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Napule nun chiagnere(dialettale, brevissimo, per tutti)Opera visionata 320 volte dal 06/12/2010, l'ultima volta: 1 settimane fa.
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Recensioni (4)
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Silviabe |
Questi versi nel dialetto a mio parere più dolce e musicale di tutti i dialetti, racchiude dentro di se tutte le vicissitudini che questa meravigliosa città ha dovuto attraversare, dalle occupazioni che nel corso dei secoli l'hanno fatta preda, al passaggio di culture lontane che Napoli seppur in lacrime ha fatto proprie. Versi antichi eppur così attuali. | ||||
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Molto pertinente questo componimento in dialetto dedicato a Napoli, una bellissima e gloriosa città, patria di grandi uomini e di gente viva e laboriosa,salita agli onori della cronoca per eventi che "ne deturpano e "sporcano" l'immagine. Dalla lettura dei versi e dall'uso accorato dell'anafora "Napule nun chiagnere",è come se il poeta avvertisse il malessere della città vista come una creatura vivente, come se si volesse prendere cura di consolare le sue lacrime, di lenire le sue ferite, mandandole un messaggio di speranza e prospettando la possibilità della "sua" rinascita. Un testo "sentito" e spontaneo, lontano dalle artificiosità della metrica. L'uso del dialetto ricorda l'afflato di autenticità che si respira nelle belle poesie in gergo del Porta(milanese) e del Belli(romano). | ||||
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Grazie per il tuo consiglio ma sopratutto grazie per questa ottima recensione. |
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Giuseppe Novellino |
Forza, Napoli! Ti siamo vicini. La poesia in dialetto pare uscita dal cuore come un grido di dolore, ma non disperato. Non bisogna disperarsi, infatti. Disperarsi è negativo...e inutile. La Napoli di Totò, di Edoardo è la Napoli che abbiamo tutti nel cuore. Ma se siamo gente di vero cuore non dobbiamo dimenticare questa Napoli, di oggi. La poesia è struggente, ma andrebbe rivista un po' nella scrittura. Per esempio, all'inizio dei versi della prima strofa ci vuole l'apostrofo, non l'accento. | ||||



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