L’importanza del bambù

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'autunno 2018.

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Daniele Missiroli
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L’importanza del bambù

Messaggio da leggere da Daniele Missiroli » 03/12/2018, 21:53

Teo suonava da due anni in un gruppo di sei elementi. Purtroppo, essendo alle prime armi, non avevano uno staff tecnico e dovevano fare tutto da soli. Dopo aver viaggiato per ore, una volta arrivati nel locale, scaricavano gli strumenti, montavano l’attrezzatura, la collaudavano, si cambiavano e iniziavano a suonare. A notte fonda smontavano tutto e tornavano a casa. A volte sedici ore di lavoro per una paga irrisoria.
Quel giorno si erano esibiti a Roma. Da Ravenna ci vogliono cinque ore, rispettando i limiti di velocità. Dopo aver suonato fino alle due di notte, stavano tornando a casa. Il camioncino, però, aveva solo cinque posti e qualcuno lo doveva seguire con l’auto. Quella volta era toccato a lui.
Aveva già percorso molti chilometri quando le palpebre iniziarono a chiudersi. Per evitare un colpo di sonno, Teo aprì il finestrino. L’aria pungente della notte lo rinfrancò subito. Dopo un po’ gli sembrò di vedere delle ombre in mezzo alla strada. Sapeva che non era un buon segno, per cui mise la testa all’esterno per ricevere sul viso l’aria fredda della notte. Le curve lo costringevano ad andar piano. Talmente piano che aveva perso da tempo il contatto con il furgone.
È scomodo guidare in questo modo, pensò, ma così non mi addormento di sicuro.
Stava albeggiando, ma ormai era arrivato in pianura.
Tra un’ora sarò a casa, adesso c’è un rettilineo a quattro corsie fino a Cesena.
Sorrise, sicuro di sé, poi… il nulla!
Si era rilassato ed era caduto nelle braccia di Morfeo. Le membra divennero rigide. Il volante restò fermo e il piede rimase appoggiato leggermente sull'acceleratore. Per questo l’auto non aumentò velocità, continuando a procedere in linea retta per quella strada, quasi perfettamente dritta.
Sfortunatamente, la carreggiata piegava leggermente a destra, e quindi la macchina iniziò a spostarsi pian piano verso il centro. Sempre più al centro, sempre di più, finché raggiunse la doppia riga. Poi la superò. A quell'ora non circolavano altri veicoli, ma la situazione era diventata pericolosissima: stava viaggiando in direzione opposta al senso di marcia, sull'altra corsia di sorpasso. Raggiunse presto la prima corsia e infine si avvicinò pericolosamente al bordo sinistro della strada.
Più avanti c’era un ponte, perché la strada passava sopra a un corso d’acqua, e stava anche arrivando un TIR. I suoi fari illuminarono a giorno l’abitacolo, ma Teo non si svegliò.

– Papà, da quanto tempo – disse Teo.
– Quando hai bisogno di me, io ci sono sempre.
– Sai che ho suonato a Roma?
– Allora fammi sentire qualcosa.
– Mi serve l’organo.
– Dove l’hai messo?
– È sul furgone, con i ragazzi.
– Vallo a prendere! Svegliati e vallo a prendere! Subito!

In quel momento Teo aprì gli occhi. Vide i fari e udì il clacson dell’immenso camion che si avvicinava assurdamente alla sua destra. Quell'attimo gli bastò per evitarlo. Girò il volante a sinistra ed entrò nel fosso. Se avesse tentato di tornare nella sua corsia, sarebbe stato travolto.
La macchina si capovolse e iniziò a scivolare sul tettuccio, mentre una miriade di scintille illuminava l’abitacolo per via del filo spinato che era stato divelto.
Per un attimo Teo pensò che quello fosse un sogno molto bello e colorato, ma poi, nonostante gli sembrasse una follia, d’istinto aprì lo sportello e si gettò fuori, mentre l’auto s’inabissava nel fiume.
Ora Teo stava agitandosi per restare a galla, ma non sapeva in che direzione andare. La foschia gli impediva di orizzontarsi e poiché non nuotava molto bene, si mise verticale per verificare la profondità. Quando andò sotto, fu preso dal panico. Poi pensò che non potesse essere un fiume largo e iniziò a nuotare scompostamente in una direzione a caso. Anche se era sbagliata, prima o poi avrebbe raggiunto la riva.
Dopo quella che gli sembrò un’eternità, annaspando alla cieca a destra e a sinistra, si ritrovò una grossa canna di bambù tra le dita e vi si aggrappò, allo stremo delle forze.
Dopo qualche tempo, la temperatura del corpo di Teo iniziò a scendere. Era nell'acqua da molto e ora batteva i denti. Non aveva la forza di issarsi sulla riva. L’unica via di salvezza era rappresentata da quel bambù. Stringere con forza quella canna gli provocava dolore alla mano, ma lui era deciso a non lasciarlo andare per nessun motivo. Alla fine svenne.

Si risvegliò in ambulanza, insieme a due paramedici.
Ancora in stato confusionale, ripensò al sogno in cui il padre, scomparso alcuni anni prima, gli aveva detto cosa fare.
Poi, uno di loro gli disse: - Ragazzo, ora puoi lasciarlo.
Si guardò la mano destra e vide che stringeva ancora il bambù che gli aveva salvato la vita. Per tirarlo fuori dal fiume, avevano dovuto segarlo!

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Draper
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Messaggio da leggere da Draper » 04/12/2018, 11:53

I tuoi racconti hanno davvero un modo tutto particolare di risultare immediati e quotidiani, riesci a far sembrare qualunque evento apparentemente "normale" (come può essere un colpo di sonno) degno di essere raccontato. Non ho trovato refusi, l'unico punto che mi sembra filare "male" rispetto al resto è proprio il sopraggiungere del sonno. Non avrei usato "caduto tra le braccia di Morfeo" per segnalarlo, perché a mio avviso stona tantissimo con lo stile pacato e poco aulico del testo e inoltre mi è sembrato insolito che un uomo che si addormenta al volante si irrigidisca ("le membra divennero rigide") piuttosto che rilassarsi perché senza forze. A parte questo, il racconto mi è piaciuto anche più di quello che lessi alla scorsa gara. A rileggerti!
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Messaggio da leggere da Liliana Tuozzo » 04/12/2018, 14:46

Ti ho seguito con molto interesse, mi piacciono i racconti che narrano del quotidiano, di eventi possibili. Qui il tocco magico è dato da quel sogno che lo spinge a svegliarsi. Il padre quindi suo angelo custode lo avverte ,ma è il bambù che lo salva diventando importante. C' è molta dolcezza in questo racconto e visto che sei un uomo ciò lo rende ancora più apprezzabile.
Ultima modifica di Liliana Tuozzo il 05/12/2018, 11:02, modificato 2 volte in totale.

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Re: L’importanza del bambù

Messaggio da leggere da Massimo Baglione » 04/12/2018, 15:57

Ricordatevi di specificare "Commento" come titolo del messaggio usato per commentare le opere in Gara, altrimenti non verranno conteggiati il sistema, grazie!
Se invece state solo rispondendo, non serve specificare.
Vi rimando alle istruzioni delle Gare letterarie.
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Messaggio da leggere da Laura Traverso » 05/12/2018, 0:43

A me il racconto è piaciuto molto, leggendolo temevo il peggio per Teo ma, i due eventi, molto ben descritti, della visione del padre e del bambù, grazie ai quali si è salvato, hanno rassicurato il lettore... Il narrato è, purtroppo, di attualità, succede eccome di essere colti da un colpo di sonno alla guida. Ci sono molti aspetti nel racconto: la fatica di vivere, un po' di paranormale e la fortuna, nonostante tutto il pericolo vissuto, di un lieto fine.
Ultima modifica di Laura Traverso il 06/12/2018, 23:30, modificato 1 volta in totale.

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Messaggio da leggere da Tiziano Legati » 06/12/2018, 10:02

Il racconto scivola come una storia di vita, con gli impegni e le fatiche di tutti.
Eccoci in macchina con Teo di ritorno dalla festa, è solo in macchina come altre volte ma, oggi, ha fatto tardi e piano piano, si appisola.
Noi lo 'vediamo' addormentarsi e vorremmo gridare -Svegliati! ma siamo passeggeri muti col medesimo destino.
Fortunatamente il padre nel sogno lo richiama, non è allarmato e con voce tranquilla lo invita quasi a svegliarsi, solo a questo punto noi sappiamo di essere salvi.
Molto bello.
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Messaggio da leggere da Ida Dainese » 06/12/2018, 17:15

Bel racconto, credibile per quella realtà quotidiana che può capitare a tutti e per quella punta speciale e unica, quel ricordo che si insinua e che qui salva la vita. La narrazione è piacevole, coinvolge il lettore tanto da fargli credere di vedere la sequenza di un film, quel "svegliati!" detto dal padre è forte e commovente, come tenera e forte allo stesso tempo è quella presa sul bambù che sul finale spiega e si riallaccia al titolo.
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Ringraziamenti

Messaggio da leggere da Daniele Missiroli » 06/12/2018, 22:57

Ciao e grazie a tutti dei commenti. :D
Un grazie speciale a Liliana e un grazie speciale anche a Draper per la segnalazione.
La frase l'ho aggiunta alla fine, ma era meglio un normale "si addormentò" che resta più in linea col resto.
Per l'irrigidimento... ok non l'ho spiegato bene, ma a volte succede che quando uno si rifiuta di cedere al sonno, tenda a irrigidirsi. Poi però la mente "se ne va". In alcuni casi si resta anche a occhi aperti, ma non si vede più nulla. Si dice anche: "Il cuore si è addormentato".
Non vi dico come l'ho scoperto :shock:

Notte :)
Dan

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Scusa Massimo

Messaggio da leggere da Daniele Missiroli » 06/12/2018, 23:14

Ho capito solo ora che avevo commentato gli altri racconti senza inserire "Commento" nel titolo. :(
Devo andare a letto prima. :?

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