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L'alienato - Seattle

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L'alienato - Seattle
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recensore:
avatar di Massimo Baglione
nw Massimo Baglione
(amministratore)
Recensione # 1, data 09/12/2010
Davvero molto inquietante questo disegno. Non riesco a capire cosa ha sulla spalla il soggetto sulla poltrona. A me sembra nudo, ma forse indossa una tuta aderente e quello sulla spalla è uno stemma? Oppure è un tattuaggio?
Gli oggetti tondi appesi al muro sono piccole bacheche di insetti?
PS: benvenuto a bordo

recensore:

Giuseppe Novellino
Recensione # 2, data 10/12/2010
Nudo, davanti al computer, con la finestra aperta sulla grigia metropoli. L'alienato è circondato dai simboli e dalle icone di una civiltà  che sembra arrivata al capolinea. Tante bollicine racchiudono forse i pensieri vaganti e sfuggenti di una povera mente smarrita. Bello il soggetto e molto interessante la veste espressiva.

recensore:

Visitatore
Recensione # 3, data 10/12/2010
Alla soglia del terzo millennio… il genere umano vive una profonda crisi esistenziale… inevitabilmente la società  capitalista e consumistica… ha calpestato e distrutto tutti i valori che per millenni hanno spinto l'essere alla sopravvivenza… si è persa la speranza di un domani migliore? Oppure… bisogna individuare le cause e gli artefici di tale declino… e dare inizio a una "nuova stagione di lotta"affinchè… rinasca la speranza… per un futuro più vivibile e a misura d'uomo.

recensore:
avatar di Angela Di Salvo
nw Angela Di Salvo
$ sostenitore 2015 (+2)
Recensione # 4, data 10/12/2010
Il malessere, la disperazione, l'incapacità  reattiva di fronte al cambiamento eccessivo del mondo traspaiono da questo disegno che non promette nulla di buono. I simboli del nostro tempo ci sono tutti, ma è come se l'uomo che si copre il volto, avesse deciso di ignorarli. Molto particolari e significanti queste sfere colorate sparse per tutto il disegno. Anche se non è chiaro cosa rappresentino, mi pare di cogliere in queste strutture una nota positiva, forse di speranza, forse di sogno, ma la loro presenza ha un senso fondamentale nel contesto di questo "alienato" che ha perduto il contatto con se stesso.

recensore:

Visitatore
Recensione # 5, data 11/12/2010
Davanti a questa situazione bisogna riflettere sulla reale consistenza ontologica del pensiero filosofico nel mondo contemporaneo. L'uomo moderno ha realmente il tempo, la voglia e la capacità  di pensare filosoficamente? E soprattutto, l'uomo del terzo millennio ha raggiunto la tanto attesa felicità  che sta inseguendo da millenni e che lo sviluppo tecnologico gli aveva in qualche maniera promesso?

recensore:

Visitatore
Recensione # 6, data 11/12/2010
Il disagio esistenziale, il vecchio male di vivere", sè diffuso, negli ultimi anni, ovunque nel mondo sia stato importato il modello di vita occidentale, fatto di ansie da prestazione, di competizione, di corsa al successo. Evolutosi in uno stato nevrotico acuto, il disagio esistenziale è oggi caratterizzato da una frenetica ricerca di consenso sociale, di facili gratificazioni e di status simbol e, più in profondità , dal terrore di essere diversi dagli altri e di mancare di qualcosa.
Fino a non molto tempo fa, il male di vivere fungeva da stimolo per un travaglio interiore, fatto di incertezze e di domande, al termine del quale l'individuo riusciva il più delle volte a darsi delle risposte e a proseguire la vita più sicuro di sè e saldo in principi forgiati di sua mano. Oggi, ai primi segni di malessere e non trovando più coordinate culturali che soccorrano la nostra confusione, ci rivolgiamo al mondo medico, il quale risponde sempre più spesso in termini riduttivi e inadeguati: diagnostica un disturbo d'ansia e prescrive farmaci. Questo atteggiamento (in verità  più medicalista che medico, perchè classifica ogni male sub specie medica) aggrava lo stato di spaesamento valoriale in cui viviamo, radicando in noi la convinzione di non possedere risorse personali a cui attingere, e trasformandoci così in potenziali farmacodipendenti. La farmacodipendenza consiste nell'uso abituale di farmaci per risolvere ogni male provenga dal corpo o dalla mente (compresi il dolore morale e l'ansia e l'insoddisfazione esistenziali). Pressati da diagnosi e pillole finiamo per vivere nell'attesa che la medicina amministri per intero la nostra vita esentandoci dal dolore e, in questa angosciosa attesa, la capacità  di attingere alle risorse che possediamo in quanto esseri umani. Siamo in un'epoca in cui l'industria medica ha fatturati immensi e, per contro, l'uomo comune ha sempre meno fiducia in se.

recensore:

Giuseppe Novellino
Recensione # 7, data 11/12/2010
Se poi vogliamo mettere tutte le storture che dipendono dagli interessi commerciali riguardanti i farmaci, il quadro diventa completo. Sarò pessimista, ma penso che se dovessero trovare un farmaco efficacissimo (la tanto agognata soluzione) contro il cancro, non lo metterebbero in commercio, perchè farebbe saltare tutto l'apparato d'affari che si è instaurato intorno alla chirurgia e all'oncologia. Sì, perchè a tutti quei mali espressi dal nostro "alienato", si devono aggiungere quelli generati da mammona, dal dio denaro. Oggi l'interesse economico, o meglio la sete di guadagno per pochi, è arrivato all'estremo. Una delle ricadute riguarda il futuro dei giovani. La loro condizione sta diventando disperata: disoccupati, sottopagati, esclusi. E quando i giovani soffrono, il futuro vacilla

recensore:

Visitatore
Recensione # 8, data 12/12/2010
NON POSSIAMO ASSISTERE PASSIVAMENTE AL DECLINO DELL'UMANITà…BISOGNA INTERVENIRE REPENTINAMENTE…RIPRENDIAMOCI CIà“ CHE IL SISTEMA CI HA TOLTO…RIPRENDIAMOCI LA VITA…RIPRENDIAMOCI IL FUTURO IN CUI I GIOVANI POSSANO RITORNARE A SPERARE. Osservando attentamente l'opera "L'ALIENATO" di Antonio Apa ho notato che il Maestro dopo aver denunciato il malessere che affligge la intera umanità  ci dà  una speranza. La speranza la si percepisce dall'icona di "ERNESTO CHE GUEVARA" che rappresenta lo spirito rivoluzionario insito nell'uomo, non a caso recitava:"La rivoluzione si fa attraverso l'uomo, ma l'uomo deve forgiare giorno per giorno il suo spirito rivoluzionario"—L'ultima icona in cui si nota un uomo di "SEATTLE" che lancia un sasso mi ha fatto capire che già  dal 1999 si è dato inizio, anche se di pochi elementi, alla ribellione dell'umanità  nei confronti del "SISTEMA CAPITALISTA"—nel prendere atto di questo malessere bisogna…rendersi conto che "SIAMO TUTTI COINVOLTI" come recitava "De Andre'" in "Storia di un impiegato" in cui lanciava la sua accusa a quelli che per paura non si impegnano nella lotta contro, il "sistema"…bisogna FORGIARE LO SPIRITO RIVOLUZIONARIO INSITO NELL'UOMO GIORNO PER GIORNO…recitava il "CHE" e bisogna che ogni individuo prenda coscienza e contribuisca a questo, non solo lottando materialmente, ma contribuendo culturalmente a questa missione FORGIANDO LO SPIRITO RIVOLUZIONARIO INSITO NELL'UOMO, ogni uno con i suoi mezzi…e sembra che il Maestro Antonio Apa con questa sua opera abbia assolto magnificamente a questo scopo, e credo che l'Arte con la A maiuscola ha questo compito, ha questa missione. Io credo che questo quadro possa benissiomo essere eletto a simbolo, a icona di questa "Missione Umanitaria" io credo che spetta all'arte, DENUNCIARE E FORGIARE L'UOMO AL CAMBIAMENTO.

recensore:

Aleandro
Recensione # 9, data 12/12/2010
L'uomo al centro col capo chino rappresenta il suo malessere in questa società  consumistica e capitalista, le sfere libere nell'ambiente che irrompono prepotentemente nell'opera riportano subito lo spettatore ad analizzare "LO STATO MENTALE" del soggetto, a percepirlo nella sua intensità . Le sfere sparse nell'ambiente e ben distinte dalle icone e dalle effigi appese al muro sono una caratteristica del Ciclo Pittorico "DELLO STATO MENTALE" in cui l'artista oltre a comunicare ciò che è materiale, visivo, estetico deve avere la capacità  di comunicare qualcosa di astratto di psicologico che affligge il soggetto dell'opera. Le sfere assolvono benissimo a questo scopo e spingono lo spettatore nell'impatto visivo dell'opera a vivere un senso di confusione psicologico spingendolo ad andare a ricercare motivazioni, emozioni, stati d'animo e conflitti interni esternati dal soggetto riprodotto rendendosi consapevole che quell'opera trasmette qualcosa che và  al di là  di cio che si vede e percependo uno stato mentale estraneo ma vivo.
Nudo, solo, afflitto e sconfitto si presenta l'alienato… non ha più ideali e nè simboli in cui identificarsi. Il CAPITALISMO ti toglie tutto, ti fà  rimanere e sentire solo anche se vivi in una metropoli con milioni di persone. Sul braccio ha tatuato un simbolo non ben definito che rappresenta una simbologia generica non appartenente a nessun movimento ideologico in quanto questi concetti fanno ormai parte del passato… così dicono i capitalisti per loro comodo… l'alienato ormai non ha più speranza non ha via di scampo… è condannato… oppure esiste un'alternativa?! L'alternativa esiste ed è insita nello stesso D.N.A. dell'Alienato… è lo spirito rivoluzionario… che assopito dal sistema ha iniziato a risvegliarsi a SEATTLE nel 1999.

recensore:

Antonio Apa
Recensione # 10, data 12/12/2010
La libertà  non ha prezzo

la libertà  non ha prezzo
ed il suo evolversi mai
lo si potrà  fermare.

Scaturisce dall'uomo stesso
e si evolve in intere masse
abbattendo interi sistemi.

Vi è sempre stata una dittatura, un potere,
un potente che ha cercato di domarla;
non rendendosi conto che in realtà 
in quel momento nè accellera la sua naturale evoluzione.

Alla base non v'è filosofia, nè teoria
e non tantomeno ideologia che la sostiene.

àˆ la natura stesso che lo vuole,
ed il suo evolversi mai lo si potrà  fermare.

Antonio Apa
S.E.M.A. Li 19/06/2000 ore 5.30


recensore:

Socrate Rosy
Recensione # 11, data 12/12/2010
Opera sublime che dà  valore all'arte… con quest'opera l'arte si riprende il suo valore avendo uno scopo ben preciso. In quest'opera si denuncia, si documenta, si comunica. Quest'opera parla da sola e comunica qualcosa di importante direttamente alla mente di chi la osserva. L'arte si riprende il proprio ruolo in cui l'opera e l'artista divengono gli unici soggetti e artefici, basta con l'arte concettuale con la painting e con i critici prezzolati, l'arte ha un valore se entra nel sociale, se scuote gli animi e non ha bisogno di pubblico di templi sacri o di imbonitori.

recensore:

Kenya B.
Recensione # 12, data 23/12/2010
Attualissima.
Rispecchia appieno la realtà  attuale.
Complimenti ed auguri.


recensore:

Fobia Angela Marina
Recensione # 13, data 01/01/2011
L'arte si riprende il proprio ruolo in cui l'opera e l'artista
divengono gli unici soggetti e artefici…il sorriso è il vero ruolo dell'arte.
Riprendiamo a sorridere… e l'arte si risveglierà … dando vita a
nuovi orizzonti abbandonati ormai da tempo… e ingannati
dalle facili illusioni dei ciarlatani dell'arte.

recensore:

Giuseppe Novellino
Recensione # 14, data 07/01/2011
Le torri gemelle, la città  bombardata, l'"Urlo" di Munch, la bambina vietnamita che corre nuda lungo la sdrada che fu tristemente ribattezzata "La via senza gioia". Il disegno raccoglie in un'unica immagine tutte le icone dell'umana disperazione legata alla guerra, all'odio e alla distruzione dell'altro. Quindi risulta, a sua volta, un'icona. Significativo e potente nella sua drammatica espressività . Debbo dire che mi sembra più valido per il suo contenuto che per la sua forma. Più interessante, per quest'ultimo aspetto, mi sembra l'altra immagine: un mosaico di volti attorno al Cristo deposto dalla croce, con lo sfondo del famigerato portale di Birkenau.

recensore:

Vittorio Segantini
Recensione # 15, data 07/01/2011
Con la crocifissione di Cristo, coi campi di sterminio nazisti ai bombardamenti in Vietnam ed all'abbattimento delle due torri l'UMANITA' HA PERSO, l'UOMO E' STATO SCONFITTO ed ha fatto prevalere l'aggressività , l'odio, la morte, il terrore. Il grido di MUNCH testimonia tale angoscia.

recensore:

Marco De Simone
Recensione # 16, data 07/01/2011
Pazzesche queste tre opere.
Opere che meritano un attento ed approfondito studio in quanto trattano situazioni sociali attualissime.
La guerra del Vietnam (1955-1975) fu una battaglia tra la Repubblica del Vietnam (Vietnam del Sud, sostenuto dagli USA) e Repubblica Democratica del Vietnam (Vietnam del Nord, sostenuto dal blocco comunista). Terminata la guerra e il Nord come vincitore, la guerra del Vietnam è stato segnato nella società  come la seconda sconfitta degli Stati Uniti, prima della guerra di Corea. Entrambe le parti hanno violato i diritti umani, soprattutto sul lato degli Stati Uniti e così crebbe l'opposizione pubblica occidentale contro l'azione USA.
Avete presente quel quadro di Munch che fu rubato anni fa in un museo di Oslo, L'urlo? Una figura che si chiude le orecchie, con una faccia da teschio, su un ponte, sotto un cielo di fuoco? Un povero disgraziato con la bocca spalancata in un grido che pare rintronare nel mondo intero.

Nel quadro c'è un dettaglio cui nessuno fa caso. Alla fine del ponte, sullo sfondo, si intravedono due figure che sembrano infischiarsene dell'angoscia di quel poveraccio.

Nel suo diario, Munch ha scritto qualcosa che ho letto non so quante volte. «La mia arte ha le sue radici nelle riflessioni sul perchè non sono uguale agli altri… Sul perchè sono stato gettato nel mondo senza poter scegliere… Qualche volta ho lasciato il sentiero per buttarmi nel vortice della vita. Ma sempre ho dovuto ritornare su questo sentiero, sul ciglio di un precipizio».

E voi quell'angoscia non la provate mai? Io sono convinto che lui doveva sentirla. Angoscia d'essere solo, e di non poter essere quello che sei. Angoscia perfino di non poter gridare, perchè nessuno t'ascolterebbe, a cominciare da te stesso, tanto che ti tappi le orecchie per non sentire il tuo stesso urlo.

La vita non è facile per nessuno, e spesso si cerca di adeguarsi, come fanno tutti.

La verità  è che siamo vittima di un'illusione.

Tu porti una maschera, come facciamo tutti,

recensore:

Niky
Recensione # 17, data 13/01/2011
Negli ultimi anni tutti abbiamo perso qualcosa: nella vita di tutti i giorni, nell'economia, nella politica, nella cultura, nel patrimonio artistico ed ambientale.
Le uniche speranze vanno affidate a chi continua a progettare e non si arrende al declino.
Inevitabilmente c'è bisogno di stare dentro la storia per innovarla. Siamo tutti orfani di qualcosa.
Bisogna riflettere sulla strada da prendere.
E' ora di metterci alla prova.
Scemano le antiche sicurezze, svanisce il senso della giustizia, crollano i vecchi principi.
Bisogna non gettare la spugna. Come? Partendo dal lavoro. Riscoprendo la dignità  (e il piacere) delle cose eseguite con cura.
Bisogna essere ottimisti, svegliarsi al mattino con la convinzione che la situazione possa migliorare e riuscire a farlo anche quando piove da una settimana.
"Buon governo è quello che evita le furbizie" Mercanti di voti, trasformisti e opportunisti di ogni risma inquinano il sistema.
La classe dirigente non è selezionata dal merito, ma dai rapporti personali: fa premio provenire dalla cordata giusta.
Il mercato è una partita di calcio, senza un arbitro vincono i prepotenti.
Il problema sarà  maggiormente sentito e creerà  effetti devastanti con l'avvento delle prossime generazioni le quali che cosa possono apprendere dai politici attuali? e come saranno le prossime generazioni di artisti che dovranno apprendere dagli attuali ciarlatani dell'arte e mistificatori?
Che tipo di arte si svilupperà  dopo gli obrobri prodotti ed innalzati ad icone della contemporanetà  da parte dei vari Afro, Vedova, Schifano, Arman,Cattalan ecc. ecc.
Il Paese e la gente faticano a credere in se stessi. L'idendità  individuale e nazionale si può ricostruire stringendosi attorno a quanto abbiamo di più prezioso: LA CULTURA.
BISOGNA ADDENTRARSI NELLA STORIA PER CAMBIARLA!!!
Queste tre opre mi hanno spinto a queste riflessioni e conclusioni.



recensore:

Achille Bonifacio Osvaldo
Recensione # 18, data 15/01/2011
L'alienato manifesta disagio, sconfitta, sofferenza, ma traspare una speranza, un'alternativa. Ben raffigurato trasmette realmente uno stato mentale, facendo meditare a fondo sulla problematica esistenziale.
REMEMBER VIETNAM denuncia efficacemente l'orrore nel mondo.
La LIBERTA' NON HA PREZZO storicamente oltre a denunciare l'orrore nel mondo, illustra storicamente e dettagliatamente ove la UMANITA' HA PERSO toccando il fondo.
Tutti e tre ben raffigurati trasmettono molto allo spettatore, e come ogni quadro, poesia, romanzo hanno bisogno di essere raccontati e svelati affinchè chiunque possa partecipare all'emozione che racchiudono.

recensore:

Andrea Dipreè
Recensione # 19, data 27/01/2011
L'arte si evolve, gli artisti vedono, meditano, soffrono esplodono creando e trasmettendo sensazioni, stati d'animo, emozioni.
Dopo, solamente molto tempo dopo subentra la critica, il suo rivelarsi al pubblico e alla storia per essere trasmesso ai posteri.
Oggi tutta la società  attraversa un periodo difficile, l'arte ne viene coinvolta già  da alcuni decenni.
La critica e i mercanti d'arte monopolizzano, condizionano, falsano il mercato e la stessa STORIA DELL'ARTE.
Ciò avviene nei più disparati settori socio-economici, dalla politica alla religione, dalla industria alla finanza, ecc. Ecc.
Si creano monopoli gestite da cordate che spesso entrano in conflitto tra di loro sempre a discapito dei più deboli e della povera gente.
"Francesco Alberoni" li definisce "Movimenti collettivi", io le definisco vere e proprie bande in quanto non hanno nulla di diverso dalle associacioni a delinquere che si contendono il mercato dell'illegalità , anche se si sono dati una nomenclatura diversa.
Da un po' di tempo il mercato dell'Arte è monopolizzata da vere e proprie cordate formate da critici, tele-imbonitori, mercanti d'arte senza scrupoli i quali in danno dei posteri stanno falsando la STORIA DELL'ARTE.
àˆ una offesa per tutti gli artisti.
Per fare arte bisogna attingere dalla vera STORIA dell'ARTE partendo dai suoi fautori, dai grandi maestri del passato i quali ci insegnano che la STORIA dell'ARTE la fanno gli ARTISTI.
àˆ l'arte che usa l'uomo per evolversi.
Il vero artista è inconsapevole che in quel momento stà  contribuendo alla evoluzione della Storia dell'Arte la quale condizionzndolo si impossessa dell'uomo artista e facendo leva sul suo estro lo spinge a creare opere amene già  per sè, la cui rivelazione futura materializzerà  e tramanderà  ai posteri, confermandolo, il contributo apportato alla vera Storia dell'Arte.

recensore:
avatar di Francesco Zanni Bertelli
nw Francesco Zanni Bertelli
$ sostenitore 2017 (+1)
Recensione # 20, data 07/07/2015
Non sono un critico d'arte per cui esprimerò un giudizio lontano da ogni retorica: il tuo lavoro spacca. Raggiunge vette di realismo che raramente ho mai esplorato. Complimenti

recensore:

Arcangelo Galante
Recensione # 21, data 15/08/2017
Interessanti disegni, riprodotti con una tecnica cromatica e scenografica, davvero incisive e originali, al fine di trasmettere, oculatamente, l'emblematico messaggio, voluto dall'autore. In essi, si evince la bravura dell'artista, che ha ben saputo mettere in rilievo il proprio lavoro, in un insieme di colori e immagini che colpiscono, appieno, l'osservatore. Sinceri complimenti!




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Linee
di Francesco Zanni Bertelli


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