Accontentarsi

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Mauro Solieri
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Accontentarsi

Messaggio da leggere da Mauro Solieri » 29/07/2018, 21:00

Accontentarsi

I media, le banche e forse anche la politica, ci hanno portato pian piano in uno stato esistenziale per il quale crediamo di non poter vivere senza ricoprirci di cose nuove, all'ultima moda e da possedere a tutti i costi.
Grazie a prestiti e microprestiti, ci inculcano in testa che ogni anno abbiamo assolutamente bisogno di un televisore nuovo, dell'ultimo modello di un telefonino che già possediamo e che comunque funziona ancora più che bene ma ci fa vergognare al cospetto di amici trendy, ci dicono che in città occorre guidare un SUV ma che per i giovani va bene qualsiasi altra automobile, e quindi ecco che ogni famiglia se non possiede almeno due auto è una famiglia disagiata e da emarginare. Ognuno di noi avrà almeno un paio di telefonini. Almeno! E non ci accontentiamo mai.
Ci dicono (perché noi non lo sappiamo davvero) che siamo poveri, ma ognuno di noi poveri ha sempre il telefonino bello carico, sigarette e vizi a portata di mano. Povertà? Io dico che uno è povero quando vorrebbe mangiarsi una pizza ma si deve accontentare della minestra della Caritas, e magari DOPO, sì, fumarsi una sigaretta.
Fateci caso: quando purtroppo assistiamo ai telegiornali dell'ennesimo sbarco di emigranti, se ascoltate bene potreste ascoltare che "Ai migranti sono stati forniti i primi beni di sopravvivenza, ovvero: ricariche per i telefonini, pacchetti di sigarette e altri generi di prima necessità". Vi giuro che non me lo sto inventando, l'ho sentito con le mie orecchie molte più di una volta.
Persino con il bene più prezioso ci hanno incastrati: la casa. L'America è stata cattiva maestra in questo campo, e infatti è crollata lei e siamo crollati noi. Prestiti a tutti, mutui praticamente a costo zero, e quindi tutti ad accenderli, per qualsiasi cosa. Mutui per pagare mutui e via così. Prestiti così facili e così martellanti ci hanno obbligati (e ci obbligano tutt'ora) a non riuscire a farne a meno, dunque ecco che ci illudiamo di possedere tante cose belle, quando in realtà non sono affatto nostre ma ne stiamo pagando una sorta di affitto, un patto col diavolo.
Una volta non ci si vergognava di vivere in una casa in affitto, ma oggi questo "possedere a tutti i costi" ci porta a dover far di tutto per comprare una casa, e quindi legarci a vita con le banche, le quali non aspettano altro che ci capiti qualcosa di grave per toglierci tutto da sotto il naso e abbandonarci sulla strada e sotto i ponti.
Accontentiamoci, cribbio!
Il telefonino, se funziona, teniamocelo invece di desiderarne uno identico. Se abbiamo cinque paia di pantaloni, bastano e avanzano! Anche le scarpe e tutto il resto dell'abbigliamento. Non lasciamoci tentare da queste stupidaggini materiali. Godiamoci la vita! Quei 100 euro di scarpe nuove che un desiderio malsano vorrebbe farci acquistare, usiamoli meglio!

Mauro Solieri
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Re: Accontentarsi

Messaggio da leggere da Mauro Solieri » 29/07/2018, 21:01

ecco il mio modesto contributo. a onore del vero devo ringraziare chi me lo ha letto e corretto prima di pubblciarlo qui perché era un disasrro. spero vi piacera'.

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Re: Accontentarsi

Messaggio da leggere da Massimo Baglione » 29/07/2018, 21:04

Apprezziamo moltissimo il tuo sforzo, Mauro, grazie :smt023
Ora però non fare che sparisci ancora, eh? :smt018
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Messaggio da leggere da Ida Dainese » 30/07/2018, 3:55

Ciao Mauro, il tuo brano è interessante e chiama alla riflessione.
Attiri la nostra attenzione su un modo di vivere della società attuale che da una parte riempie di oggetti, di cose, di merci, e dall'altra è sempre meno attento ai veri bisogni dell'uomo. Un modo di vivere che rende prigionieri del mostrare e dell'apparire, in contrasto con il verbo del titolo che potrebbe sembrare una limitazione ma invece è il segreto della libertà.
La narrazione procede corretta ma lo stile si alterna tra una presentazione obiettiva dei fatti e un linguaggio colloquiale che si accalora. Il testo in sè non è un vero racconto, si tratta più di un'esposizione di considerazioni, dietro le cui parole si sentono la tua partecipazione e la tua giusta indignazione.
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli » 29/08/2018, 12:35

ciao. quello che ho appena letto non è un racconto, bensì un resconto. o forse una riflessione portata a conoscenza, l'esternazione di un pensiero, ma non un racconto.
tra l'altro mi trovo abbastanza d'accordo con quello che scrivi, sebbene a tratti lo trovi esagerato. ci si dovrebbe accontentare, questo sì, ma pare sia diventata un'utopia, tanto lo troviamo difficile.
qualche refuso.
a rileggerti
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Messaggio da leggere da carlocelenza » 31/08/2018, 11:49

Ci si rende conto dei propri errori solo dopo averli fatti purtroppo, e la vita a volte è troppo breve per farne tesoro. Sono sempre stato dell'opinione che ci guidano come un gregge e alla fine della questione siamo solo carne da macello, ma per chi? Non per il nostro vicino di casa col quale siamo in competizione per i pollici del televisore che alla fine condivide la stessa sorte ma per qualcuno che è fuori dai giochi, un cartaio invisibile che di noi se la ride. Si dice che ogni popolo è a tre giorni di digiuno dalla rivoluzione e se questo sistema tanto ingarbugliato in cui viviamo batte il passo per qualche giorno il cartaio non avrà più tanto da ridere. Fatto auspicabile? Chi può dire cosa si bene o male per il futuro, ma sono certo che i cartai sopravviveranno al casino che verrà.
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Messaggio da leggere da Daniele Missiroli » 09/09/2018, 14:47

Un resoconto della situazione attuale che perdura da anni.
Puoi togliere il primo "forse" senza tema di sbagliare.
Far aumentare la crescita significa far aumentare i consumi.
Quando si possiede quasi tutto, l'unica cosa che puoi fare è cambiare ciò che hai.
Anche se funziona. Anche se non vorresti farlo.
Vendi il tuo "oro vecchio" (che sarebbe eterno).
Rottama il tuo "vecchio pc" (che funziona benissimo).
Cambia il tuo "vecchio cellulare" (che telefona bene, ma non può installare l'ultima versione di Skype)
Credo che non si possa più tornare indietro.
L'ultima frase la modificherei così:
"Quei 100 euro di scarpe nuove che un desiderio malsano vorrebbe farci acquistare, ringraziamo di averli e usiamoli meglio!

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Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 14/09/2018, 18:59

Più che un racconto delle considerazioni, anzi, delle invettive contro il consumismo. Si sente che l’argomento ti sta parecchio a cuore dal crescendo quasi indignato che culmina in quel “cribbio!” Che dire: molto condivisibile, ben espresso, informale e colloquiale, forse poco letterario.
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica. (Gesualdo Bufalino)

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Messaggio da leggere da Laura Ruggeri » 20/09/2018, 19:14

Ciao Mauro, condivido la tua idea che sia più importante sentirsi appagati dall’essenziale, piuttosto che rimanere legati al superfluo o all’accumulo compulsivo. Mi piace che tu abbia colto l’altro senso della parola accontentarsi e cioè il dover rinunciare a qualcosa che si desidera, ma che non si può avere per cause di forza maggiore.
Il testo non è scritto male, ma mi è mancata la tua personale narrazione di una realtà, quella che viene fuori dalla fantasia o dal ricordo di un’esperienza di vita. Sei stato un po’ troppo generico. Al di là delle riflessioni sul senso della vera ricchezza che sottoscrivo, la mia vuole essere quindi un’esortazione a concentrarti di più sulla creazione di una storia.
Ho apprezzato moltissimo invece la cura e il tuo impegno a pubblicare un testo corretto sintatticamente e di semplice lettura.

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Draper
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Messaggio da leggere da Draper » 21/09/2018, 15:41

Per quanto poco letterario, è innegabile che queste invettive rispondano a verità. Oltre a essere tartassati da una perenne spinta al debito, per noi il consumismo sfrenato si è rivelato un cancro soprattutto in quei paesi - l'Italia in primis - dove le arti bianche hanno sempre avuto un ruolo importante. Quando si tratta quest'argomento penso sempre ai calzolai, dato che un sempre minor numero di persone preferisce comprare un paio di scarpe nuove piuttosto che riparare quelle vecchie. Tutta l'artigianalità di alcuni mestieri, per forza di cose, negli anni a venire sparirà del tutto. E' sapienza lavorativa, sapienza umana, che non tornerà più. Mi piacerebbe molto veder trasformate queste tue osservazioni, Mauro, in un racconto con protagoniste persone comuni, proprio per vedere attraverso di loro quali sono i danni effettivi che un determinato tipo di "spirito economico" sta provocando.
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Mauro Solieri
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Re: Accontentarsi

Messaggio da leggere da Mauro Solieri » 21/09/2018, 15:46

ringrazio tutti per gli ipmortanti comenti, ne faro' tesoro.
Forse riesco a ricambiare il favore ma non so. per adesso grazie

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