Le altre recensioni
Di Sphinx: Grazie per il commento Marciante. Questa "poesia" doveva far parte, insieme a "Traffico", di un gruppo di componimenti legati al mondo moderno, ma per ora mi sono fermato solo a due. Aspetto con ansia l'ispirazione che mi aiuti ad andare avanti. Ho un paio di idee sui soggetti ma per adesso mi sono bloccato.
Di Marciante: Penso che questa poesia descriva la situazione in cui ci troviamo attraverso immagini e metafore molto suggestive. Non si gusta quasi nulla, ma tutto si consuma , anzi si divora e bisogna fare molta attenzione a non diventare "animali adoranti". Complimenti
Di Angela Di Salvo: Un testo che si presenta sotto una stuttura poetica (versi, strofe, rime alternate o varie) ma di poetico e suggestivo non ha proprio nulla. E' soprattutto un testo descrittivo- soggettivo, nel senso che rappresenta un contesto ben definito e le persone che si muovono nell'ambiente mettendo in evidenza una personale visione del tutto, come un osservatore "dissidente" che rileva suo malgrado quanto di insulso, fatuo e insignificante ci sia in atti,scelte, atteggiamenti e bisogni. E, sorretti dalle nostre esperienze in merito, ci sembra di vederlo questo sciame di persone che si insinuano in mezzo agli scaffali stracolmi e, rumoreggiando e afferrando oggetti, riempiono carrelli e vanno a pagare alle casse, illudendosi di portare via qualcosa che renderà la loro vita migliore di quella che in effetti è. Il consumismo è il modello malefico della nostra società che serve, però, alla produzione di molte aziende e alla possibilità di lavoro di tante persone che possono sopravvivere anche grazie a questo. E' una visione triste quella che resta nel lettore: in tanta umanità affannosa e che si agita nella ricerca del possesso e nell'"acchiappo" si coglie il senso meschino e materiale che connota chi ha bisogno della cose materiali per riempire il vuoto della propria esistenza.
Di Simone Messeri: Ho avuto modo di leggerla proprio nel luogo specificato da Sphinx durante il lavoro, in una domenica di aprile tra gli sciami impazziti. Un testo che trasmette davvero la triste realtà della nostra attuale società. Una verità incontestabile soprattutto per chi come me lavora nel centro comerciale tutti i giorni.
Ciao Sphinx!
Di
Sphinx: Grazie Massimo, grazie Pia.
Per la metrica, a parte le rime, la struttura che gli ho dato è nata così di getto e non è che sia un granché, ma quello che volevo si percepisse, con dei versi molto brevi, è la frenesia che c'è nei centri commerciali. Il paragone fra la folla e uno sciame di locuste è quella che ho sempre avuto in mente.

Di
Pia: c'è in giro un concorsino di poesia horror, secondo me vinceresti

scherzo... ma non tanto. Odio i centri commerciali, tu ne hai fatto una bellissima metafora, "sciame" è il termine giusto, la folla che soprattutto durante le festività si riversa ricorda bestie fameliche pronte a fagocitare il tutto.
Di Massimo Baglione: <i>"di società grasse ormai allo stallo."</i>
La cosa più triste di questa poesia è che siamo esattamente ciò che descrive.
Non sono esperto in metrica, quindi salto quella parte. Il contenuto, invece, è molto attuale e azzeccato.
Un bambino su due è in pesante sovrappeso. Follia umana!
Di Taniole: Notevole immagine di questa società decadente, scorrevole e musicale lo stile, belle le immagini, chiare e definite.
Di
Sphinx: Ti ringrazio Bruno. Penso che i centri commerciali siano uno dei migliori esempi della follia del mondo attuale.

Di Bruno Ramadori: bellissima immagine della nuova era del consumismo al centro commerciale.
visto gli ultimi fatti accaduti per la ressa all'apertura in occasione di offerte o sconti, è proprio una poesia azzeccata e attuale.
molto bella
Bruno
Di
Sphinx: Ringrazio Bonnie, Elisabetta e Alda per le loro recensioni.

Di AldaTV: Triste ed amara metafora del vivere odierno dove non si ha più neppure il tempo di pensare a se stessi nell'io... mi è piaciuta, veloce e diretta!
Di Elisabetta Maltese: interessante l'idea, la metafora ed il ritmo che gli hai dato, anche se a volte, leggendola ad alta voce, sembra fluire meno. personalmente non amo le rime, ma l'ho letta con piacere e mi ha divertita malgrado il senso amaro. Betta
Di Bonnie: Mi piace il ritmo incalzante che gli hai dato, arriva l'oppressione e anche un pò d'ansia da.. "saldi di fine stagione" Bravo
Di
Sphinx: No, non sei matta!
Comunque grazie per la recensione.

Di
Calypso: Ciaoooooo Sphinx

Che dire... quello che hai scritto mi ha "travolto" ...nel senso che per come è scritta, rende perfettamente l'idea... di cio' che è il luogo di cui parli, se' dovessi dare una diversa rappresentazione dalla tua, per indicare quel luogo, sarebbe la seguente: "una catena di montaggio"... "un formicaio"."un alveare".
. saro' matta?
Di Sphinx: Grazie Luigi. Ho lavorato per due anni e mezzo in quell'ambiente e ti assicuro che l'esperienza da una parte è alienante, ma dall'altra ti fa notare cose molto importanti sulla società di oggi.
Di Luigi Torre: consumatori,clienti,utenti...siamo tutti un po' locuste,bravo Sphinx
Di Antonella: Difficoltà col tuo nome d'elezione, ma non con la poesia, a me sembra più prosa incalzante, molto rock. Complimenti, leggerò altro per sapere se la tua filosofia è proprio così, e grazie per il tuo commento su Liquidaroger.
Di
Dalila: Mi sembra di rivivere la contraddizione del nostro mondo :da un lato l'alienazione al consumismo , fatto di immagini e suoni a volte fredde, ripetitive..distaccate, dall'altra la sensibilita' di chi sa cogliere tra i tanti richiami, come fotogrammi della memoria, la voce di un senso critico e consapevole delle cose che ci circondano. Certamente sinonimo di sensibilita' e osservazione!
Non so se rendo l'idea, a volte mi esprimo un po da krukka.. perdonami , in ogni caso e' certamente un complimento!

)) ciao
Di
Oroboros: Molto carina.
Ho come la sensazione che tu abbia qualcosa da dirmi che non vuoi dirmi o che non puoi dirmi, ma forse mi sbaglio... sappi però che non c’è nulla che io apprezzi più della sincerità e della chiarezza e, per questo, il mio io si sente obbligato sempre a inchinarglisi di fronte, e a scusarsi oppure a tacere...
