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Recensione a: Uguale agli altri - (Poesia Narrativa, Brevissimo) - di Mrotto:
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Le altre recensioni
Di Arcangelo Galante: Essere uguale agli altri, secondo un canone comune, non è possibile, e ancor meno, bisognerebbe emulare gli errati atteggiamenti, che, in apparenza, sembrerebbero persino giustificati. Ciascun individuo è unico e irripetibile, con i propri gusti, e pensare, sempre dovrebbe, che non si può piacere a tutti. In questa breve pubblicazione, specialmente nella parte che s'avvicina alla conclusione, l'autore rivela il senso di colpa di un uomo, intenzionato a chiedere scusa alla donna che ha lasciato in stato interessante, dopo essere perfino diventato padre del nascituro. La cosa si rivela all'ultimo momento con un ottimo colpo di scena che fa riflettere il lettore: egli, l'uomo, sembra quasi giustificarsi per quello che ha fatto nei riguardi della donna, affermando che, in fin dei conti, le altre persone saranno anche tremende, ma specchiandosi, lui non trova chi possa ritenersi migliore di sé. Questo protagonista, a parere mio, farebbe bene a ripartire da capo, con un nuovo "volto", riflettendo con più obiettività.
Di Massimo Baglione: Tutte queste recensioni sembrano essere state scritte dalla stessa persona, forse lo stesso autore del testo, e non se ne capisce il perché.
Di Visitatore: Essere migliori. conoscere se stessi. servirebbe un manuale raggiungere la propria completezza. Quest'opera non ha la finalità di suggerire le risposte, ma racconta i passaggi obbligati per ottenere delle risposte indispensabili per evitare di non trovarci delusi il giorno in cui ci guarderemo allo specchio.
Di Visitatore: Magistrale dalla prima all'ultima parola. Non esistono pause, più si va avanti e più ti avvicini al muro, fin quando non hai più via di scampo. Le tue spalle toccano il muro e non puoi scegliere se muoverti o no, devi solo chiudere gli occhi e ricordarti cosa hai sbagliato .
Di Visitatore: Troppa superficialità nel mondo contemporaneo per fare percorsi del genere. Avere coraggio è l'unico modo per non essere vittima della vita che noi dovremmo vivere e che invece talvolta ci controlla annullando la nostra lucidità. L'unico modo per uscirne è guardarsi dentro ed imparare a conoscersi.
Di Visitatore: Comprendere i versi dell'opera in questione vuol dire soffermarsi su ogni singola parola ed al tempo stesso leggere tra le righe . meglio confrontarsi piuttosto che lasciarsi andare a facili giudizi che facilmente si possono dare ma anche ricevere. Da leggere.
Di Visitatore: Accorgersi di chi siamo può essere un sollievo come un supplizio , ma è forse meglio restare nel mistero di chi siamo solo perché le domande ci impauriscono quasi quanto le risposte che dovremmo darci? Quando fai il primo passo verso la direzione giusta significa superare i nostri limiti.
Di Visitatore: Da leggere tutta d'un fiato e pensarci durante una notte densa e silenziosa da riempire in qualche modo. Un anima compromessa che sembra non avere niente da salvare, ma non intende rinunciare ad indicare a chiunque voglia cogliere il segreto per raggiungere la propria felicità.
Di Visitatore: L'inizio pacato, quasi tenue. poi le emozioni prendono il controllo e nessuno possiede la capacità di arginarle. L'accompagnamento perfetto mentre carponi di raccolgono i cocci di qualcosa ormai infranto. Ricomporre è possibile? l'opera non fornisce una risposta, ma forse può suggerirla.
Di Visitatore: Leggendo il componimento si nota un crescendo di forza. come se dietro le parole ci fosse un pianto trattenuto a stento. trattenuto per riuscire a pronunciare delle parole che non potevano più aspettare. talvolta non basta diventare grandi per avere le risposte per andare avanti.
Di Visitatore: Sembra trattare una presa di coscienza comune, legata alle piccole cose. in realtà è dentro i ogni lacrima versata da chi si trova occhi negli occhi con il peggio celato dentro gli umani, tormentati da debolezze, dubbi, errori. il migliore augurio è di trovare se stessi .
Di Visitatore: Il giorno in cui ti accorgi di essere uguale agli altri capisci di non essere stato mai nessuno, di esserti mosso apparentemente in modo libero ed invece chi ti circonda ti ha condizionato ogni giorno della tua vita. buona opera, estrema intensità .
Di Visitatore: Appare come il dialogo ad un figlio troppo trascurato che ha sofferto per ciò che non gli si è insegnato al momento opportuno, cosa che ha determinato sofferenza e mestizia. in realtà ognuno di noi dovrebbe abbassare la testa almeno una volta dinanzi alla propria arroganza.
Di Visitatore: Ho provato cose simili poco tempo fa e vederlo scritto è come rivivere quel periodo e guardarsi allo specchio. intimorisce che alcune cose siano universali, però può anche essere consolatorio , ti senti meno solo.è un bel modo per essere uguale agli altri, almeno questo.
Di Visitatore: Ti lascia la tristezza di quello che è vero ma vorresti non lo fosse. di quello che repelli e temi fin quando non lo accetti. dovremmo essere più forti, ma è più facile godersi l'illusione di essere migliori degli altri piuttosto che uguale agli altri.
Di Visitatore: Difficile ammettere di poter essere giudicati dal prossimo, di saper fare del male, come gli altri, che sembrano tremendi e crudeli verso di noi. il problema non è sbagliare, ma giustificarsi sempre e comunque, senza mai essere sinceri con se stessi.
Di Visitatore: Buon testo. La malinconia emerge gradualmente e avvolge lentamente il lettore. Sembra non restare niente oltre la consapevolezza di poter essere deboli e forse e vero. Cinico e incalzante, duro ed elegante. Difficile smettere di giudicare e guardarsi dentro.





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