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Il Pesce(favola, brevissimo, per tutti)Opera visionata 1,207 volte dal 11/05/2007, l'ultima volta: 2 giorni fa.
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Recensioni (12)
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Angela, quello che scrivi è giusto, appare contorto. Dopo tanti commenti posso rivelare che quando l'ho scritto avevo qualcosa di molto preciso in testa, a cui il racconto si sposava bene, o almeno credo. Poi, leggendolo varie volte e valutando i commenti, mi sono accorto che forse il messaggio poteva essere generale e non solo particolare. Tu hai espresso delle massime condivisibili. Grazie del commento. | ||||
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Una favola non è tale se non ha una morale. Solo che qui non c'è una morale, almeno non come facevano Esopo e Fedro che, a conclusione della storia, ne comunicavano subito il senso e l'insegnamento che doveva pervenire al lettore (principalmente bambini). Questa favola quindi, se non nella modalità espressiva (che ricalca la brevità e la semplicità di un testo del genere) si mostra orginale nel mesaggio morale ambiguo che può essere dedotto o interpretato individualmente dal lettore. Molto strana la figura del pesce "saggio", un saggio che invita il pesce a cercarsi un amo, non è saggio perchè lo sta praricamente incoraggiando ad andare incontro a una morte sicura. Che poi il pesciolino sia tanto fortunato da abboccare all'amo e poi essere liberato, questo non rende il testo più coerente. Se c'è una morale, mi pare alquanto contorta. Alcune massime potrebbero essere: "Non ascoltare mai i consigli di chi viene considerato saggio, specie se parla in modo vago e per niente preciso". "A volte la fortuna ci sorride e noi non ce ne accorgiamo". "Cerchiamo sempre qualcosa credendo di cambiare in meglio la nostra vita, anche a costo di andare incontro a gravi rischi e pericoli" . |
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Originale. Anche il lieto fine del tutto inaspettato risulta piacevolissimo. Unica cosa che correggerei (vedi tu se sei d'accordo) è quel "saggio" ripetuto nella riga sopra e sottostante. Leggendo è un pò fastidioso. Per il resto è perfetta. | ||||
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Una favola molto carina, dove la figura di questo pesciolino intenerisce, riportandomi al personaggio di Nemo, dell'omonimo cartone animato. In realtà l'ho percepita come qualcosa di più profondo, dove la descrizione del vecchio saggio e l'esempio dell'amo, altro non sono se non metafora del destino che incombe sulla nostra vita, inteso sia al momento della morte, che in ogni altro avvenimento. Non è necessario affannarsi nel ricercare a tutti i costi qualcosa per cui non si è ancora pronti. Al momento prestabilito arriverà da solo e non deciso da noi. | ||||
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è la curiosità la chiave di lettura di questa favola... il giovane pesciolino è curioso di sapere cosa c'è oltre la luce... il "vecchio" saggio è lì apposta per dispensare le sue perle, guardandosi bene dall'andare a cercare egli stesso il suo amo... come ttti i saggi parla n dicendo esattamente nulla "tu capirai quando è il momento" cosa vuol dire? niente!! questi "Saggi" trovano sempre chi "abbocca", chi crede che il momento sia arrivato...è accaduto anche al pesciolino, a lui è stata data una seconda posibilità... nn tutti ce l'hanno... |
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Proprio così Bonnie, bisogno godere di quello che si ha adesso. |
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Bonnie |
Moltoo carina questa fiaba! cosa ci vedo io... La metafora della vita non riusciamo a godere mai pienamente di quello che abbiamo, dobbiamo per forza sperare in un'altra vita.. ci immaginiamo chissà quale Paradiso, io.. ho la sensazione che si aspetti questo.. resterà deluso ..meglio godere di ogni attimo... ora. |
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molli |
Per me il pesciolino va incontro al suo destino con la speranza che l'amo lo trasporti una dimensione migliore, definitiva, verso la verità. Ma non si rende conto che essa non è altro che una grossa fregatura. La brace in cui tutti forse finiremo! Troppo pessimista? | ||||
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Interessante punto di vista. Come ho già detto, ognuno ci vede quello che vuole. La morale potrebbe essere invertita. Quando credi che ti sia andata male, pensa che potrebbe esserti andata bene, dato che quello che si desidera non è sempre ciò di cui si ha bisogno. | ||||
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Leila Mascano. |
Si trattava di un amo. Uno strappo, un volo nell'azzurro, la sensazione di annaspare disperatamente, di essere afferrato, liberato e rilanciato nell'acqua. Una grossa emozione, certo pericolosa, ma era così noioso il lago! Il pesciolino inghiottì l'amo, e accadde tutto quel che già conosceva. Ma questa volta finì in padella. Era cresciuto, nel frattempo. Morale della favola: se ti è andata bene una volta, non è detto che ti vada bene sempre. | ||||
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Grazie per i commenti. La metafora del pesce però la si può intendere anche in un altro modo... ognuno può vederci in realtà quello che vuole, soprattutto se ha una meta da raggiungere e ci crede fermamente. A volte quelli che sembrano vicoli ciechi si rivelano in realtà necessarie tappe. |
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breve quanto basta per poter cogliere la sfumatura che e' la vita che decide e non noi...e poi, per un paio di minuti mi sono sentita una bimba assorta nel racconto semplice di una fiaba.Che nostalgia!Bravo! |
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