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Spazio dedicato alla Gara stagionale d'inverno 2018/2019.

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Fausto Scatoli
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli » 01/01/2019, 20:43

«Glielo garantisco, è l’ultimo modello, è eccezionale. Se permette le illustro le potenzialità.»
La voce del rivenditore è concitata, quasi stesse per vendere sua madre, ma è anche convincente e quindi faccio un cenno di assenso.
Gli appare un sorriso che taglia in due la faccia. Già non è un adone, adesso poi…
«Ecco, guardi qua e ascolti bene» e parte a raccontarmi le capacità del motore, il consumo pari a quasi zero e tutte le altre amenità della nuova Cycar.
«Senta» lo interrompo, «tutte queste cose le so, è inutile che me le ripeta. Io voglio sapere dell’antifurto, l’ultimo modello di antifurto. Niente altro.»
Rimane un attimo sorpreso, poi torna a sorridere: «Ah, certo, mi scusi. Guardi, è semplicissimo e assolutamente infallibile, può anche lasciare i finestrini aperti e nessuno le ruberà l’auto.»
«Bah, non è la prima volta che lo dite, ma si è sempre rivelata una bufala. Io voglio essere sicuro.»
«Non si preoccupi, le do la dimostrazione. Stia a vedere.»
Apre la portiera e si accomoda sul sedile del guidatore. Inserisce la scheda e l’auto si attiva.
«Ora saremmo pronti per partire, ma fingiamo invece di essere arrivati e aver parcheggiato.»
Abbassa il finestrino poi toglie la scheda.
“Inserire allarme antifurto. Inserire allarme antifurto” dice la voce elettronica della Cycar.
«Vede questo pulsante?» Mi indica un bottone sul cruscotto riportante la scritta AF. «Ora lo pigiamo e l’antifurto è attivato. Abbiamo trenta secondi di tempo per uscire prima che si inneschi definitivamente» dice scendendo dall’automezzo.
Mi guarda, sempre sorridendo. «Pochi secondi ancora… ecco, ora posso dimostrarle come funziona.»
Prende una sbarra di metallo, della quale nemmeno mi ero accorto, appoggiata alla parete vicina e fa per inserirla nello spazio aperto del finestrino.
«Stia bene attento.»
La sbarra entra nella macchina e si spezza in due: metà in mano al venditore e metà all’interno del mezzo.
Sono sbalordito, non mi sono reso conto di come sia successo.
«Mi scusi» faccio, «ma non ho capito cosa…»
«Semplicissimo» ribatte, «una serie di raggi laser parte da vari punti e taglia qualsiasi cosa tenti di entrare.»
«Quindi se il ladruncolo allunga il braccio…»
«Esatto: zak, tranciato di netto. E senza possibilità di reinnesto, perché il raggio è studiato per cauterizzare all’istante il moncone.»
Sono estasiato. «Fantastico» dico. Però mi viene un dubbio e chiedo: «Ma se il finestrino è chiuso? Se forza la portiera?»
«Nessun problema. Dovesse aprire la portiera il laser partirebbe da sotto, ecco, guardi qui, e il risultato sarebbe il medesimo» risponde con gioia.
«Ascolti, sono intenzionato a prenderla, però mi serve un’ultima informazione.»
«Dica.»
«Per disinserire? Sa, non vorrei…»
«Oh, ma certo. Semplice anche questo: deve prendere la scheda e appoggiarla su un punto qualsiasi della carrozzeria insieme a una delle sue mani, non importa quale. Vede, dopo l’atto di vendita, e il pagamento, ovviamente, le sue impronte digitali verranno inserite nel circuito della Cycar e solo lei potrà disinserire l’allarme.»
«Perfetto» ribatto, «andiamo a stilare il contratto.»

«Bene, la macchina è sua. Questa è la scheda di input e in questo cd ci sono tutte le istruzioni» dice il venditore consegnandomi una busta, «buon divertimento.»
Soddisfatto, vado a prendere possesso del mio nuovo veicolo.
Apro la portiera e allungo la gamba destra per salire. L’odore di carne bruciata arriva prima del dolore.

Sento delle voci in lontananza. Cerco di alzarmi ma il corpo non mi risponde.
«Tranquillo, signor Faiz, tranquillo. Siamo in ospedale, è in uno stato di paralisi indotta. Tra poche ore tornerà come prima. O quasi.»
Voglio parlare ma non esce la voce.
«Stia calmo, le ho detto. Abbia pazienza, ci vuole qualche ora perché la protesi aderisca.»
Protesi? Ma che cazzo…
La Cycar! Il laser… è mia, non doveva…

«Aaaa…» finalmente mi è tornata la voce, riesco a parlare di nuovo.
«Eccomi. Ora la stacco dal letto, ma non si agiti» dice l’infermiere muovendosi di qua e di là.
Lentamente riacquisto possesso dei miei arti, muovo le mani, i piedi.
I piedi!
Mi rendo conto di essere nudo e guardo in basso: la gamba destra dalla coscia in giù ha la pelle di un colore diverso.
«Le abbiamo messo una protesi tipo androide, non potevamo reinnestare l’arto tagliato.»
Mi tornano in mente le parole del venditore. Mi deve qualche spiegazione.
Quasi avesse letto il mio pensiero, l’infermiere mi dice: «La prossima volta disinserisca l’antifurto prima di entrare in auto. Oppure cambi assicurazione, visto che la sua risponde solo per un arto all’anno.»
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Messaggio da leggere da Laura Traverso » 02/01/2019, 18:09

Mi spiace dover dire che non mi è piaciuto. E d'altra parte non siamo qui per farci solo i complimenti... Certamente l'autore è stato bravo nell'ideare il racconto che è indubbiamente fuori dal comune: gli va pertano riconosciuta l'originalità del testo. Nel complesso, però, lo ho trovato noiosetto oltre che inquietante.

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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli » 03/01/2019, 13:10

Laura Traverso ha scritto:
02/01/2019, 18:09
Mi spiace dover dire che non mi è piaciuto. E d'altra parte non siamo qui per farci solo i complimenti... Certamente l'autore è stato bravo nell'ideare il racconto che è indubbiamente fuori dal comune: gli va pertano riconosciuta l'originalità del testo. Nel complesso, però, lo ho trovato noiosetto oltre che inquietante.
a me spiace non ti sia piaciuto, laura
come mi spiace lo abbia trovato noiosetto e inquietante
soprattutto perché ho voluto provare un pezzo che voleva essere sarcastico, divertente e leggero.
ma tant'è

grazie del commento
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Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 03/01/2019, 23:14

Certo che anch’io pretenderei delle spiegazioni dal venditore!
Vorrei capire perché il protagonista è fissato con l’antifurto, gli hanno rubato molte auto?
Racconto ironico sugli abusi della tecnologia, o sulla stupidità umana.
Scrittura scorrevole e corretta, tutto sommato un buon racconto.
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica. (Gesualdo Bufalino)

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Messaggio da leggere da Isabella Galeotti » 04/01/2019, 15:15

Nella sua brevità sei riuscito a toccare molti punti importanti. Il cuore, il venditore vuole vendere, vuole lavorare quindi racconta di questo oggetto e di tutte le sue caratteristiche. Il futuro, già, spero proprio che nessuna assicurazione possa inventare un antifurto come questo. La paura, ebbene sì il nuovo proprietario nell'esplosione della spigazione del venditore si dimenticaalcune funzioni, ed allora ora è molto preoccupato perchè si trova in ospedale e pensa di essersi procurato solo una bruciatura...Il sarcasmo del racconto no ha eguali. I personaggi a questo punto sono tre lui il venditore e l'oggetto, che quotidianamente usiamo e quotidianamente speriamo che non ci venga rubato. L'autore li ha fatti ruotare molto bene all'interno della storia. Duro,ma :mrgreen:
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Fausto Scatoli » 04/01/2019, 21:08

Isabella Galeotti ha scritto:
04/01/2019, 15:15
Nella sua brevità sei riuscito a toccare molti punti importanti. Il cuore, il venditore vuole vendere, vuole lavorare quindi racconta di questo oggetto e di tutte le sue caratteristiche. Il futuro, già, spero proprio che nessuna assicurazione possa inventare un antifurto come questo. La paura, ebbene sì il nuovo proprietario nell'esplosione della spigazione del venditore si dimentica alcune funzioni, ed allora ora è molto preoccupato perchè si trova in ospedale e pensa di essersi procurato solo una bruciatura...Il sarcasmo del racconto no ha eguali. I personaggi a questo punto sono tre lui il venditore e l'oggetto, che quotidianamente usiamo e quotidianamente speriamo che non ci venga rubato. L'autore li ha fatti ruotare molto bene all'interno della storia. Duro,ma :mrgreen:
grazie, Isabella
vedo con piacere che hai recepito praticamente tutti i messaggi lanciati
l'intenzione era di scrivere una storiella leggera ma che avesse un certo siignificato
per questo ho usato il sarcasmo, per farla arrivare
certo, può apparire cruda, ma vuole solo far sorridere pensando a come si può divenire se ci si lascia prendere dalla società attuale
cercare di rimanere sé stessi è sicuramente meglio
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Messaggio da leggere da Draper » 05/01/2019, 17:20

E' un racconto che si lascia leggere e possiede un gran potenziale grottesco, che per mio gusto è sempre gradito, ma credo vada sviluppato meglio. Mi spiego: ciò che è alla base del racconto di per sé è assurdo, e non è un male, ma il resto dell'ambientazione, appena abbozzato, andrebbe sviluppato con maggior coerenza e plausibilità, al netto del grottesco, ovviamente. Roberto, prima di me, ha chiesto non a torto del perché il cliente sia ossessionato dagli antifurti - uno dei motivi potrebbe essere il trovarsi in un certo "qui ed ora" dove per una causa x (basta citarla, se proprio non si vuole eccessivamente approfondire) magari il crimine è arrivato a cifre record. E cito questo a titolo d'esempio, perché capisco che non si può mettere ciccia a ogni osso, date le penalità per le battute. Ribadito questo, è valsa la pena leggerlo tutto anche solo per battuta finale, che ho trovato davvero riuscitissima - quella sulle assicurazioni.

Ricapitolando, avrei voluto vedere maggior caratterizzazione del contorno, così che non ne risentisse la coerenza complessiva del racconto. I personaggi, abbozzati anche loro, di contro appaiono ben concepiti per via dei dialoghi ben fatti.

A rileggerti!
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Re: Ultimo modello

Messaggio da leggere da Fausto Scatoli » 05/01/2019, 17:52

ciao, Draper
intanto grazie per il commento.
poi devo darti ragione sul fatto che non ho ben chiarito i motivi dell'ossessione.
onestamente non credevo fosse necessario; già ora viviamo in un mondo dove i furti sono all'ordine del giorno, e la situazione credo sia in peggioramento costante.
del resto, quando un tipo si prende una macchina nuova pretende determinate garanzie e tra queste c'è l'antifurto.
come già scritto, voleva essere un racconto leggero e sarcastico.
mi fa piacere il tuo apprezzamento.
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Re: Ultimo modello

Messaggio da leggere da Colosio Giacomo » 07/01/2019, 10:42

Un racconto che, nella sua assurda drammaticità, fa sorridere proprio perché quello è l'intento dell'autore. Riuscito anche il tentativo di trasmettere nel lettore il proprio dissenso verso forme di tecnologia esageratamente avanzate ( a scapito della sicurezza della persona)...io in genere non contesto il contenuto del brano, mai, nemmeno in quei generi che proprio non fanno per me, come certi racconti dell'orrore, e mi
concentro sull'abilità letteraria, come correttezza e linearità, punteggiatura, scorrevolezza. E su questo devo dire che il giudizio è positivo. Un saluto.
P.S. io dopo la chiusura delle virgolette caporale, nei dialoghi diretti, metto la virgola se continuo con una osservazione...sbaglio io, oppure c'è una certa libertà, a suo parere?
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Re: Ultimo modello

Messaggio da leggere da Massimo Baglione » 07/01/2019, 12:36

Ricordatevi di specificare "Commento" come titolo del messaggio usato per commentare le opere in Gara, altrimenti non verranno conteggiati il sistema, grazie!
Se invece state solo rispondendo, non serve specificare.
Vi rimando alle istruzioni delle Gare letterarie.
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Messaggio da leggere da Seira Katsuto » 09/01/2019, 11:30

Mi è abbastanza piaciuto, di per sé la storia mi ha incuriosito, però ci sono troppe domande senza risposta che mi lasciano perplessa.
È come se la storia fosse ambientata in un futuro prossimo nel quale simili antifurti possano essere accettabili nella società, questo significa che gli arti sono facilmente rimborsabili? (non so se sia la parola più corretta da usare in questo caso).
Poi per quale ragione servirebbe una simile e tanto pericolosa contromisura per una macchina?
Non so, il fatto che queste domande siano aperte mi lascia un po' l'amaro in bocca, mi piacerebbe leggere una versione più completa di questo racconto e capire meglio il mondo nel quale è ambientato.

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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli » 09/01/2019, 20:21

Seira Katsuto ha scritto:
09/01/2019, 11:30
Mi è abbastanza piaciuto, di per sé la storia mi ha incuriosito, però ci sono troppe domande senza risposta che mi lasciano perplessa.
È come se la storia fosse ambientata in un futuro prossimo nel quale simili antifurti possano essere accettabili nella società, questo significa che gli arti sono facilmente rimborsabili? (non so se sia la parola più corretta da usare in questo caso).
Poi per quale ragione servirebbe una simile e tanto pericolosa contromisura per una macchina?
Non so, il fatto che queste domande siano aperte mi lascia un po' l'amaro in bocca, mi piacerebbe leggere una versione più completa di questo racconto e capire meglio il mondo nel quale è ambientato.
ciao e grazie per il commento
a me spiace davvero che non si comprenda il sarcasmo e l'ironia che permeano il racconto
evidentemente ho sbagliato qualcosa.
tutta la storia è una semplice esasperazione di situazioni già presenti.
intendo dire che se andiamo avanti di questo passo rischiamo di trovarcisi davvero.
la stessa ironia si rifa sulla storia dell'assicurazione: ha difficoltà a rimborsare già oggi, figuriamoci domani, dove dovrà addirittura garantire arti nuovi.
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Re: Ultimo modello

Messaggio da leggere da Francesca Facoetti » 11/01/2019, 16:22

COMMENTO: non amo i racconti di robotica, l'ho trovato un pò strano nel senso che non piace a me, mi ha sorpreso ma non positivamente; lascia l'amaro in bocca nella mia lettura

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Messaggio da leggere da Colosio Giacomo » 12/01/2019, 13:50

Riporto il commento che, a quanto mi dice il programma, avevo postato come risposta generica...

Un racconto che, nella sua assurda drammaticità, fa sorridere proprio perché quello è l'intento dell'autore. Riuscito anche il tentativo di trasmettere nel lettore il proprio dissenso verso forme di tecnologia esageratamente avanzate ( a scapito della sicurezza della persona)...io in genere non contesto il contenuto del brano, mai, nemmeno in quei generi che proprio non fanno per me, come certi racconti dell'orrore, e mi
concentro sull'abilità letteraria, come correttezza e linearità, punteggiatura, scorrevolezza. E su questo devo dire che il giudizio è positivo. Un saluto.
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Messaggio da leggere da Gabriele Ludovici » 16/01/2019, 10:00

Ci vedo del forte humour su una delle psicosi, ahimè, più diffuse ai nostri tempi, ovvero la paura di subire furti o rapine. Scritto bene, incuriosisce fino alla fine e si cerca di capire fin dove possano spingersi le "armi difensive" della vettura, fino al tragicomico epilogo. Merita lode il fatto di aver evidenziato - almeno per quello che ho capito io - come a volte siano più i timori che i fatti a causarci danni. Avrei provato a contestualizzare meglio, magari spiegando perché il protagonista sente questa fortissima necessità di proteggere il proprio veicolo.

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