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La spiona(narrativa, breve, per tutti)Opera visionata 492 volte dal 17/04/2012, l'ultima volta: 4 ore fa.
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Recensioni (7)
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Grazie Giacomo. Ci tengo a sottolineare, però, che in quasi tutti i miei racconti c'è sempre e inevitabilmente qualcosa di autobiografico. Certo, di fantasioso (specialmente in questo caso) ce ne metto sempre una discreta dose. In questo testo è praticamente tutta vera la dualità del protagonista, e la vicina rompiballe. Sempre in tema "vicina guastafeste", magari ti piacerà questo: 2012-la-fine-di-un-incubo.html che è anche più autobiografico di quello che hai appena letto ehehe (è scritto forse abbastanza male, ma era per divertirmi in un concorsino veloce veloce). |
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Sarà che a me piace la narrativa (ma anche la poesia, certo) ma io questo racconto l'ho trovato davvero buono. La spiegazione iniziale della dualità nella psicologia del protagonista è a mio avviso essenziale e pertanto direi che è proprio l'incipit che mi ha fatto interessare il racconto. poi c'è da dire che il racconto scorre e quello dipende dalla capacità di "narrazione" che a quanto posso capire l'autore ha in misura egregia. Altra cosa che mi affascina di questi racconti di fantasia è il fatto che io fatico non poco a scriverli. Ho calcolato che per ogni pagina di un racconto "inventato" ne scrivo almeno cinque di uno autobiografico. Invece l'autore possiede questa dote e io lo invidio... anzi, leggo proprio volentieri questo tipo di brani per entrare nel clima. Buono anche il finale a sorpresa... sempre importante. A volte l'ultima riga è importante come la prima, nei racconti brevi. Alla prossima. Ciaociao |
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Grazie mille, Sartisa! Questo racconto era stato scritto molto di corsa e con un limite di battute imposto per un'antologia che poi è saltata. Appena potrò, dato che ora non ho limiti di battute, lo riscriverò per dargli un taglio più idoneo. Angela, grazie anche a te, ho riformulato l'intero periodo. |
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LE prime 10 righe sono fondamentali. Così mi hanno insegnato. Ti dirò, avrei smesso di leggerlo alla terza riga, se non che a me non piace lasciare le cose a metà. Quindi ho letto fino in fondo il tuo racconto e ti sei riscattato alla fine. Riemerge la personalità negativa del personaggio per poi riseppellirla subito dopo. I vicini sono terribili diciamo che non è bello essere osservati da una estranea 24 su 24. |
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Un delizioso raccontino, dal tono leggero e serioso quanto basta, ma idoneo a rappresentare al meglio la inquietante "dualità" del protagonista. Del resto, al di à dell'intreccio e del finale sorprendente che lascia di stucco il lettore, il messaggio del racconto è proprio questo: per quanto si cresca e si cambi vita, se c'è un "diavoletto" in noi, prima o poi scatterà la scintilla che lo farà riemergere. E allora potrà succedere di tutto. Buona prova, anche nello stile narrativo che risulta agile e scorrevole. E a proposito di refusi, te ne segnalo uno all'inizio : "colui cioè bullo ma.." non suona bene, lo riscriverei così "un bullo tipo colui che ha la testa....ma ...ecc. ecc. |
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Odio i refusi grrrr Sì, ho un pessimo rapporto con i vicini hahah |
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Che dire Max... ormai il tuo modo di scrivere lo conosco piuttosto bene, come sai. ![]() C'è un refuso che, come ricordi, ti ho già detto essere per te tipico al rigo 11, riguardante il tempo. Al posto di "fosse stampato" sarebbe meglio "fosse stato". Il raccontino è carino, ma hai scritto senz'altro di meglio. Il tema della vicina rompiscatole già l'avevi toccato, mi devo preoccupare? Non è che prima o poi commetti davvero qualche stupidaggine? Ehehehe ![]() |
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