I due Vascelli

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Diego.G
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I due Vascelli

Messaggio da leggere da Diego.G » 01/10/2019, 18:28

I DUE VASCELLI

Di
Diego. G

Lassù nel cielo, in quell’immensa distesa azzurra che si trova al di sopra delle nuvole, li potete vedere, ma guardando con gli occhi di un bambino.
Sono ancora solo piccoli puntini, ma se sgranate bene gli occhi, già potete inquadrare le loro sagome in un fluttuante movimento.
Ecco ora si possono vedere molto meglio: sono due vascelli, come quelli che solcavano i mari, gli oceani, magari alla ricerca di nuove terre, oppure di tesori nascosti, oppure ancora di principesse da salvare.
Hanno degli strani colori per essere vascelli del XVII secolo.
Non hanno quella tipicità del legno scurito e ammorbidito dal tempo e dall’acqua, sono due scafi forti, lucidi e splendenti, uno completamente bianco, l’altro totalmente nero.
Il vascello bianco sembra sprigionare energia che illumina interamente il proprio scafo; il vascello nero è avvolto da fiamme che sembrano bruciare il suo fasciame.
Sono ancora molto distanti tra loro, lo vedete bene anche voi… e chissà mai se s’incontreranno… e se s’inchineranno salutandosi…
In mare tutto dipende dal vento: può esserci bonaccia e ogni cosa resta immobile; può esserci una piacevole brezza che spinge e accompagna il vostro viaggio; può essere una cattiva compagnia se si trasforma in burrasca. È il vento che comanda le acque e sospinge o affonda le imbarcazioni.
Ed il vento gonfia le vele del vascello bianco e le riempie come se si colmassero di una morbida schiuma di nuvole, sospingendolo. Questo venticello scompiglia i capelli, ma accarezzandoli… e ti fa stare bene.
Il vascello nero è circondato, invece, da una vera e propria tempesta che lo divora, uragani infuocati s’innalzano intorno ad esso dalle torbide acque ardenti. Le vele, stracciate, sono tirate al massimo; la pioggia e le nubi elettrificate riempiono il contorno.
Sarà il vento a dettare il destino delle due imbarcazioni? O, anch’esso è parte di un destino più grande?
Lo sguardo dell’infanzia ce li fa sembrare più vicini ma, credetemi, per ora è solo un’illusione ottica, la distanza tra loro è ancora molta. Sapete, potrebbe anche essere che non sappiano nemmeno l’uno dell’esistenza dell’altro… ma dubito…
Guardate! Mi sembra di intravedere qualcosa sulla chiglia, come dei segni… scritte? Stemmi? Magari proprio i loro nomi, come “Sovrana dei Mari”, “Victory”, “ Téméraire”, o chissà cos’altro… magari se mi metto gli occhiali… no, non è ancora possibile vedere cosa ci sia scritto o disegnato sulla chiglia. Anche se più vicine, non lo sono così tanto da poter leggere chiaramente.
Sono molto contento della vostra presenza… è bello stare in compagnia di bella gente che, proprio come voi partecipa, ascolta, immagina e sogna… magari senza dormire, suvvia!
Magari anche a bordo dei vascelli si stanno divertendo, proviamo a guardare, forse ora si può vedere meglio.
Il vascello bianco è sempre leggiadro nel suo andamento, come le note di un melodia, non vi pare?
A me sembra proprio così… e non ve lo dico perché ho la sfera di cristallo… se l’avessi probabilmente scriverei sempre, ma da un terrazzo di una casetta vista mare. Un terrazzo semplice: un tavolino, il posacenere, un mojito, due- tre sedie per gli amici e un gazebo, ben fissato, delle giuste dimensioni. Purtroppo non è così, ma l’importante è sognarlo. E proprio perché non ho il dono della preveggenza, vi suggerisco di guardare… si sta avvicinando, silenziosamente, e la sua luminosità sembra volerci accorpare assorbendoci in una grande festa… bandierine triangolari arancio, rosse, gialle, bianche, azzurre, sventolano appese alle cime tirate; slogan inneggianti ai prìncipi di pace e libertà riempiono le vele quadre. Il ponte è addobbato a festa; tavoli ricchi di ogni più squisita e golosa pietanza: vassoi colmi di ostriche fresche ricoperte di ghiaccio e limoni a pezzi, spiedini di pesce freschissimo, carni tenere e succose, frutta e verdura proveniente da ogni parte del mondo, formaggi teneri e granosi e bevande per tutti, adulti che si scambiano opinioni, ballano e brindano e bambini che giocano, chi a rincorrersi, chi a nascondersi.
C’è un uomo in completa divisa bianca seduto a capo di una lunga tavolata, lo vedete là in fondo?
La sua divisa sberluccica di medaglie e mostrine… ad occhio e croce direi che altri non può che essere il Comandante. Voi, che dite?
Guardate, si sta alzando, sembra scambiare due chiacchiere con gli ospiti intorno a lui, sembra volerli invitare a partecipare alle danze, a divertirsi, a godersi appieno ogni attimo di questi momenti. Ora si è avvicinato al parapetto di babordo… sembra volgere il suo sguardo verso qualcosa… o qualcuno?
“Ehi lei!”
Avete detto qualcosa?
“Ehi lei, Signore…”
Ma chi ha parlato se non siete stati voi?
“Signore, riesce a sentirmi o ha problemi d’udito? Senza offesa, ovviamente, potrebbe sempre essere…”
Non sono sicuramente sordo… magari a volte sento un po’ di meno… e comunque non riesco ugualmente a capire chi mi stia chiamando, dove si trova?
“Sopra di lei! Esattamente sopra di lei. Ho visto che ci osservava con attenzione e curiosità e volevo capirne di più, magari invitandola a bordo… solo per dare un’occhiata più da vicino e magari assaggiare qualcuna fra le migliori delicatezze provenienti da ogni angolo del mondo. Se vuole può salire a bordo e divertirsi un po’… sa, qua ci si diverte sempre molto, ad ogni traversata.”
Ma è proprio lei? Il Comandante? Buonasera Comandante (mentre goffamente cerco di fare il saluto militare portando la mano alla fronte).
“Tranquillo, non c’è alcun bisogno del saluto. Pur avendo i gradi di Comandante di Vascello, voi civili non siete obbligati a rivolgermi il saluto.”
Comandante… posso farle i complimenti per il suo splendido vascello? È così sfavillante, armonioso, ordinato… non ne ho mai visto uno così bello… ma tutti quei cannoni?
“La ringrazio delle belle parole e le assicuro che io e l’intero equipaggio lavoriamo parecchio affinché tutto quello che vede avvenga sempre e nel migliore possibile dei modi. I cento cannoni sono un vanto per il nostro vascello, soprattutto per l’uso che ne facciamo… sicuramente starà per chiedermi per quale scopo li utilizziamo…”
Mi ha proprio letto nel pensiero Comandante…
“…e quindi accontento la sua curiosità… i nostri cannoni sparano solo in due occasioni: nei momenti di festa ogni ora un colpo e tutti quelli necessari invece per difendere il nostro Nome e tutto ciò che esso rappresenta… ma ora le va di raggiungerci?”
La ringrazio Comandante, ma devo declinare l’invito di salire a bordo e accompagnarvi nel viaggio… le assicuro che accetterei volentieri, se non fossi solo… io adoro le ostriche… ma vede le persone davanti a me? Quelle li sedute che ci stanno ascoltando?
“ Ovviamente Signore!”
Capisce che non posso lasciare sole… per qualche oscuro motivo hanno addirittura pagato un biglietto per venirmi a sentire… non sarebbe carino… credo siano qua per ascoltare delle storie…
“ La comprendo e la rispetto. Ammiro anche la sua decisione. Ora devo salutarla, mi stanno reclamando… comprenda anche lei i mille impegni e le responsabilità di un Comandante, ma anche le continue soddisfazioni nel vedere visi sereni e sorridenti. Però, prima di abbandonarci ognuno ai rispettivi ospiti e ruoli, volevo ricordarle che la libera immaginazione genera sogni liberando nuova energia, che ci rende invincibili… questo è il mio vascello. Arrivederci Signore, è stato un vero piacere”…
Si gira e fa ritorno alla festa.
Buon viaggio Comandante… piacere mio…
…Immaginare, sognare… fosse sempre così facile con tutte le schifezze che succedono nel nostro piccolo mondo… suvvia le sentite anche voi le notizie ai telegiornali, alle radio, le leggete in internet, sui quotidiani… ci viene propinato di tutto, dal Royal baby ad omicidi, da piatti da cucinare alle macchine truccate, dai reality ai parlamentari corrotti… tutto ad una velocità esorbitante, che c’impedisce di fermarci per un attimo a pensare a noi stessi, ai nostri sogni, ai nostri desideri, a guardare ammirati una bellezza della natura, una donna o un uomo, ad ascoltare ed apprezzare interamente una canzone, una poesia, una storia… i sognatori sono ormai dei clandestini… e mi fermo qua sennò inizio poi a divagare… un mio vizio classico, scusatemi…
Ma che freddo fa? All’improvviso poi, brrr…
Questo è un Maestrale… gela le ossa e soffia fortissimo… meglio indossare la giacca, non voglio rischiare di ammalarmi… e voi non vi coprite? Siete davvero dei temerari…
Non vi sento… cosa state dicendo? Si sta avvicinando chi?
(Alzo lo sguardo)…Ma… perché non mi avete avvertito prima? “Parla, parla tu, che noi ci godiamo lo spettacolo” ecco cos’avrete pensato.
Si è avvicinato davvero molto il vascello nero.
Ha davvero un aspetto minaccioso, come quelle locomotive che spinte dal carbone divoravano le pianure annerendo i visi e le mani, o come quelle grosse caldaie di ferro, simili a mostri divoratori, sistemate negli scantinati, che scaldavano i palazzi ottocenteschi.
Avvertiamo tutti quest’aria fredda, decadente, triste, ma spaventosamente decisa, forte, unita e carica di malvagità.
È un vortice di nere vibrazioni che attira ma crea disagio.
Guardate quelle vele nervose, tirate, strappate… i cannoni, fumanti, sembrano aver appena sparato e sembrano pronti a rimbombare di nuovo… lo scafo avanza impietosamente solcando lingue di fuoco incandescenti. Nulla è più uguale a qualche minuto fa… cielo, atmosfera, sensazioni… tutto è mutato.
Sul ponte non ci sono ne balli ne canti, nessun clima di festa, nessun ospite.
C’è un intero equipaggio intento ad eseguire ordini al ritmo di tamburo e frustate, senza mai rivolgersi una parola ne tantomeno uno sguardo. Ogni membro ha un ruolo, è parte di un meccanismo ben oliato che fa funzionare l’intero vascello, perché se qualcuno sgarra, viene dato in pasto alle fiamme e immediatamente sostituito con un nuovo addestrato. Sono tutte anime diverse tra loro, ma tutte intente a navigare nella stessa direzione, con un solo obiettivo…
Ma quale sarà mai questo obiettivo?
Qualche suggerimento? Si, potrebbe essere che voglia raggiungere il vascello bianco… poi? Per fare cosa?. Attaccarlo con tutta la sua potenza di fuoco? Sicuramente ne sarebbe capace…
…Per depredarlo? Non è da escludere…
…Per distruggerlo? Sarebbe nelle sue capacità…
Sono tutte buone ipotesi, ma, forse, tutte sono un po’ banali per questa storia… e non sono preveggente, ricordatevelo.
Mon Dieu! Ma che gelida occhiata mi ha lanciato il Comandante. Non pare intenzionato ad invitarmi… e io non so se vorrei salire. Il suo sguardo vuole tracciare un netto solco tra lui e me, non vuole la mia vicinanza. Il ghiaccio, nei suoi occhi, congela ogni emozione sorvolando le onde infuocate, cercando di afferrare tutto ciò che gli si fa incontro. Avanza il vascello; avanza impietosamente nell’oceano di lava…
Ma… aspettate un momento… se io li ho visti entrambi, li avrete sicuramente visti anche voi… questo significa che i due vascelli si sono avvicinati… e di molto… e non solo a noi, ma anche tra loro.
Ma non si vedono?
Perché non strambano?
Perché non cambiano rotta?
Si schianteranno di sicuro se non fanno qualcosa, scafo contro scafo, scafo dentro scafo, se non si affondano prima a cannonate. Sarà un’altra tragedia del mare!
Oh mio Dio… Oh mio Dio… Oh mio Dio!
SI AFFONDERANNO!

Silenzio, assoluto, come finita una tempesta, passato un boato, uno scoppio, uno scontro tra enormi masse…
…io però non ho sentito nessun boato, nessuno scoppio, nessuno scontro…
Voi ne avete sentiti? No? Come immaginavo…
…Non c’è stato alcun boato o qualcosa che lo possa far ricordare.
Siete stupiti? Voi?
Pensate quanto lo sono io! Non ho mai assistito a nulla di tutto ciò! Due vascelli, navigano verso lo stesso punto, nello stesso momento, da direzioni opposte… si sono avvicinati, si sono oltrepassati, si sono attraversati, senza il benché minimo danneggiamento e ora… ora ognuno per la propria strada a raggiungere chissà quali porti.
Come è potuto accadere tutto ciò?
Spero ve lo stiate chiedendo: come mai non si sono schiantati, sfracellati, distrutti?
Domande giuste da farsi e dubbi che è lecito avere.
Mi pare che oramai i due Comandanti siano troppi distanti per chiedere direttamente a loro, ma soprattutto impegnati nelle loro faccende.
Io, però, una piccola cosa sono riuscito a vederla, anche se solo per il tempo di un battito di ciglio…
…Cosa ho visto? Volete saperlo?
Ho visto il nome di questi due vascelli…
…i nomi scritti sui fianchi dei loro scafi…
…I loro nomi sono… Odio e Amore.

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Messaggio da leggere da Namio Intile » 02/10/2019, 18:01

Un testo difficile da definire, a mezzo tra un racconto e un'opera teatrale. Un'opera teatrale per l'uso della prima persona, il vezzo del protagonista di rivolgersi di continuo al lettore (spettatore), la descrizione tra le parentesi delle azioni compiute dal protagonista, dal punto di vista grafico l'abuso dei puntini di sospensione. E un racconto, per la struttura, l'aggancio del periodo iniziale al finale, la decisione di virgolettare i discorsi diretti, però solo quello del Comandante (chissà poi perché).
Un testo onirico, surreale, allegorico, in cui però nel finale torni coi piedi per terra, nel tentativo di fornire una spiegazione di stampo morale a quanto scritto.
Il tentativo, a mio parere, non è riuscito; la lettura è faticosa, e proprio quel finale è fin troppo facile, privo di spessore. Amore e odio si intrecciano, spesso si confondono. Lo sappiamo tutti. Ma qual è la tua verità? Quale la tua interpretazione?

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Re: I due Vascelli

Messaggio da leggere da Diego.G » 02/10/2019, 18:24

Ti ringrazio innanzitutto del tempo utilizzato sia per leggere che per commentare, è cosa quasi rara ormai. Ritengo che a volte non ci sia bisogno di dare un'interpretazione personale, soprattutto su amore e odio… ognuno ha la sua, credo… non volendo dare un'interpretazione, ho semplicemente voluto ricordare qualcosa che spesso viene dimenticato anche se conosciuto, la realtà del fatto che sono due sentimenti opposti, ma dipendenti l'uno dall'altro che non possono esistere se non provati/ vissuti entrambi. Non volevo per niente essere misterioso o criptico, non era proprio mia intenzione, da qui il finale fin troppo facile, perché non c'è da interpretare, ma da ricordare… tutto qua. Il virgolettato del Comandante è il solo perché è l'unico personaggio immaginario con cui comunica l'attore/autore dal palco, dal mio punto di vista andava evidenziato in maniera diversa, semplicemente. I puntini… sono puntini di sospensione, bisognerebbe rispettarli per dare il giusto ritmo al racconto… poi come dico all'inizio: bisogna guardare con occhi da bambino. Spero di essere stato esaudiente.
Ti ringrazio ancora tantissimo Namio

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Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 03/10/2019, 20:33

Parto dall’ammissione di una mia debolezza: la difficoltà che incontro sempre di fronte a questo tipo di elaborato, quelli cioè che si muovono principalmente nel campo filosofico, morale, direi metafisico.
Tu hai risolto brillantemente la questione oggettivando due sentimenti universali, con buona padronanza dell’argomento e del linguaggio, con una formula che definirei mista: riflessioni, immagini, sfondamenti continui della quarta parete, personificazione dell’astratto. E l’hai fatto miscelando gli ingredienti in modo piacevole, per questo ti faccio i miei complimenti.
Le mie perplessità riguardano soprattutto due aspetti.
La forma: quei puntini, soprattutto all’inizio delle frasi. Nella replica al commento precedente hai dato una spiegazione tutto sommato logica, accettabile, sono pause, sospensioni. Sono pause, ma di chi? Sono tue, dell’autore, quasi una reticenza nell’esposizione? Oppure ritieni che il lettore ne abbia veramente bisogno, che tu voglia suggerirgli di fermarsi a riflettere? Secondo me sono troppe, impongono a certi passaggi un andamento claudicante, usandole con più parsimonia renderesti la lettura più fluida.
L’altra considerazione (e questa è ancora più personale della prima) è sulla dicotomia molto netta che hai usato. Un vascello, Amore, veleggia sereno nella bonaccia più assoluta, il clima a bordo è festante, da spot di Costa Crociere (perdona questa mia facezia :D ); l’altro, Odio, risuona di ordini guerreschi, avvolto in una tempesta di fuoco. Anche l’amore è burrasca di emozioni, non è solo idillio e cieli azzurri, mentre l’odio non vive sempre di azione e battaglia, talvolta si nutre di glaciale indifferenza e di pazienti attese sulla riva del fiume.
Ho quasi l’impressione che tu abbia voluto esasperare le differenze per giustificare la battuta finale che, te lo riconosco, ha una sua poetica.

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Re: I due Vascelli

Messaggio da leggere da Diego.G » 03/10/2019, 21:52

Grazie davvero per aver commentato, ci tenevo ad un tuo parere.
Sui puntini non pensavo di creare così tanto scompiglio, e lo dico con il sorriso sulle labbra. Forse avete ragione con il dire che sono troppi, ma l'unica mia intenzione è quella di creare la pausa teatrale, essendo un racconto ambientato in un teatro con un attore che si rivolge al suo pubblico. Durante gli spettacoli teatrali, soprattutto nei monologhi, l'attore si ferma con la narrazione, fa brevi pause nelle quali può fissare il pubblico, una parte della sala, il soffitto; può chiudere gli occhi, può mettersi in posizione da pensatore, può fare bene o male ciò che vuole, dettando lui stesso il ritmo della narrazione. Questo almeno è ciò che ho tentato di fare, se poi chi legge vuol soffermarsi a riflettere, tanto meglio, ma non c'è l'intenzione mia, diretta.
Sulla seconda considerazione, ancor più rispettabile, ti dirò che volevo proprio affrontarli nella maniera più semplice possibile, con gli occhi di un bambino, come dico all'inizio. Questo perché se avessi affrontato le varie sfaccettature dell'uno e dell'altro (non avrei mai terminato) avrei perso la semplicità e, come dici tu, la poeticità del finale.
Grazie nuovamente per il tuo commento.

N.B. comunque l'indifferenza c'è, dato la mancanza di comunicazione con il secondo Comandante :-)

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Messaggio da leggere da Isabella Galeotti » 04/10/2019, 14:48

Amore Odio. Quanti racconti hanno snocciolato questi due sentimenti. In questo tuo brano, che ho fatico non poco portarlo fino alla fine, l'ha raccontato in un modo diverso. Però non per questo peggio o meglio di altri racconti con il medesimo argomento. A parer mio, è stato tirato troppo alla lunga, è stato allungato, ma forse perchè tu intendevi come pezzo teatrale e non come racconto. Faccio un appunto pure io sui punti, accipicchia, quanti, quante pause, che, questo è il mio modesto parere, si potevano anche evitare. Scritto ciò voto3
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Diego.G
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Re: I due Vascelli

Messaggio da leggere da Diego.G » 04/10/2019, 17:07

Inizialmente era più corto, hai ragione...

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Messaggio da leggere da Eliseo Palumbo » 09/10/2019, 14:06

Ciao Diego, il tuo più che un racconto sembrerebbe un monologo, non c'è nessun narratore se non questo attore(?) che racconta dei due vascelli. Mi piace molto come scrivi e vorrei leggere qualcos'altro, in questo caso però sono rimasto un po' basito diciamo. Lodevole il tema, odio e amore sono alla base di tutto e su questi sentimenti si potrebbe scrivere all'infinito; ho apprezzato il tuo modo di descriverli.
Mostrare ad altri le proprie debolezze lo sconvolgeva assai più della morte

POSARE LA MIA PENNA E' TROPPO PERICOLOSO IO VIVO IO SCRIVO E QUANDO MUOIO MI RIPOSO


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Messaggio da leggere da Laura Traverso » 09/10/2019, 15:26

Mi è piaciuto il racconto, sia per il contenuto, bene/male, che per la scelta descrittiva dell'autore. Bene anche per i numerosi puntini di sospensione adoperati, perché hanno scandito, dal mio punto di vista, maggiormente i dialoghi (mi pareva così di sentirli parlare i personaggi). Circa la lunghezza del testo, sì, lo avrei decisamente accorciato, ma capisco anche che ognuno ha il proprio sentire, e ciò va rispettato. A ritrovarci tra la scrittura... Ciao Diego :-)

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Re: I due Vascelli

Messaggio da leggere da Diego.G » 09/10/2019, 17:45

Grazie mille a tutti. Eliseo hai ragione è un monologo che racconta. Ho cercato la semplicità anche nella tematica perché spesso ci si allontana troppo dai semplici e originari significati di tutto. Nel sito ho pubblicato altro di mio, ma non ho messo tutto ciò che ho scritto. Grazie ancora Eliseo.
…E grazie Laura Traverso… sei la prima persona che ha compreso l'uso dei puntini. Era l'effetto che volevo trasmettere. Sulla lunghezza devo dire che inizialmente era un raccontino… ma l'originale l'ho scritto 20 anni fa :-) A ritrovarci tra la scrittura. Ciao Laura

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Messaggio da leggere da Stefyp » 10/10/2019, 18:36

La prima delle considerazioni che mi vengono in mente è di carattere personale. Io ho delle grosse difficoltà nell'approcciarmi ai racconti lunghi. Ho bisogno di essere accompagnata dalla suspense, dalla curiosità e dal desiderio di vedere come va a finire per riuscire, appunto a finirli. In questo caso ho avuto qualche difficoltà ad arrivare fino in fondo. Rispetto allo stile niente da dire, mi ha convinto. I "puntini di sospensione" non li ho trovati fuori luogo, penso di aver compreso le tue intenzioni. In definitiva posso dirti che se non sono riuscita ad apprezzare a fondo il tuo racconto la colpa è mia, sono io ad avere difficoltà con i racconti di questo genere.

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Messaggio da leggere da Giorgio Leone » 15/10/2019, 12:50

Questo pezzo, scritto in stile impeccabile e armonioso, mi è piaciuto molto e non l'ho trovato onirico, ma gradevolmente descrittivo, altrimenti difficilmente mi sarebbe piaciuto. Ammirevole come tu sia riuscito a fondere i vari piani che convivono senza creare scrolloni e ruvidità: fosse un film sarebbero dissolvenze al bianco.
Per quanto riguarda i puntini, manco li ho visti perché ho letto di getto, gustando ciò che mi era offerto.
Mi è piaciuto molto anche il fatto della possibilità di convivenza e coesistenza, almeno al momento dell'incrocio e della sovrapposizione, di ciò che scopriremo essere sentimenti dissimili, anzi opposti.
L'unico punto che, a mio avviso, rivedrei è il finale, dove l'identificazione dei vascelli in odio e amore mi sembra semplicistica e riduttiva, seppur magari d'effetto, specie se confrontata con la grande mole di lavoro che c'è prima. Avrei trovato il modo di parlare genericamente di forze contrapposte: bianco e nero, yin e yang, bene e male, luce e buio, giorno e notte, odio e amore, materia e spirito (questa a Teseo non piacerà), ecc. Lasciando la scelta ai lettori. Ma è solo un mio personalissimo punto di vista e spero di essere riuscito in qualche modo a rendere ciò che ho provato leggendo il finale.
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Autore presente nei seguenti ebook di BraviAutori.it:
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Re: I due Vascelli

Messaggio da leggere da Diego.G » 15/10/2019, 14:11

Ti ringrazio Giorgio delle belle parole e sono contento che ti sia piaciuto e abbia apprezzato il racconto. Sul finale, non hai tutti i torti, potevo renderlo lynchiano, ma prima di tutto dovrei esserne capace :-), in secondo luogo volevo che fosse un racconto per tutti, anche per i più piccoli. Da qui la volontà di esplicare con odio e amore i nomi dei vascelli, gli unici nomi presenti in tutto il racconto.
A presto Giorgio, grazie ancora.

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Nota: questo libro non è derivato dai nostri concorsi ma ne abbiamo curato l'editing e la diffusione per conto dell'autore che ha ceduto le royalty all'Associazione culturale.
Cosa può accadere se una élite di persone geneticamente Migliore si accorge di non essere così perfetta come crede?
Una breve storia di Fantascienza scritta da Carlo Celenza, Ida Dainese, Lodovico Ferrari, Massimo Baglione e Tullio Aragona.
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BReVI AUTORI - volume 5

BReVI AUTORI - volume 5

collana antologica multigenere di racconti brevi

BReVI AUTORI è una collana di libri multigenere, ad ampio spettro letterario. I quasi cento brevi racconti pubblicati in ogni volume sono suddivisi usando il seguente schema ternario:

Fantascienza + Fantasy + Horror
Noir + Drammatico + Psicologico
Rosa + Erotico + Narrativa generale

La brevità va a pari passo con la modernità, basti pensare all'estrema sintesi dei messaggini telefonici o a quelli usati in internet da talune piattaforme sociali per l'interazione tra utenti. La pubblicità stessa ha fatto della brevità la sua arma più vincente, tentando (e spesso riuscendo) in pochi attimi di convincerci, di emozionarci e di farci sognare.
Ma gli estremismi non ci piacciono. Il nostro concetto di brevità è un po' più elastico di un SMS o di un aforisma: è un racconto scritto con cura in appena 2500 battute (sì, spazi inclusi).
A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Marco Bertoli, Angela Catalini, Francesco Gallina, Liliana Tuozzo, Roberto Bonfanti, Enrico Teodorani, Laura Traverso, Antonio Mattera, Beno Franceschini, F. T. Leo, Fausto Scatoli, Alessandro Chiesurin, Selene Barblan, Giovanni Teresi, Noemi Buiarelli, Maria Rupolo, Alessio Del Debbio, Francesca Gabriel, Gabriele Iacono, Marco Vecchi, SmilingRedSkeleton, Alessandro Pesaresi, Gabriele Iacono, Gabriele Laghi, Ilaria Motta.
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La Gara 37 - Il trinomio Fantastico

La Gara 37 - Il trinomio Fantastico

(aprile/maggio 2013, 50 pagine, 1,25 MB)

Autori partecipanti: Nunzio Campanelli, Marino Maiorino, Lodovico, Patrizia Benetti, Antares, Monica Porta may bee, Licetti, Yendis, Carlocelenza, Scrittore97, Anto Pigy, Pardan, Freecora, Lorella15, Polly Russell, LeggEri.
A cura di Mastronxo e Ser Stefano.
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La Gara 32 - MOM - Storie di Madri (e figli)

La Gara 32 - MOM - Storie di Madri (e figli)

(luglio/agosto 2012, 42 pagine, 720,59 KB)

Autori partecipanti: Nathan, Umberto Pasqui, Ardito Eufemismo, Lodovico, Ser Stefano, Maria92, Lorella15, Alhelì, Mastronxo, Monica Porta may bee, Exlex, Tuarag, Licetti, Angela Di Salvo.
A cura di Mastronxo.
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La Gara 58 - A volte ritornano

La Gara 58 - A volte ritornano

(marzo/aprile 2016, 18 pagine, 500,19 KB)

Autori partecipanti: Giorgio Leone, Patrizia Chini, Nunzio Campanelli, Laura Chi, Alberto Tivoli, Annamaria Vernuccio.
a cura di Lodovico.
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