Riflessioni sui refusi

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Massimo Baglione
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Riflessioni sui refusi

Messaggio da leggere da Massimo Baglione » 29/08/2010, 9:41

Ho spostato qui alcune recensioni dell'opera Il contratto - di Anima Persa per eventuali approfondimenti che possono valere per un discorso più generale:

Pia Barletta
i commenti dovrebbero servire proprio a questo, chi accetta di buon grado le critiche ha più possibiltà di migliorare Razz

Dino Licci
Purchè non si giudichi la complessità di un componimento, da un refuso, una svista, uno spazio mancante. Questo è compito precipuo dei correttori di testo cui certo, bisogna facilitare il lavoro facendogli pervenire un testo il più possibile pulito. E "Braviautori" serve egregiamente a questo scopo. Ma non basta come non basta "pulire" lo scritto magari ricorrendo a "Ed ora". Bisogna, a mio avviso, premiare coi commenti, la fantasia, l'etica, l'assiologia, la forma, l'assonanza, la terminologia, la musicalità della prosa, la profondità di pensiero. E questo è un compito molto più difficile.

Arianna
Sono completamente d'accordo con Dino. Piccoli errori ortografici vengono comunque eliminati dai correttori di bozze. Le piccole imperfezioni sono dettagli di poco conto; ciò che distingue un bravo scrittore è innanzitutto la capacità di saper sviluppare l'idea in una trama nella quale riesce a trasportare il lettore, oltre a saper scrivere in buona lingua italiana.
Rinnovo i miei complimenti ad Animapersa Smile

Massimo Baglione
Certo, (non per polemizzare, ci mancherebbe e mi si perdoni) ma dato che noi non siamo editori è richiesto un minimo di pulizia del testo, se non altro per rispetto degli altri utenti che volessero leggere e commentare.
Inoltre, se qualcuno qui ha la pazienza di segnalare errori, sarebbe quanto meno carino ricompensare lo sforzo apportando quelle correzioni, se ritenute appropriate.
Ben vengano le recensioni tecniche su stile e contenuto dell'opera, ovviamente, ma se il testo si presenta bene fin dall'inizio credo sia meglio per tutti.
Questa mia nota vale in generale, non per quest'opera che non ho ancora avuto il tempo di leggere, ma dato che l'argomento è uscito qui non potevo non evidenziarlo.

Dino Licci
Se Massimo Baglione me lo consente e dovrebbe farlo visto che siamo in democrazia, io ribadisco quanto ho espresso nella mia recensione, ritenendo utili le segnalazioni, ma accompagnate da un'analisi più complessa ed esauriente del testo nel suo insieme. Comunque questa sarà la mia ultima recensione. Grazie per l'ospitalità.

Massimo Baglione
Credo che BraviAutori sia uno dei massimi esempi di democrazia, Dino Licci, credo che almeno questo lo si debba riconoscere.
Non era mia intenzione discutere sul tuo pensiero, Dino Licci, stavo discutendo sul merito delle segnalazioni circa i refusi. Ci sono persone, qui, che si vogliono impegnare anche in questo tipo di segnalazione oltre che a quello tecnico e di contenuto (vuoi per pignoleria o per pura passione), ed è un peccato non riconoscere la giusta importanza anche del loro operato. Un operato che nell'insieme ci caratterizza tutti col nome generico di BraviAutori.
Scusate se siamo usciti dal sentiero della pura recensione, ma talvolta occorre chiarire le proprie posizioni per non incappare in spiacevoli fraintendimenti.

Pia Barletta
mi dispiacerebbe molto se, non volendo nella maniera più assoluta, ho accidentalmente causato questa polemica. Me ne scuso ma nel contempo riporto quello che ho precedentemente scritto "non posso aggiungere altro a tutto quello già detto, mi è piaciuto davvero molto, scritto molto bene, complimenti" questo vuol dire che condividevo perfettamente quello espresso dagli altri che mi avevano preceduta e mi sembrava stupido ripeterlo. Forse gli altri non hanno letto con attenzione il mio commento, magari servirà per una prossima volta e comunque qui anche la segnalazione del refuso è sempre stata bene accetta.
Chiedo scusa ad Animapersa che starà pensando se sia il caso di rimanere o no, di fronte a una reazione così esagerata e anche fuori luogo.

Anima Persa
Essendo mio il racconto intervengo e molto volentieri. Questo sito mi è stato segnalato, se ho deciso di pubblicare qualcosa di mio è stato per mettermi in gioco. Mi lusinga vedere che ad alcuni il mio racconto è piaciuto particolarmente tanto da sorvolare, mettiamola così, sugli spazi mancanti, ma allo stesso tempo ho accolto di buon grado la critica giusta di Pia, perchè penso sia giusto far notare anche questo in modo da perfezionarsi al meglio. Per il resto non posso che, al contrario, continuare a ringraziare.
Se fosse possibile gradire che si tornasse a concentrarsi, invece, sul racconto con commenti e critiche che possono risultare costruttive, dato anche il fatto che al momento sto cercando di sviluppare la storia per scrivere qualcosa di più complesso.
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Re: Riflessioni sui refusi

Messaggio da leggere da pia » 29/08/2010, 10:21

questa cosa cosa potrebbe avere un interessante sviluppo :wink:
Intanto ne approfitto per fare anche anche un pò di pubblicità a un progetto che sta procedendo bene e cioè questo: viewtopic.php?f=84&t=2296" onclick="window.open(this.href);return false;
visibile anche qui: http://www.braviautori.com/libri.php?mode=inforev1" onclick="window.open(this.href);return false;
Ci stanno arrivando molti libri, alcuni molto interessanti, altri meno, ne è capitato uno in particolare che non è stato recensito perchè pieno zeppo di errori e refusi. Eppure la storia era intrigante, spunti buoni, ma improponibile a un lettore attento. I refusi sono frequentissimi nei libri autoprodotti o in quelli editi da case editrici che non fanno correzione di bozze né editing (il 90 percento) e di certo su molti di questi dobbiamo sorvolare altrimenti non dovremmo recensire niente, ma il libro perde molto in scorrevolezza e fluidità. I refusi distolgono l'attenzione da quello che si sta leggendo e più ce ne sono più si svilisce l'opera, per un lettore doc sono come una calza smagliate sulle gambe di una bella donna di classe o lo smalto sulle unghie tutto smangiucchiato o sbavato. Insomma forse non mi sono espressa in maniera molto chic, ma io la vedo così.
Inoltre è vero che un commento dovrebbe essere rivolto a stile, contenuti, terminologia e quant'altro di giustissimo e sacrosanto dice Dino, ma non deve nemmeno essere così "vitale e indispensabile", magari i nuovi arrivati potrebbero anche scoraggiarsi all'inizio, invece pian piano si comincia con un timido commentino e poi si prende confidenza con le recensioni, allo stesso modo con gli scritti, prima un raccontino e poi un pò alla volta scritti più complessi.

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Re: Riflessioni sui refusi

Messaggio da leggere da Cmt » 29/08/2010, 11:59

Concordo al cento per cento con Pia :-)

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Re: Riflessioni sui refusi

Messaggio da leggere da Anima Persa » 29/08/2010, 18:51

Ringraziando nuovamente Pia, ritenendo giusta la sua critica, a questo punto, visto che vorrei continuare a sviluppare la storia, chiedo se è stato notato altro, a parte spazi mancanti di seguito ad alcune punteggiature, in modo da poter migliorare lo scritto.

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Re: Riflessioni sui refusi

Messaggio da leggere da cosimo vitiello » 29/08/2010, 20:10

Io invece ho un dubbio sull'uso che fa Helena della doppia punteggiatura. Ecco alcuni esempi dal suo racconto:
...che vuoi?".
...a dire il vero!".

Io toglierei il punto fuori le virgolette, perché il punto esclamativo è appunto un punto. Però c'è da dire che lei usa il puntino al di fuori del dialogo, allora con un dialogo che finisce con un punto esclamativo (per esempio) questo andrebbe fuori?
...che vuoi"?
...a dire il vero"!
Va da se che non va bene.

Questo è il motivo per il quale evito di usare le virgolette per indicare i dialoghi, sostituendole con i più accettati trattini o caporali.

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Re: Riflessioni sui refusi

Messaggio da leggere da Anima Persa » 29/08/2010, 21:11

Di quanto tu riporti, Cosimo, me ne sono accorta proprio rileggendolo e confrontandolo con una mia lettura degli ultimi giorni, cosa che di fatto nel seguito dello scritto sto già sistemando.

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Re: Riflessioni sui refusi

Messaggio da leggere da Cmt » 30/08/2010, 8:32

In effetti essendoci già un segno di interpunzione dentro le virgolette non ne serve uno fuori (Cosimo, correzione per correzione... "fuori delle" non "fuori le" ^__^). Detto questo, non vedo che differenza ci sarebbe usando i caporali che funzionano esattamente nello stesso modo.

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Re: Riflessioni sui refusi

Messaggio da leggere da Massimo Baglione » 30/08/2010, 8:43

In teoria bisognerebbe sempre chiedere alle redazioni degli editori per informarsi sul tipo e sui modi di usare le conversazioni nei testi (nel caso volessimo presentare loro un testo da pubblicare).
Per esempio c'è chi dà ragione a Cosimo e chi no.
Io tendo a sostenere una teoria, ovvero che dentro i dialoghi sia da usare la punteggiatura, e anche fuori se serve. Ovvero, in questo caso, tenderei a preferire la forma:

...che vuoi?".
...a dire il vero!".

Ma la mia è prettamente una questione di gusti, non di giustezza o meno della cosa.
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