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Sla(narrativa, breve, per tutti)Opera visionata 193 volte dal 24/01/2011l'ultima volta: 1 giorni fa |
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Una malattia che paralizza, immobilizza a letto. Un uomo che si è ammalato di SLA, ridotto a vivere come un vegetale. Ma anche se egli non è più in grado di muoversi, la sua mente è ancora viva, perchè percepisce ancora tutte le sensazioni che provengono dal mondo da cui l'infermo è esluso, e anche il cuore batte ancora verso la compagna a cui può solo rivolgere in silenzio uno sguardo d'amore. "Un cadavere vivo piantato nel mondo, ecco cosa sono; una statua vivente che spera nel tempo o in un gesto pietoso". Sta qui la riflessione centrale, amara e consapevole del testo, non resta che l'attesa che il tempo possa risolvere il problema (con la fine di tutto o con un miracolo) o un atto di pietà che ponga fine a tanto strazio (forse una mano divina che mandi una morte liberatoria?). Mi pare improbabile la speranza in un' eutanasia. Un'opera che si legge con una certa tristezza, e non è difficile per il lettore entrare in empatia con il malato grazie a un testo ben scritto e dotato di un lessico molto appropriato e pregnante nella sua semplicità ed essenzialità. |
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"Un cadavere vivo piantato nel mondo". Questa espressione, di un'arcana forza, si accompagna alla rivelazione riguardante la malattia di cui soffre il protagonista del racconto. Sla è, suppongo, la sigla con la quale viene nominata questa atroce patologia che costringe il paziente a un'immobilità crudele, come quella di una pianta. Il bello del racconto, secondo me, sta in tutta questa attesa che ci porta alla rivelazione finale. L'uomo soffre di una malattia crudele, ma non sappiamo quale essa sia. Dobbiamo aspettare la fine. E intanto leggiamo la descrizione delle sue sofferenze, l'angoscia dei suoi pensieri e ci immedesimiamo in lui. Interessante l'impianto linguistico, che fa di questo racconto una specie di poeseia prosastica, molto intensa ed efficace. | ||||
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Pia |
in che maniera si può commentare un testo del genere? Stilisticamente nulla da eccepire, non c'è una virgola fuori posto ed è più agghiacciante dell'horror che ho commentato prima. La sofferenza e il senso di impotenza misto a rabbia si percepisce in pieno, la patologia di cui si parla è invalidante e irreversibile, se si riesce a mettere anche solo per un attimo nei panni di chi ne è affetto allora si apprezza ancora di più ad apprezzare quello che si ha. Non so se è autobiografico o no (spero di no), ma se l'effetto sperato era di far rabbrividire allora l'autore ci è riuscito in pieno. Di fronte a queste cose c'è poco da commentare, ma solo riflettere sull'assurdità della vita | ||||
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Sla di Thomas Pistoia è pubblicata sotto licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia. L'opera di riferimento si trova su www.braviautori.com. |
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