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Il fondo del caffè(narrativa, brevissimo, per tutti)Opera visionata 317 volte dal 23/05/2012, l'ultima volta: 1 giorni fa.
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Recensioni (4)
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Strano cosa può passare nella mente di chi si appresta a bere una tazzina di caffè, quali immagini, ricordi, reminiscenze, affiori alla mente durante un semplice fatto quotidiano. Ottimo esempio di trasposizione su carta di sensazioni e stati d'animo, che non inquadrerei sotto la definizione più generica di "narrativa", ma a mio parere bensì nella "prosa" moderna. Consiglio una rilettura per eliminare piccoli refusi di battitura, tipo spazi doppi e rientri (specie nelle prime righe) fatti a mano, oppure l'utilizzo della barra corta al posto della barra lunga utilizzata solo per gli incisi marcati. Per questo consiglio sempre di passare il testo con edOra, che aiuta a presentare al meglio uno scritto. |
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Più che un semplice racconto, sembra la tua lotta contro tutto ciò che ci circonda. Sembra il tuo disagio verso il tempo passato e quello che dovrà ancora venire. Sembra uno sfogo del tuo io più profondo verso l'umanità che sta affossando noi stessi. Mi aveva stuzzicato il titolo, pensavo tutt'altra argomentazione. Infatti mi hai lasciato di stucco quando ho iniziato a leggerlo. E' anche vero che quando si assapora un meritato caffè ci si rilassa e la nostra mente vaga senza meta verso ignoti confini. Ma chi ha detto che esistono questi confini? |
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Un flusso di pensiero rassegnato e disutopico, ma molto stimolante a riflettere sulle immagini proposte, su quanto possano essere effimeri e indotti i nostri desideri e le nostre azioni, e quindi quale sia la qualità della nostra vita, ormai sintetica e imbrigliata in binari forgiati dalle pubblicità, dall'emulazione, dal senso di appartenenza, dal raggiungimento di status simbol. una vita vuota che fa rabbia a chi ne è consapevole, schifato che il suo pensiero sia uno tra i tanti e a tutti gli altri identico. Questo scritto, che non definirei racconto, né poesia, racchiude un inno, un grido di rivolta destinato all'individualità, un impulso a riappropriarsi del proprio arbitrio che è rimasto libero solo in prima percezione, come libera è l'acqua di cadere dalle nubi. |
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Singolare testo dall'impianto argomentativo che denuncia, con la concentrazione e il linguaggio retorico proprio di un testo poetico, la condizione del nostro tempo, della nostra società schiacciata da miti e da valori fuorivanti e fugaci. L'analisi riflessiva parte dalla comune e semplice circostanza di chi si trova davanti a una tazza di caffè (anch'esso pubblicizzato a dovere dai media) per procedere oltre con dei salti concettuali e pindarici che puntano e colpiscono ovunque, svelando la vacuità e la stupidità di un mondo in cui si stromabazza troppo con parole simulatrici e dissimulatrici, mentre forse sarebbe neccessario una volta per tutte tacere e avvolgere questo caotico,apparariscente e aberrante realtà con il velo pietoso e rigeneratore del silenzio. E' una grande amarezza mista a un senso di rabbia e di impotenza quella che si può cogliere in questo componimento che arriva al lettore diretto e tagliente, secco e duro, quasi a volerlo scuotere e a fargli aprire finalmente gli occhi, liberandolo dalle pastoie saporifere della massificazione e dal castello incantato delle illusioni. Bella l'espressione "stanno vendendo la stessa carne dei nostri sogni".Eh sì, non c'è cosa peggiore che credere che i sogni si possano "comprare". |
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