Ero come altri

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'estate 2018.

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Edoardo Prati
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Ero come altri

Messaggio da leggere da Edoardo Prati » 17/08/2018, 11:02

Ero come altri, ero felice, si partiva per le vacanze, tutti insieme…
L’ allegria impetrava libero sfogo e ogni singolo e provato poro della mia pelle emanava una calda felicità agostana .
Ero come altri e come altri non sono più. La coincidenza ha voluto, la coincidenza, disgraziatamente, ha agito. Ero come altri, passavo con l’auto, una Ford nero metallizzato di recente regalatami da mio padre, attraversavo un ponte, esattamente quel ponte, il celebre ponte “Morandi”. Urla, strilli, silenzio.
Ero come altri, attraversavo un ponte, il celebre ponte “Morandi”, la morte mi ha trovato lì. Allora io mi chiedo : perché vita, perché spingi i tuoi figli sotto l’inesorabile ponte che collega in un denso immaginario fumo l’essere e il non essere più? Perché sul “limitar di Dite” fai esalare l’ultimo affaticato respiro in una nube di panico e orrore? Perché io che ero come altri e non altri che sono come nessuno?
Io in fondo, a malincuore, so perché l’inganno così tanto ti alletta…
Perché solo così ci riesci a ricordare di non fidarsi mai di te.
La tua infamia ci ricorda la tua natura crudele.
Ero come altri e come altri non sono più.

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Massimo Baglione
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Re: Ero come altri

Messaggio da leggere da Massimo Baglione » 17/08/2018, 13:16

Bravo, Edoardo, benvenuto nelle Gare letterarie e nel sito! :-)
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Messaggio da leggere da Ida Dainese » 18/08/2018, 9:11

Ciao Edoardo, benvenuto.
Questo tuo testo è commovente perché ci ricorda la recente tragedia e perché riflette i nostri pensieri. Leggendo queste righe si avverte il dolore dell'anima, quell'immedesimarsi nel pensiero di chi non c'è più e quell'interrogarsi dei vivi sul perché della morte.
Il testo nella sua brevità mescola i generi, comincia come un racconto diventando poi una riflessione e in alcuni punti lo stile è simile a quello della poesia. Alla poesia si rifanno anche la prima e l'ultima riga, con l'incipit uguale e un finale diverso che suscitano un velo di tristezza oltre le parole del brano.
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli » 29/08/2018, 12:15

la storia in sè è commovente, questo è innegabile. del resto, è talmente recente l'accaduto, che abbiamo ancora negli occhi le orribili immagini trasmesse dalla tv. però non riesco a farmi piacere il pezzo, scusa la schiettezza.
tante ripetizioni, troppe, e svariati errori di vario tipo, fanno decadere un pezzo che altrimenti mi sarebbe davvero piaciuto.
a rileggerti
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Messaggio da leggere da carlocelenza » 31/08/2018, 11:38

Il fatto ha scosso tutti, innegabile e forse l'emozione ti ha mal consigliato. Scrivere di getto spinti da un impulso potente spesso è controproducente. Una costruzione in cui parole come "impetrava" o "provato poro" distaccano dalle emozioni che volevi trasmettere. Avevi tempo e righe a sufficienza per farci provare qualcosa di più.
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Re: Ero come altri

Messaggio da leggere da Draper » 31/08/2018, 11:52

Concordo con gli altri. Per quanto ispirato a fatti tragici per il nostro paese, manca di profondità e scavo letterario rilevante.
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Messaggio da leggere da Daniele Missiroli » 09/09/2018, 14:42

Una poesia. O un tentativo di poesia.
Credo possa diventare una bella poesia.
La tragedia mi ha colpito molto, come tutti, e quindi anche questo racconto mi ha colpito.
La cosa che mi piace di più è il titolo.
Rileggendolo più volte, toglierei il riferimento al ponte Morandi.
Lo capiscono tutti ugualmente e il componimento aumenterebbe di lirismo, secondo me.

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Messaggio da leggere da Edoardo Prati » 13/09/2018, 1:12

Fausto Scatoli ha scritto:
29/08/2018, 12:15
la storia in sè è commovente, questo è innegabile. del resto, è talmente recente l'accaduto, che abbiamo ancora negli occhi le orribili immagini trasmesse dalla tv. però non riesco a farmi piacere il pezzo, scusa la schiettezza.
tante ripetizioni, troppe, e svariati errori di vario tipo, fanno decadere un pezzo che altrimenti mi sarebbe davvero piaciuto.
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Ultima modifica di Edoardo Prati il 13/09/2018, 16:02, modificato 1 volta in totale.

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Re: Ero come altri

Messaggio da leggere da Edoardo Prati » 13/09/2018, 1:20

Draper ha scritto:
31/08/2018, 11:52
Concordo con gli altri. Per quanto ispirato a fatti tragici per il nostro paese, manca di profondità e scavo letterario rilevante.
Scusate la polemica ma mi sembra che stiate usando termini un po' vaghi...
la profondità di un testo è completamente soggettiva (pascoli trovava profondo il taglio di una quercia) e "scavo letterario" alle mie orecchie non vuole dire gran che (interessante neologismo)
spero tu voglia spiegarmi meglio

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Messaggio da leggere da Edoardo Prati » 13/09/2018, 1:22

Daniele Missiroli ha scritto:
09/09/2018, 14:42
Una poesia. O un tentativo di poesia.
Credo possa diventare una bella poesia.
La tragedia mi ha colpito molto, come tutti, e quindi anche questo racconto mi ha colpito.
La cosa che mi piace di più è il titolo.
Rileggendolo più volte, toglierei il riferimento al ponte Morandi.
Lo capiscono tutti ugualmente e il componimento aumenterebbe di lirismo, secondo me.
Grazie lo farò!

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Messaggio da leggere da Draper » 13/09/2018, 14:53

Edoardo Prati ha scritto:
13/09/2018, 1:20
Scusate la polemica ma mi sembra che stiate usando termini un po' vaghi...
la profondità di un testo è completamente soggettiva (pascoli trovava profondo il taglio di una quercia) e "scavo letterario" alle mie orecchie non vuole dire gran che (interessante neologismo)
spero tu voglia spiegarmi meglio
Innanzitutto a essere vago è il tuo scritto. Non si comprende, o almeno non lo comprendo io, se si tratti di prosa o poesia - e nel caso il brano voglia essere un misto di entrambi, non mi pare sia stato armonizzato o sintetizzato a dovere. Ribadisco che l'ho trovato fermo alla superficie, non mi è sembrato un testo profondo, ma quasi una cronaca. Credo semplicemente che i fatti del Ponte Morandi debbano essere elaborati nel rispetto delle vittime, in silenzio, e nel rispetto di quanto la magistratura dovrà fare perchè sia fatta giustizia.

Per quel che invece concerne il lessico in sé, ho trovato espressioni come "al limitar di Dite" e "impretrava" piuttosto pretestuose. Se il senso di tutto è che le disgrazie accadono e che l'essere umano, in genere, non può farci nulla - per colpa della natura o per la negligenza di altri esseri umani - sicuramente non serviva un componimento di questo tipo per ricordarcelo. La possibilità di morire ci accompagna ogni giorno, sia dentro che fuori di casa. Si può morire anche per un incidente domestico, in fondo. Concordo inoltre con chi, prima di me, ha scritto che se questo testo fosse slegato dalla cronaca del fatto in sé, forse avresti potuto svilupparlo meglio e renderlo più incisivo. Quindi il mio è un invito a riprovarci, nient'altro, e a prendere coscienza di cosa non funziona. Le critiche bisogna saperle prendere, mettersi sulla difensiva non è il modo giusto di affrontarle.

Aggiungo poi che "scavo letterario" non è un neologismo, ma penso di averlo chiarito in apertura, parlando della superficialità. E in ultimo, ti consiglio di non schermarti dietro "la profondità di un testo è completamente soggettiva" perché non tutto si può giustificare o spiegare attraverso la soggettività personale di chi legge. Se un testo è brutto, brutto resta, a prescindere dai gusti, perché la scrittura alle sue regole. A titolo d'esempio, un conto è dire "Stephen King non mi piace", un altro è dire "Stephen King non sa scrivere", adducendo a sostegno di tale opinione il fatto che - per te, me o qualcuno - un testo di King non ci è soggettivamente piaciuto.

Spero che le mie parole, come quelle degli altri, ti aiutino a riflettere e a migliorare.
Ultima modifica di Draper il 21/09/2018, 15:01, modificato 1 volta in totale.
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Re: Ero come altri

Messaggio da leggere da Edoardo Prati » 13/09/2018, 16:00

Draper ha scritto:
13/09/2018, 14:53
Innanzitutto a essere vago è il tuo scritto. Non si comprende, o almeno non lo comprendo io, se si tratti di prosa o poesia - e nel caso il brano voglia essere un misto di entrambi, non mi pare sia stato armonizzato o sintetizzato a dovere. Ribadisco che l'ho trovato fermo alla superficie, non mi è sembrato un testo profondo, ma quasi una cronaca. Credo semplicemente che i fatti del Ponte Morandi debbano essere elaborati nel rispetto delle vittime, in silenzio, e nel rispetto di quanto la magistratura dovrà fare perchè sia fatta giustizia.

Per quel che invece concerne il lessico in sé, ho trovato espressioni come "al limitar di Dite" e "impretrava" piuttosto pretestuose. Se il senso di tutto è che le disgrazie accadono e che l'essere umano, in genere, non può farci nulla - per colpa della natura o per la negligenza di altri esseri umani - sicuramente non serviva un componimento di questo tipo per ricordarcelo. La possibilità di morire ci accompagna ogni giorno, sia dentro che fuori di casa. Si può morire anche per un incidente domestico, in fondo. Concordo inoltre con chi, prima di me, ha scritto che se questo testo fosse slegato dalla cronaca del fatto in sé, forse avresti potuto svilupparlo meglio e renderlo più incisivo. Quindi il mio è un invito a riprovarci, nient'altro, e a prendere coscienza di cosa non funziona. Le critiche bisogna saperle prendere, mettersi sulla difensiva non è il modo giusto di affrontarle.

Aggiungo poi che "scavo letterario" non è un neologismo, ma penso di averlo chiarito in apertura, parlando della superficialità. E in ultimo, ti consiglio di non schermarti dietro "la profondità di un testo è completamente soggettiva" perché non tutto si può giustificare o spiegare attraverso la soggettività personale di chi legge. Se un testo è brutto, brutto resta, a prescindere dai gusti, perché la scrittura alle sue regole. A titolo d'esempio, un conto è dire "Stephen King non mi piace", un altro è dire "Stephen King non sa scrivere", adducendo a sostegno di tale opinione il fatto che - per te, me o qualcuno - un testo di King non ci è soggettivamente piaciuto.

Spero che le mie parole, come quelle degli altri, ti aiutino a riflettere e a migliorare.
Certamente...
Quello che però io volevo intendere è che state dando critiche "costruttive" senza spiegare dove è in se l'errore. Questo non le rende costruttive ma polemiche.
Un testo è brutto solo se tu lo consideri tale, il fatto che tu ritenga la mia richiesta di spiegazioni più esaustive come un "mettersi sulla difensiva" mi rende facile pensare che ci sia un po' di stizza non so a cosa dovuta...
Poi, siccome si è aperta una polemica che non era sicuramente intenzione mia, le parole presuntuose alle quali alludi sono presenti sul dizionario e di conseguenza mi sono corse in aiuto per spiegare quel concetto così superficiale che non è arrivato.
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Re: Ero come altri

Messaggio da leggere da Draper » 13/09/2018, 16:11

Non è che se una parola è sul dizionario significa che sia opportuno utilizzarla, chiaramente dipende dal contesto in cui la si vuole utilizzare. Un testo, inoltre, non è brutto solo se lo consideriamo tale, il punto è proprio questo: ci sono testi di cui è oggettivamente impossibile mettere in discussione non solo la bellezza, ma la struttura sintattico-grammaticale complessiva, ne consegue che esistono testi oggettivamente belli e brutti, e in mezzo a loro una miriade di lavori su cui la soggettività di ognuno ha molto più spazio di manovra. Nessuno qui vuole far polemica, io sono assolutamente tranquillo e non nutro alcuna stizza, o nemmeno avrei perso tempo a dire la mia o a rispondere. E non ho detto che le parole sono "presuntuose" ma pretestuose, che è diverso. In ogni caso, spero di aver chiarito.
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Re: Ero come altri

Messaggio da leggere da Edoardo Prati » 13/09/2018, 18:27

Draper ha scritto:
13/09/2018, 16:11
Non è che se una parola è sul dizionario significa che sia opportuno utilizzarla, chiaramente dipende dal contesto in cui la si vuole utilizzare. Un testo, inoltre, non è brutto solo se lo consideriamo tale, il punto è proprio questo: ci sono testi di cui è oggettivamente impossibile mettere in discussione non solo la bellezza, ma la struttura sintattico-grammaticale complessiva, ne consegue che esistono testi oggettivamente belli e brutti, e in mezzo a loro una miriade di lavori su cui la soggettività di ognuno ha molto più spazio di manovra. Nessuno qui vuole far polemica, io sono assolutamente tranquillo e non nutro alcuna stizza, o nemmeno avrei perso tempo a dire la mia o a rispondere. E non ho detto che le parole sono "presuntuose" ma pretestuose, che è diverso. In ogni caso, spero di aver chiarito.
Va bene hai completamente ragione...
abbiamo pareri diversi riguardo all' oggettività della bellezza,
hai assolutamente ragione in tutto e per tutto però gradirei terminare questa conversazione anche perchè discutere con una persona più grande di me ( ho 14 anni)mi sembra scorretto.
Rimani saldato alle tue idee,ma terminiamo questa discussione che mi sembra non voglia congiungersi ad un punto comune. Ho omesso la mia età per evitare condizionamenti nei pareri e sono contento di avere raggiunto il mio obbiettivo...
Voglio però aggiungere che quando tu scrivi "oggettivamente bello" stai facendo un ossimoro perchè è impossibile dare una definizione di bellezza.

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Re: Ero come altri

Messaggio da leggere da Draper » 13/09/2018, 23:23

Certo.
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Re: Ero come altri

Messaggio da leggere da Massimo Baglione » 14/09/2018, 5:46

Edoardo Prati ha scritto:
13/09/2018, 18:27
...perchè discutere con una persona più grande di me ( ho 14 anni)mi sembra scorretto.
Perdonami, Edoardo, ma devo farti notare che, secondo questa tua idea, qui non dovresti più discutere con nessuno :lol:
A parte gli scherzi: entro i limiti della decenza, qui tutti hanno libertà di parola, è lo scopo sia dell'intero sito che delle Gare in particolare. L'età è l'ultima delle discriminanti assieme al genere, al credo religioso eccetera. Tuttavia apprezzo la tua idea di rispetto, ma ti garantisco che alla luce di quanto ti ho appena scritto, la tua premura non serve ed è forse anche dannosa (sia per te che per tutti).
Ti invito invece ad approfittarne dei vecchietti del forum, ascoltare cosa hanno da dire e poi valutare le loro parole: se ti saranno di aiuto, ascoltale e ringrazia, altrimenti ignorale bellamente e tira avanti.
Buona continuazione!
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Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 14/09/2018, 19:01

Ho letto il racconto appena pubblicato e mi ha colpito, probabilmente anche perché erano trascorsi pochi giorni dalla tragedia che ben conosciamo. Ho letto tutte le critiche e in parte le condivido ma, senza star troppo a domandarmi se sia prosa, poesia o che altro, rileggendolo a distanza di qualche tempo trovo che mantenga un forte impatto emotivo. Sono d’accordo con Daniele Missiroli quando dice che toglierebbe i riferimenti al “Morandi”, io eviterei anche di usare “Ford”, troppo legata alla “modernità” e che cozza con la citazione del Foscolo e con i termini aulici che usa Edoardo. È lontano dal mio solito gusto ma nonostante questo, o forse proprio per questo, fa vibrare alcune mie corde di lettore.
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica. (Gesualdo Bufalino)
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Messaggio da leggere da Laura Ruggeri » 20/09/2018, 18:52

Ciao Edoardo, ho letto il tuo pezzo tempo fa e devo confessare che ho apprezzato molto la cura con cui è stato scritto: non ci sono refusi, c’è attenzione per la punteggiatura.
La prima volta mi ha lasciato un senso di pesantezza addosso: un po’ per la scelta di termini desueti (impetrava) e riferimenti colti (sul “limitar di Dite”), un po’ per l’eccesso di informazioni e di retorica con cui i giornali ci hanno investito a ridosso del terribile evento accaduto a Genova.
Probabilmente togliere il riferimento a quel maledetto ponte crollato mi avrebbe aiutato a concentrarmi di più sul messaggio che c’è nel tuo testo. Il discorso accorato che fai attraverso la voce della vittima mi fa riflettere sulla reale natura della Vita.
Di fronte alla tragedie, gli uomini scoprono di essere mortali. Per fortuna, a mio parere, anche liberi di spendere al meglio il tempo concesso loro in questa parte di universo. Per me il racconto è bello.

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Nota: questo libro non è derivato dai nostri concorsi ma ne abbiamo curato l'editing e la diffusione per conto dell'autore che ha ceduto le royalty all'Associazione culturale.
Cosa può accadere se una élite di persone geneticamente Migliore si accorge di non essere così perfetta come crede?
Una breve storia di Fantascienza scritta da Carlo Celenza, Ida Dainese, Lodovico Ferrari, Massimo Baglione e Tullio Aragona utilizzando il sistema della scrittura collaborativa a turnazione di BraviAutori.it.
Questo racconto è nato quasi per scherzo. Su BraviAutori.it avevamo appena messo a punto il prototipo di un'applicazione online, la Staffetta letteraria, con l'obiettivo di creare un sistema di scrittura collettiva gestita automaticamente dal sito. Man mano che Ida, Carlo, Tullio, Lodovico e il sottoscritto scrivevamo il testo, il programma cresceva di pari passo, si migliorava e si arricchiva di funzionalità fino a giungere con soddisfazione a una versione pratica ed efficiente.
Scrivere a più mani non è mai uno scherzo. Occorre scegliere bene i partecipanti e sperare che lo stile narrativo e la tecnica di ognuno siano abbastanza omogenei con quelli degli altri; ma soprattutto occorrono umiltà, serietà e fantasia, tutti elementi che per questo racconto che state per leggere mi pare si siano felicemente amalgamati tra loro.
Ora sta a voi creare le vostre Staffette letterarie.
Cosa aspettate?
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BReVI AUTORI - volume 4

BReVI AUTORI - volume 4

collana antologica multigenere di racconti brevi

BReVI AUTORI è una collana di libri multigenere, ad ampio spettro letterario. I quasi cento brevi racconti pubblicati in ogni volume sono suddivisi usando il seguente schema ternario:

Fantascienza + Fantasy + Horror
Noir + Drammatico + Psicologico
Rosa + Erotico + Narrativa generale

La brevità va a pari passo con la modernità, basti pensare all'estrema sintesi dei messaggini telefonici o a quelli usati in internet da talune piattaforme sociali per l'interazione tra utenti. La pubblicità stessa ha fatto della brevità la sua arma più vincente, tentando (e spesso riuscendo) in pochi attimi di convincerci, di emozionarci e di farci sognare.
Ma gli estremismi non ci piacciono. Il nostro concetto di brevità è un po' più elastico di un SMS o di un aforisma: è un racconto scritto con cura in appena 2500 battute (sì, spazi inclusi).
A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Ida Dainese, Angela Catalini, Mirta D, Umberto Pasqui, Verdiana Maggiorelli, Francesco Gallina, Francesca Santucci, Sandra Ludovici, Antonio Mattera, Francesca Paolucci, Enrico Teodorani, Laura Traverso, Romina Bramanti, Alberto Tivoli, Fausto Scatoli, Cinzia Iacono, Marilina Daniele, Francesca Rosaria Riso, Francesca Gabriel, Isabella Galeotti, Arcangelo Galante, Massimo Tivoli, Giuseppe Patti, SmilingRedSkeleton, Alessio Del Debbio, Marco Bertoli, Simone Volponi, Tiziano Legati, Francesco Foddis, Maurizio Donazzon, Giovanni Teresi, Sandro Pellerito, Ilaria Motta.
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