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Racconto. Punto e virgola(narrativa, breve, per tutti)Opera visionata 427 volte dal 11/01/2011, l'ultima volta: 4 giorni fa.
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Prosa e poesia che si intrecciamo a modello delle Satire Menippee greche, in cui alla riflessione filosofica e morale (ma anche al racconto o alla narrazione) seguivano versi che diventavano l'emblema, la concentrazione lirica e soggettiva di un tema, un personaggio o un particolare evento. Qui tutta l'argomentazione e la successiva ispirazione poetica nascono da un piccolo e apparentemente insignificante segno di interpunzione: la virgola. Eppure, basta spostare una virgola, e il senso del messaggio può addirittura rovesciarsi (e il riferimento alla profezia ambigua che fa la Sibilla cumana al soldato che parte per la guerra è davvero pertinente e illuminante). Ma poi dalla virgola si passa a un discorso molto più ampio: la funzione del linguaggio. Il professore (di cui l'autore conserva un ricordo molto forte perchè ovviamente è rimasto colpito dalla sua dissertazione) afferma che le parole dovrebbero servire per comunicare in modo chiaro e univoco un messaggio, ma gli uomini, proprio per la contradditorietà e la bipolarità del loro temperamento, hanno trasferito nel linguaggio la loro naturale tendenza all'ambiguità e così le parole, più che trasmettere, molto spesso simulano e dissimulano con grande arte, lanciando messaggi che che non hanno una sola possible interpetazione. Che forse sia questa la caratteristica principale della creatività? Utilizzare il linguaggio come una materia altamente suscettibile di manipolazioni e trasformazioni? Certamente è così, ecco perchè spesso i lettori interpretano in vario modo le cose che leggono. Alle parole ognuno assegna un valore e un significato che prescinde dalla forma o dalla funzione della parola stessa. Un testo davvero molto interessante e piacevole. |
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Giuseppe Novellino |
Interessante narrazione. Il finale mette i brividi. Comunque, Paolo, eccoti un altro caso. Un tizio fu condannato a morte dal re, il quale inviò alla fine questo messaggio al ministro della giustizia: "Grazia impossibile, fucilarlo". Il ministro, che voleva salvare il condannato, grattò quella piccola virgola e la mise in un altro posto, ottenendo così: "Grazia, impossibile fucilarlo". |
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