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Rancore 3. Vendetta(disegno, per tutti)Opera visionata 3,588 volte dal 01/04/2011, l'ultima volta: 45 minuti fa.
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Recensioni (6)
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Nel film che hai citato, il primo Terminator, la macchina è celata sotto una copertura di pelle e muscoli; qui l'epirdermide è invece metallica, e pur non sapendo cosa ricopra, delle suture intorno al viso suggerirebbero che esso possa essere rimosso. Cosa vi sia nascosto non è dato saperlo, ma potrebbe benissimo esservi un uomo. Un essere umano, con le sue insicurezze, nascosto da un involucro metallico che avrebbe, secondo questa interpretazione, un ruolo analogo a quello del cimiero delle armature: il compito di incutere timore all'avversario, e di nascondere la paura del soldato. Dunque se il protagonista di Terminator offre alla vista un'umanità fasulla, una mistificazione ipocrita e fatale, questo soggetto invece ostenta sicurezza e forza, la determinazione di una macchina, nascondendo le sue incertezze e le sue contrarietà del tutto umane. Come vedi il tema robotico è suscettibile di numerose intepretazioni: è un filone foriero di un'inaspettata profondità psicologica, al netto delle sparatorie e dei vari espedienti spettacolari che tu stessa hai citato, e che spesso costituiscono solo un richiamo per una parte di pubblico sensibile a quegli 'effetti'. Grazie per il commento. A presto! |
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Ho guardato da poco, costretta, Terminator. Tralasciando le sparatorie, la storia d'amore, il gusto per il trash tipicamente anni '80 (che suscita in me sentimenti contrastanti) e la mia antipatia per Schwarzenegger, tutto sommato non è male come film, non se lo si considera in quest'epoca attuale in cui quello dei robot (dai linguaggi, a una vera e propria etica) è un problema con cui sempre più la scienza e la tecnologia sono costrette a misurarsi. Riflettere sulle nuove tematiche è sempre bene, specie se lo si fa con un bel disegno come questo |
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Il rancore è nutrito rispetto alle avversità, agli dèi, se si vuole; quelli pagani, o quelli mediorientali, che in fondo sono simili, perché partoriti dai medesimi genitori. Non è rivolto nei confronti degli uomini, che meritano sempre rispetto e comprensione. | ||||
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Giuseppe Novellino |
Un bellissimo robot dallo sguardo rancoroso. Si staglia sullo sfondo nero come il suo sguardo, emana i suoi riflessi metallici e argentati come se fossse messo sotto una luce che viene completamente assorbita dalla sua figura. Direi che il tutto dà una sensazione di straniamento, direi metafisica. | ||||
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Sono d'accordo con Massimo. La prima volta che l'ho visto a me ha fatto venire in mente Metropolis, il primo vero lungometraggio di fantascienza che sia mai stato girato in Europa. Le immagini del film, viste adesso, potrebbero ancora apparire come anticate di proposito, tanto sono avveneristiche. |
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Questo è forse uno dei tuoi robot più belli. Su NASF lo conosciamo bene ![]() http://www.assonuoviautori.org/NASF/Page_disegnatori.htm |
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