato e dimostra conoscenza e sapienza ma il finale non mi piace. Se quell'apparizione invece che Beatrice si fosse chiamata "Storia" mi sarebbe piaciuto molto di più. E se mi è consentito entrare per un attimo dentro il fantastico racconto, non esiterei un attimo a sentenziare che la ragione è sempre del più forte come fece dire Platone a Trasimaco nella sua "Repubblica" ma, nel caso specifico, Alessandro, discepolo di Aristotele, merita la palma perché riuscì ad inglobare nella cultura greca tutte le popolazioni che andava conquistando e, se Roma potette fare altrettanto, è perchè anch'essa, maestra di diritto e disciplina, fece sue le conoscenze e la cultura del popolo greco che esportò la propria civiltà in gran parte d'Europa ed Asia.





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