Incontro alle ombre

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Selene Barblan
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Incontro alle ombre

Messaggio da leggere da Selene Barblan » 29/06/2019, 17:27

Cammino per le strade cercando le ombre, passando da un vicolo all’altro nelle ore più fresche, quando il rischio di incontrare qualcuno si fa meno forte. Le gambe mi trascinano sempre in luoghi diversi e imprevisti, percorrono tragitti che non seguono una logica o uno scopo, se non quello di portarmi sempre avanti, lontano da casa. Il dolore che sento nelle ossa e nei muscoli stanchi mi impedisce di continuare all’infinito, ha sempre la meglio sulla sete di fuggire all’inevitabile rientro, dove un dolore ben più terribile mi aspetta, giorno dopo giorno, anno dopo anno, senza tregua, senza speranza. Vorrei dimenticare, perdere la coscienza di me, del mondo, di tutti gli avvenimenti che hanno segnato la mia lunga, inutile vita. Quando questo pensiero ricorrente affiora, subito il senso di colpa mi assale ed è quello il momento di fermarsi, respirare, cercare di sciogliere il nodo che mi stringe la gola e ragionare sull’assurdità di voler morire e allo stesso tempo di aver, della morte, una paura paralizzante.
Oggi questo meccanismo scatta nella parte alta della città e mi fermo bruscamente per prendere fiato. Riempio i polmoni, con un leggero rantolo l’aria esausta fugge, ne catturo dell’altra, poi, con un ritmo sempre più lento e controllato, il respiro si fa più regolare. Posso adesso rimettere a fuoco ciò che mi circonda e riappropriarmi di tutte le sensazioni e percezioni che, camminando come un sonnambulo, erano rimaste in sospeso. Mi accorgo di aver bisogno di sedermi, buona parte delle mie scarse energie mi ha abbandonato. Con lo sguardo percorro la via che costeggia i binari rugginosi del treno alla ricerca di un posto per riposare e, oltre una strada che ormai si è fatta trafficata, scorgo una panchina rossa all’ombra di un salice piangente. Impiego le mie ultime risorse per raggiungerla e, affannato come sono, mi accorgo solo all’ultimo istante del bambino che, nascosto da ombre balenanti, è seduto, rannicchiato su quella che dovrebbe essere la mia salvezza temporanea. Esito, faccio un passo, poi mi fermo nuovamente, non so se rivolgergli un saluto o se voltarmi e cercare altrove. Non vorrei spaventarlo, sembra così piccolo e fragile, raccolto com’è su se stesso.
Il destino decide in mia vece; il suo viso si solleva e si volta e guardarmi, sembra quasi stesse aspettando il mio arrivo. Non sorride. Non sembra neanche sorpreso o inquietato. Mi guarda con una strana luce negli occhi, poi si volta nuovamente a guardare nuovamente di fronte a sé. Decido quindi di rivolgergli un saluto al quale non risponde. Gli chiedo se posso sedermi accanto a lui, acconsente spostandosi un pochino, evitando tuttora di parlarmi. Mi siedo dunque accanto a lui e provo un grande sollievo che, mi accorgo con sorpresa, non è solamente fisico. Poco a poco mi rilasso, i miei pensieri danno spazio alle sensazioni che quel luogo mi dà, sento la luce che penetra nella mia pelle percorsa da mille solchi, suoni che risvegliano ricordi da tempo sepolti sotto rimpianti ed elucubrazioni. Gli occhi spaziano sui colori e sulle sfumature, non più sugli oggetti, sul cemento, sulle automobili; le palpebre si chiudono a dare spazio a nuove prospettive. Nel buio del mio raccoglimento sento la voce del bambino che, senza dire niente, mi fa capire che in quel luogo potrò tornare ogni volta che ne sentirò il bisogno.
Mi raddrizzo, spalanco gli occhi e, lì dov’era seduto il ragazzino, trovo un papavero e nessun’altra traccia di lui. Infilo lentamente lo stelo del fiore all’occhiello della mia giacca, poi mi sollevo, mi distendo e sono pronto a tornare alla mia normalità, alle mie paure, ai miei ricordi, ai pensieri e ai sogni che ossessionano le mie notti, ma, ora, con la certezza di un luogo che mi aspetta dove posso trovare un’istante di pace.

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Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 01/07/2019, 21:02

Le ansie del protagonista trovano sollievo nel finale, nell’incontro con un bambino, simbolo di una pace perduta e, a fatica, riconquistata, almeno per un momento, almeno con la speranza di poterla ritrovare ancora.
Ben scritto, giocato tutto sull’introspezione, forse lascia poca traccia, se non quella del contrasto fra gli stati d’animo. Trovo che il tuo modo di narrare “pretenda” molto dal lettore, chieda di riempire di contenuti l’appena accennato, suggerito, raramente esplicitato. Sei brava a creare un clima emotivo ma mi piacerebbe leggerti in storie più contestualizzate, non so se sono riuscito a spiegarmi.

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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli » 05/07/2019, 12:01

se lo vogliamo considerare un flusso di coscienza, e non mi pare lo sia, andrebbe bene scritto così.
leggendolo invece come una semplice storia narrata dal protagonista, ritengo sarebbe opportuno andare a capo ogni tanto.
il protagonista crea ansia ma non riesce a trasmetterla, perlomeno non la trasmette a me, quindi non diviene efficace come vorrebbe e dovrebbe.
però la storia ha un suo senso, sebbene sia da rileggere.
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

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Re: Incontro alle ombre

Messaggio da leggere da Edmondo » 06/07/2019, 12:30

Scrivere esorcizza le paure; le butta fuori. Una volta ricordo una studente; bellissima ragazza, che aiutavo a respirare in un sacchetto per un attacco d'ansia. A un certo punto mi disse: "Ce la posso fare, lo posso controllare". Questo mi ha ricordato il tuo racconto e se potessi glielo regalerei, come il tuo papavero. Bello davvero.

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Messaggio da leggere da Laura Traverso » 06/07/2019, 18:08

E' carino il racconto, ha un bel significato che spazia dalla disperazione alla speranza. L'aver trovato "il posto dell'anima" è stato per il protagonista un sollievo che gli ha consentito di sopravvivere alla cupezza della sua vita. Un sollievo, come ha ben compreso, a cui potrà ricorrere ancora.

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Messaggio da leggere da Teseo Tesei » 07/07/2019, 16:51

La panchina rossa all'ombra del salice piangente è un immagine bellissima nel contesto.
Una panchina di colore tale da attirare l'attenzione, posta all'ombra di un salice piangente.
Una divinità femminile, secondo i celti, che invita il protagonista a cercare conforto e pace tra le sue "braccia".
Così infatti accade.

Sono troppe le anime vaganti senza meta in questo nostro mondo, anime che guardandosi a ritroso identificano erroneamente la loro vita come "inutile".
Nessun Anima durante la sua esistenza è mai inutile.
Anzi tutto diviene utile nel piano del Creatore.

Tuttavia le singole scelte operate determinano un grado di soddisfazione interiore più o meno grande.
Questo grado di soddisfazione è dipendente da quanto siam riusciti a far fruttare i nostri talenti.
Esiste libertà di scelta in tal senso.
Ognuno di noi, determina il suo destino con ogni scelta che opera.
Vivere nella luce, anziché cercare sempre riparo nell'ombra, spesso diventa la scelta più saggia.

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Messaggio da leggere da Carol Bi » 12/07/2019, 14:08

Concordo che il messaggio che trasmette questo racconto è molto bello. Confesso che fino all'incirca metà racconto ero convinta che il protagonista fosse una donna; ciò comunque non toglie certo il senso di ciò che comunica. Purtroppo avremmo bisogno tutti di un nostro angolo di paradiso dove rifugiarsi, trovare pace, respirare, ricaricarsi per poter poi ributtarci nel caotico mondo reale. Brava!

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Messaggio da leggere da Alessandro Mazzi » 14/07/2019, 10:19

Il racconto è carino. Un climx ascendente di angoscia che raggiunge il suo apice nell'incontro con il bambino e che si risolve subito dopo, riportando un senso di quiete temporanea. L'interpretazione del testo è piuttosto libera ed ognuno può fornirne la sua. Trovo che questo non sia un limite, anzi crea domande alle quali non avremo mai risposte ed in fondo è giusto cosi. Cosa rappresenta il bambino? Perché il papavero?
Ti segnalo soltanto una cosa: nella frase "poi si volta nuovamente a guardare nuovamente di fronte a sé", la parola nuovamente è ripetuta.
Nel complesso un buon lavoro.

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Messaggio da leggere da Gabriele Ludovici » 15/07/2019, 11:32

Una tensione crescente che si risolve nell'incontro con il bambino; ben scritto, in stile flusso di coscienza, ci permette di entrare nella testa del protagonista. Ogni lettore può trovarci quello che vuole, il perché del bambino e del papavero non viene spiegato. Ripensare all'infanzia porta sollievo? Tutti abbiamo bisogno di un nostro mondo parallelo nel quale rifugiarsi?
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Messaggio da leggere da Namio Intile » 16/07/2019, 14:51

MI pare un buon testo, decisamente migliore di quello con cui hai gareggiato la scorsa edizione. Rispetto a quello la narrazione procede in un senso ben definito, la passeggiata e l'incontro con il bambino, e chiuso da un epilogo decentemente strutturato. E anche il titolo del racconto accompagna il lettore sin dall'inizio senza svelare troppo, il bambino le ombre.

Ho trovato qualche leggerezza, come in questa frase: "passando da un vicolo all’altro nelle ore più fresche"; perché il fresco ha ricordato l'ombra, che con le ombre non ha nulla a che vedere. Ne avrei fatto a meno.
E poi in questa frase: " ha sempre la meglio sulla sete di fuggire all’inevitabile rientro, "; secondo me andava strutturata così: ma l'inevitabile rientro,dove un dolore ben più terribile mi aspetta, giorno dopo giorno, anno dopo anno, senza tregua, senza speranza, ha sempre la meglio sulla sete di fuggire.
E infine un errore: "evitando tuttora di parlarmi". Dovrebbe essere evitando ancora di parlarmi.

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Messaggio da leggere da Isabella Galeotti » 23/07/2019, 11:05

Introspezione, ho capito alla fine che si trattava di un uomo, credo- giacca- anche se anche le donne la indossano. Comunque va benissimo, uomo. Un uomo endonauta, che vuole riflettere su se stesso, e nel momento che vuole riflettere è già in se stesso, lasciando il resto fuori, perlustrando nel più profondo di sè fino a quasi perdere il fiato, fino quasi a morirne. Poi, si accorge che il suo fisico, al contrario della sua mente, si stanca, è esausto e vorrebbe tanto trovare un luogo tranquillo, dove riposare. Da lontano scorge una panchina rossa. Rossa forse perchè voleva farsi notare, con un bimbo accovacciato. Ecco l'introspettivo ansiolitico uomo, entra in questa campana della tranquillità, poi si desta e accanto a se non c'è più il bimbo, ma trova un papavero anch'esso rosso che non è altro che il simbolo del sonno profondo dei sensi e del cuore. Lo affranca all'occhielo e se ne va.
Quando ho fatto le interviste agli autori intendevo proprio un luogo dell'anima, un posto come questa panchina, dove possiamo trovare noi, dove possiamo leggerci e poi alzarci proseguendo la nostra vita.
PS Lo chiedo agli uomini che hanno commentato questo racconto. Ma un uomo può arrivare ad essere un endonauta?
Non posso giudicare, appunto se un uomo potrebbe mai immedesimarsi in un personaggio come questo.
Visto che sia io che Selene siamo donne.
Comunque lo ritengo un valido racconto. voto 4
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Selene Barblan
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Messaggio da leggere da Selene Barblan » 31/07/2019, 14:40

Roberto Bonfanti ha scritto:
01/07/2019, 21:02
Le ansie del protagonista trovano sollievo nel finale, nell’incontro con un bambino, simbolo di una pace perduta e, a fatica, riconquistata, almeno per un momento, almeno con la speranza di poterla ritrovare ancora.
Ben scritto, giocato tutto sull’introspezione, forse lascia poca traccia, se non quella del contrasto fra gli stati d’animo. Trovo che il tuo modo di narrare “pretenda” molto dal lettore, chieda di riempire di contenuti l’appena accennato, suggerito, raramente esplicitato. Sei brava a creare un clima emotivo ma mi piacerebbe leggerti in storie più contestualizzate, non so se sono riuscito a spiegarmi.
Ciao; grazie per aver letto il racconto e per il tuo commento. Si capisco ciò che dici nella tua ultima frase, forse il prossimo racconto sarà più “completo” (non saprei bene come definire il concetto)... dipende un po’ da cosa mi uscirà.. vedremo!

Selene Barblan
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Selene Barblan » 31/07/2019, 14:44

Fausto Scatoli ha scritto:
05/07/2019, 12:01
se lo vogliamo considerare un flusso di coscienza, e non mi pare lo sia, andrebbe bene scritto così.
leggendolo invece come una semplice storia narrata dal protagonista, ritengo sarebbe opportuno andare a capo ogni tanto.
il protagonista crea ansia ma non riesce a trasmetterla, perlomeno non la trasmette a me, quindi non diviene efficace come vorrebbe e dovrebbe.
però la storia ha un suo senso, sebbene sia da rileggere.
Ok grazie per il tuo commento. Solitamente vado a capo quando mi sembra che si cambi “scena” e per questo mi è uscito così.. comunque capisco cosa intendi, dato che il contenuto è già denso, il fatto che il testo sia compatto ti risulta forse troppo pesante..

Selene Barblan
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Re: Incontro alle ombre

Messaggio da leggere da Selene Barblan » 31/07/2019, 14:46

Edmondo ha scritto:
06/07/2019, 12:30
Scrivere esorcizza le paure; le butta fuori. Una volta ricordo una studente; bellissima ragazza, che aiutavo a respirare in un sacchetto per un attacco d'ansia. A un certo punto mi disse: "Ce la posso fare, lo posso controllare". Questo mi ha ricordato il tuo racconto e se potessi glielo regalerei, come il tuo papavero. Bello davvero.
Grazie per quanto hai scritto, sono felice che il racconto ti abbia parlato e che abbia rievocato dei ricordi!

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Messaggio da leggere da Selene Barblan » 31/07/2019, 14:48

Laura Traverso ha scritto:
06/07/2019, 18:08
E' carino il racconto, ha un bel significato che spazia dalla disperazione alla speranza. L'aver trovato "il posto dell'anima" è stato per il protagonista un sollievo che gli ha consentito di sopravvivere alla cupezza della sua vita. Un sollievo, come ha ben compreso, a cui potrà ricorrere ancora.
Grazie per aver letto e commentato il racconto, contenta abbia lasciato un’impronta positiva!

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Messaggio da leggere da Selene Barblan » 31/07/2019, 14:50

Teseo Tesei ha scritto:
07/07/2019, 16:51
La panchina rossa all'ombra del salice piangente è un immagine bellissima nel contesto.
Una panchina di colore tale da attirare l'attenzione, posta all'ombra di un salice piangente.
Una divinità femminile, secondo i celti, che invita il protagonista a cercare conforto e pace tra le sue "braccia".
Così infatti accade.

Sono troppe le anime vaganti senza meta in questo nostro mondo, anime che guardandosi a ritroso identificano erroneamente la loro vita come "inutile".
Nessun Anima durante la sua esistenza è mai inutile.
Anzi tutto diviene utile nel piano del Creatore.

Tuttavia le singole scelte operate determinano un grado di soddisfazione interiore più o meno grande.
Questo grado di soddisfazione è dipendente da quanto siam riusciti a far fruttare i nostri talenti.
Esiste libertà di scelta in tal senso.
Ognuno di noi, determina il suo destino con ogni scelta che opera.
Vivere nella luce, anziché cercare sempre riparo nell'ombra, spesso diventa la scelta più saggia.

Mi piace sia il racconto che il messaggio fatto passare.
Grazie per la lettura attenta, l’approfondita analisi e per gli apprezzamenti!

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Messaggio da leggere da Selene Barblan » 31/07/2019, 14:54

Carol Bi ha scritto:
12/07/2019, 14:08
Concordo che il messaggio che trasmette questo racconto è molto bello. Confesso che fino all'incirca metà racconto ero convinta che il protagonista fosse una donna; ciò comunque non toglie certo il senso di ciò che comunica. Purtroppo avremmo bisogno tutti di un nostro angolo di paradiso dove rifugiarsi, trovare pace, respirare, ricaricarsi per poter poi ributtarci nel caotico mondo reale. Brava!
Interessante, leggendo il tuo commento ho riletto il racconto e in effetti il protagonista risulta poco delineato a livello fisico. Questo forse permette al lettore di immedesimarsi di più, se la lettura lo coinvolge (ma anche al contrario per alcuni potrebbe risultare meno leggibile e coinvolgente). Grazie anche a te per il tuo commento e per l’apprezzamento!

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Messaggio da leggere da Selene Barblan » 31/07/2019, 14:56

Alessandro Mazzi ha scritto:
14/07/2019, 10:19
Il racconto è carino. Un climx ascendente di angoscia che raggiunge il suo apice nell'incontro con il bambino e che si risolve subito dopo, riportando un senso di quiete temporanea. L'interpretazione del testo è piuttosto libera ed ognuno può fornirne la sua. Trovo che questo non sia un limite, anzi crea domande alle quali non avremo mai risposte ed in fondo è giusto cosi. Cosa rappresenta il bambino? Perché il papavero?
Ti segnalo soltanto una cosa: nella frase "poi si volta nuovamente a guardare nuovamente di fronte a sé", la parola nuovamente è ripetuta.
Nel complesso un buon lavoro.
Grazie per il tuo commento, è una soddisfazione per me suscitare domande, incuriosire il lettore. Grazie anche per la correzione, modificherò la frase!

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Messaggio da leggere da Selene Barblan » 31/07/2019, 14:58

Gabriele Ludovici ha scritto:
15/07/2019, 11:32
Una tensione crescente che si risolve nell'incontro con il bambino; ben scritto, in stile flusso di coscienza, ci permette di entrare nella testa del protagonista. Ogni lettore può trovarci quello che vuole, il perché del bambino e del papavero non viene spiegato. Ripensare all'infanzia porta sollievo? Tutti abbiamo bisogno di un nostro mondo parallelo nel quale rifugiarsi?
Ciao, grazie anche a te per quanto hai scritto; in effetti spesso quello che scrivo dà ampio spazio alle interpretazioni..

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Messaggio da leggere da Selene Barblan » 31/07/2019, 15:01

Namio Intile ha scritto:
16/07/2019, 14:51
MI pare un buon testo, decisamente migliore di quello con cui hai gareggiato la scorsa edizione. Rispetto a quello la narrazione procede in un senso ben definito, la passeggiata e l'incontro con il bambino, e chiuso da un epilogo decentemente strutturato. E anche il titolo del racconto accompagna il lettore sin dall'inizio senza svelare troppo, il bambino le ombre.

Ho trovato qualche leggerezza, come in questa frase: "passando da un vicolo all’altro nelle ore più fresche"; perché il fresco ha ricordato l'ombra, che con le ombre non ha nulla a che vedere. Ne avrei fatto a meno.
E poi in questa frase: " ha sempre la meglio sulla sete di fuggire all’inevitabile rientro, "; secondo me andava strutturata così: ma l'inevitabile rientro,dove un dolore ben più terribile mi aspetta, giorno dopo giorno, anno dopo anno, senza tregua, senza speranza, ha sempre la meglio sulla sete di fuggire.
E infine un errore: "evitando tuttora di parlarmi". Dovrebbe essere evitando ancora di parlarmi.
Grazie per l’attenta lettura e per i suggerimenti; sicuramente ne terrò conto quando rileggerò e correggerò il testo.

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Messaggio da leggere da Selene Barblan » 31/07/2019, 15:03

Isabella Galeotti ha scritto:
23/07/2019, 11:05
Introspezione, ho capito alla fine che si trattava di un uomo, credo- giacca- anche se anche le donne la indossano. Comunque va benissimo, uomo. Un uomo endonauta, che vuole riflettere su se stesso, e nel momento che vuole riflettere è già in se stesso, lasciando il resto fuori, perlustrando nel più profondo di sè fino a quasi perdere il fiato, fino quasi a morirne. Poi, si accorge che il suo fisico, al contrario della sua mente, si stanca, è esausto e vorrebbe tanto trovare un luogo tranquillo, dove riposare. Da lontano scorge una panchina rossa. Rossa forse perchè voleva farsi notare, con un bimbo accovacciato. Ecco l'introspettivo ansiolitico uomo, entra in questa campana della tranquillità, poi si desta e accanto a se non c'è più il bimbo, ma trova un papavero anch'esso rosso che non è altro che il simbolo del sonno profondo dei sensi e del cuore. Lo affranca all'occhielo e se ne va.
Quando ho fatto le interviste agli autori intendevo proprio un luogo dell'anima, un posto come questa panchina, dove possiamo trovare noi, dove possiamo leggerci e poi alzarci proseguendo la nostra vita.
PS Lo chiedo agli uomini che hanno commentato questo racconto. Ma un uomo può arrivare ad essere un endonauta?
Non posso giudicare, appunto se un uomo potrebbe mai immedesimarsi in un personaggio come questo.
Visto che sia io che Selene siamo donne.
Comunque lo ritengo un valido racconto. voto 4
Grazie mille per l’approfondita analisi, in effetti quando l’ho scritto ho pensato ad un protagonista uomo. Contenta ti sia piaciuto!!

Angelo Ciola
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Messaggio da leggere da Angelo Ciola » 12/08/2019, 9:01

Più che un racconto è una riflessione interiore del protagonista condito da diverse allegorie di cui non ho compreso tutti i significati. E' certamente scritto bene ma il racconto non mi ha convinto completamente.
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Gianluigi Redaelli
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Re: Incontro alle ombre

Messaggio da leggere da Gianluigi Redaelli » 10/09/2019, 18:40

Mi piace molto per l'atmosfera densa di dolore e disperazione che mi ricordano miei momenti di vita che ho spesso scritto, il tutto poi è concluso con immagine di sollievo e ritrovata speranza.

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Calendario BraviAutori.it "Year-end writer" 2018 -  (a colori)

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(edizione 2018, 6,77 MB)

Autori partecipanti: Angela Catalini, Laura Traverso, Liliana Tuozzo, Marco Bertoli, Lodovico, Giorgio Leone, Giovanni Teresi, Sandra Ludovici, Pietro Sanzeri, Serena Barsottelli, Ida Dainese, Nunzio Campanelli, Lucafan,
A cura di Tullio Aragona.
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La Gara 22 - Un'estate al mare.

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(luglio 2011, 40 pagine, 693,14 KB)

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A cura di Licetti.
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Gara d'inverno 2018-2019 - La soffitta, e gli altri racconti

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(inverno 2018 - 2019, 45 pagine, 662,40 KB)

Autori partecipanti: Stefano Giraldi, Teseo Tesei, Namio Intile, Daniele Missiroli, Marco Daniele, Fabrizio Bonati, Fausto Scatoli, Nunzio Campanelli, Seira Katsuto, Angelo Ciola, Carol Bi, Laura Traverso, Ida Dainese, Draper, Gabriele Ludovici, Roberto Bonfanti,
a cura di Massimo Baglione.
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Il Bene o il Male

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Trenta modi di intendere il Bene, il Male e l'interazione tra essi.

Dodici donne e diciotto uomini hanno tentato di far prevalere la propria posizione, tuttavia la Vita ci insegna che il vincitore non è mai scontato. La Natura ci dimostra infatti che dopo un temporale spunta il sole, ma ci insegna altresì che non sempre un temporale è il Male, e che non sempre il sole è il Bene.
A cura di Massimo Baglione
Copertine di Giuliana Ricci.

Contiene opere di: Antonella Cavallo, Michele Scuotto, Nunzio Campanelli, Rosanna Fontana, Giorgio Leone, Ida Dainese, Angelo Manarola, Anna Rita Foschini, Angela Aniello, Maria Rosaria Del Ciello, Fausto Scatoli, Marcello Nucciarelli, Silvia Torre, Alessandro Borghesi, Umberto Pasqui, Lucia Amorosi, Eliseo Palumbo, Riccardo Carli Ballola, Maria Rosaria Spirito, Andrea Calcagnile, Greta Fantini, Pasquale Aversano, Fabiola Vicari, Antonio Mattera, Andrea Spoto, Gianluigi Redaelli, Luca Volpi, Pietro Rainero, Marcello Colombo, Cristina Giuntini.
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256K

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256 racconti da 1024 Karatteri

Raccolta delle migliori opere che hanno partecipato alla selezione per l'antologia 256K. Ci sono 256 racconti da non più di 1024 battute. A chiudere l'antologia c'è un bellissimo racconto del maestro della fantascienza italiana Valerio Evangelisti. Ogni pagina, è corredata da una cronologia dei vecchi computer dagli anni '50 agli '80. A ogni autore è stato inoltre assegnato un QR Code. Da non perdere!
A cura di Massimo Baglione e Massimo Fabrizi
con la partecipazione di: Alessandro Napolitano e Paolo Oddone.

Contiene opere di: Alberto Tristano, Roberto Guarnieri, Ramona Cannatelli, Ser Stefano, Giorgio Aprile, Gianluca Santini, Matteo Mancini, Giorgia Rebecca Gironi, Mariella Vallesi, Tommaso Chimenti, Diego Salvadori, Giulia Conti, Beatrice Traversin, Maria Cristina Biasoli, Massimiliano Campo, Il Cazzaro di 6502, Polissena Cerolini, Patrizia Birtolo, Paolo Capponi, Paolo Cavicchi, Luca Romanello, Igor Lampis, Diego Di Dio, Leonardo Boselli, David Parronchi, VS, Antonella Tissot, Sam L. Basie, Annamaria Trevale, Bruno Ugioli, Ilaria Spes, Bruno Elpis, Massimiliano Prandini, Andrea Marà, Riccardo Fumagalli, Joshi Spawnbrød, Daniele Picciuti, Gian Filippo Pizzo, Flavio Valerio Nervi, Ermanno Volterrani, Manuela Costantini, Matteo Carriero, Eva Bassa, Lorenzo Pompeo, Andrea Andreoni, Valeria Esposito, Stefano Caranti, Riccardo Carli Ballola, Stefano Pierini, Giuseppe Troccoli, Francesco Scardone, Andrea Cavallini, Alice Chimera, Cosimo Vitiello, Mariaeleonora Damato, Stefano Mallus, Sergio Oricci, Michele Pacillo, Matteo Gambaro, Angela Di Salvo, Marco Migliori, Pietro Chiappelloni, Sergio Donato, Ivan Visini, Ottavia Piccolo, Ester Mistò, Alessandro Mascherpa, Gianmarco Amici, Raffaella Munno, Michele Campagna, Diego Bortolozzo, Lorenzo Davia, Marco Solo, Gianluca Gendusa, Caterina Venturi, Lorenzo Crescentini, Silvia Tessa, Simona Aiuti, Chiara Micheli, Anna Tasinato, Valentina Giuliani, Giulio D'Antona, Maria Francesca Cupane, Veruska Vertuani, Giacomo Scotti, Chiara Zanini, Lorenzo Fontana, Tiziana Ritacco, Margherita Lamatrice, Aurora Torchia, Luigi Milani, Maurizio Brancaleoni, Gloria Scaioli, Filomena, Piergiorgio Annicchiarico, Morik Chadid, Chiara Perseghin, Massimo Ferri, Simone Messeri, Davide Dotto, Serena M. Barbacetto, Roberto Bernocco, Anthony Strange, Cristian Leonardi, Fabiola Lucidi, Roberto Bommarito, Antonio Russo De Vivo, Giacomo Gailli, Giovanni Duminuco, Federico Pergolini, Fabrizio Leonardi, Amigdala Pala, Natale Figura, Celeste Borrelli, Francesca Panzacchi, Andrea Basso, Giacomo Inches, Umberto Pasqui, Mario Frigerio, Luigi Bonaro, Luca Romani, Anna Toro, Giuseppe Varriale, Maria Lipartiti, Marco Battaglia, Arturo Caissut, Stefano Milighetti, Davide Berardi, Paolo Secondini, Susanna Boccalari, Andrea Indiano, Alexia Bianchini, Penelope Mistras, Anna Grieco, Samantha Baldin, Serena Bertogliatti, Valentina Carnevale, Gloria Rochel, Andrea Leonelli, James Carroll Wish, Marco Ferrari, Giovanni Ferrari, Mew Notice, Maurizio Vicedomini, Paride Bastuello, Alessandra Lusso, Mirko Giacchetti, Francesco Manarini, Massimo Rodighiero, Daniela Piccoli, Alessandro Trapletti, Marco Tomasetto, Conrad, Giovanni Sferro, Morgana Bart, Omar Spoti, Massimo Conti, Andrea Donaera, Roberto Alba, Libeth Libet, Angela Rosa, Valentina Coscia, Antonio Matera, Fabio Brusa, Stefano Olivieri, Isabella Galeotti, Chiara de Iure, Ilaria Ranieri, Lorenzo Valle, Francesco Fortunato, Valentina Tesio, Elena Pantano, Maria Basilicata, Antonio Costantini, Riccardo Delli Ponti, Giovanna Garofalo, Eliseo Palumbo, Federica Neri, Alessandro Napolitano, Stefano Valente, Linda Bartalucci, Luisa Catapano, Diego Cocco, Riccardo Sartori, Dario Degliuomini, Gianni Giovannone, Nicola Fierro, Federico Marchionni, Romeo Mauro, Francesco Azzurli, Filippo Pirro, Luca Marinelli, Triptil Pazol, Marco Sartori, Iunio Marcello Clementi, Maria Lucia Nosi, Valentina Vincenzini, Jacopo Mariani, Diletta Fabiani, Lodovico Ferrari, Paolo Franchini, Tullio Aragona, Davide Corvaglia, Davide Figliolini, Beniamino Franceschini, Roberto Napolitano, Valeria Barbera, Federico Falcone, Stefano Meglioraldi, Eugenia Bartoccini, Andrea Gatto, Sonia Galdeman, Filomena Caddeo, Dario D'Alfonso, Chantal Frattini, Viola Cappelletti, Maria Stella Rossi, Serena Rosata, Francesco Di Mento, Giuseppe Sciara, Mario Calcagno, Tanja Sartori, Andrea Giansanti, Lorenzo Pedrazzi, Alessio Negri Zingg, Ester Trasforini, Daniele Miglio, Viola Killerqueen Lodato, Delos Veronesi, Giuseppe De Paolis, Diego Capani, Stefano Colombo, Aislinn, Marco Marulli, Sanrei, Emanuele Crocetti, Andrea Borla, Elena Noseda, Anna Notti, Andreea Elena Stanica, Marina Priorini, Lucia Coluccia, Simone Babini, Fiorenzo Catanzaro, Francesco Mastinu, Cristina Cornelio, Roberto Paradiso, Andrea Avvenengo, Maria Boffini, Mara Bomben, Alex Panigada, Federico Iarlori, Marika Bernard, Alessandra Ronconi, Francesco Danelli, Gabriele Nannetti, Salvatore Ingrosso, Paolo Oddone, Valerio Evangelisti.
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BReVI AUTORI - volume 2

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collana antologica multigenere di racconti brevi

BReVI AUTORI è una collana di libri multigenere, ad ampio spettro letterario. I quasi cento brevi racconti pubblicati in ogni volume sono suddivisi usando il seguente schema ternario:

Fantascienza + Fantasy + Horror
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La brevità va a pari passo con la modernità, basti pensare all'estrema sintesi dei messaggini telefonici o a quelli usati in internet da talune piattaforme sociali per l'interazione tra utenti. La pubblicità stessa ha fatto della brevità la sua arma più vincente, tentando (e spesso riuscendo) in pochi attimi di convincerci, di emozionarci e di farci sognare.
Ma gli estremismi non ci piacciono. Il nostro concetto di brevità è un po' più elastico di un SMS o di un aforisma: è un racconto scritto con cura in appena 2500 battute (sì, spazi inclusi).
A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Ida Dainese, Daniele Missiroli, Fausto Scatoli, Angela Di Salvo, Francesco Gallina, Thomas M. Pitt, Milena Contini, Massimo Tivoli, Franca Scapellato, Vittorio Del Ponte, Enrico Teodorani, Umberto Pasqui, Selene Barblan, Antonella Jacoli, Renzo Maltoni, Giuseppe Gallato, Mirta D, Fabio Maltese, Francesca Paolucci, Marco Bertoli, Maria Rosaria Del Ciello, Alberto Tivoli, Debora Aprile, Giorgio Leone, Luca Valmont, Letteria Tomasello, Alberto Marcolli, Annamaria Vernuccio, Juri Zanin, Linda Fantoni, Federico Casadei, Giovanna Evangelista, Maria Elena Lorefice, Alessandro Faustini, Marilina Daniele, Francesco Zanni Bertelli, Annarita Petrino, Roberto Paradiso, Alessandro Dalla Lana, Laura Traverso, Antonio Mattera, Iunio Marcello Clementi, Federick Nowir, Sandra Ludovici.
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