La strada

Spazio dedicato alla Gara stagionale di primavera 2019.

Sondaggio

Sondaggio concluso il 21/06/2019, 1:00

1 - non mi piace affatto
1
6%
2 - mi piace pochino
2
13%
3 - si lascia leggere
9
56%
4 - è bello
4
25%
5 - mi piace tantissimo
0
Nessun voto
 
Voti totali: 16

Avatar utente
Fausto Scatoli
Necrologista
Messaggi: 278
Iscritto il: 26/11/2015, 11:04
Contatta:

Alcune sue statistiche:

* è tra i primi 10!
dal 2015 (recensiti)
dal 2015 (recensori)
attività: ymw ymw ymw
$
sostenitore 2018
diventa anche tu un sostenitore!

La strada

Messaggio da leggere da Fausto Scatoli » 02/04/2019, 20:18

La nebbia, leggera ma ininterrotta, copriva la strada e la campagna intorno. Era lievemente sollevata da terra e il nostro alito, che si condensava a ogni respiro, ne pareva un’estensione.
Sembravamo due fuggiaschi, sebbene non ci fosse niente da cui scappare.
Camminavamo da una mezz’ora, forse, e ancora non avevamo capito cosa stesse succedendo.
All’inizio Franz e io ci eravamo guardati ridendo, poi perplessi, poi spaventati. Ma ormai non ci guardavamo più. Tenevamo gli occhi fissi sulla strada, senza parlare, sperando in una deviazione, un punto d’arrivo, l’incontro con un’anima qualsiasi.
Niente. Non c’era niente. Non una persona, niente case, niente luci, né vicine né lontane. Solo campagna, ovunque.
Terra smossa alternata a coltivazioni, con qualche albero isolato che esaltava la monotonia del paesaggio anziché spezzarla.
E la nebbia.
La strada non aveva svincoli, solo qualche ansa leggera che assecondava la natura del terreno. Sembrava non finisse mai. A un certo punto ho pensato che neanche avesse un inizio, che servisse solo a spaccare in due nebbia e campi.
C’era qualcosa di stonato, fuori luogo, che mi disturbava, ma non riuscivo a capire cosa.
Tirava una fredda brezza autunnale, c’era aria di pioggia.
Oltre a ciò, i nostri orologi si erano fermati.
Tutti e due.
Segnavano entrambi un’ora di metà mattina, per quello che può valere ciò che ti dice un orologio fermo. Il cielo non aiutava a capire; in quella zuppa di nebbia e nubi era impossibile distinguere dove finisse l’una e cominciassero le altre.
Eppure quel giorno eravamo partiti da casa nostra, in paese, con un sole smagliante.
E la voglia di una giornata in motocicletta. Liberi e soli, ognuno con la propria fedele compagna a due ruote, amavamo quel modo di perdere tempo, di non avere meta, obbedendo solo all’impulso di fermarci quando volevamo, di andare se volevamo andare.
Meno di un’ora dopo, in aperta campagna, l’improvviso banco di nebbia ci aveva costretto a rallentare. Cinque minuti ad andatura da bicicletta, poi le moto si erano spente.
Insieme.
Non c’era stato verso di farle ripartire.
Ci grattavamo la testa e ci chiedevamo quante possibilità ci fossero che succedesse una cosa del genere. Alla fine ci eravamo rassegnati a lasciarle lì, sul bordo della strada, e a cercare un meccanico. O un telefono, visto che i cellulari non avevano campo. È stato quando abbiamo controllato gli orologi per vedere se avremmo trovato officine aperte che ci siamo accorti che erano fermi anche quelli.
Ci fu un attimo di smarrimento. Andammo avanti in silenzio.
Conoscevamo la zona. Sapevamo che doveva esserci un borgo industriale – capannoni, poche case e i servizi essenziali – ma a questo punto avremmo dovuto incontrarlo.
«L’abbiamo passato» aveva detto Franz.
«No, è più avanti, subito dopo una curva» avevo risposto.
«Quale curva?»
Già, quale curva? La strada che ricordavamo ne era un susseguirsi continuo, questa tirava dritto al nulla. Ecco cosa stonava.
È stato allora che è arrivato il panico. Un panico tranquillo, comunque. Un byker non si mette a frignare come un ragazzino. Però torna indietro alla svelta, dalla sua moto che non tradisce.
Neanche l’ombra, delle moto.
Questo sì che ci aveva steso.

Seduti sul ciglio della strada, immobili come tutto il resto intorno a noi, come gli orologi, come i cellulari. Ecco come ci eravamo trovati. C’era solo il freddo, la nebbia e quel silenzio che premeva sui timpani.
Non saprò mai dire quanto tempo trascorremmo così. Ogni tanto uno di noi si alzava, solo per rendersi conto che nessun passo aveva senso, in nessuna direzione.
Poi, finalmente, qualcosa cambiò.
Una luce. Davanti a noi apparve prima un bagliore fioco, stemperato dalla nebbia. Poi una macchia più grande che divorava la foschia, fino a diventare luce profonda.
Sì, profonda.
A ripensarci adesso, di sicuro Franz e io non dovevamo avere un’espressione intelligente. A bocca aperta non riuscivamo a parlare, e quanto a muoverci… beh, s’era capito che era inutile. Scappare? E dove?
La luce avanzava e cancellava tutto: strada, alberi, campagna. Forse era lei che si era mangiata le moto, e adesso avrebbe inghiottito anche noi.
“Va bene, basta che ritrovo la mia due ruote” ricordo che pensai prima di venire invaso dal chiarore.
Già. Invaso.
Che strana sensazione, come essere violato nell’intimo e, al contempo, violare qualcosa di superiore. Prima di perdere conoscenza.

Mi svegliai per il fastidio agli occhi. Franz era accanto a me. Anche lui si premeva le dita sulle palpebre.
Il sole. C’era di nuovo il sole.
E la nostra strada di campagna piena di curve con le moto a un centinaio di metri da noi.
Controllammo le tute, ci toccammo la faccia, ci esaminammo a vicenda. Sembrava tutto a posto.
Le nostre amiche partirono al primo colpo, gli orologi segnavano mezzogiorno e le lancette dei secondi si muovevano come di norma. I cellulari erano sempre senza campo.
Percorremmo un tratto di strada respirando un’aria normale, registrando con sollievo il consueto squallore dei depositi industriali del borgo che avevamo cercato inutilmente. Respirando e basta.
Ci fermammo in un’osteria, più per parlare che per mangiare, ma mangiammo di gusto e parlammo poco.
«Che cazzo è successo, Franz?»
«Abbiamo visto la luce» rise.
La cosa buffa era che non riuscivamo a dire più di tanto. Non come avremmo dovuto o come avremmo voluto. Provavamo entrambi uno strano ritegno, e la sensazione di vivere più lenti, a venti centimetri da terra come quella nebbia del cavolo.
«Non andare a dirlo in giro.»
«Non ci penso nemmeno.»
A dire cosa, poi? Che avevamo trovato nebbia? E allora? Che ci eravamo persi? A mezzora da casa? Non siamo tipi che si mettono a spiegare l’inspiegabile, a fare la figura dei toccati.

Eppure, sulla via del ritorno ci prese una strana malinconia. Avremmo trovato ancora quella strada, quella nebbia, quella luce?
No. Nessuno di noi due lo credeva. Qualcosa, fra il naso e la gola, somigliava alla nostalgia, a un’occasione persa.
Ci rendemmo conto, col tempo, che il mistero ci aveva cambiati. In maniera indefinibile, ma lo aveva fatto. Qualcosa era entrato in noi e qualcosa di noi era stato preso, risucchiato.
Questo, sentivamo.
Perché eravamo due che avevano camminato in quella nebbia, che avevano visto quella luce.
Gli altri non lo sapevano, ma noi sì.
Noi e le nostre moto.
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

Immagine

https://scrittoripersempre.forumfree.it/

Autore presente nei seguenti libri di BraviAutori.it:
Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine

Avatar utente
Isabella Galeotti
Necrologista
Messaggi: 236
Iscritto il: 29/12/2011, 18:08
Contatta:
la sua vetrina


Alcune sue statistiche:

* è tra i primi 10!
dal 2012 (profili visti)
dal 2011 (recensori)
10° dal 2011 (recensiti)
attività: ymw ymw ymw
$
sostenitore 2018 (+2)
diventa anche tu un sostenitore!

Commento

Messaggio da leggere da Isabella Galeotti » 04/04/2019, 9:00

Titolo semplice. L'ho letto in un baleno, sono abitutata alla nebbia, sono nata nella nebbia. Quindi mi ci sono trovata bene in questo racconto. Sono motociclista, per cui capisco cosa vuol dire abbandonare la creatura, e dover proseguire a piedi, lasciando la tua moto abbandonata sul ciglio della strada, che per giunta viene avvolta immediatamente dalla nebbia. :shock: Proseguire a piedi, con l'abbigliamento tecnico ed il casco...impresa impossibile, infatti quì entriamo nella terza dimensione. Il non essere il non esistere. Per fortuna il protagonista, che è un peccato non abbia un nome, non è solo. Non continuo sarebbe un delitto per chi deve ancora leggere questa storiella. Già i motociclisti, che si salutano con due dita, che alzano il piede, oramai rari. Credo che questi due amici non si lasceranno mai. Dopo tutta questa premessa, esprimo il mio giudizio verso questo brano. Non è avvincente come i tuoi soliti racconti, ma è scorrevole e piacevole. Mi piacerebbe ci fosse un seguito.
Immagine

Avatar utente
Fausto Scatoli
Necrologista
Messaggi: 278
Iscritto il: 26/11/2015, 11:04
Contatta:

Alcune sue statistiche:

* è tra i primi 10!
dal 2015 (recensiti)
dal 2015 (recensori)
attività: ymw ymw ymw
$
sostenitore 2018
diventa anche tu un sostenitore!

Re: Commento

Messaggio da leggere da Fausto Scatoli » 04/04/2019, 16:54

Isabella Galeotti ha scritto:
04/04/2019, 9:00
Titolo semplice. L'ho letto in un baleno, sono abitutata alla nebbia, sono nata nella nebbia. Quindi mi ci sono trovata bene in questo racconto. Sono motociclista, per cui capisco cosa vuol dire abbandonare la creatura, e dover proseguire a piedi, lasciando la tua moto abbandonata sul ciglio della strada, che per giunta viene avvolta immediatamente dalla nebbia. :shock: Proseguire a piedi, con l'abbigliamento tecnico ed il casco...impresa impossibile, infatti quì entriamo nella terza dimensione. Il non essere il non esistere. Per fortuna il protagonista, che è un peccato non abbia un nome, non è solo. Non continuo sarebbe un delitto per chi deve ancora leggere questa storiella. Già i motociclisti, che si salutano con due dita, che alzano il piede, oramai rari. Credo che questi due amici non si lasceranno mai. Dopo tutta questa premessa, esprimo il mio giudizio verso questo brano. Non è avvincente come i tuoi soliti racconti, ma è scorrevole e piacevole. Mi piacerebbe ci fosse un seguito.
grazie, Isabella
è una vecchia storia di anni fa, riveduta e corretta per l'occasione
ho sempre avuto la moto, e il saluto con le dita era una specie di obbligo, ma noto con dispiacere che ormai è abbandonato.
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

Immagine

https://scrittoripersempre.forumfree.it/

Autore presente nei seguenti libri di BraviAutori.it:
Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine

Laura Traverso
Apprendista
Messaggi: 187
Iscritto il: 27/05/2016, 16:40
Località: GENOVA
Contatta:

Alcune sue statistiche:

posizione nel Club recensori: cdr: *
attività: ymw ymw ymw
$
sostenitore 2019
diventa anche tu un sostenitore!

Commento

Messaggio da leggere da Laura Traverso » 04/04/2019, 18:53

Tra "il sogno e son desto" Franz e le moto (mi sono venuti in mente i nazisti, avrei scelto un altro nome...), il racconto scorre ordinato e senza refusi. Il contenuto però, non mi ha coinvolto, pur essendo narrato bene, come ho già detto.

Avatar utente
Fausto Scatoli
Necrologista
Messaggi: 278
Iscritto il: 26/11/2015, 11:04
Contatta:

Alcune sue statistiche:

* è tra i primi 10!
dal 2015 (recensiti)
dal 2015 (recensori)
attività: ymw ymw ymw
$
sostenitore 2018
diventa anche tu un sostenitore!

Re: Commento

Messaggio da leggere da Fausto Scatoli » 04/04/2019, 20:42

Laura Traverso ha scritto:
04/04/2019, 18:53
Tra "il sogno e son desto" Franz e le moto (mi sono venuti in mente i nazisti, avrei scelto un altro nome...), il racconto scorre ordinato e senza refusi. Il contenuto però, non mi ha coinvolto, pur essendo narrato bene, come ho già detto.
ciao, Laura
Franz è il nomignolo di un mio amico (Franzini, in realtà), non pensavo potesse portare ai nazisti :shock:

peccato non averti coinvolto, magari ci riuscirò la prossima volta :)
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

Immagine

https://scrittoripersempre.forumfree.it/

Autore presente nei seguenti libri di BraviAutori.it:
Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine

Avatar utente
Marco Daniele
Pubblicista
Messaggi: 72
Iscritto il: 03/03/2019, 15:32
Località: Taranto
la sua vetrina


Alcune sue statistiche:

* è tra i primi 10!
dal 2019 (recensiti)
dal 2019 (profili visti)
dal 2019 (autori prolifici)
dal 2019 (recensori)
attività: ymw ymw ymw
$
sostenitore 2019
diventa anche tu un sostenitore!

Commento

Messaggio da leggere da Marco Daniele » 04/04/2019, 22:34

L'etichetta che mi viene istintivamente da affibbiare a questo racconto è "realismo magico", perché sei capace di far irrompere in maniera egregia una dimensione che potremmo definire sovrannaturale (o comunque non-normale, rimane il mistero su cosa sia effettivamente successo e questo mi piace molto) nella realtà dei due motociclisti: la nebbia, il tempo che sembra fermarsi, la sparizione delle moto (che per un motociclista dev'essere un sacrilegio immagino), la luce... e alla fine c'è quella nota di malinconia, di tristezza che trasmette l'idea di aver solo sfiorato e mai raggiunto effettivamente il mistero.

Unico appunto formale: è biker e non byker.

PS. A me Franz fa venire in mente il marito della principessa Sissi :lol:
Immagine

Autore presente nei seguenti libri di BraviAutori.it:
Immagine


Immagine

Avatar utente
Roberto Bonfanti
Necrologista
Messaggi: 229
Iscritto il: 13/10/2013, 12:58
la sua vetrina


Alcune sue statistiche:

* è tra i primi 10!
dal 2013 (profili visti)
posizione nel Club recensori: cdr: *
attività: ymw ymw ymw
$
sostenitore 2019 (+1)
diventa anche tu un sostenitore!

Commento

Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 05/04/2019, 20:08

Il racconto mi piace, le descrizioni sono buone e adatte all'atmosfera della storia, il mistero è ben congegnato e poi ci sono le moto (sono motociclista anch’io e vedo che sono in buona compagnia).
A mio parere, però, ci sarebbe qualcosa da rivedere nella forma, mi sembra che i tempi verbali di alcune frasi non concordino con quelli di altre.
Una considerazione sul finale: i due protagonisti escono cambiati da questa strana esperienza, ma i “segni” di questo cambiamento sono poco evidenti. Ovviamente capisco l’esigenza di lasciare le sensazioni in sospeso, senza dover razionalizzare tutta la vicenda, ma mi manca qualcosa che spieghi meglio in che modo vengono mutati da questa storia.
Comunque, ribadisco, non male.

Angelo Ciola
Pubblicista
Messaggi: 86
Iscritto il: 04/01/2019, 11:58
Località: Borgo Valsugana (TN)
Contatta:
la sua vetrina


Alcune sue statistiche:

* è tra i primi 10!
dal 2019 (recensiti)
dal 2019 (recensori)
dal 2019 (autori prolifici)
dal 2019 (profili visti)
attività: ymw ymw ymw
$
sostenitore 2019
diventa anche tu un sostenitore!

Commento

Messaggio da leggere da Angelo Ciola » 11/04/2019, 19:05

Racconto che descrive molto bene l'angoscia e l'atmosfera in cui sono avvolti i due protagonisti del racconto. La nebbia fitta che si frappone tra i tuoi occhi e il resto del mondo a volte può effettivamente dare spiacevoli impressioni. Mi sembra forse un po' debole la parte finale ma il resto del racconto è piacevole.

Alessandro Mazzi
Foglio bianco
Messaggi: 11
Iscritto il: 27/03/2019, 22:45

Alcune sue statistiche:

* è tra i primi 10!
dal 2019 (profili visti)
attività: ymw ymw ymw

Commento

Messaggio da leggere da Alessandro Mazzi » 16/04/2019, 13:42

Racconto che si lascia leggere in maniera molto scorrevole. Sulla forma nulla da dire: il racconto è scritto in maniera perfetta. La narrazione è molto fluida e scorre senza problemi. L'unica pecca a mio avviso è il contenuto, che non è riuscito a coinvolgermi pienamente. Ma questa è una semplice considerazione soggettiva. La valutazione resta comunque positiva.

Namio Intile
Pubblicista
Messaggi: 73
Iscritto il: 07/03/2019, 11:31

Alcune sue statistiche:

* è tra i primi 10!
dal 2019 (profili visti)
10° dal 2019 (autori prolifici)
dal 2019 (recensori)
attività: ymw ymw ymw

Commento

Messaggio da leggere da Namio Intile » 17/04/2019, 16:12

Beh, non è niente male. Quindi bravo. Però ritengo che il tempo passato che hai usato non funziona molto. Diminuisce la tensione, allenta la suspense. Io avrei adoperato il presente. Con il presente la chiusura finale, la parte meno riuscita del racconto, avresti potuto costruirla in modo più scorrevole e convincente.

A presto.

Avatar utente
Fausto Scatoli
Necrologista
Messaggi: 278
Iscritto il: 26/11/2015, 11:04
Contatta:

Alcune sue statistiche:

* è tra i primi 10!
dal 2015 (recensiti)
dal 2015 (recensori)
attività: ymw ymw ymw
$
sostenitore 2018
diventa anche tu un sostenitore!

Re: Commento

Messaggio da leggere da Fausto Scatoli » 25/04/2019, 18:11

Marco Daniele ha scritto:
04/04/2019, 22:34
L'etichetta che mi viene istintivamente da affibbiare a questo racconto è "realismo magico", perché sei capace di far irrompere in maniera egregia una dimensione che potremmo definire sovrannaturale (o comunque non-normale, rimane il mistero su cosa sia effettivamente successo e questo mi piace molto) nella realtà dei due motociclisti: la nebbia, il tempo che sembra fermarsi, la sparizione delle moto (che per un motociclista dev'essere un sacrilegio immagino), la luce... e alla fine c'è quella nota di malinconia, di tristezza che trasmette l'idea di aver solo sfiorato e mai raggiunto effettivamente il mistero.

Unico appunto formale: è biker e non byker.

PS. A me Franz fa venire in mente il marito della principessa Sissi :lol:
hai ragione, è biker
la storia vuole essere il resoconto di una sensazione sfiorata e non vissuta del tutto, della quale, forse proprio perché non completa, il protagonista sente nostalgia.
grazie del commento
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

Immagine

https://scrittoripersempre.forumfree.it/

Autore presente nei seguenti libri di BraviAutori.it:
Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine

Avatar utente
Fausto Scatoli
Necrologista
Messaggi: 278
Iscritto il: 26/11/2015, 11:04
Contatta:

Alcune sue statistiche:

* è tra i primi 10!
dal 2015 (recensiti)
dal 2015 (recensori)
attività: ymw ymw ymw
$
sostenitore 2018
diventa anche tu un sostenitore!

Re: Commento

Messaggio da leggere da Fausto Scatoli » 25/04/2019, 18:16

Roberto Bonfanti ha scritto:
05/04/2019, 20:08
Il racconto mi piace, le descrizioni sono buone e adatte all'atmosfera della storia, il mistero è ben congegnato e poi ci sono le moto (sono motociclista anch’io e vedo che sono in buona compagnia).
A mio parere, però, ci sarebbe qualcosa da rivedere nella forma, mi sembra che i tempi verbali di alcune frasi non concordino con quelli di altre.
Una considerazione sul finale: i due protagonisti escono cambiati da questa strana esperienza, ma i “segni” di questo cambiamento sono poco evidenti. Ovviamente capisco l’esigenza di lasciare le sensazioni in sospeso, senza dover razionalizzare tutta la vicenda, ma mi manca qualcosa che spieghi meglio in che modo vengono mutati da questa storia.
Comunque, ribadisco, non male.
grazie del commento.
se devo essere sincero, non ho proprio pensato a dire qualcosa che spieghi meglio il cambiamento avvenuto.
può essere uno spunto per il futuro, grazie.
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

Immagine

https://scrittoripersempre.forumfree.it/

Autore presente nei seguenti libri di BraviAutori.it:
Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine

Avatar utente
Fausto Scatoli
Necrologista
Messaggi: 278
Iscritto il: 26/11/2015, 11:04
Contatta:

Alcune sue statistiche:

* è tra i primi 10!
dal 2015 (recensiti)
dal 2015 (recensori)
attività: ymw ymw ymw
$
sostenitore 2018
diventa anche tu un sostenitore!

Re: Commento

Messaggio da leggere da Fausto Scatoli » 25/04/2019, 18:18

AACiola ha scritto:
11/04/2019, 19:05
Racconto che descrive molto bene l'angoscia e l'atmosfera in cui sono avvolti i due protagonisti del racconto. La nebbia fitta che si frappone tra i tuoi occhi e il resto del mondo a volte può effettivamente dare spiacevoli impressioni. Mi sembra forse un po' debole la parte finale ma il resto del racconto è piacevole.
grazie del commento.
in effetti, la nebbia è protagonista, proprio perché può dare sensazioni strane, anche di smarrimento.
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

Immagine

https://scrittoripersempre.forumfree.it/

Autore presente nei seguenti libri di BraviAutori.it:
Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine

Avatar utente
Fausto Scatoli
Necrologista
Messaggi: 278
Iscritto il: 26/11/2015, 11:04
Contatta:

Alcune sue statistiche:

* è tra i primi 10!
dal 2015 (recensiti)
dal 2015 (recensori)
attività: ymw ymw ymw
$
sostenitore 2018
diventa anche tu un sostenitore!

Re: Commento

Messaggio da leggere da Fausto Scatoli » 25/04/2019, 18:26

Namio Intile ha scritto:
17/04/2019, 16:12
Beh, non è niente male. Quindi bravo. Però ritengo che il tempo passato che hai usato non funziona molto. Diminuisce la tensione, allenta la suspense. Io avrei adoperato il presente. Con il presente la chiusura finale, la parte meno riuscita del racconto, avresti potuto costruirla in modo più scorrevole e convincente.

A presto.
probabilmente hai ragione, il presente avrebbe creato più atmosfera
magari provo a sistemarlo.
grazie del commento
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

Immagine

https://scrittoripersempre.forumfree.it/

Autore presente nei seguenti libri di BraviAutori.it:
Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine

Selene Barblan
Pubblicista
Messaggi: 80
Iscritto il: 11/07/2016, 22:53

Alcune sue statistiche:

* è tra i primi 10!
dal 2016 (recensori)
attività: ymw ymw ymw
$
sostenitore 2019
diventa anche tu un sostenitore!

Commento

Messaggio da leggere da Selene Barblan » 30/04/2019, 21:31

Ciao, ho apprezzato l'atmosfera che hai voluto dare al tuo racconto; nella descrizione iniziale e circa a metà del racconto trovo che hai saputo trasformare le parole in immagini. Trovo anche interessante il tema e lo svolgimento, anche se mi sembra che nel finale hai accelerato un pò.
Mi ha convinto meno la parte subito dopo l'introduzione, dove si spiega cos'è successo prima dell'arrivo della nebbia. Mi sembra meno spontaneo, più costruito, rende meno scorrevole la lettura.

Avatar utente
Fausto Scatoli
Necrologista
Messaggi: 278
Iscritto il: 26/11/2015, 11:04
Contatta:

Alcune sue statistiche:

* è tra i primi 10!
dal 2015 (recensiti)
dal 2015 (recensori)
attività: ymw ymw ymw
$
sostenitore 2018
diventa anche tu un sostenitore!

Re: Commento

Messaggio da leggere da Fausto Scatoli » 15/05/2019, 15:32

Selene Barblan ha scritto:
30/04/2019, 21:31
Ciao, ho apprezzato l'atmosfera che hai voluto dare al tuo racconto; nella descrizione iniziale e circa a metà del racconto trovo che hai saputo trasformare le parole in immagini. Trovo anche interessante il tema e lo svolgimento, anche se mi sembra che nel finale hai accelerato un pò.
Mi ha convinto meno la parte subito dopo l'introduzione, dove si spiega cos'è successo prima dell'arrivo della nebbia. Mi sembra meno spontaneo, più costruito, rende meno scorrevole la lettura.
grazie per il commento.
non sei la prima che lo fa notare, quindi mi sa che avete davvero ragione :)
proverò a modificare qualcosa.
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

Immagine

https://scrittoripersempre.forumfree.it/

Autore presente nei seguenti libri di BraviAutori.it:
Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine

Avatar utente
Draper
Apprendista
Messaggi: 173
Iscritto il: 23/03/2015, 0:05

Alcune sue statistiche:

attività: ymw ymw ymw
$
sostenitore 2018
diventa anche tu un sostenitore!

Commento

Messaggio da leggere da Draper » 15/05/2019, 17:17

A parte quanto già segnalato dagli altri, soprattutto da Roberto (mi riferisco ad alcune disparità di concordanza dei tempi verbali), non mi sembra ci sia molto da aggiungere. Il racconto si è lasciato leggere molto bene, ha dei bei ritmi e sinceramente non ho trovato parti che funzionassero peggio o meglio di altre. Tutto è molto coeso. L'unico problema - ma forse è una mia percezione - è che ho percepito il racconto come "stemperato". Mi spiego meglio. La situazione che i protagonisti vivono è senz'altro anomala, ma proprio perché così carica di mistero, in alcuni punti del testo ho notato l'ingresso di una certa ironia del narratore che forse non ha dato una grande mano all'umore generale dell'opera, perché ha introdotto un elemento che ha "raffreddato" la tensione. Sulla battuta de "i biker non frignano", per esempio, la sensazione è scattata subito. Spero di essermi spiegato, in qualche modo, altrimenti cercherò di essere più chiaro. Se la cosa è voluta, allora non c'è alcun problema, però al tuo posto rivedrei in generale il clima narrativo più che la sostanza della storia, che a me non è dispiaciuta per niente :D Per quel che riguarda invece l'arco narrativo dei personaggi - o le spiegazioni ad esso relative - non ho appunti da fare, a me sembrano costruiti nel modo giusto. Quel po' di vaghezza sul come e sul perché fanno sicuramente il gioco della storia :D A rileggerti
Immagine
Immagine

Teseo Tesei
Pubblicista
Messaggi: 75
Iscritto il: 03/02/2019, 19:35

Alcune sue statistiche:

* è tra i primi 10!
10° dal 2019 (profili visti)
dal 2019 (autori prolifici)
dal 2019 (recensori)
dal 2019 (recensiti)
attività: ymw ymw ymw

Commento

Messaggio da leggere da Teseo Tesei » 30/05/2019, 16:05

Che storia! Direbbero alcuni conoscenti. Certamente i due protagonisti si sono persi. Esistono molteplici modalità di perdersi. Come questi due si siano persi ed in quale modo non è chiarissimo, ma certamente, ed è quel che importa: Alla fine si sono ritrovati.
Le stelle brillano soltanto in notte oscura.
https://www.youtube.com/watch?v=HTRHL3yEcVk

Autore presente nei seguenti ebook di BraviAutori.it:
Immagine
Immagine

Stefano Giraldi Ceneda
Foglio bianco
Messaggi: 49
Iscritto il: 19/08/2017, 10:49

Alcune sue statistiche:

* è tra i primi 10!
dal 2017 (recensori)
attività: ymw ymw ymw
$
sostenitore 2019 (+1)
diventa anche tu un sostenitore!

commento

Messaggio da leggere da Stefano Giraldi Ceneda » 08/06/2019, 17:28

Il mio giudizio sul racconto di Fausto è positivo.
A differenza di quanto ho letto in alcuni dei commenti precedenti, trovo che “La strada" sia addirittura superiore ad altre opere di Fausto, almeno in termini di potenzialità.
Non si è raggiunta una sintesi plastica tra gli elementi narrativi, ma sussistono le basi per affinarla.
Del resto, la perfezione non esiste, ma sulla perfettibilità si può lavorare.
Coraggio e in bocca al lupo per le prossime fatiche letterarie.
P.S. Esprimerò il voto dopo attenta rilettura.

Avatar utente
Gabriele Ludovici
Apprendista
Messaggi: 113
Iscritto il: 23/02/2015, 16:28
Località: Viterbo
la sua vetrina


Alcune sue statistiche:

* è tra i primi 10!
10° dal 2015 (recensiti)
attività: ymw ymw ymw
$
sostenitore 2018 (+1)
diventa anche tu un sostenitore!

Commento

Messaggio da leggere da Gabriele Ludovici » 18/06/2019, 17:56

Sicuramente è descritta bene l'atmosfera di smarrimento, quasi mistica, in cui incappano i due motociclisti abbandonati al proprio destino. In generale mi piace ma credo che - come hanno fatto notare anche altri - nei limiti del racconto breve non si esaurisca la tensione narrativa: i due protagonisti si sono ritrovati, ma effettivamente cosa è successo in quel "blackout"? Manca questo dettaglio, per il resto è scritto molto bene.
Immagine
Immagine
Immagine
Immagine

Rispondi

Torna a “Gara di primavera, 2019”



Alcuni esempi di nostri libri autoprodotti:


Antologia visual-letteraria (Volume due)

Antologia visual-letteraria (Volume due)

Antologia dedicata agli animali

Questo libro è una raccolta dei migliori testi che hanno partecipato alla selezione per la seconda antologia di BraviAutori.it. I ricavati saranno interamente devoluti al sostentamento di una comunità felina abbandonata sita nei pressi del Nucleo industriale di Longarone, Belluno, a poche centinaia di metri dalla diga del Vajont.
A cura di Massimo Baglione e Alessandro Napolitano.

Contiene opere di: Paolo Maccallini, Gianluca Gendusa, Pia Barletta, Angela Di Salvo, Miriam Mastrovito, Alessandro Napolitano, Valentina Margio, Gilbert Paraschiva, Enrico Arlandini, Elena Piccinini, Stefano di Stasio, Eugenio De Medio, Celeste Borrelli, Luisa Catapano, Anna Maria Folchini Stabile, Giovanni Minio, Gemma Cenedese, Antonio Giordano, Rodolfo Vettorello, Cosimo Vitiello, Damiano Giuseppe Pepe, Patrizia Birtolo, Pietro Rainero, Roberto Stradiotti, Anna Giraldo, Maria Rizzi, Vittorio Scatizza, Paolo Frattini, Matteo Mancini, Piergiorgio Annicchiarico, Fabrizio Siclari, Emanuela Cinà, Laura Maria Rocchetti.
gratis Clicca qui per leggere l'ebook COMPLETO!
Vedi ANTEPRIMA (2,10 MB scaricato 613 volte) - per info e commenti clicca qui.
Compralo su   luluamazon
Blue Bull

Blue Bull

Poliziesco ambientato a Chicago e Nuovo Messico

Nota: questo libro non è derivato dai nostri concorsi ma ne abbiamo curato l'editing e la diffusione per conto dell'autore che ha ceduto le royalty all'Associazione culturale.
Un poliziesco vecchio stile, cazzuto, ambientato un po' a Chicago e un po' in New Mexico, dove un poliziotto scopre di avere un figlio già adulto e, una volta deciso di conoscerlo, si accorgerà che non sarà così semplice. Una storia dura e forse anche vera.
Frank Malick, attempato sergente della polizia di Chicago, posto finalmente di fronte alle conseguenze d'una sua mancanza commessa molti anni prima, intraprende un viaggio fino in Nuovo Messico alla ricerca di qualcosa a metà tra il perdono delle persone che aveva fatto soffrire e la speranza di un'improbabile redenzione.
Di Massimo Baglione e Cataldo Balducci.
gratis Clicca qui per leggere l'ebook COMPLETO!
Vedi ANTEPRIMA (482,65 KB scaricato 187 volte) - per info e commenti clicca qui.
Compralo su   luluamazon
I sogni di Titano

I sogni di Titano

Nota: questo libro non è derivato dai nostri concorsi ma ne abbiamo curato l'editing e la diffusione per conto dell'autore che ha ceduto le royalty all'Associazione culturale.
Il "cubo sognatore" su Titano aveva rivelato una verità sconvolgente sull'Umanità, sulla Galassia e, in definitiva, sull'intero Universo, una verità capace di suscitare interrogativi sufficienti per una vita intera. Come poteva essere bonariamente digerito il concetto che la nostra civiltà, la nostra tecnologia e tutto ciò che riguardava l'Umanità… non esisteva?
"Siamo solo… i sogni di Titano", aveva riportato il comandante Sylvia Harrison dopo il primo contatto col cubo, ma in che modo avrebbe potuto l'orgoglio dell'Uomo accettarlo? Ovviamente, l'insaziabile sete di conoscenza dell'Essere umano anelava delle risposte, e la sua naturale curiosità non poteva che spingerlo alla ricerca dell'origine del cubo e delle ragioni della sua peculiare funzione.
Gli autori GLAUCO De BONA (vincitore del Premio Urania 2013) e MASSIMO BAGLIONE (amministratore di BraviAutori.it) vi presentano una versione alternativa del "Tutto" che vi lascerà senza parole. Di Glauco De Bona e Massimo Baglione.
Vedi ANTEPRIMA (203,77 KB scaricato 15 volte) - per info e commenti clicca qui.
Compralo su   luluamazon
(credito insufficiente per lo scaricamento diretto dal nostro sito. Clicca qui per info.)
Clicca qui per vedere tutte le altre nostre Pubblicazioni.



Alcuni esempi di nostri ebook gratuiti:


La Gara 16

La Gara 16 - Cinque personaggi in cerca di storie

(settembre 2010, 54 pagine, 842,16 KB)

Autori partecipanti: Cmt, ArditoEufemismo, Arianna, Hellies15, Ser Stefano, Vit, Giulia Floridi, Carlocelenza, Mastronxo, Gigliola, ABDeleo, VecchiaZiaPatty, Skyla74, Exlex, Lucia Manna,
A cura di Manuela.
Scarica questo testo in formato PDF (842,16 KB) - scaricato 407 volte.
oppure in formato EPUB (475,57 KB) (vedi anteprima) - scaricato 169 volte..
Clicca qui per lasciare un commento.
La Gara 25

La Gara 25 - Dietro la maschera!

(novembre 2011, 84 pagine, 2,22 MB)

Autori partecipanti: Diego Capani, Mastronxo, Ser Stefano, Unanime Uno, Aleeee76, Angela Di Salvo, Tuarag, Stefano di Stasio, Tania Maffei, Cordelia, Licetti, Lodovico, Triptilpazol, Ritavaleria, Maria92, Davide Sax, Cazzaro, Ser Stefano, Nathan,
A cura di Morgana Bart e Tullio Aragona.
Scarica questo testo in formato PDF (2,22 MB) - scaricato 665 volte..
Clicca qui per lasciare un commento.
La Gara 69

La Gara 69 - Le parole che non ti ho mai detto

(marzo 2018, 31 pagine, 956,10 KB)

Autori partecipanti: Lodovico, Patrizia Chini, Angela Catalini, Daniele Missiroli, Alberto Tivoli, Roberto Bonfanti, MicolFusca, David Cintolesi, Fabrizio Bonati, Enrico Gallerati,
a cura di Lorenzo Iero.
Scarica questo testo in formato PDF (956,10 KB) - scaricato 38 volte.
oppure in formato EPUB (569,16 KB) (vedi anteprima) - scaricato 31 volte..
Clicca qui per lasciare un commento.
Clicca qui per vedere tutti gli altri nostri Ebook gratuiti.