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Recensioni (10)
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Alberi. Molto carina la poesia e adatta a questa stagione primaverile. Direi quasi un sonetto. Complimenti! |
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Scusate, è una prova... prova... prova... |
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Grazie per i commenti. Questa poesia, in una versione più lunga (allungare il brodo è facile, il difficile è togliere), fu inserita in una antologia dell'allora casa editrice 'il filo', oggi 'Gruppo Albatros', credo. |
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Gli alberi sono sempre stati considerati nell'animo dei poeti di ogni epoca (e in particolarei di quelli dell'età romantica di primo ottocento) come creature viventi che hanno cura degli uomini: li nutrono, li coprono con le loro fronde, li protegonno e avvolgono in un estremo e consolatorio abbraccio anche le tombe dove riposano i morti. Negli alberi, nei loro rami e nelle loro figlie gli uomini proiettano i lori sentimenti, costruiscono delle meravigliose similitudini e li percepiscono come una presenza amica, testimoni del tempo che scorre e immobili come baluardi nel flusso inarrestabile del ciclo continuo di vita e di morte. Un bel componimento, uomini e alberi sono avvinti da un misterioso legame che trascende il tutto. |
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Giuseppe Novellino
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L'albero è stato sempre il simbolo della vita, ma anche il simbolo della morte. Infatti spunta dalla terra dove tutto si decompone e marcisce. E poi l'albero, con la sua longevità, è sempre stato visto come un testimone, un essere vivente severo e immobile che vede passare accanto a sè le vite di tanti esseri umani. L'albero spesso viene piantato sopra un tomba. La copre con i suoi rami e sembra che voglia nasconderla e proteggerla. La poesia caratterizza in modo lirico questa simbologia. |
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Veramente toccante. Bravo Paolo. |
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 | Dalila
Autore supporter Sostenitore 2008 |
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Toccante! Una composizione piena di sentimenti malinconici ma pacati, come l'accettazione del tempo ineluttabile che scorre e lascia dietro di se un mondo di ricordi! Ottimo lavoro! |
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Bonnie
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Malinconicamente lieve, una.. toccata e fuga, che però.. lascia il segno, e fà.. meditare |
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Michele
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La giusta lirica per questa giornata di pacata riflessione interiore tormentata dagli assilli e dagli effimeri affanni della nostra vita terrena. Dovremmo imparare dai morti... |
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Monica Bisin
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Che tristezza, il tempo che passa ci porta via cose, ricordi, persone, forze... mi è piaciuta molto, si sente tutta la malinconia di questi addii. |
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