Al Cinema (...ti odio)

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'estate 2019.

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Carol Bi
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Al Cinema (...ti odio)

Messaggio da leggere da Carol Bi » 05/07/2019, 22:55

Tre settimane e nemmeno un messaggio, un flebile segnale che potesse darmi la certezza che ero ancora nei suoi pensieri, anche se in brevi momenti della giornata. Non riuscivo più ad ingoiare nemmeno un boccone e le mie ore di sonno notturno si erano drasticamente ridotte a due, massimo tre, intervallate da continui ed angoscianti risvegli. Al lavoro passavo la giornata a guardare dalla finestra il parco di Santa Caterina: mi concentravo sulla robusta quercia a pochi metri dall'edificio immaginando che i suoi rami si allungassero come braccia, rompessero il vetro del mio ufficio e mi avvolgessero e stringessero come un boa, graffiandomi la pelle con la ruvida corteccia; poi mi ridestavo all'improvviso e senza rendermene conto mi ritrovavo con la mano sul collo faticando a respirare. La scena era più o meno la stessa tutti i giorni, con poche, minime varianti.
"Attacchi di panico, tesoro" mi ripeteva Alice tutti i giorni e aggiungeva " Tu non stai bene, quanti chili hai perso? E poi non ti trucchi più, sei sempre in disordine e, scusa se mi permetto, il tuo odore potrebbe essere usato come repellente... Iris, sono preoccupata per te, dovresti..."
Alice parlava, parlava, parlava, ma io ero sempre concentrata sulla mia ipnotica quercia e tutto quello che avveniva intorno non mi riguardava, chiusa in un mondo che mi stava consumando ogni giorno un po' di più.
Era un giovedì mattina quando il cellulare suonò. Era lui. Le mani mi tremavano, tutti i muscoli contratti mi dolevano e mi impedivano di muovermi. Mi sedetti sul letto con le gambe incrociate, la camicia da notte appiccicata come carta velina alla schiena sudata; il cuore batteva nel petto incontrollabile. Mi accorsi che mi stavo graffiando l'interno coscia e un rivolo di sangue macchiò il lenzuolo. Rimasi per un attimo a guardare la macchiolina rossastra che impregnava il tessuto assumendo una forma che paradossalmente pareva proprio la mia quercia.
Guardai il cellulare con l'ardente desiderio di leggere il suo messaggio e allo stesso tempo con una paura folle di perderlo per sempre.
Inspirai profondamente catturando ogni singola particella del profumo di quella nuova, giovane giornata estiva che stava per cominciare. La radiosveglia gracchiò all'improvviso facendomi sobbalzare e scivolare il cellulare dalle mani.
Lo recuperai velocemente e senza altre esitazioni premetti l'icona della bustina e lessi il messaggio: "Ore 23.30 cinema Verdi, piazza XX settembre, sala 3, posto A15. Camicetta bianca, gonna nera lunga, capelli raccolti, trucco leggero".
Nient'altro.
La mia eccitazione si trasformò in autentica rabbia: dopo tre settimane soltanto una serie di indicazioni, o meglio, veri e propri ordini.
Ma poco importava, il desiderio di rivederlo era troppo forte, prevaricava qualsiasi dubbio, consapevolezza, timore e buonsenso.
Entrai nella doccia senza attendere che l'acqua si intiepidisse, rimasi almeno venti minuti col capo chino facendomi scorrere l'acqua lungo il collo. Quando uscii, facendo attenzione a non scivolare, mi sentii rigenerata, improvvisamente libera, positiva, leggera, mi pareva che tutto fosse straordinariamente meraviglioso e che da quel momento in poi la mia vita sarebbe stata perfetta.
Andai al lavoro pettinata, pulita ed ordinata. Per tutto il pomeriggio non pensai ad altro che alla mia serata. Fantasticavo su quello che mi avrebbe detto per giustificare il suo silenzio, le sue scuse, il mio perdono, le sue mani intrecciate alle mie, la sua bocca sul mio collo, il suo profumo, i miei sospiri, noi due.
Uscii dall'ufficio alle 17.10 e mi precipitai a casa di mia madre e frugari nel suo armadio in cerca di una camicetta bianca, la gonna già ce l'avevo. Trovata!
Corsi a casa, andai in bagno, mi feci un'altra doccia, mi asciugai velocemente e indossai biancheria intima firmata, camicia e gonna. Poi davanti allo specchio mi acconciai i capelli come richiesto; il trucco tenni quello del mattino. Alle 21.00 ero già pronta. Mi guardai allo specchio: sembravo la versione di me stessa vent'anni dopo.

***

La sala era buia e il film già cominciato. Mi feci spazio tra gambe, piedi e ginocchia in cerca del mio posto.
Lo vidi, lui era là, con gli occhi fissi sullo schermo. Mi avvicinai, urtando la sua gamba. A quel punto si voltò e mi sorrise, il sorriso più bello del mondo.
Mi scusai con la donna alla sua sinistra per averle oscurato per un attimo lo schermo e raggiunsi il mio posto.
Mi sedetti accanto a lui con la voglia di baciarlo, toccarlo... avevo quasi le lacrime. Si voltò, mi guardò e mi sorrise nuovamente. Lo vidi alzare la mano sinistra... finalmente... chiusi gli occhi e mi preparai a ricevere il suo tocco.
Nulla.
Riaprii gli occhi, cercai la sua mano e vidi che era scomparsa sotto la gonna della sconosciuta sedutagli accanto. Vidi la mano muoversi lentamente sotto la veste mentre il respiro di lei cominciava a trasformarsi, il petto si gonfiava e le gambe si contraevano leggermente. Potevo chiaramente sentire l'odore della sua eccitazione.
Lui toccava lei, ma guardava me con grande soddisfazione.
Questo era troppo, mi sentivo umiliata, calpestata, furiosa. Mi alzai di scatto tra le proteste del ragazzo seduto dietro e corsi fuori dalla sala inciampando più volte sugli scalini. Nessuno se ne accorse. Il caldo era opprimente, insopportabile, mi strappai i primi tre bottoni della camicetta, mi sentivo soffocare. Appena uscita dalla sala mi appoggiai al muro esausta, in lacrime; mi feci scivolare lungo la parete fino a sedermi a terra tutta rannicchiata, quasi a voler scomparire. Cercai di concentrarmi sulla mia quercia per non pensare a quello che stava avvenendo a qualche metro da me. Il cuore mi stava letteralmente uscendo dal petto, lo potevo chiaramente vedere e sentire mentre spingeva la cassa toracica. Tremavo.
Senza nemmeno rendermene conto gridai, urlai con tutto il fiato che avevo nel mio esile e provato corpo.
In quel momento, dalla sala, un fragoroso applauso generale premiò la pellicola e la colossalità del film.

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Fausto Scatoli
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli » 05/07/2019, 23:10

racconto anomalo, carico di tensione e di aspettative, con una chiusa tremenda.
la storia in sé non mi piace più di tanto, vista la follia della protagonista (che ovviamente non condivido, sebbene possa quasi comprendere).
però è piuttosto coinvolgente, e questo è un bel punto a favore.
meglio che non mi esprima su determinati comportamenti, potrei creare discussioni spiacevoli
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Messaggio da leggere da Carol Bi » 05/07/2019, 23:19

Fausto Scatoli ha scritto:
05/07/2019, 23:10
racconto anomalo, carico di tensione e di aspettative, con una chiusa tremenda.
la storia in sé non mi piace più di tanto, vista la follia della protagonista (che ovviamente non condivido, sebbene possa quasi comprendere).
però è piuttosto coinvolgente, e questo è un bel punto a favore.
meglio che non mi esprima su determinati comportamenti, potrei creare discussioni spiacevoli
Grazie Fausto. Vero, è un po' anomalo. Questo è un vecchio racconto che ho scritto diverso tempo fa in un periodo particolare della mia vita e che ho riesumato e modificato per renderlo un po' più leggero (l'originale era ancora più pesante) per questa gara.

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Messaggio da leggere da Draper » 06/07/2019, 18:59

Lessi questo racconto tempo fa, infatti sono tornato a leggerlo perché mi sembrava fin troppo familiare. Io non apprezzo il genere, purtroppo, e come hanno già segnalato prima di me, il finale avrebbe bisogno di una revisione completa. Ho trovato abbastanza ben delineati i personaggi però, e la situazione, per quanto anomala o forse poco realistica. Se non altro il pezzo scivola via bene, ma il pregio migliore penso sia quello di aver "rotto" un muro importante, a livello di temi.

Ripeto, per quanto il genere sia lontano dalle mie corde quando non trattato esattamente come voglio io (questione di gusti/esigenze, ovviamente, non si tratta di altro), è un testo che porta un po' di brezza nuova, soprattutto perchè se la prossima volta mi capita a tiro un altro testo a tema bellico (l'ennesimo), sarà la volta buona che ci resto secco. Penso che se non si abbia qualcosa di originale da proporre agli altri, in queste gare, credo sia più che giusto desistere e aspettare di avere un racconto che sia nuovo - o comunque un minimo diverso - come è stato nel tuo caso. E' un buon lavoro, curioso di leggere altro :)

A rileggerti!
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Carol Bi » 06/07/2019, 19:17

Draper ha scritto:
06/07/2019, 18:59
Lessi questo racconto tempo fa, infatti sono tornato a leggerlo perché mi sembrava fin troppo familiare. Io non apprezzo il genere, purtroppo, e come hanno già segnalato prima di me, il finale avrebbe bisogno di una revisione completa. Ho trovato abbastanza ben delineati i personaggi però, e la situazione, per quanto anomala o forse poco realistica. Se non altro il pezzo scivola via bene, ma il pregio migliore penso sia quello di aver "rotto" un muro importante, a livello di temi.

Ripeto, per quanto il genere sia lontano dalle mie corde quando non trattato esattamente come voglio io (questione di gusti/esigenze, ovviamente, non si tratta di altro), è un testo che porta un po' di brezza nuova, soprattutto perchè se la prossima volta mi capita a tiro un altro testo a tema bellico (l'ennesimo), sarà la volta buona che ci resto secco. Penso che se non si abbia qualcosa di originale da proporre agli altri, in queste gare, credo sia più che giusto desistere e aspettare di avere un racconto che sia nuovo - o comunque un minimo diverso - come è stato nel tuo caso. E' un buon lavoro, curioso di leggere altro :)

A rileggerti!
Ti ringrazio. Sapevo che era un azzardo trattare questo tema e che ci sarebbero state delle critiche. Come già scritto ho fatto diversi tagli per renderlo "digeribile". Sicuramente se lasciato intonso il finale avrebbe avuto un impatto diverso. Comunque sono molto felice degli apprezzamenti, pensavo ci sarebbero state solo critiche negative.

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Re: Commento

Messaggio da leggere da Draper » 06/07/2019, 19:37

Carol Bi ha scritto:
06/07/2019, 19:17
Ti ringrazio. Sapevo che era un azzardo trattare questo tema e che ci sarebbero state delle critiche. Come già scritto ho fatto diversi tagli per renderlo "digeribile". Sicuramente se lasciato intonso il finale avrebbe avuto un impatto diverso. Comunque sono molto felice degli apprezzamenti, pensavo ci sarebbero state solo critiche negative.
Per mia parte, ce ne sarebbero state se il pezzo fosse stato trattato come tanta letteratura di questo tipo che trovo in giro - ma per fortuna non è accaduto. Io ho apprezzato maggiormente la versione che non hai tagliato, ma devo dire che questa è più allusiva e forse lo rende persino migliore. Non tanto perché lo hai alleggerito a livello "visivo", ma perché sono convinto che l'erotismo vada trattato e comunicato in un certo modo, quasi subliminale. Renderlo triviale lo avvilisce. Poi per carità, il tipo di registro dipende sempre dalla situazione. Se in un noir mi trovassi una scena erotica densa di lirismo mi sentirei tirato fuori dalla storia in un batter d'occhio, in effetti :D
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Messaggio da leggere da Laura Traverso » 07/07/2019, 15:00

Sì, anche io ho trovato carino il racconto, scritto bene e con un finale che, se non in quei termini, qualcosa lasciava presagire. Da parte mia non ho nulla da criticare circa il contenuto della trama, sappiamo bene che di scemi è pieno il mondo e Carol ha appunto trattato, con questo racconto, una "scemaggine umana"

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Roberto Bonfanti
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Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 07/07/2019, 17:09

Il racconto mi è piaciuto, trovo che sia molto efficace, soprattutto nella prima parte, nel far comprendere gli stati d’animo e i processi mentali di Iris, il suo annullarsi per quell’uomo che la umilia. Buona anche l’immagine della quercia, prima soffocante a alla fine quasi protettiva.
Ti segnalo un refuso: frugari al posto di frugai. Colossalità, invece, non sarà ortodosso ma come neologismo funziona, rende l’idea.

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Messaggio da leggere da Selene Barblan » 11/07/2019, 12:12

Trovo interessante la descrizione iniziale dello stato d’animo della protagonista e dell’immagine della pianta che la “strozza”, così come fanno ansia e malessere. Questa buona premessa viene disillusa, secondo me, da come procede il racconto, che non mi convince e non mi coinvolge (non per la tematica, ma piuttosto per lo stile con cui viene trattata).

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Messaggio da leggere da Gabriele Ludovici » 12/07/2019, 15:40

A me è piaciuto; le premesse permettono di empatizzare con la protagonista, il finale "drammatico" non me l'aspettavo proprio. Un uomo sadico, una donna persa nell'indifferenza resa ancora più accentuata dal buio della sala. Non ho faticato a immaginare tutte le scene presenti nel racconto.
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Messaggio da leggere da Isabella Galeotti » 16/07/2019, 9:40

Ho iniziato a correre sulle prime righe.Avevo capito di averlo già letto. Infatti arrivata poi alla fine, mi sono resa conto che questo brano l'avevo già visionato. Questa versione però è meno colorita di quella originale. L'hai resa più soft, e ti direi che con solo quelle poche righe, molto precise ed esplicite è più accattivante. Buono 4
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Namio Intile
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Messaggio da leggere da Namio Intile » 16/07/2019, 16:50

Buona la descrizione dello stato emotivo di Iris, soprattutto nella parte iniziale del racconto. Il finale lo trovo un po' scontato, con lei che scappa in preda allo stupore e alla rabbia; mentre la chiusura, secondo me, "In quel momento, dalla sala, un fragoroso applauso generale premiò la pellicola e la colossalità del film" è sbagliata, oltre che frettolosa.
Avevo avuto l'idea che la sala fosse vuota o semivuota, e invece… E poi quel colossalità, seppur richiami la colossalità dell'inganno patito da Iris, proprio non si può sentire e chiude proprio male.
Per conto mio, obiettivo centrato a metà.

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