Dieci secondi

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'inverno 2018/2019.

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1 - non mi piace affatto
4
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2 - mi piace pochino
1
4%
3 - si lascia leggere
8
33%
4 - è bello
7
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5 - mi piace tantissimo
4
17%
 
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Seira Katsuto
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Dieci secondi

Messaggio da leggere da Seira Katsuto » 09/01/2019, 20:55

Apro gli occhi e vedo una piccola figura rossa di fronte a me, non ho idea di cosa sia e men che meno di chi sia.
Sembra fissarmi incuriosita, così provo a toccarla, ma mi ritrovo a sbattere contro un muro invisibile ai miei occhi.
Anche quella figura ha urtato contro qualcosa, allora riproviamo entrambi ad avvicinarci e con una sintonia quasi surreale finiamo nuovamente contro la parete.
Sospiro e vedo tante bollicine uscire inaspettatamente dalla mia bocca, si stanno dirigendo verso l'alto, incomincio così a seguirle con lo sguardo.
Scorgo la superficie nella quale esse si librano.
Lo specchio d'acqua crea un miscuglio straordinario di colori, "mi piacerebbe raggiungerlo", ho pensato.
Salgo quindi fino ad emergere e mi sento improvvisamente mancare il respiro.
Apro gli occhi, sono senza fiato e non capisco il perché.
Vedo, di fianco a me, una femmina, è bellissima, ricoperta da sfumature rosse, mi sento ipnotizzato a tal punto da avvicinarmi a lei senza muovere consciamente il corpo.
Me la ritrovo di fronte, sperando provi le mie stesse emozioni, i suoi occhi sembrano illuminarsi al contatto coi miei e l'istante dopo ci ritroviamo già nel vortice dell'amore.
Apro gli occhi, ho una fame da lupi.
Proprio in quell'istante vedo del cibo cadere dalla superficie, mi precipito a mangiarlo, vengo però spintonato da qualcosa che cerca di allontanarmi.
È una femmina molto aggressiva, capisco subito che vuole il mio cibo, ma non è mia intenzione permetterle di averlo così facilmente.
Combattiamo, alla fine ne esco vincitore e soddisfatto finisco la mia merenda.
Apro gli occhi e vedo un uovo, di chi sarà?
Decido di prendermene cura, assisto allora meravigliato alla nascita di una nuova piccola creaturina rossa e con una strana sensazione di gioia decido di accoglierla in questo mondo.

Così ho passato la mia esistenza e così l'ho continuata a dimenticare, momento dopo momento, fino ad arrivare ad oggi.
Il giorno della mia morte.
Adesso, disteso sul suolo di un acquario, mi vengono alla mente tutti questi ricordi.
Quei ricordi che avevo sepolto chissà dove nella mia mente.
Vista dall'esterno immagino che sia davvero monotona e noiosa la mia vita, quando invece per me tutto sembrava sempre nuovo e spettacolare.
Adesso che sto morendo me ne rendo conto e non riesco a fare altro che pormi infinite domande.
Come ho fatto a dimenticarmi di tutto?
Di quando cercavo di avvicinarmi alla mia stessa figura, ma il vetro me lo impediva.
Di quando ho provato ad uscire dall'acqua e non riuscivo a respirare.
Di quando ho fatto l'amore con lei, lei che ora mi sta accanto, osservando con uno sguardo confuso la mia dipartita da questo mondo.
E di quando l'ho sconfitta per il cibo, dimenticandomi persino di averla amata.
E soprattutto di quando ho accolto mio figlio al mondo, non ricordandomi nemmeno che lo fosse.
Come ho potuto scordare tutto questo?
Probabilmente sono davvero un caso perso e tutt'ora temo di dimenticarmi della mia stessa morte.
Ahimè, è proprio vero che ho la memoria di un pesce rosso.
Ultima modifica di Seira Katsuto il 15/01/2019, 13:40, modificato 3 volte in totale.

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Draper
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Messaggio da leggere da Draper » 09/01/2019, 22:40

E' molto carino, ben costruito e d'impatto. Si lascia leggere con piacere. L'unico consiglio che posso darti è la moderazione, soprattutto negli avverbi e nei punti esclamativi. Usa i primi solo se strettamente necessario e meno che mai i secondi, perché tradiscono pigrizia (che per fortuna non hai). Per quel che riguarda il lessico, credo che al nono rigo tu intendessi "librano" anziché liberano? Te lo chiedo. E io sostituirei "cibo" a "viveri", lo renderebbe più immediato. Al tuo prossimo racconto, e di nuovo benvenuta.
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Seira Katsuto
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Re: Dieci secondi

Messaggio da leggere da Seira Katsuto » 10/01/2019, 0:32

Draper ha scritto:
09/01/2019, 22:40
E' molto carino, ben costruito e d'impatto. Si lascia leggere con piacere. L'unico consiglio che posso darti è la moderazione, soprattutto negli avverbi e nei punti esclamativi. Usa i primi solo se strettamente necessario e meno che mai i secondi, perché tradiscono pigrizia (che per fortuna non hai). Per quel che riguarda il lessico, credo che al nono rigo tu intendessi "librano" anziché liberano? Te lo chiedo. E io sostituirei "cibo" a "viveri", lo renderebbe più immediato. Al tuo prossimo racconto, e di nuovo benvenuta.
Grazie mille dei consigli :D
I punti esclamativi mi capita molto raramente di metterli in un racconto, anche perché stonano il più delle volte, invece per gli avverbi faccio più fatica, non so la ragione, ma troppo spesso mi capita di lasciarli un po' ovunque, più perché non riesco bene a continuare i discorsi in altri modi che per altro, ma cercherò proprio per questo di starci più attenta e sforzarmi di più nel cercare altri modi di formulare le frasi.
In realtà volevo scrivere proprio liberano, ma in generale quando ho messo quella parola avevo provato anche altri verbi e non me ne sono venuti in mente di migliori, cercavo di intendere che le bolle uscissero in modo dolce o elegante dall'acqua, forse "librano" sarebbe stato più corretto in questo caso comunque.
Per "viveri" l'avevo scritto perché mi sembrava ci fosse una ripetizione, ma forse non era poi così grave e a forza di rileggerlo ho incominciato a confondermi.
Grazie ancora.

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Messaggio da leggere da Draper » 10/01/2019, 0:58

Seira Katsuto ha scritto:
10/01/2019, 0:32
Mi sembrava ci fosse una ripetizione, ma forse non era poi così grave e a forza di rileggerlo ho incominciato a confondermi.
Il problema con cui combatto da dieci anni :lol:
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Isabella Galeotti
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Messaggio da leggere da Isabella Galeotti » 10/01/2019, 11:39

La memoria di un pesce rosso è molto più lungo di quanto si pensi. Rimane il detto, che è molto carino, come questa storia scritta bene. Mi è piaciuta come hai descritto l impatto con il vetro. E il momento del cibo. Comunque molto scorrevole.
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Francesca Facoetti
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Messaggio da leggere da Francesca Facoetti » 11/01/2019, 15:28

inizio interessante, curioso, poi a metà l'ho trovato meno scorrevole; a volte mi sorprendi, lo scritto sembra quasi una poesia

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Messaggio da leggere da Laura Traverso » 12/01/2019, 23:59

Ho trovato questo racconto originale e anche triste. La scrittura scorre agevolmente e trovo sia esposta in modo corretto. Mi ha fatto molta pena il pesce rosso che va a sbattere contro il vetro della sua prigione (anche se l'autrice non la nomina come prigione, è assai chiaro che lo sia). Dicono che gli umani, prima di morire, nel momento dell'agonia, rivedano la loro vita. Anche il pesce rosso, nel momento della sua morte, ha rivisto e rimpianto molte cose della propria vita. Poverino! Mi piace pensare che si sia dimenticato davvero della sua morte... e che il suo passaggio sia stato lieve. R.I.P. pesce rosso.

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Seira Katsuto
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Re: Dieci secondi

Messaggio da leggere da Seira Katsuto » 14/01/2019, 0:08

Colosio Giacomo ha scritto:
12/01/2019, 13:46
La prima cosa che mi ha incuriosito è stato il titolo: Dieci secondi. Chissà mai cosa vorrà dire, ho pensato. Il racconto l'ho letto due volte ma non sono riuscito a trovare un riferimento che giustificasse quel titolo, comunque bello di suo. Io con i titoli ho litigato per più di vent'anni( eh sì, sono vecchio) e poi un grande scrittore minimalista, erede di Ernest hemingway, R. Carver, mi ha aperto gli occhi. Lui quando non trovava un buon titolo usava una parte di una frase che gli era riuscita per il meglio...come ho fatto io nel mio racconto E a me piaceva tanto giocare. Di tutti i racconti che ho scritto almeno il 20% hanno seguito questa regola: se non trovi un buon titolo, cercalo nel tuo brano.
Mi piacerebbe sapere il motivo per cui hai u7sato quel titolo.
Altra cosa che mi ha incuriosito, e sorpreso, è stata quella che hai avuto l'idea di far parlare un animale muto per eccellenza: il pesce. Io sui pesci ho scritto davvero tantissimo, ma per me è stato facile essendo un esperto di pesci del mediterraneo ( sono istruttore sub da 50 anni, ho avuto una scuola all'isola d'Elba ed ho fatto 5000 immersioni)...eppure mai ho pensato di far parlare un pesce. Tu mi hai dato un'idea strepitosa che forse mi occuperà per i prossimi tre mesi almeno: scrivere in prima persona un racconto nel quale a parlare è un pesce o un animale qualsiasi del mediterraneo( anche il corallo, che non è una pianta ma una colonia di animali). Immaginati lo squalo che parla, la murena, il polpo, animale intelligentissimo...solo a pensare l'autostrada che ho davanti mi gira la testa.
il racconto in sé merita il massimo, nel suo contenuto e nell'originalità...un po' meno, quindi mi attesterò sul voto 4, per la forma. In particolare per l'uso della punteggiatura, che ho studiato a fondo da molti anni essendo stato un correttore di bozze di testi scientifici al Politecnico di Milano. Se< vuoi ne parliamo, credo di poterti dare un buon consiglio, in particolare sull'uso del punto e virgola che mi pare tu non conosca.
Innanzitutto, grazie per il commento, mi fa piacere che ti sia piaciuto.
Il titolo, come tutta la storia, gira sul detto che parla della corta memoria dei pesci rossi (pur non essendo realmente così).
In effetti, esso non dice che si trattino esattamente di "dieci secondi", ma è un numero che mi è venuto spontaneo in mente, oltre a suonarmi bene come titolo.
Quindi l'idea era scrivere una storia che vedesse questo pesciolino vivere "dieci secondi" di vita facendo ogni volta esperienze nuove e inaspettate.
Per quanto riguarda il punto e virgola mi farebbe molto piacere qualche consiglio, non sono mai riuscita a capire per bene quando si potesse usare, per questo, piuttosto che sbagliare ho sempre preferito evitare di metterlo.

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Massimo Baglione
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Re: Dieci secondi

Messaggio da leggere da Massimo Baglione » 14/01/2019, 9:24

ATTENZIONE!

Credendo di star lavorando su una sezione non online del forum, ho accidentalmente azzerato il sondaggio di questo racconto in Gara di Seira.
E' successo solo qui, non sono stati intaccati i sondaggi degli altri racconti.
Mi scuso per l'inconveniente ma vi devo chiedere di votare nuovamente questo racconto (solo i voti, non i commenti).
Abbiate pietà :roll:
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Re: Dieci secondi

Messaggio da leggere da Laura Ruggeri » 14/01/2019, 10:48

Massimo, per me è facile anche ricordare il voto perché lo avevo dichiarato...se ho capito bene solo per questo racconto, giusto? provvedo subito.
Giacomo, ho appena rivotato pure io il racconto. Per sapere dove devi ancora votare vai nella parte alta delle sezione del sito dedicata alla gara stagionale (eccoti il link https://www.braviautori.com/gare ). Troverai l'icona con la spunta e l'indicazione del numero di voti dati, e i link x sapere dove sì e dove no. In ogni caso Massimo ha scritto che c'è da rivotare solo il racconto di Seira.

P.S. ho trovato molto utile il tuo intervento sull'uso del punto e virgola: c'è sempre da imparare e ti ringrazio! Buona lettura/scrittura!

Laura Ruggeri
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Messaggio da leggere da Laura Ruggeri » 14/01/2019, 11:35

Seira, mi è piaciuto il tuo racconto che in fondo è una favola, genere un po' sottovalutato oggigiorno perché erroneamente accostato all'infanzia. Ho trovato incantevole l'idea di concentrare l'attenzione sui pensieri del pesciolino che si ricorda della vita solo in punto di morte e mette insieme quei ricordi e quegli episodi a cui prima non aveva fatto nemmeno caso. Questa cosa mi ha fatto pensare a una frase che ho sentito di recente e che credo calzi a pennello per la tua storia: "il tempo non passa. Siamo noi che scorriamo nel tempo"; a volte senza nemmeno accorgecene, aggiungerei io.
Ti segnalo un piccolo errore di concordanza: "capisco subito che vuole il mio cibo, ma non è mia intenzione permetterle di averli così facilmente."
Per il resto, punteggiatura a parte, per cui non posso dire nulla visto che nemmeno io ne conosco bene le regole, il testo scorre fluido e ben curato.

Laura Ruggeri
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Re: Dieci secondi

Messaggio da leggere da Laura Ruggeri » 14/01/2019, 17:12

Ti garantisco che se vai su You Tube e digiti festil54 troverai che le sue letture sono addirittura magistrali.
Grazie Giacomo per la tua segnalazione. Ho seguito il tuo suggerimento e devo dire che questo speaker ha una voce molto calda, espressiva e versatile. Ho gradito anche la cura che mette nella scelta degli accompagnamenti musicali ai testi. Splendida scoperta!

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Messaggio da leggere da Gabriele Ludovici » 16/01/2019, 10:13

"Vista dall'esterno immagino che sia davvero monotona e noiosa la mia vita, quando invece per me tutto sembrava sempre nuovo e spettacolare". Questa frase è molto eloquente e racchiude l'anima del racconto.

Curioso il fatto che i pesci rossi abbiano una memoria così breve... anche io a volte ho provato a immaginare la loro vita e le loro sensazioni! Il tema è affrontato con la giusta profondità e un tocco di tenerezza, oserei dire, che permette di avvicinarsi "empaticamente" al protagonista.
Mi piace il modo in cui è stato scritto e come sei riuscita a condensare l'intera esistenza del pesciolino nei suoi "flash" più significativi. Il tema è originale e il finale fa riflettere.

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Messaggio da leggere da Ida Dainese » 19/01/2019, 13:41

Trovo questo bel racconto delicato e un pochino crudele. La prima parte riesce a far "precipitare" il lettore dentro l'acqua, vicino al pesciolino, facendogli provare le stesse emozioni e lasciando capire che il dimenticarle così presto sia quasi una sorta di felicità. Il tocco crudele sta nella seconda parte, quando i ricordi tornano alla sua coscienza, nel momento in cui non ha più nemmeno il tempo di ripercorrerli, solo di rimpiangerli. Il pesciolino si chiede perché mai li abbia dimenticati prima.
Mi hai fatto riflettere sulla condizione umana; la felicità della memoria cancellata è solo apparente in confronto alla profondità di aver coscienza del bene e del male.
La narrazione è semplice (in senso buono), armonica nelle due parti e corredata di un ottimo titolo che la riassume con una sfumatura di malinconia.
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Messaggio da leggere da Daniele Missiroli » 19/01/2019, 18:38

Idea: Molto originale, all'inizio non avevo capito.
Trama: La storia di un pesce rosso, fino alla sua dipartita.
Personaggi: Il pesce è ben tratteggiato, nonostante all'inizio la sua identità venga tenute nascosta.
Argomento: Simpatico.
Lettura: Scorrevole e costruito molto bene.
Grammatica e Sintassi:
fino ad emergere - fino a emergere
provato ad uscire - provato a uscire
Vedo, di fianco a me, una femmina. È bellissima, ricoperta da sfumature rosse...
(qui metterei un punto)
Giudizio: Bello, mi ha divertito. Mi sono ricordato di Dory che in Nemo si dimenticava tutto.

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Messaggio da leggere da Stefano Giraldi Ceneda » 20/01/2019, 11:51

Concordo in sostanza con il giudizio espresso da Draper, che integro con una postilla sui punti esclamativi: si può raggiungere un risultato pressoché identico lavorando sulle parole (descrizione delle azioni del personaggio, della motilità facciale, del tono di voce eccetera) senza gravare sulla scorrevolezza del testo.
L’idea è solida e costruita con appigli fissati su snodi strategici, ma serve il supporto di un’impalcatura idonea (la grammatica) per far sì che la struttura non crolli.
Chiedo venia per il mio traslato edilizio. :)

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Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 23/01/2019, 19:39

Mi piacciono i racconti di questo tipo, che spiazzano il lettore facendolo immergere (letteralmente, in questo caso) nella dimensione estranea di personaggi atipici, animali o oggetti umanizzati. Ben descritti i cicli dei pensieri evanescenti del pesce rosso che riprende coscienza del suo passato nell’ultimo istante di vita. L’ironia delle frasi conclusive stempera un po’ il clima di amarezza e di rimpianto della seconda parte.
Se posso permettermi avrei usato “fondo” al posto di “suolo” di un acquario, ma è gusto personale.
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Messaggio da leggere da AACiola » 06/02/2019, 22:30

Buon racconto con una idea simpatica alla base, si legge volentieri e non si fa fatica nell'arrivare in fondo. Forse con qualche accorgimento si poteva mantenere nascosta l'identità del protagonista fino a fine racconto, già quando si parla di bolle nell'acqua si capisce che si sta parlando di un pesce in un acquario ma questo non incide sulla bontà dell'idea.
Ultima modifica di AACiola il 10/02/2019, 13:24, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli » 09/02/2019, 17:57

storia cruda. nella sua semplicità, espone il punto di vista di chi sta dentro un mondo tutto suo, facendo esprimere sentimenti e ragionamenti umani a un esce rosso.
non è il primo racconto che leggo, di questo genere, però apprezzo davvero l'idea, e soprattutto alcuni spunti notevoli, come quando parla dell'amore o della morte.
piaciuto
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

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Messaggio da leggere da Fabrizio Bonati » 18/03/2019, 17:20

All'inizio mi ha messo ansia, poi scorrendo il testo ho capito. Racconto decisamente interessante, ho sempre considerato i pesci rossi come animali casalinghi dalla vita a dir poco insignificante, ma immagino che vista dalla loro parte, potrebbe essere altrettanto...

Namio Intile
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Messaggio da leggere da Namio Intile » 20/03/2019, 10:09

Non una favola, perché del tutto mancante è l'intento morale, ma un racconto allegorico. Un'allegoria della condizione umana, insomma; ma non so fino a qual punto consapevole da parte tua. Perché quella frase finale, quella sulla memoria dei pesci rossi che chiude il testo, fa scivolare tutto il racconto su di un altro piano, più leggero ma anche meno coinvolgente.
Pertanto, a parer mio, finale da rivedere; racconto piaciuto a metà.
A presto

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Autori partecipanti: Giorgio Leone, Patrizia Chini, Paola Salzano, Sandra Ludovici, Lodovico, Angela Catalini, Laura Traverso, Massimo Melis, Marco Bertoli, Ida Dainese, Liliana Tuozzo, Roberto Bonfanti, Daniela Rossi,
A cura di Tullio Aragona.
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Non spingete quel bottone

Non spingete quel bottone

antologia di racconti sull'ascensore

Hai mai pensato a cosa potrebbe accadere quando decidi di mettere piede in un ascensore? Hai immaginato per un attimo a un incontro fatale tra le fredde braccia della sua cabina? Hai temuto, per un solo istante, di rimanervi chiuso a causa di un imponderabile guasto? E se dietro a quel guasto ci fosse qualcosa o qualcuno?
Trentuno autori di questa antologia dedicata all\'ascensore, ideata e curata da Lorenzo Pompeo in collaborazione col sito BraviAutori.it, hanno provato a dare una risposta a queste domande.
A cura di Lorenzo Pompeo
Introduzione dell\'antropologo Vincenzo Bitti.
Illustrazioni interne di Furio Bomben e AA.VV.
Copertina di Roberta Guardascione.

Contiene opere di: Vincenzo Bitti, Luigi Dinardo, Beatrice Traversin, Paul Olden, Lodovico Ferrari, Maria Stella Rossi, Enrico Arlandini, Federico Pergolini, Emanuele Crocetti, Roberto Guarnieri, Andrea Leonelli, Tullio Aragona, Luigi Bonaro, Umberto Pasqui, Antonella Provenzano, Davide Manenti, Mara Bomben, Marco Montozzi, Stefano D'Angelo, Amos Manuel Laurent, Daniela Piccoli, Marco Vecchi, Claudio Lei, Luca Carmelo Carpita, Veronica Di Geronimo, Riccardo Sartori, Andrea Andolfatto, Armando d'Amaro, Concita Imperatrice, Severino Forini, Eliseo Palumbo, Diego Cocco, Roberta Eman.
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Carosello

Carosello

antologia di opere ispirate dal concetto di Carosello e per ricordare il 40° anniversario della sua chiusura

Nel 1977 andava in onda l'ultima puntata del popolare spettacolo televisivo serale seguito da adulti e bambini. Carosello era una sorta di contenitore pubblicitario, dove cartoni animati e pupazzetti vari facevano da allegro contorno ai prodotti da reclamizzare. Dato che questo programma andava in onda di sera, Carosello rappresentò per molti bambini il segnale di "stop alle attività quotidiane". Infatti si diffuse presto la formula "E dopo il Carosello, tutti a nanna".
Per il 40° anniversario della sua chiusura, agli autori abbiamo chiesto opere di genere libero che tenessero conto della semplicità che ha caratterizzato Carosello nei vent'anni durante i quali è andato felicemente in onda. I dodici autori qui pubblicati hanno partecipato alle selezioni del concorso e sono stati selezionati per questo progetto letterario. Le loro opere sono degni omaggi ai nostri ricordi (un po' sbiaditi e in bianco e nero) di un modo di stare in famiglia ormai dimenticato.
A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Giorgio Leone, Enrico Teodorani, Cristina Giuntini, Maria Rosaria Spirito, Francesco Zanni Bertelli, Serena Barsottelli, Alberto Tivoli, Laura Traverso, Enrico Arlandini, Francesca Rosaria Riso, Giovanni Teresi, Angela Catalini.
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BReVI AUTORI - volume 2

BReVI AUTORI - volume 2

collana antologica multigenere di racconti brevi

BReVI AUTORI è una collana di libri multigenere, ad ampio spettro letterario. I quasi cento brevi racconti pubblicati in ogni volume sono suddivisi usando il seguente schema ternario:

Fantascienza + Fantasy + Horror
Noir + Drammatico + Psicologico
Rosa + Erotico + Narrativa generale

La brevità va a pari passo con la modernità, basti pensare all'estrema sintesi dei messaggini telefonici o a quelli usati in internet da talune piattaforme sociali per l'interazione tra utenti. La pubblicità stessa ha fatto della brevità la sua arma più vincente, tentando (e spesso riuscendo) in pochi attimi di convincerci, di emozionarci e di farci sognare.
Ma gli estremismi non ci piacciono. Il nostro concetto di brevità è un po' più elastico di un SMS o di un aforisma: è un racconto scritto con cura in appena 2500 battute (sì, spazi inclusi).
A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Ida Dainese, Daniele Missiroli, Fausto Scatoli, Angela Di Salvo, Francesco Gallina, Thomas M. Pitt, Milena Contini, Massimo Tivoli, Franca Scapellato, Vittorio Del Ponte, Enrico Teodorani, Umberto Pasqui, Selene Barblan, Antonella Jacoli, Renzo Maltoni, Giuseppe Gallato, Mirta D, Fabio Maltese, Francesca Paolucci, Marco Bertoli, Maria Rosaria Del Ciello, Alberto Tivoli, Debora Aprile, Giorgio Leone, Luca Valmont, Letteria Tomasello, Alberto Marcolli, Annamaria Vernuccio, Juri Zanin, Linda Fantoni, Federico Casadei, Giovanna Evangelista, Maria Elena Lorefice, Alessandro Faustini, Marilina Daniele, Francesco Zanni Bertelli, Annarita Petrino, Roberto Paradiso, Alessandro Dalla Lana, Laura Traverso, Antonio Mattera, Iunio Marcello Clementi, Federick Nowir, Sandra Ludovici.
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