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Autore di quest'opera:

avatarCinzia Tia
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Lo Specchio del Nome

(poesia, breve, per tutti)

Opera visionata 265 volte dal 01/07/2012, l'ultima volta: 18 ore fa.

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Descrizione: nessuna...
Incipit:  E lancio il contenuto delle mie mani per guardarlo aldilà dell'oggetto
Recensioni (2)
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avatarCinzia Tia
Autore
#2
05/07/2012
Grazie Angela Di Salvo per il gesto che mi accoglie in questo spazio virtuale che trovo di mio gradimento; grazie per la recensione generosa e interessante per quel che ho voluto scrivere e forse malamente esprime l'idea che vive in ogni cosa che scriviamo. Quell'idea che, in me, svela quanto in realtà criptico sia l'Io che per la prima volta si scopre in uno specchio essendo anche altro, e che svela quanto un nome sia legato all'oggetto simbolo e immagine che una volta riposto dentro di noi si arricchisce e ci confonde. E che conduce a far riflettere su quanto ambivalente sia la parola, precaria veicolo del molteplice "avvenuto" in noi. Come dici perfettamente tu " Le mani tengono qualcosa che viene lanciato e osservato da lontano al di là di quello che appare alla vista" per il desiderio di proiettare e rispecchiarsi in quel che racchiudiamo dentro di noi e trasformalo in oggetto delle nostre ispirazioni, dei nostri sogni e infine, oltre l'oggetto stesso, espressione di "parola" e coscienza delle nostre rappresentazioni. Non potevi esprimere in modo migliore il concetto del distacco quando dici "Le labbra reticenti e che parlano a singiozzo in un "primo" e forse continuo pianto,invocano un nome, quello di qualcuno che se n'è andato via, ma che continua a tornare come riflesso in uno specchio." In fondo questo è il sentimento del rimpianto e oserei dire dell'amore che mantiene l'amato "Altro" da noi, col quale non possiamo congiungerci, nemmeno nel più sublime dei momenti. Il suo Io che richiama il nostro Io (scusa la ridondanza) è Altro arcano criptico; Altro che richiama, in fondo, ad una "mancanza" insita in ognuno di noi; che richiama a quel primo pianto strappato al nascituro che perdura per tutta la vita. Chiedersi se esistiamo, ripetere Io Io Io nel segreto di una stanza e provare a comprenderne il senso nel suono della nostra voce lo abbiamo fatto tutti ma il linguaggio è invenzione nostra, è legato a noi, non può rivelare che noi nel nostro limite d'arrivare a contenere il senso dell'esistenza. E se fosse tutto un sogno?
Tu dici "Inquietante l'espressione "non esistiamo", forse rivelatrice del desiderio di un tipo di esistenza che non coincide con la vita in sè." Sì, e aggiungo: nell'inquieto vivere... amo vivere, perché amo la vita, e giacché non mi congiungerò e fonderò con essa in un amplesso potrò desiderarla.
Grazie

avatarAngela Di Salvo
***** Autore supporter
Sostenitore 2012, 2011
#1
04/07/2012
Alquanto criptico mi appare il titolo di questo componimento che addirittura assegna la lettera maiuscola alle parole "Specchio" e "Nome".
Le mani tengono qualcosa che viene lanciato e osservato da lontano al di là di quello che appare alla vista.
Il tema pare essere quello delle precarietà, dell'equivoco, della presenza di anime senza profondità che il vento e il tempo si portano via.
Inquietante l'espressione "non esistiamo", forse rivelatrice del desiderio di un tipo di esistenza che non coincide con la vita in sè.
Le labbra reticenti e che parlano a singiozzo in un "primo" e forse continuo pianto,invocano un nome, quello di qualcuno che se n'è andato via, ma che continua a tornare come riflesso in uno specchio.
Il testo presenta un contenuto poco chiaro, però non manca di una certa suggestività espressiva.
Benvenuta!


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Creative Commons License Lo Specchio del Nome di Cinzia Tia è pubblicata sotto licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia. L'opera di riferimento si trova su www.braviautori.com.

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