Cose che si rompono

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'estate 2019.

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Roberto Bonfanti
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Cose che si rompono

Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 24/06/2019, 21:58

“Voglio riprendere una moto.”
Stiamo facendo colazione, Sara deve andare in ufficio, mentre io oggi rimango a lavorare a casa. Lei sta bevendo il caffè, ne prende ancora un sorso prima di parlare.
“Una moto?”
“Sì, ne ho vista una che mi piace, ieri, da un concessionario, una Triumph.”
Ho un biscotto in mano, lo studio per un po’, lo rimetto nella scatola. Passano alcuni secondi, poi lei parla di nuovo.
“Ne avevamo già discusso, mi sembrava che fossimo d’accordo.”
“No, in realtà non ne abbiamo mai parlato veramente. Ho venduto la Kawasaki tre anni fa perché tu avevi paura e non ci volevi salire. Ora...”
Non finisco la frase, riprendo il biscotto e lo osservo di nuovo, come se mi fosse sfuggito qualcosa.
“Ora...? Claudio, sei sicuro di aver bisogno di una moto?”
Sospiro.
“Non ho detto che ne ho bisogno, ho detto che la voglio prendere. È usata, non spenderò una follia. Lavoro, me lo posso permettere.”
“Senti... lo capisco che è stato un brutto periodo, prima tuo padre, poi tua madre...”
Il biscotto si spezza fra le mie dita, la voce mi esce un paio di toni troppo alta.
“I miei non c’entrano per niente! Sto... parlando... di... una... motocicletta.”
Separare le parole con una pausa mi aiuta a tornare calmo. Ma la conversazione sta prendendo una brutta piega. Sara appoggia la tazza sul tavolo, evito di guardarla. Tutta la mia attenzione si concentra ancora sui frammenti del biscotto. Lei decide di cambiare discorso.
“Stasera siamo a cena da Francesca, te lo ricordavi vero?”
Vorrei mettermi a urlare, alzarmi di scatto, prendere a calci qualche sedia. Ma, improvvisamente, mi sento svuotato, privo d’energia. Ho l’impressione di osservare la scena dall’esterno. Anche la voce non sembra la mia, è piatta, monotona.
“Vedi, Sara, noi non discutiamo delle cose, non c’è bisogno di metterci d’accordo. Sei sempre tu quella che fa le scelte, cosa facciamo, dove andiamo, chi vediamo.”
Ora è lei a perdere la calma.
“Perché tu non fai niente! Non hai iniziativa! Non prendi mai decisioni! Ti lasci scivolare la vita addosso, giorno dopo giorno, te ne stai nel tuo mondo, come se non ti importasse di nulla!”
“Ok, forse hai ragione, ma le cose cambieranno. Dici che non decido mai niente? Ora ho deciso che voglio prendere quella moto. Vedi? Sto già facendo progressi.”
Mentre parlo cerco di ricomporre i pezzi del frollino, di farlo tornare intero. Ma certe cose non si possono aggiustare. Lei si alza, prende la giacca e la borsa, fa un paio di passi poi si volta. Riesco quasi a sentire la sua irritazione vibrare nella stanza, come un ronzio.
“Di questo passo finirai per accusarmi di averti rovinato la vita! Pensi che io non ti capisca? Che ti costringa a fare quello che non vuoi? Pensi questo?”
“No, Sara, non ti sto accusando di niente, non c’è bisogno che tu la prenda così male. Mi compro una moto, è una tragedia?”
“Basta! Non mi sembra il caso di continuare questo discorso. Ora devo andare al lavoro. Ti va bene per le otto?”
Potrei semplicemente dire di sì, ma non lo faccio.
“No, non mi va. Non voglio andare a cena da Francesca, stasera.”
Finalmente mi decido a incontrare il suo sguardo. Cos’è quello che leggo nei suoi occhi? Rabbia? Odio? Delusione? Tutto questo e anche un po’ di pena, per me. Se ne va senza dire una parola, non sbatte neanche la porta.
Avrei voglia di spogliarmi, tornare a letto e rimanerci fino a stasera. Ma forse è meglio di no. Ho sentito dire che starsene a letto tutto il giorno è uno dei principali sintomi della depressione.
Guardo l’orologio appeso al muro.
Segna le otto e dieci e l’inizio della fine della mia storia con Sara. Una lunga agonia di litigi, silenzi e incomprensioni che ci porterà a lasciarci definitivamente, fra poco più di otto mesi.
Ultima modifica di Roberto Bonfanti il 01/07/2019, 21:56, modificato 1 volta in totale.

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Messaggio da leggere da Draper » 24/06/2019, 22:44

Questo racconto, almeno per me, è un colpo basso. Non mi aspettavo di ritrovare certi personaggi, così all'improvviso. C'è tutto, ritmo, sintassi, simbologia - quest'ultima essenziale ma efficace. L'unica bottarella di righello è sempre sullo stesso punto, a mio avviso, i dialoghi, ma ognuno ha i suoi parabrezza da rompere a picconate, ci vuole solo tempo. Sono felice di aver potuto apprezzare questo racconto sia nel suo essere un frammento singolo che parte invece di qualcosa di più ampio. Bella back-story, però.

P.S.
Mi ha fatto paurissima però il "passivamente" infilato in un discorso diretto, te lo devo dire :D
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Messaggio da leggere da Isabella Galeotti » 25/06/2019, 12:49

Veloce d' impatto o di pancia. Senza preamboli di sorta schietto e veloce. I dialoghi sono incalzanti, quando non ci sono, si percepisce tensione e freddezza nell'aria. Quell' aria che da questa mattina sta cambiando. Finalmente le decisioni si cominciano a prendere, finalmente carattere. Bel racconto. Voto 4
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Re: Cose che si rompono

Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 25/06/2019, 18:40

Grazie Draper. I dialoghi, riconosco che possono essere un'arma a doppio taglio, ci provo, a volte colpisco, a volte perisco. Ah, quel piccone! Forse c'è già qui, in nuce :lol:
p.s. Via, un equilibrista della parola come te che si spaventa per un avverbiuccio buttato lì, in un momento di rabbia :-D Ok, hai ragione.

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Re: Cose che si rompono

Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 25/06/2019, 18:48

Ti ringrazio molto per il tuo apprezzamento, Isabella.

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Messaggio da leggere da Angelo Ciola » 28/06/2019, 14:10

Buon racconto basato tutto sul dialogo e che gioca con le similitudini, i rapporti umani sono come i biscotti una volta rotti non si ricompongono. Anche il desiderio della moto indica chiaramente la voglia di cambiare del protagonista.

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Messaggio da leggere da Selene Barblan » 30/06/2019, 11:07

Il racconto esprime bene, a mio parere, i sentimenti dei personaggi, in particolare del protagonista. Grazie a dialoghi coerenti, all’immagIne del biscotto che si sgretola e che non è possibile ricomporre. Il testo è secondo me scorrevole e scritto correttamente. A mio avviso il punto debole è il finale, che mi sembra sbrigativo e da un certo punto di vista trascurabile. Nel senso che già dal corpo del racconto si può intuire come andrà a finire; è un parere però personale, preferisco i racconti dove non per forza tutto viene detto e si lascia spazio all’immaginazione del lettore.

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Roberto Bonfanti
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Re: Cose che si rompono

Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 01/07/2019, 21:40

Grazie Angelo, contento che ti sia piaciuto.

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Roberto Bonfanti
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Re: Cose che si rompono

Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 01/07/2019, 21:47

Ti ringrazio, Selene, per la tua analisi. Riguardo al finale, forse hai ragione, comprendo il tuo punto di vista e di principio mi trovi d'accordo. Diciamo che ho peccato di sovrainformazione, anche se mi era funzionale chiarire come si sarebbe evoluta la storia.

Teseo Tesei
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Messaggio da leggere da Teseo Tesei » 04/07/2019, 1:35

Il frollino Sara si è sbriciolato.
Succede, capita quando si preferisce l'ascolto di se stessi, anche involontario, al voler intendere e sentire quel che il nostro partner vorrebbe ci arrivasse.
Eppure, eppure ... traspare una sorta di paura da parte di entrambi.
Una coppia scoppia, o meglio si sbriciola, non tanto quando il sentirsi l'un l'altro vien meno, o le paure hanno il sopravvento.
Il frollino comincia a sbriciolarsi quando cessiamo di essere noi stessi.
Quando ci annulliamo per compiacere al partner.
Dovremmo aver rispetto anche per noi stessi.

La paura della moto da parte di lei ha indotto lui, per amore, a rinunciare ad essere sé stesso.
Magari se avesse continuato ad usare la sua Kawasaki, con maggior prudenza, la storia avrebbe avuto diverso epilogo. Chissà?!

Certo è che l'Amore, almeno quello con la "A" grande non chiede all'amato/amata di cambiare in nome di quello stesso amore.
Chiede viceversa di continuare ad essere noi stessi e di ricambiare l'Amore ricevuto come meglio riusciamo, ma senza mutare in qualcosa di diverso.

In fondo, i due si erano piaciuti per come erano, non certo per come l'uno avrebbe trasformato l'altro.
Non c'è rispetto in questo: nel voler cambiare il partner secondo il nostro gusto o piacere.

Pensiamo al Buon Creatore.
Un Amore più grande non esiste a ben vedere.
Mica ci vuole diversi. Mica lo ha mai chiesto a nessuno di noi di trasformarci in Putti con l'alucce dorate. Sicuramente ci vorrebbe più attenti a distinguere tra quel che è concorde con l'Amore stesso e quel che danneggia quel sentimento. Sentimento che solo del bene può fare a noi tutti.

Se lo stesso Creatore rispetta noi, perché mai noi dovremmo agire diversamente nei confronti del nostro partner?

Un ultima cosa: Spesso il Buon Creatore ci trasmette dei messaggi proprio per bocca del nostro partner, perché quella è una via privilegiata per raggiungere il nostro cuore. Dovremmo imparare ad ascoltare quei suggerimenti piuttosto che turarci le orecchie. :D

Mi è piaciuto, tocca tutti i tasti giusti e la sinfonia che ne esce induce a riflettere. :-D
Le stelle brillano soltanto in notte oscura.
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli » 05/07/2019, 17:21

questo mi è piaciuto. bello, semplice e chiaro, senza tanti fronzoli.
imperniato sul dialogo di coppia e sulle conseguenti riflessioni, è specchio fedele di tante situazioni nostrane.
caratteri che inizialmente paiono completarsi, col tempo si distinguono benissimo e uno vuole sempre, anche in modo inconscio, sopraffare l'altro.
ma non sempre va come si pensa.
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

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Re: Cose che si rompono

Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 05/07/2019, 17:56

Ti ringrazio Teseo, analisi molto profonda. Che dire, l'amore si evolve, a volte si esaurisce e non c'è più la volontà di ascoltare l'altro, le differenze diventano insormontabili.

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Re: Cose che si rompono

Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 05/07/2019, 17:58

Grazie Fausto, so che sei un lettore attento, perciò il tuo aprezzamento mi fa molto piacere.

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Messaggio da leggere da Laura Traverso » 05/07/2019, 19:10

Molto, molto bello questo racconto, bravo davvero Roberto ad aver saputo descrivere con analogie le cose che si rompono. Ben formulati i dialoghi, pareva di vederli i protagonisti della storia... Bene l'aver appreso che a partire dalla voglia della moto, lui sia riuscito a liberarsi di un amore ormai al capolinea. Così si dovrebbe sempre fare, essere capaci di dare dei tagli quando è necessario. La mia opinione è al massimo dei voti.

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Re: Cose che si rompono

Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 05/07/2019, 19:37

Beh, Laura, grazie, grazie davvero.

Edmondo
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Re: Cose che si rompono

Messaggio da leggere da Edmondo » 06/07/2019, 11:09

Mi sembra il ritmo di un buon sceneggiatore anche se mi auguro che ci sia il meno possibile di personale in quel dolore dove comunque tutti, più o meno ci ritroviamo. Grazie per il commento a Sarajevo che in realtà è la chiusura a un libro di racconti che mi servirono anche a vincere la maledetta "depressione". Parlarne è sempre difficile, tu l'hai fatto con maestria.

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Re: Cose che si rompono

Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 06/07/2019, 11:57

Ti ringrazio Edmondo, sono d'accordo con te: scrivere è (anche) terapeutico. Il racconto non è autobiografico in senso stretto, diciamo che attinge al mio vissuto che, come quello di tutti, come dici giustamente, è fatto di alti e bassi.

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Messaggio da leggere da Carol Bi » 06/07/2019, 20:12

Wow! Mi hai totalmente spiazzata. Hai descritto esattamente una parte della mia vita. Ho avuto l'impressione di essere stata spiata o che qualcuno ti avesse "spifferato" i miei fatti privati. Di grande impatto, realistico, autentico. Io mi sono emozionata...probabilmente perché mi sono rivista qualche anno fa. Letto d'un fiato, scorrevole, coinvolgente.

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Re: Cose che si rompono

Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 07/07/2019, 17:19

Grazie Carol per aver apprezzato il racconto, con tutte le sue implicazioni. Te lo giuro, non ti ho spiato! :D

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Messaggio da leggere da L.Grisolia » 09/07/2019, 10:11

Un piccolo ritaglio di vita quotidiana che affascina nella sua semplicità. Chi non ha mai affrontato discordi del genere con la propria fidanzata/moglie? Scritto bene e riesce quasi ad essere avvincente nella breve discussione tra i due protagonisti. Il rapporto tra Claudio e il biscotto poi, è un piccolo dettaglio che mi è piaciuto particolarmente.

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Messaggio da leggere da Namio Intile » 09/07/2019, 16:37

Hai una bella prosa: svelta e concisa, elegante, senza fronzoli e allo stesso tempo precisa.
Solo il finale "Segna le otto e dieci e l’inizio della fine della mia storia con Sara. Una lunga agonia di litigi, silenzi e incomprensioni che ci porterà a lasciarci definitivamente, fra poco più di otto mesi." avrei fatto diverso; perché mi pare troppo preciso e netto, dice tutto senza aggiungere nulla, taglia possibilità e chiude ogni spazio all'immaginazione, a quel che avrebbe potuto essere.

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Re: Cose che si rompono

Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 09/07/2019, 18:56

Ciao L. Grisolia, ti sono molto grato per il tuo bel commento.

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Re: Cose che si rompono

Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 09/07/2019, 19:10

Ciao Namio, innanzitutto grazie per i complimenti. Veniamo al finale. Non sei il solo che lo ha trovato debole e forse avete ragione. Però io ci sono affezionato; sentivo che mi serviva una "pietra tombale" su quel rapporto, forse proprio per evitare fraintendimenti su quel che avrebbe potuto essere. Invece posporla di mesi va proprio in quella direzione: nel lasciare immaginare le recriminazioni e i conflitti di una storia che, lentamente, muore. So di essere di parte ma accetto tutte le critiche, è qui che sta il bello di questi confronti. Un caro saluto e ci risentiamo sull'analisi del tuo racconto. Intanto ricambio i complimenti per il coraggio nella scelta del tema.

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Messaggio da leggere da Gabriele Ludovici » 22/07/2019, 9:31

Non è facile impostare un racconto quasi unicamente sui dialoghi, ma sei riuscito a farlo al meglio. Una storia amara, giocata sulla metafora delle rotture insanabili che finiscono per logorare e distruggere i rapporti. Forma curatissima, lascia trasparire gli spettri che accompagnano la fine di una relazione.
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Re: Cose che si rompono

Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 27/07/2019, 13:23

Grazie per il bel commento, Gabriele.

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Messaggio da leggere da Ida Dainese » 27/08/2019, 13:49

Bel racconto, mi è piaciuto per la tensione iniziale che fa immaginare una bufera in arrivo, per quel "una moto", ripetuto da entrambi, che sembra un lampo e per il delicato rompersi del biscotto che risuona come un tuono. Un intero dramma raccontato in un istante, con un paio di dialoghi a colazione. In un certo modo la decisione era stata presa, credo che i protagonisti lo comprendano osservando le briciole irrincomponibili, con quel dolore da sconfitti che affiora dallo strato apparente di rabbia, che non sbatte nemmeno la porta. Per il finale, penso che sia da terminare con la frase: "Segna le otto e dieci e l’inizio della fine della mia storia con Sara."
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Re: Cose che si rompono

Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 29/08/2019, 20:42

Grazie Ida per il commento. Ovviamente hai ragione: le crisi di coppia che "scoppiano" per motivi futili hanno radici ben più profonde. Sul finale: vedo che in molti lo avreste preferito più sospeso, ci penserò.

Alessandro Mazzi
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Messaggio da leggere da Alessandro Mazzi » 10/09/2019, 19:47

Davvero molto bello. In poche battute hai concentrato una serie di colpi vincenti che rendono il racconto molto interessante: un ritmo incalzante, dei dialoghi ben costruiti e l'immagine del biscotto che si spezza sono senza dubbio i maggiori punti di forza.
La valutazione è più che positiva. Complimenti!

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Roberto Bonfanti
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Re: Cose che si rompono

Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 10/09/2019, 22:00

Ti ringrazio molto, Alessandro.

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Alcuni esempi di nostri ebook gratuiti:


La Gara 14

La Gara 14 - Storie di Storia

(giugno 2010, 68 pagine, 1,17 MB)

Autori partecipanti: VecchiaZiaPatty, Hellies, Magasulla, Jane90, Muirne, Ludo78, Gigliola, Enzo Milano, Arianna, Robbstark85, Manuela, Titty Terzano, Tetsu, Gloria, Arditoeufemismo, Michele, Pamelas, Stefy71, Bludoor, Vit, Mastronxo, Giacomo mass, Barbara g,
A cura di Ser Stefano.
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La Gara 6

La Gara 6 - Un racconto in una fotografia

(luglio 2009, 34 pagine, 309,09 KB)

Autori partecipanti: Massimo Baglione, Candido Bottin, Carlocelenza, Cmt, Manuela Costantini, Gio, Jean, Dino Licci, Macripa, Miriam, Pia, Ranz, Snuff,
A cura di Alessandro Napolitano e Dafank.
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Proposta indecente

Proposta indecente - Le Lido

(aprile 2010, 22 pagine, 570,67 KB)

Autori partecipanti: Arditoeufemismo, Bonnie, Carlocelenza, Rita di Sano, Stefy 71, VecchiaZiaPatty,
A cura di Bonnie.
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Alcuni esempi di nostri libri autoprodotti:


Carosello

Carosello

antologia di opere ispirate dal concetto di Carosello e per ricordare il 40° anniversario della sua chiusura

Nel 1977 andava in onda l'ultima puntata del popolare spettacolo televisivo serale seguito da adulti e bambini. Carosello era una sorta di contenitore pubblicitario, dove cartoni animati e pupazzetti vari facevano da allegro contorno ai prodotti da reclamizzare. Dato che questo programma andava in onda di sera, Carosello rappresentò per molti bambini il segnale di "stop alle attività quotidiane". Infatti si diffuse presto la formula "E dopo il Carosello, tutti a nanna".
Per il 40° anniversario della sua chiusura, agli autori abbiamo chiesto opere di genere libero che tenessero conto della semplicità che ha caratterizzato Carosello nei vent'anni durante i quali è andato felicemente in onda. I dodici autori qui pubblicati hanno partecipato alle selezioni del concorso e sono stati selezionati per questo progetto letterario. Le loro opere sono degni omaggi ai nostri ricordi (un po' sbiaditi e in bianco e nero) di un modo di stare in famiglia ormai dimenticato.
A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Giorgio Leone, Enrico Teodorani, Cristina Giuntini, Maria Rosaria Spirito, Francesco Zanni Bertelli, Serena Barsottelli, Alberto Tivoli, Laura Traverso, Enrico Arlandini, Francesca Rosaria Riso, Giovanni Teresi, Angela Catalini.
Vedi ANTEPRIMA (357,78 KB scaricato 42 volte) - per info e commenti clicca qui.
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BReVI AUTORI - volume 5

BReVI AUTORI - volume 5

collana antologica multigenere di racconti brevi

BReVI AUTORI è una collana di libri multigenere, ad ampio spettro letterario. I quasi cento brevi racconti pubblicati in ogni volume sono suddivisi usando il seguente schema ternario:

Fantascienza + Fantasy + Horror
Noir + Drammatico + Psicologico
Rosa + Erotico + Narrativa generale

La brevità va a pari passo con la modernità, basti pensare all'estrema sintesi dei messaggini telefonici o a quelli usati in internet da talune piattaforme sociali per l'interazione tra utenti. La pubblicità stessa ha fatto della brevità la sua arma più vincente, tentando (e spesso riuscendo) in pochi attimi di convincerci, di emozionarci e di farci sognare.
Ma gli estremismi non ci piacciono. Il nostro concetto di brevità è un po' più elastico di un SMS o di un aforisma: è un racconto scritto con cura in appena 2500 battute (sì, spazi inclusi).
A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Marco Bertoli, Angela Catalini, Francesco Gallina, Liliana Tuozzo, Roberto Bonfanti, Enrico Teodorani, Laura Traverso, Antonio Mattera, Beno Franceschini, F. T. Leo, Fausto Scatoli, Alessandro Chiesurin, Selene Barblan, Giovanni Teresi, Noemi Buiarelli, Maria Rupolo, Alessio Del Debbio, Francesca Gabriel, Gabriele Iacono, Marco Vecchi, SmilingRedSkeleton, Alessandro Pesaresi, Gabriele Iacono, Gabriele Laghi, Ilaria Motta.
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A Quattro mani

A Quattro mani

antologia di opere scritte a più mani

Una collaborazione, di qualunque natura essa sia, diventa uno stimolo, la fusione di peculiarità ben definite, la concretizzazione di un'intesa, la meraviglia di scoprire quel qualcosa che individualmente non si sarebbe mai potuta fare. È una prova, una necessità di miglioramento, il superamento dei propri limiti stilistici o di quei blocchi creativi che sovente ci pongono di fronte a un disarmante "foglio bianco". Gli autori di questa antologia ci hanno voluto provare.
A cura di Massimo Baglione.
Copertina di Antonio Abbruzzese.

Contiene opere di: Chiara Masiero, Mauro Cancian, Stefania Fiorin, Anna Rita Foschini, Ida Dainese, Alberto Tivoli, Marina Paolucci, Maria Rosaria Spirito, Marina Den Lille Havfrue, Cristina Giuntini, David Bergamaschi, Giuseppe Gallato, Maria Elena Lorefice.
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