Ulisse

Si squarcerà lo Spazio
resterà a guardare
il Tempo in un angolo
coprirà il grido con il sudario
muto
fra i grugniti dei Proci
come topi sorpresi
dalla luce fuoco
negli occhi la rabbia di anni
umiliata con le catene
fruste adesso
vortice chiuso in una stanza
troppo a lungo
perché un animale
non diventassi alla fine
per sopravvivere così
un uomo non si può essere questo
non è un uomo.

Getterò il mantello

l’ombra
delle strade notturne
mimetismo dei fantasmi perduti
quanti siamo quanto soli!

A terra gli stracci
onda d’urto
mi riconoscerete con un brivido
e sarà tardi.

Troppi anni in gabbia
a leccare le ferite
troppo a lungo da dimenticare
di essere un uomo
avete dimenticato che lo fossi
quello che fui lo avete gettato nella torba
in un giorno
e dalla torba il turbine terribile represso
sarà una tempesta.

Un giorno ma non ora
lecco ancora
le ferite le catene
di ferro sono maledette ancora
cerco invano la mattina la chioma
di Sansone
tra i capelli che cadono
scandendo gli anni.

Ulisse Si squarcerà lo Spazio resterà a guardare il Tempo in un angolo coprirà il grido con il sudario muto fra i grugniti dei Proci come topi sorpresi dalla luce fuoco negli occhi la rabbia di anni umiliata con le catene fruste adesso vortice chiuso in una stanza troppo a lungo perché un animale non diventassi alla fine per sopravvivere così un uomo non si può essere questo non è un uomo. Getterò il mantello l'ombra delle strade notturne mimetismo dei fantasmi perduti quanti siamo quanto soli! A terra gli stracci onda d'urto mi riconoscerete con un brivido e sarà tardi. Troppi anni in gabbia a leccare le ferite troppo a lungo da dimenticare di essere un uomo avete dimenticato che lo fossi quello che fui lo avete gettato nella torba in un giorno e dalla torba il turbine terribile represso sarà una tempesta. Un giorno ma non ora lecco ancora le ferite le catene di ferro sono maledette ancora cerco invano la mattina la chioma di Sansone tra i capelli che cadono scandendo gli anni.
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