Dieci secondi

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'inverno 2018/2019.

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Seira Katsuto
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Dieci secondi

Messaggio da leggere da Seira Katsuto » 09/01/2019, 20:55

Apro gli occhi e vedo una piccola figura rossa di fronte a me, non ho idea di cosa sia e men che meno di chi sia.
Sembra fissarmi incuriosita, così provo a toccarla, ma mi ritrovo a sbattere contro un muro invisibile ai miei occhi.
Anche quella figura ha urtato contro qualcosa, allora riproviamo entrambi ad avvicinarci e con una sintonia quasi surreale finiamo nuovamente contro la parete.
Sospiro e vedo tante bollicine uscire inaspettatamente dalla mia bocca, si stanno dirigendo verso l'alto, incomincio così a seguirle con lo sguardo.
Scorgo la superficie nella quale esse si librano.
Lo specchio d'acqua crea un miscuglio straordinario di colori, "mi piacerebbe raggiungerlo", ho pensato.
Salgo quindi fino ad emergere e mi sento improvvisamente mancare il respiro.
Apro gli occhi, sono senza fiato e non capisco il perché.
Vedo, di fianco a me, una femmina, è bellissima, ricoperta da sfumature rosse, mi sento ipnotizzato a tal punto da avvicinarmi a lei senza muovere consciamente il corpo.
Me la ritrovo di fronte, sperando provi le mie stesse emozioni, i suoi occhi sembrano illuminarsi al contatto coi miei e l'istante dopo ci ritroviamo già nel vortice dell'amore.
Apro gli occhi, ho una fame da lupi.
Proprio in quell'istante vedo del cibo cadere dalla superficie, mi precipito a mangiarlo, vengo però spintonato da qualcosa che cerca di allontanarmi.
È una femmina molto aggressiva, capisco subito che vuole il mio cibo, ma non è mia intenzione permetterle di averlo così facilmente.
Combattiamo, alla fine ne esco vincitore e soddisfatto finisco la mia merenda.
Apro gli occhi e vedo un uovo, di chi sarà?
Decido di prendermene cura, assisto allora meravigliato alla nascita di una nuova piccola creaturina rossa e con una strana sensazione di gioia decido di accoglierla in questo mondo.

Così ho passato la mia esistenza e così l'ho continuata a dimenticare, momento dopo momento, fino ad arrivare ad oggi.
Il giorno della mia morte.
Adesso, disteso sul suolo di un acquario, mi vengono alla mente tutti questi ricordi.
Quei ricordi che avevo sepolto chissà dove nella mia mente.
Vista dall'esterno immagino che sia davvero monotona e noiosa la mia vita, quando invece per me tutto sembrava sempre nuovo e spettacolare.
Adesso che sto morendo me ne rendo conto e non riesco a fare altro che pormi infinite domande.
Come ho fatto a dimenticarmi di tutto?
Di quando cercavo di avvicinarmi alla mia stessa figura, ma il vetro me lo impediva.
Di quando ho provato ad uscire dall'acqua e non riuscivo a respirare.
Di quando ho fatto l'amore con lei, lei che ora mi sta accanto, osservando con uno sguardo confuso la mia dipartita da questo mondo.
E di quando l'ho sconfitta per il cibo, dimenticandomi persino di averla amata.
E soprattutto di quando ho accolto mio figlio al mondo, non ricordandomi nemmeno che lo fosse.
Come ho potuto scordare tutto questo?
Probabilmente sono davvero un caso perso e tutt'ora temo di dimenticarmi della mia stessa morte.
Ahimè, è proprio vero che ho la memoria di un pesce rosso.
Ultima modifica di Seira Katsuto il 15/01/2019, 13:40, modificato 3 volte in totale.

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Draper
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Messaggio da leggere da Draper » 09/01/2019, 22:40

E' molto carino, ben costruito e d'impatto. Si lascia leggere con piacere. L'unico consiglio che posso darti è la moderazione, soprattutto negli avverbi e nei punti esclamativi. Usa i primi solo se strettamente necessario e meno che mai i secondi, perché tradiscono pigrizia (che per fortuna non hai). Per quel che riguarda il lessico, credo che al nono rigo tu intendessi "librano" anziché liberano? Te lo chiedo. E io sostituirei "cibo" a "viveri", lo renderebbe più immediato. Al tuo prossimo racconto, e di nuovo benvenuta.
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Seira Katsuto
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Re: Dieci secondi

Messaggio da leggere da Seira Katsuto » 10/01/2019, 0:32

Draper ha scritto:
09/01/2019, 22:40
E' molto carino, ben costruito e d'impatto. Si lascia leggere con piacere. L'unico consiglio che posso darti è la moderazione, soprattutto negli avverbi e nei punti esclamativi. Usa i primi solo se strettamente necessario e meno che mai i secondi, perché tradiscono pigrizia (che per fortuna non hai). Per quel che riguarda il lessico, credo che al nono rigo tu intendessi "librano" anziché liberano? Te lo chiedo. E io sostituirei "cibo" a "viveri", lo renderebbe più immediato. Al tuo prossimo racconto, e di nuovo benvenuta.
Grazie mille dei consigli :D
I punti esclamativi mi capita molto raramente di metterli in un racconto, anche perché stonano il più delle volte, invece per gli avverbi faccio più fatica, non so la ragione, ma troppo spesso mi capita di lasciarli un po' ovunque, più perché non riesco bene a continuare i discorsi in altri modi che per altro, ma cercherò proprio per questo di starci più attenta e sforzarmi di più nel cercare altri modi di formulare le frasi.
In realtà volevo scrivere proprio liberano, ma in generale quando ho messo quella parola avevo provato anche altri verbi e non me ne sono venuti in mente di migliori, cercavo di intendere che le bolle uscissero in modo dolce o elegante dall'acqua, forse "librano" sarebbe stato più corretto in questo caso comunque.
Per "viveri" l'avevo scritto perché mi sembrava ci fosse una ripetizione, ma forse non era poi così grave e a forza di rileggerlo ho incominciato a confondermi.
Grazie ancora.

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Messaggio da leggere da Draper » 10/01/2019, 0:58

Seira Katsuto ha scritto:
10/01/2019, 0:32
Mi sembrava ci fosse una ripetizione, ma forse non era poi così grave e a forza di rileggerlo ho incominciato a confondermi.
Il problema con cui combatto da dieci anni :lol:
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Messaggio da leggere da Isabella Galeotti » 10/01/2019, 11:39

La memoria di un pesce rosso è molto più lungo di quanto si pensi. Rimane il detto, che è molto carino, come questa storia scritta bene. Mi è piaciuta come hai descritto l impatto con il vetro. E il momento del cibo. Comunque molto scorrevole.
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Messaggio da leggere da Francesca Facoetti » 11/01/2019, 15:28

inizio interessante, curioso, poi a metà l'ho trovato meno scorrevole; a volte mi sorprendi, lo scritto sembra quasi una poesia

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Messaggio da leggere da Colosio Giacomo » 12/01/2019, 13:46

La prima cosa che mi ha incuriosito è stato il titolo: Dieci secondi. Chissà mai cosa vorrà dire, ho pensato. Il racconto l'ho letto due volte ma non sono riuscito a trovare un riferimento che giustificasse quel titolo, comunque bello di suo. Io con i titoli ho litigato per più di vent'anni( eh sì, sono vecchio) e poi un grande scrittore minimalista, erede di Ernest hemingway, R. Carver, mi ha aperto gli occhi. Lui quando non trovava un buon titolo usava una parte di una frase che gli era riuscita per il meglio...come ho fatto io nel mio racconto E a me piaceva tanto giocare. Di tutti i racconti che ho scritto almeno il 20% hanno seguito questa regola: se non trovi un buon titolo, cercalo nel tuo brano.
Mi piacerebbe sapere il motivo per cui hai u7sato quel titolo.
Altra cosa che mi ha incuriosito, e sorpreso, è stata quella che hai avuto l'idea di far parlare un animale muto per eccellenza: il pesce. Io sui pesci ho scritto davvero tantissimo, ma per me è stato facile essendo un esperto di pesci del mediterraneo ( sono istruttore sub da 50 anni, ho avuto una scuola all'isola d'Elba ed ho fatto 5000 immersioni)...eppure mai ho pensato di far parlare un pesce. Tu mi hai dato un'idea strepitosa che forse mi occuperà per i prossimi tre mesi almeno: scrivere in prima persona un racconto nel quale a parlare è un pesce o un animale qualsiasi del mediterraneo( anche il corallo, che non è una pianta ma una colonia di animali). Immaginati lo squalo che parla, la murena, il polpo, animale intelligentissimo...solo a pensare l'autostrada che ho davanti mi gira la testa.
il racconto in sé merita il massimo, nel suo contenuto e nell'originalità...un po' meno, quindi mi attesterò sul voto 4, per la forma. In particolare per l'uso della punteggiatura, che ho studiato a fondo da molti anni essendo stato un correttore di bozze di testi scientifici al Politecnico di Milano. Se< vuoi ne parliamo, credo di poterti dare un buon consiglio, in particolare sull'uso del punto e virgola che mi pare tu non conosca.
Aforisma: Non puoi essere saggio se non hai collezionato innumerevoli ferite dell'anima. La saggezza è una condizione, non un merito. (io)

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Messaggio da leggere da Laura Traverso » 12/01/2019, 23:59

Ho trovato questo racconto originale e anche triste. La scrittura scorre agevolmente e trovo sia esposta in modo corretto. Mi ha fatto molta pena il pesce rosso che va a sbattere contro il vetro della sua prigione (anche se l'autrice non la nomina come prigione, è assai chiaro che lo sia). Dicono che gli umani, prima di morire, nel momento dell'agonia, rivedano la loro vita. Anche il pesce rosso, nel momento della sua morte, ha rivisto e rimpianto molte cose della propria vita. Poverino! Mi piace pensare che si sia dimenticato davvero della sua morte... e che il suo passaggio sia stato lieve. R.I.P. pesce rosso.

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Seira Katsuto
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Re: Dieci secondi

Messaggio da leggere da Seira Katsuto » 14/01/2019, 0:08

Colosio Giacomo ha scritto:
12/01/2019, 13:46
La prima cosa che mi ha incuriosito è stato il titolo: Dieci secondi. Chissà mai cosa vorrà dire, ho pensato. Il racconto l'ho letto due volte ma non sono riuscito a trovare un riferimento che giustificasse quel titolo, comunque bello di suo. Io con i titoli ho litigato per più di vent'anni( eh sì, sono vecchio) e poi un grande scrittore minimalista, erede di Ernest hemingway, R. Carver, mi ha aperto gli occhi. Lui quando non trovava un buon titolo usava una parte di una frase che gli era riuscita per il meglio...come ho fatto io nel mio racconto E a me piaceva tanto giocare. Di tutti i racconti che ho scritto almeno il 20% hanno seguito questa regola: se non trovi un buon titolo, cercalo nel tuo brano.
Mi piacerebbe sapere il motivo per cui hai u7sato quel titolo.
Altra cosa che mi ha incuriosito, e sorpreso, è stata quella che hai avuto l'idea di far parlare un animale muto per eccellenza: il pesce. Io sui pesci ho scritto davvero tantissimo, ma per me è stato facile essendo un esperto di pesci del mediterraneo ( sono istruttore sub da 50 anni, ho avuto una scuola all'isola d'Elba ed ho fatto 5000 immersioni)...eppure mai ho pensato di far parlare un pesce. Tu mi hai dato un'idea strepitosa che forse mi occuperà per i prossimi tre mesi almeno: scrivere in prima persona un racconto nel quale a parlare è un pesce o un animale qualsiasi del mediterraneo( anche il corallo, che non è una pianta ma una colonia di animali). Immaginati lo squalo che parla, la murena, il polpo, animale intelligentissimo...solo a pensare l'autostrada che ho davanti mi gira la testa.
il racconto in sé merita il massimo, nel suo contenuto e nell'originalità...un po' meno, quindi mi attesterò sul voto 4, per la forma. In particolare per l'uso della punteggiatura, che ho studiato a fondo da molti anni essendo stato un correttore di bozze di testi scientifici al Politecnico di Milano. Se< vuoi ne parliamo, credo di poterti dare un buon consiglio, in particolare sull'uso del punto e virgola che mi pare tu non conosca.
Innanzitutto, grazie per il commento, mi fa piacere che ti sia piaciuto.
Il titolo, come tutta la storia, gira sul detto che parla della corta memoria dei pesci rossi (pur non essendo realmente così).
In effetti, esso non dice che si trattino esattamente di "dieci secondi", ma è un numero che mi è venuto spontaneo in mente, oltre a suonarmi bene come titolo.
Quindi l'idea era scrivere una storia che vedesse questo pesciolino vivere "dieci secondi" di vita facendo ogni volta esperienze nuove e inaspettate.
Per quanto riguarda il punto e virgola mi farebbe molto piacere qualche consiglio, non sono mai riuscita a capire per bene quando si potesse usare, per questo, piuttosto che sbagliare ho sempre preferito evitare di metterlo.

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Messaggio da leggere da Colosio Giacomo » 14/01/2019, 7:45

Seira Katsuto ha scritto:
14/01/2019, 0:08
Innanzitutto, grazie per il commento, mi fa piacere che ti sia piaciuto.
Il titolo, come tutta la storia, gira sul detto che parla della corta memoria dei pesci rossi (pur non essendo realmente così).
In effetti, esso non dice che si trattino esattamente di "dieci secondi", ma è un numero che mi è venuto spontaneo in mente, oltre a suonarmi bene come titolo.
Quindi l'idea era scrivere una storia che vedesse questo pesciolino vivere "dieci secondi" di vita facendo ogni volta esperienze nuove e inaspettate.
Per quanto riguarda il punto e virgola mi farebbe molto piacere qualche consiglio, non sono mai riuscita a capire per bene quando si potesse usare, per questo, piuttosto che sbagliare ho sempre preferito evitare di metterlo.
Ti rispondo con un breve post che avevo pubblicato su un sito che frequento da più di 15 anni. Il post si riferisce ad un programma di radio Tre, una radio davvero bella e fortemente culturale ( se vuoi ne parliamo, c'è perfino un programma chiamato Ad alta voce nel quale si possono ascoltare i grandi romanzi del 900 letti da veri professionisti) che è stato chiamato: la giornata pro-grammatica. Eccolo:

La giornata Pro-Grammatica: il punto e virgola

In questa giornata organizzata da Radio 3 alcuni scrittori si sono proposti di adottare il punto e virgola per tenere la loro lezione nelle scuole italiane; lezione che aveva appunto lo scopo di parlare nei minimi particolari dell'uso della punteggiatura in narrativa.
Come avrete certamente notato, anch'io l'ho usato questo segno di interpunzione, e precisamente nella frase che avete appena letto.
Sì, lo ammetto, io sono un fedele sostenitore di questo segno di punteggiatura, anche se devo constatare che non è di immediata assimilazione la pratica di legare due frasi in quel modo.
Ho detto legare, ma anche disgiungere in quanto il doppio segno contiene in sé sia una congiunzione, la virgola, che un punto fermo, vale a dire un segno che separa nettamente.
Una lessicografa italiana, Valeria Della Valle, così ce lo presenta:
"Il punto e virgola si usa quando tra due frasi c'è una forte interruzione sul piano della forma (le frasi sono autonome e separate), ma non c'è una netta separazione sul piano del contenuto: ciò che viene detto dopo il punto e virgola è fortemente legato a ciò che è stato detto prima. Dato questo legame, il punto non sarebbe adatto e si preferisce il punto e virgola".
Ecco un bell'esempio: Si udì un fruscio; il braccio di Michele scivolò dietro la schiena della donna e le circondò la vita.
Abbiamo una netta separazione nella forma dei due periodi ma esiste ancora un legame forte nei contenuti, in quanto il fruscio è la premessa dell'azione che farà il braccio di Michele sfiorando il vestito della donna.
Purtroppo questo segno sta scomparendo nel moderno modo i scrivere, pieno zeppo di punti fermi atti a separare nettamente una frase dall'altra allo scopo di facilitar il lettore nell'assimilazione del testo. Tutto però a scapito della “rotondità” della narrazione che diventa in tal modo spigolosa e sincopata, come lo sarebbe la frase precedente se fosse separata soltanto da un punto: “ Si udì un fruscio. Il braccio di Michele scivolò dietro la schiena della donna e le circondò la vita.”
Scritto in questo modo, non sapremo mai se il fruscio era legato al movimento del braccio di Michele, cosa invece che con il punto e virgola risulta certo per la definizione stessa di questo interessante segno di interpunzione.
Ciaociao, spero ti sia stata utile.
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Re: Dieci secondi

Messaggio da leggere da Massimo Baglione » 14/01/2019, 9:24

ATTENZIONE!

Credendo di star lavorando su una sezione non online del forum, ho accidentalmente azzerato il sondaggio di questo racconto in Gara di Seira.
E' successo solo qui, non sono stati intaccati i sondaggi degli altri racconti.
Mi scuso per l'inconveniente ma vi devo chiedere di votare nuovamente questo racconto (solo i voti, non i commenti).
Abbiate pietà :roll:
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Re: Dieci secondi

Messaggio da leggere da Colosio Giacomo » 14/01/2019, 9:30

Massimo Baglione ha scritto:
14/01/2019, 9:24
ATTENZIONE!

Credendo di star lavorando su una sezione non online del forum, ho accidentalmente azzerato il sondaggio di questo racconto in Gara di Seira.
E' successo solo qui, non sono stati intaccati i sondaggi degli altri racconti.
Mi scuso per l'inconveniente ma vi devo chiedere di votare nuovamente questo racconto (solo i voti, non i commenti).
Abbiate pietà :roll:
Massimo, per me è facile anche ricordare il voto perché lo avevo dichiarato...se ho capito bene solo per questo racconto, giusto? provvedo subito.
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Re: Dieci secondi

Messaggio da leggere da Laura Ruggeri » 14/01/2019, 10:48

Massimo, per me è facile anche ricordare il voto perché lo avevo dichiarato...se ho capito bene solo per questo racconto, giusto? provvedo subito.
Giacomo, ho appena rivotato pure io il racconto. Per sapere dove devi ancora votare vai nella parte alta delle sezione del sito dedicata alla gara stagionale (eccoti il link https://www.braviautori.com/gare ). Troverai l'icona con la spunta e l'indicazione del numero di voti dati, e i link x sapere dove sì e dove no. In ogni caso Massimo ha scritto che c'è da rivotare solo il racconto di Seira.

P.S. ho trovato molto utile il tuo intervento sull'uso del punto e virgola: c'è sempre da imparare e ti ringrazio! Buona lettura/scrittura!

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Messaggio da leggere da Laura Ruggeri » 14/01/2019, 11:35

Seira, mi è piaciuto il tuo racconto che in fondo è una favola, genere un po' sottovalutato oggigiorno perché erroneamente accostato all'infanzia. Ho trovato incantevole l'idea di concentrare l'attenzione sui pensieri del pesciolino che si ricorda della vita solo in punto di morte e mette insieme quei ricordi e quegli episodi a cui prima non aveva fatto nemmeno caso. Questa cosa mi ha fatto pensare a una frase che ho sentito di recente e che credo calzi a pennello per la tua storia: "il tempo non passa. Siamo noi che scorriamo nel tempo"; a volte senza nemmeno accorgecene, aggiungerei io.
Ti segnalo un piccolo errore di concordanza: "capisco subito che vuole il mio cibo, ma non è mia intenzione permetterle di averli così facilmente."
Per il resto, punteggiatura a parte, per cui non posso dire nulla visto che nemmeno io ne conosco bene le regole, il testo scorre fluido e ben curato.

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Re: Dieci secondi

Messaggio da leggere da Colosio Giacomo » 14/01/2019, 13:07

Laura Ruggeri ha scritto:
14/01/2019, 10:48
Giacomo, ho appena rivotato pure io il racconto. Per sapere dove devi ancora votare vai nella parte alta delle sezione del sito dedicata alla gara stagionale (eccoti il link https://www.braviautori.com/gare ). Troverai l'icona con la spunta e l'indicazione del numero di voti dati, e i link x sapere dove sì e dove no. In ogni caso Massimo ha scritto che c'è da rivotare solo il racconto di Seira.

P.S. ho trovato molto utile il tuo intervento sull'uso del punto e virgola: c'è sempre da imparare e ti ringrazio! Buona lettura/scrittura!
Grazie Laura, nemmeno io posso dire di essere un esperto ( sono laureato in ingegneria e fisica e anche se la letteratura ed in particolare la prosa sono la mia passione fin dalle elementari, non posso dire di essere un grande esperto), però la materia mi appassiona e ne sono stato recentemente ancor più coinvolto da quando ho fatto una nuova amicizia web, che mi ha fatto ulteriormente capire l'importanza della punteggiatura. Questa persona, un medico radiologo emiliano, è un formidabile lettore ( speaker) di testi sia di prosa che poesia. Ebbene, quando mi ha fatto l'onore di registrare in sala d'incisione un mio racconto, mi ha detto: Giacomo, il tuo testo non ho dovuto ripeterlo nemmeno una volta perché sembra scritto appositamente per essere letto. E la punteggiatura aiuta in questo senso...a volte, continua questo Festil54, suo nick name su You tube, devo ripetere la registrazione di poesie o racconti anche molto buoni e soltanto perché nella cadenza e nel tono della voce sbagliavo, ma solo per colpa di una punteggiatura che non favoriva la comprensione. Ti garantisco che se vai su You Tube e digiti festil54 troverai che le sue letture sono addirittura magistrali. In quella che riguarda una stupenda e lunga poesia del leopardi, Canto notturno di un pastore errante dell'Asia, io giudico la sua interpretazione addirittura superiore a quella dell'inarrivabile Carmelo Bene. Ciaociao.
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Re: Dieci secondi

Messaggio da leggere da Laura Ruggeri » 14/01/2019, 17:12

Ti garantisco che se vai su You Tube e digiti festil54 troverai che le sue letture sono addirittura magistrali.
Grazie Giacomo per la tua segnalazione. Ho seguito il tuo suggerimento e devo dire che questo speaker ha una voce molto calda, espressiva e versatile. Ho gradito anche la cura che mette nella scelta degli accompagnamenti musicali ai testi. Splendida scoperta!

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Messaggio da leggere da Gabriele Ludovici » 16/01/2019, 10:13

"Vista dall'esterno immagino che sia davvero monotona e noiosa la mia vita, quando invece per me tutto sembrava sempre nuovo e spettacolare". Questa frase è molto eloquente e racchiude l'anima del racconto.

Curioso il fatto che i pesci rossi abbiano una memoria così breve... anche io a volte ho provato a immaginare la loro vita e le loro sensazioni! Il tema è affrontato con la giusta profondità e un tocco di tenerezza, oserei dire, che permette di avvicinarsi "empaticamente" al protagonista.
Mi piace il modo in cui è stato scritto e come sei riuscita a condensare l'intera esistenza del pesciolino nei suoi "flash" più significativi. Il tema è originale e il finale fa riflettere.

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Messaggio da leggere da Ida Dainese » 19/01/2019, 13:41

Trovo questo bel racconto delicato e un pochino crudele. La prima parte riesce a far "precipitare" il lettore dentro l'acqua, vicino al pesciolino, facendogli provare le stesse emozioni e lasciando capire che il dimenticarle così presto sia quasi una sorta di felicità. Il tocco crudele sta nella seconda parte, quando i ricordi tornano alla sua coscienza, nel momento in cui non ha più nemmeno il tempo di ripercorrerli, solo di rimpiangerli. Il pesciolino si chiede perché mai li abbia dimenticati prima.
Mi hai fatto riflettere sulla condizione umana; la felicità della memoria cancellata è solo apparente in confronto alla profondità di aver coscienza del bene e del male.
La narrazione è semplice (in senso buono), armonica nelle due parti e corredata di un ottimo titolo che la riassume con una sfumatura di malinconia.
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Messaggio da leggere da Daniele Missiroli » 19/01/2019, 18:38

Idea: Molto originale, all'inizio non avevo capito.
Trama: La storia di un pesce rosso, fino alla sua dipartita.
Personaggi: Il pesce è ben tratteggiato, nonostante all'inizio la sua identità venga tenute nascosta.
Argomento: Simpatico.
Lettura: Scorrevole e costruito molto bene.
Grammatica e Sintassi:
fino ad emergere - fino a emergere
provato ad uscire - provato a uscire
Vedo, di fianco a me, una femmina. È bellissima, ricoperta da sfumature rosse...
(qui metterei un punto)
Giudizio: Bello, mi ha divertito. Mi sono ricordato di Dory che in Nemo si dimenticava tutto.

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Messaggio da leggere da Stefano Giraldi Ceneda » 20/01/2019, 11:51

Concordo in sostanza con il giudizio espresso da Draper, che integro con una postilla sui punti esclamativi: si può raggiungere un risultato pressoché identico lavorando sulle parole (descrizione delle azioni del personaggio, della motilità facciale, del tono di voce eccetera) senza gravare sulla scorrevolezza del testo.
L’idea è solida e costruita con appigli fissati su snodi strategici, ma serve il supporto di un’impalcatura idonea (la grammatica) per far sì che la struttura non crolli.
Chiedo venia per il mio traslato edilizio. :)

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Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » ieri, 19:39

Mi piacciono i racconti di questo tipo, che spiazzano il lettore facendolo immergere (letteralmente, in questo caso) nella dimensione estranea di personaggi atipici, animali o oggetti umanizzati. Ben descritti i cicli dei pensieri evanescenti del pesce rosso che riprende coscienza del suo passato nell’ultimo istante di vita. L’ironia delle frasi conclusive stempera un po’ il clima di amarezza e di rimpianto della seconda parte.
Se posso permettermi avrei usato “fondo” al posto di “suolo” di un acquario, ma è gusto personale.
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica. (Gesualdo Bufalino)

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