La torre della lussuria

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N.B. Panigale
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La torre della lussuria

Messaggio da leggere da N.B. Panigale » 13/05/2019, 20:15

Si ergeva nel deserto. Marmo bianco, con delle rifiniture rosse, si univa al caldo splendore della sabbia che la cingeva. La desolazione dell'ambiente accoglieva David Keller che, sovrastato dal sole, si apprestava ad entrare nella torre. Si ritrovò circondato da uno stile d'arredamento fortemente in antitesi con l'asetticità dell'esterno: carta da parati di colore vermiglio con striature dorate che formavano figure simmetriche, tappeti dei tessuti più pregiati e dalla grande varietà di colori e maschere che, insieme ai quadri, erano disposte disordinatamente sulle pareti. Le cromature di ogni elemento confluivano tra loro suscitando un forte richiamo al rosso passione.
«Posso aiutarla?» chiese da dietro il bancone, che occupava il centro della larga base circolare della torre, un uomo nascosto da una maschera bianca. David si avvicinò con andatura determinata ma insicura.
«Questa è la prima volta che…» iniziò a voce bassa in modo che gli altri presenti nella sala non sentissero e, di conseguenza, non giudicassero.
«Ma certo» interruppe il commesso mascherato capendo l'imbarazzo del cliente. «Non deve far altro che salire le scale qui dietro», disse indicando la scalinata alle sue spalle che percorreva il perimetro della torre, «e quando avrà raggiunto il piano che più l'aggrada potrà usare i distributori di fiale per convertire un importo di banconote in fiale di ormoni. La tassa di… soggiorno è di €45.»
David ringraziò e pagò la tassa di soggiorno. Salì la prima rampa di scale e approdò nel primo piano. Ogni piano mostrava un tema diverso. Sul lato esterno vi erano diverse porte, talvolta distanziate da una lunga vetrata da cui si poteva osservare il tema in alcune delle stanze. Il primo tema proposto doveva essere l'ambientazione asiatica: pavimentazione in legno, manifesti e pergamene con ideogrammi cinesi e fior di loto i cui petali rosei risplendevano nella luce soffusa delle lanterne. David trascinò il suo sguardo indagatore prima sul contesto, poi sulle prostitute orientali semi svestite che ondeggiavano le loro curve, e infine sui clienti entusiasti. Osservò con attenzione, poi passò oltre.
Superò allo stesso modo altri tre piani, rispettivamente a tema africano, nordico e medievale. Tutti scartati con poco interesse. Si soffermò, invece, nel quinto piano e si sporse verso una vetrata: neon fluorescenti sulle pareti placcate d'oro, donne e uomini che sfoggiavano linee luminose lungo i bordi dei pochi vestiti che indossavano. Capì che doveva trattarsi del tema cyberpunk quando notò che certi arti, che si dimenavano al ritmo della musica, erano robotici. Qualcosa lo attirò. Si avvicinò a uno dei distributori posizionati accanto ogni porta e inserì distrattamente la prima banconota che gli capitò sottomano. Schiacciò il pulsante "uomo". Di risposta il distributore sputò una fiala che precipitò su di un piccolo vassoio. David la raccolse e analizzò il contenuto, un composto di testosterone che aumentava il desiderio, migliorava le prestazioni e amplificava l'appagamento. Era possibile comperare altro ormone sessuale o altri ormoni indicati per ogni specifica funzione ma a David non interessava. Mise da parte la fiala e strappò dal distributore la ricevuta con il codice a barre che gli avrebbe permesso di aprire la porta.
Appena entrato venne prontamente accolto da due prostitute che lo seguirono verso un lungo divano. Si distese e cominciò a scrutare circospetto le altre persone. Le due ragazze parvero offese dalla sua distrazione e si proposero di prendergli il cappotto, David rifiutò di toglierselo. Era concentrato su una coppia: lei aveva una vistosa scollatura e le gambe carnose in mostra, con le fredde dita metalliche sfiorava la schiena del suo robusto cliente. Sedevano sugli sgabelli del bar, David decise di agire. Con una vigorosa spallata colpì l'uomo facendogli versare il drink sul pavimento.
«Oh! Scusi…»
«Maledizione! Stai attento» esclamò l'uomo asciugandosi la camicia. «Vieni, cara. Andiamo in un posto più tranquillo» disse rivolgendosi alla ragazza. David notò che stava reprimendo una risata. L'uomo le passò un braccio dietro la schiena e la condusse fuori. Ottimo, pensò David, era proprio quello che sperava accadesse. Aspettò qualche secondo per poi dirigersi verso l'uscita ma venne intercettato da una ragazza che saltellava sulle gambe bioniche invitandolo a ballare. David tentò di ritrarsi ma la ragazza lo afferrò dai due lembi del cappotto aperto e, scuotendolo, fece cadere ciò che stava cautamente nascondendo. Una rivoltella dal caricatore a tamburo rimbalzò sul pavimento producendo un tonfo metallico. La ragazza rimase interdetta, insieme a tutti quelli che avevano visto l'arma. David, con uno scatto, la raccolse e si precipitò fuori. «Non si possono portare armi qui dentro!» strillò la ragazza mentre David richiudeva la porta alle sue spalle. La sua copertura era saltata. Presto sarebbero arrivate le guardie, perciò doveva sbrigarsi. Fortunatamente riuscì a vedere lo scorcio dietro una porta mentre veniva chiusa: era la coppia di prima. A passo svelto procedette, il suo stivale urtò con la boccetta di testosterone che, probabilmente, l'uomo aveva trangugiato prima di appartarsi. Esalò un respiro profondo, con un calcio sfondò la porta e irruppe.
L'uomo, noto con il nome di Kill Joe, stava su di lei con la camicia sbottonata. La prostituta aveva i vestiti completamente strappati e si dimenava sofferente sotto di lui, con gli avambracci di metallo tentava di allontanare invano il suo aggressore. Kill Joe aveva una fama per la sua aggressività, non a caso pendeva una taglia sulla sua testa; il testosterone gli aveva conferito una forza bruta e una veemenza tale da non sentire la porta sfondarsi alle sue spalle. Continuava a strozzare la prostituta con una mano e a tenerle fermi i polsi con l'altra mentre David, ai piedi del letto, prendeva la mira sulla nuca del criminale.
Esplose un colpo. Il vigore di Kill Joe si perse insieme alla sua vitalità. Si accasciò sulla ragazza inondandole la carne nuda con il suo sangue. Lei si scalciò di dosso il cadavere e si ridistese ansimante. Tentò di controllare i suoi brevi e isterici respiri per ringraziare il suo salvatore ma egli era già scomparso quando sollevò il capo.
David si allontanò con la piastrina di Kill Joe che avrebbe mostrato come prova dell'uccisione quando avrebbe riscosso la taglia. Non ci si annoiava di certo ad essere un cacciatore di taglie, pensò mentre si lasciava alle spalle le stravaganze della Luxury Tower.
Ultima modifica di N.B. Panigale il 15/05/2019, 14:07, modificato 1 volta in totale.

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Messaggio da leggere da Laura Traverso » 14/05/2019, 23:33

Racconto particolare, scritto molto bene. La trama è assai avvincente e il finale inaspettato; quindi ritengo che abbia tutte le caratteristiche per essere definito un bel racconto. Ho trovato solo un piccolissimo refuso: la parola invano, scritta staccata, così "in vano". Bravo l'autore. Sei nuovo? Non ricordo di averti mai "visto". Allora, benvenuto! Qui si sta bene, Bravi Autori è un sito veramente molto ok.

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Messaggio da leggere da Selene Barblan » 15/05/2019, 11:37

Ciao, mi è piaciuta l’atmosfera del tuo racconto, che trovo scritto molto bene, sia per il linguaggio, sia per il ritmo. Anche il tema è interessante ma trovo non del tutto originale o sorprendente lo sviluppo. In particolare mi è piaciuta l’immAgone della torre che si erge nel deserto. Mi piacerebbe sapere qualcosa in più su Keller..

N.B. Panigale
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Re: La torre della lussuria

Messaggio da leggere da N.B. Panigale » 15/05/2019, 14:19

Ti ringrazio per aver letto e per avermi segnalato l'errore. Sono nuovo sulla piattaforma e ancora devo imparare ad usarla (non so infatti come funziona questa sezione dei commenti). Ti ringrazio anche per il benvenuto

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Re: La torre della lussuria

Messaggio da leggere da N.B. Panigale » 15/05/2019, 14:22

Selene, capisco. Ti ringrazio per aver letto, comunque, e per le tue critiche.

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Messaggio da leggere da Draper » 15/05/2019, 14:55

Questo racconto, purtroppo, non mi è sembrato niente di particolare, derivativo per la maggior parte del tempo ad eccezione per l'incipit ben fatto ed evocativo; le linee di dialogo, quelle poche che ci sono, potevano essere benissimo tagliate per aumentare, a mio avviso, la violenza e la suspence. Oltre a questo, le cose che più mi hanno fatto storcere il naso sono altre, e ovviamente riguardano i dettagli - elementi che in un qualsiasi romanzo o racconto che si rispetti non si possono trattare con sciatteria.

1) Questa torre è in mezzo a un deserto, perciò mi fa stranissimo sentir parlare di Euro. Se questo punto ha una sua spiegazione di "lore" è un conto, e allora non è uno sbaglio, ma l'ultima volta che ho controllato, il vecchio continente di deserti non ne aveva. Certe cose vanno spiegate o eliminate, altrimenti creano solo confusione.

2) "Rivoltella con caricatore a tamburo". Bastava dire rivoltella. Tutte le rivoltelle hanno i caricatori a tamburo, proprio perché sono rivoltelle. Non serve specificarlo due volte, è ridondante.

A rileggerti.
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N.B. Panigale
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Re: La torre della lussuria

Messaggio da leggere da N.B. Panigale » 15/05/2019, 15:07

Draper, è condivisibile la tua perplessità nel primo punto. In effetti avrebbe dovuto far parte della lore ma parlare di contesti in un racconto breve è paradossale. Quindi si, avrei potuto evitare di scrivere "euro" semplicemente.

Angelo Ciola
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Messaggio da leggere da Angelo Ciola » 15/05/2019, 15:34

Il racconto si legge volentieri, buona l'atmosfera e la storia, anche se non è certo sorprendente, si segue con un certo interesse (magari anche per l'argomento e l'ambientazione stuzzicante). Attendiamo il protagonista in nuove avventure.

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Fausto Scatoli
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli » 15/05/2019, 15:47

onestamente parlando, alla fine sono rimasto deluso.
e mi è spiaciuto, perché la storia era partita bene, con una buona atmosfera che presupponeva ottimi sviluppi.
invece scoprire che era un cacciatore di taglie, tra l'altro piuttosto goffo e sbrigativo, mi ha lasciato di stucco.
concordo con le segnalazioni fatte da draper, anche se la stesura e la scrittura in generale sono buone.
a rileggerti
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

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Re: La torre della lussuria

Messaggio da leggere da Draper » 15/05/2019, 17:04

N.B. Panigale ha scritto:
15/05/2019, 15:07
Draper, è condivisibile la tua perplessità nel primo punto. In effetti avrebbe dovuto far parte della lore ma parlare di contesti in un racconto breve è paradossale. Quindi si, avrei potuto evitare di scrivere "euro" semplicemente.
No, non credo sia paradossale. Si tratterà di contesti sommari o descritti per rapidi tocchi, questo sicuramente, ma il contesto a mio avviso resta un elemento necessario. Non c'è scritto da nessuna parte che la brevità debba costringere l'autore a sacrificarsi, anzi, dovrebbe trattarsi di una sfida in più, una sfida costruttiva. :o
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N.B. Panigale
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Re: La torre della lussuria

Messaggio da leggere da N.B. Panigale » 15/05/2019, 17:34

AACiola, grazie

N.B. Panigale
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Re: La torre della lussuria

Messaggio da leggere da N.B. Panigale » 15/05/2019, 17:36

Fausto, mi dispiace che ti abbia deluso. Grazie comunque per la lettura

N.B. Panigale
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Re: La torre della lussuria

Messaggio da leggere da N.B. Panigale » 15/05/2019, 17:37

Draper, allora cercherò sicuramente di migliorare nel tempo.

Namio Intile
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Messaggio da leggere da Namio Intile » 16/05/2019, 11:59

È un racconto discreto, seppure l'ambientazione mi abbia lasciato perplesso. Quali deserti esistono in Europa? Che senso ha una torre adattata a bordello in un deserto?
La sospensione dell'incredulità va bene, ma bisogna star attenti a non abusarne troppo.
E perplesso, nella sua progressione logica, mi ha lasciato anche il susseguirsi degli eventi, posti in un futuro, si immagina, non troppo lontano: che bisogno aveva il protagonista di comperare la fiala e perché, dopo averla comperata, si trova dentro a una specie di locale, dove si serve alcool e si balla? Perché l'assassino può uccidere così impunemente? Perché è vietato portare armi, e se lo è non basta metter un metal detector all'ingresso?
Dal punto di vista formale ti segnalo: "Si ritrovò circondato da uno stile d'arredamento fortemente in antitesi con l'asetticità dell'esterno", dove il sostantivo stile è pleonastico e quel fortemente non aggiunge nulla.
Attenzione sempre all'abuso di aggettivi e avverbi e ad aver cura del lessico.
Infatti" La tassa di… soggiorno è di €45.»
David ringraziò e pagò la tassa di soggiorno. Salì la prima rampa di scale e approdò nel primo piano."
Avresti dovuto scrivere quarantacinque euro, e approdare regge a o su, mai nel. Quindi approdare al primo piano.
E ancora: "Si soffermò, invece, nel quinto piano e si sporse verso una vetrata".
Soffermarsi regge a e su, mai nel.
A presto

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Re: La torre della lussuria

Messaggio da leggere da N.B. Panigale » 16/05/2019, 14:33

Namio, ti ringrazio per le segnalazioni. Riguardo alle tue perplessità, come ho già risposto in commenti precedenti, ho deciso volutamente di non contestualizzare la storia in quanto è sconsigliato dilungarsi nel concorso. Ho ben in testa il perché l'Europa sia diventata un deserto e l'umanità tenda ai vizi eccetera, però nel racconto l'ho omesso sapendo che avrebbe perso basi importanti

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Isabella Galeotti
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Messaggio da leggere da Isabella Galeotti » 19/05/2019, 15:30

Felice di averlo letto. L'ho bevuto velocemente. È un racconto scritto bene, la sequenza è intrigante. Non capivo cosa volesse fare l'attore, se usare del servizio oppure altro, fino ad oltre la metà mi ha lasciato nel dubbio. Poi si rivela cacciatore di teste. Adoro i racconti brevi, perchè pregni di succo, senza fronzoli. Potresti prenderlo come personaggio e scrivere degli episodi. Buono. Voto 4.
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Re: La torre della lussuria

Messaggio da leggere da N.B. Panigale » 19/05/2019, 19:29

Isabella, grazie. Sono contento per averti intrattenuto.

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Re: La torre della lussuria

Messaggio da leggere da Luca Latini » 21/05/2019, 8:56

Bello; ben scritto, con un gusto "buzzatiano" che in questo contesto si è rilevato allegorico ed efficace.

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Re: La torre della lussuria

Messaggio da leggere da N.B. Panigale » 23/05/2019, 18:01

Luca, ti ringrazio

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Messaggio da leggere da Teseo Tesei » 29/05/2019, 23:54

La specifica "caricatore a tamburo" della rivoltella è superflua infatti tutti i revolver hanno quel tipo di serbatoio. Per il resto dura la vita del cacciatore di taglie: Guarda che ambienti strani tocca loro frequentare, oltretutto questi delinquenti futuristici sono pure dotati di dog-tag mica di microchip. :-D
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Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 02/06/2019, 16:04

Condivido le perplessità logiche e formali espresse da Draper e Namio, al netto di queste il racconto è ben scritto e ha un buon ritmo, in effetti potrebbe essere sviluppato in una serie di racconti basati sul personaggio di David e le sue peripezie di cacciatore di taglie.

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Messaggio da leggere da Stefano Giraldi Ceneda » 04/06/2019, 22:23

Intelligente l’idea – anche si sarebbe potuta valorizzarla meglio nella sua evoluzione a livello di fabula – e curiosa l’ambientazione.
Al di là degli scarsi refusi rilevati, il linguaggio è stimolante.
Come già egregiamente osservato da altri commentatori, ci sono dei particolari incongruenti con lo scenario tratteggiato dai luoghi che abbisognano di una revisione.
P.S. È mia abitudine esprimere il voto dopo attente riletture.

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Messaggio da leggere da Marco Daniele » 21/06/2019, 18:32

L'idea alla base del racconto e l'ambientazione sono molto interessanti. Il problema, come rilevato anche da altri, è che ci sono diversi punti nebulosi, che magari nella mente dell'autore erano chiari quando ha scritto il racconto ma che rischiano solo di confondere e lasciare perplesso il lettore, privo di tutti gli elementi necessari per comprenderli appieno. Va bene evitare l'infodump e l'eccesso di informazioni, soprattutto in un racconto così breve ed essenziale, ma anche il comportamento diametralmente opposto può essere molto molesto. Mi ricorda un atteggiamento che ho trovato, per esempio, in alcuni romanzi fantasy di Swanwick, in cui l'ambientazione è molto originale e intrigante ma trattata come se si desse per scontato che il lettore capisca tutto quello che vede e legge.
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Antologia di 77 opere e 10 illustrazioni per esplorare, conoscere e rappresentare la complessità e la varietà dell'universo femminile. Ognuno dei testi presenti in questa antologia riesce a cogliere tanti aspetti, anche contrastanti, di questa creatura affascinante e sorprendente che assieme agli uomini per millenni ha contribuito, nell'ombra o sul palco della storia, all'evoluzione della civiltà così come la conosciamo oggi. è inutile aggiungere che 77 opere soltanto non hanno la presunzione di fornire una rappresentazione esaustiva, ma lasciamo che la parte di questo "iceberg" femminile ancora sommerso rimanga pronto per emergere in prossime indagini e, perchì no, per costituire ancora la materia prima di altre future opere di ingegno.
A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Tullio Aragona, Maria Basilicata, Mara Bomben, Alessandro Borghesi, Emanuela Bosisio, Nunzio Campanelli, Paolo Caponnetto, Alessandro Carnier, Gino Centofante, Polissena Cerolini, Antonio Ciervo, Luigi Andrea Cimini, Giacomo Colosio, Cristina Cornelio, Marika Davoli, Stella Demaris, Maria Rosaria De Simone, Cetta de Luca, Cristoforo De Vivo, Roberta Eman, Luca Fadda, Lorella Fanotti, Lodovico Ferrari, Raffaella Ferrari, Virginia Fiorucci, Anna Rita Foschini, Franco Frainetti, Manuela Furlan, Nicola Gaggelli, Isabella Galeotti, Rebecca Gamucci, Lucilla Gattini, Michela Giudici, Antonino R. Giuffrè, Alessandro Kabon, Concita Imperatrice, Carlotta Invrea, Greta Leder, Silvia Leuzzi, Yuleisy Cruz Lezcano, Libero, Marina Li Volsi, Rosalia Maria Lo Bue, Diego Luci, Sandra Ludovici, Verdiana Maggiorelli, Marino Maiorino, Angelo Manarola, Myriam Mantegazza, Germana Meli (geMadame), Roberta Michelini, Samuele Mocellin, Maurizio Nequio, Teresa Pace, Marina Paolucci, Roberto Paradiso, Umberto Pasqui, Viviana Picchiarelli, Daniela Piccoli, Anna Pisani, Luciano Poletto, Monica Porta, Pietro Rainero, Gianluigi Redaelli, Maria Rejtano, Stefania Resanfi, Franca Riso, Massimo Rosa, Francesca Santucci, Libera Schiano Lomoriello, Daniele Schito, Veronica Sequi, Salvatore Stefanelli, Stella Stollo, Paola Tomasello, Sonia Tortora, Liliana Tuozzo, Alessandro Zanacchi.
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Biblioteca labirinto

Biblioteca labirinto

Cinque scaffali di opere concatenate per raccontare libri, biblioteche e personaggi letterari

Riportare la lettura e la biblioteca al centro dell'attenzione dovrebbe essere un dovere di ciascuno di noi. Se in qualche misura ci riesce una raccolta di racconti non si può che gioirne, nella speranza che possa essere contagioso, come deve esserlo tutto ciò che ci spinge a riflettere e a interrogarci sull'essenza del nostro esistere.
A cura di Lorenzo Pompeo e Massimo Baglione.
introduzione del Prof. Gabriele Mazzitelli.

Contiene opere di: Alberto De Paulis, Monica Porta, Lorenzo Pompeo, Claudio Lei, Nunzio Campanelli, Vittoria Tomasi, Cristina Cornelio, Marco Vecchi, Antonella Pighin, Nadia Tibaudo, Sonia Piras, Umberto Pasqui, Desirée Ferrarese.
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Carosello

Carosello

antologia di opere ispirate dal concetto di Carosello e per ricordare il 40° anniversario della sua chiusura

Nel 1977 andava in onda l'ultima puntata del popolare spettacolo televisivo serale seguito da adulti e bambini. Carosello era una sorta di contenitore pubblicitario, dove cartoni animati e pupazzetti vari facevano da allegro contorno ai prodotti da reclamizzare. Dato che questo programma andava in onda di sera, Carosello rappresentò per molti bambini il segnale di "stop alle attività quotidiane". Infatti si diffuse presto la formula "E dopo il Carosello, tutti a nanna".
Per il 40° anniversario della sua chiusura, agli autori abbiamo chiesto opere di genere libero che tenessero conto della semplicità che ha caratterizzato Carosello nei vent'anni durante i quali è andato felicemente in onda. I dodici autori qui pubblicati hanno partecipato alle selezioni del concorso e sono stati selezionati per questo progetto letterario. Le loro opere sono degni omaggi ai nostri ricordi (un po' sbiaditi e in bianco e nero) di un modo di stare in famiglia ormai dimenticato.
A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Giorgio Leone, Enrico Teodorani, Cristina Giuntini, Maria Rosaria Spirito, Francesco Zanni Bertelli, Serena Barsottelli, Alberto Tivoli, Laura Traverso, Enrico Arlandini, Francesca Rosaria Riso, Giovanni Teresi, Angela Catalini.
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