Iscritto il: 22/03/2010, 18:15 Messaggi: 67 Località: UK
Bellissimo *__* Da sarda e da scrittrice di cose sarde, spero di poter partecipare. In ogni caso, lo diffondo subito alla mia comunità di sardi scriventi Evviva!
Io al massimo arrivo a "Nico" di Mai dire gol (Se non sapete di cosa sto parlando vergognatevi e andate subito su youtube ), però credo che questi concorsi in dialetto siano molto belli e facciano riscoprire un modo di scrivere e di parlare che, pian piano, rischia di scomparire. In bocca al lupo a tutti i sardi che manderanno un testo!!!
Ma si fa presto a dire lingua sarda..vanno bene tutte le varianti? Mi spiego il campidanese è molto diverso dal logudorese ... lo preciso solo per dare fastidio e sollevare una questione perché in realtà io lo capisco e lo parlicchio ma non sarei, mai, in grado di produrre un testo completamente redatto in campidanese.
su chistioni penso significhi la parlata perché chistionai o chistionare significa parlare 'ighinau forse vicinato che in campidanese si dice bixinau (la x si pronuncia come la j francese o portoghese una specie di sc sonoro ) il logudorese mantiene la g velare.. ragazzi vi siete infilati in un ginepraio linguistico!
Iscritto il: 22/03/2010, 18:15 Messaggi: 67 Località: UK
Cloeman, credo che si intendano tutte le varianti della lingua. Io me la cavicchio con il nuorese e basta, e per fortuna ho il mio editor personale, padre 100% Nùgoro come me, ma madrelingua nuorese, diciamo \m/ Per dire, da noi vicinato si dice bichinau, con la b velare
Non mi intendo di lingua sarda (dovete chiedere a Marina Demelas appena riesce a loggarsi qui ehehe), ma immagino che la lingua sia generale, e le varianti siano i dialetti, sbaglio?
Non per battibeccare, ma il Sardo è un dialetto, non una lingua. Nemmeno il Napoletano - che è il dialetto con più dignità linguistica - è definibile lingua.
Questo perché di solito si usa dialetto con intenzione dispregiativo: Al contrario. Il dialetto è una lingua regionale. La "lingua" è una lingua nazionale
Peccato, comunque, ma a questo non parteciperò. È per ovvie cose limitato ai soli sardi xD per quanto abbia studiato alcune delle poche regole di base del dialetto in questione, non ne conosco il vocabolario né la sintassi più avanzata.
"La lingua sarda è stata riconosciuta con Legge Regionale n. 26 del 15 ottobre 1997 "Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna" come seconda lingua ufficiale della Regione autonoma della Sardegna, a fianco dell'italiano." (Ho copiaincolato da Wikipedia. Credo che in questo caso si debba parlare proprio di lingua, più che di dialetto.)
sul fatto lingua o dialetto il dibattito è ancora aperto per i linguisti però in ogni caso mentre tutti redigevano ancora i documenti giuridici in latino noi avevamo questa http://it.wikipedia.org/wiki/Carta_de_Logu in volgare sardo. un codice di leggi straordinariamente moderno soprattutto nella versione di Eleonora. Era unico nel suo genere proponeva leggi a tutela di donne e minori, per la prima volta considerati soggetti di dirirtto e non proprietà. Contiene anche una norma contro il bracconaggio (nel 1300!) delle specie selvatiche, in primis di un falco che curiosamente in Italia chiamiamo falco della regina ma che in tutte le altre parti d'europa chiamano "falco di Eleonora" proprio in onore di chi lo difese. Forse per raggiungere un vero stato di diritto dovremmo guardarci indietro. ....scusate la botta d'orgoglio
Iscritto il: 22/03/2010, 18:15 Messaggi: 67 Località: UK
Non conosco Maurizio, ma credo che abbia fatto studi di linguistica o affini, perché anche il mio ragazzo che è un linguista ha sempre delle argomentazioni contro lo status di lingua del sardo che io puntualmente ribatto con le mie La questione della lingua sarda è legata a doppio filo anche con la fortissima carica identitaria che il popolo sardo racchiude, difende e preserva. Questo non vuole essere un metro di paragone con altri idiomi, ma solo una constatazione del reale Un sardo difficilmente dirà che la sua lingua è un dialetto, eheh.
E non ci fermiamo maiii!!! (come si scrive in sardo?) ehehe E non ci fermiamo mai si dice in sardo: non si frimausu mai
Ringrazio Marina Demelas per aver proposto questo interessante concorso, augurandole quindi un buon lavoro! Ciao Massimo grazie e buon lavoro anche a te Passate parola a tutti i vostri amici/contatti sardi, mi raccomando!
Bellissimo *__* Da sarda e da scrittrice di cose sarde, spero di poter partecipare. In ogni caso, lo diffondo subito alla mia comunità di sardi scriventi Evviva!
Benissimo ciao EraniaPinnera mi fa un'immenso piacere consocerti e d' di fare passa parola anche ai tuoi amici scriventi ciao e ben venuta e ben 'enia
Ciao a tutti eccomi qua finalmente per spiegarvi che Il Sardo: una delle lingue romanze
Il Sardo fa parte di una famiglia di lingue chiamate romanze o neo-latine perché si sono formate soprattutto a partire dal latino. Questa famiglia, comprende anche l’italiano, il francese, lo spagnolo, il catalano, il portoghese e il rumeno, per citarne alcune. Le lingue romanze, oggi, sono molto diverse fra loro, ma se si prova a confrontarle, si nota che alcune parole, sono molto simili fra loro. Un esempio, può essere quello della parola “vento”, derivante dal latino “ventum”, di cui ora vediamo i corrispondenti nelle altre lingue romanze: trovate qualcosa qua http://www.sardegnacultura.it/linguasar ... rdacomuna/ infine per spiegarvi il titolo del concorso tutto è nato da un semplice commento su facebook avevo creato un gruppo proprio per raccogliere quelle parole sarde del mio paese che oramai non dicono più perchè ogni dialetto viene ormai italianizzato. Infine chistionu infatti è un parlare, nel mio paese nelle sere d'estate si riuniscono i vicinati e prendono il fresco e intanto si chiacchiera e si ricorda qualcosa del passato ighinau significa vicinato e da tutto questo è nato prima un gruppo, poi una pagina e infine un profilo. Intanto chiedo a Massimo se si può modificare il bando e scrivere che si può partecipare sia in sardo che in italiano. Spero di essermi spiegata notte a tutti a domani
Si tratta di un dialetto più variegato rispetto al campidanese. Ciò è dovuto a tutta una serie di avvenimenti storici, fra cui spicca la tradizione prevalentemente pastorale. Possiamo suddividere il Logudorese in quattro gruppi:
Area settentrionale:
Comprende i comuni di Ozieri, Thiesi, Mores, Oschiri, Bonorva e Ploaghe.
Le sue caratteristiche principali sono:
* Suoni particolarissimi derivanti da r, s ,l davanti a consonanti sorde o sonore.
Es.: chelveddu e non cherbeddu.
* Palatizzazione di pl, cl, fl.
Es.: ploere e non probere; clesia e non cresia; flore e non frore.
I dialetti campidanesi, sono più unitari di quelli logudoresi. Se un cagliaritano si trovasse a Baunei, ai confini con la Barbagia, avrebbe poche difficoltà di comprensione.
Anche il Campidanese si può dividere in diversi gruppi:
Area di confine.
Si può a sua volta dividere in:
* Occidentale; (Milis, Fordongianus, Neoneli, Busachi e Samugheo).
*Orientale; (Baunei, Talana, Laconi, Meana, Austis, Ortueri, Villagrande, Tortolì, Arbatax, Jerzu, Ilbono, Seui, Seulo). Entrambi sono caratterizzati da elementi in comune che li differenziano dal dialetto Campidanese vero e proprio:
- Vocali finali in -e ed -o; es.: sale, cando non sali, candu. - Conservazione di -gh- ; es.: inoghe e non innoi. - Conservazione di -bb- e -mb-; es.: abba, sambene e non acua, sanguini.
Fra le migliaia di lingue parlate in tutto il mondo , una è caratteristica della sola Sardegna: il Sardo. Lingua o dialetto? Comunemente si tende a definire il Sardo un dialetto, mentre l’Italiano una lingua.
In questa distinzione traspare un’intenzione dispregiativa nei riguardi della parola dialetto, considerato un modo di parlare inferiore utilizzato solo dalle persone ignoranti , una forma scorretta della lingua ufficiale (l’italiano ).
La Scienza, ha dimostrato che questo pregiudizio è privo di fondamento, in quanto anche il dialetto è formato da migliaia di vocaboli, una grammatica precisa e regole che definiscono la successione di tutti gli elementi di una frase (la sintassi). Possiede ugualmente una fonetica precisa, ovvero un modo preciso di pronunciare i suoni, le parole e le frasi. Inoltre, come ogni lingua il dialetto ha una propria storia e può avere una forma scritta, quindi anche una letteratura (poesie, opere teatrali, romanzi).
Come possiamo vedere, non esiste nessuna differenza fra una lingua come l’Italiano e un dialetto Sardo. L’italiano è una lingua che non cambia molto da una regione; un dialetto invece, è una lingua parlata in una regione più limitata o addirittura in un solo paese. La sua principale caratteristica è di variare, spesso anche in modo notevole, da un paese all’altro. Possiamo quindi dire che l’italiano è una lingua stabile, parlata, e soprattutto scritta, in modo simile in tutta Italia, mentre il Sardo è una lingua “dialettizzata”, cioè formata da diverse varietà dialettali che sono però capite per l’essenziale, da tutti gli abitanti della Sardegna.
"La Scienza, ha dimostrato che questo pregiudizio è privo di fondamento, in quanto anche il dialetto è formato da migliaia di vocaboli, una grammatica precisa e regole che definiscono la successione di tutti gli elementi di una frase (la sintassi)."
Credo che tu abbia toccato il punto fondamentale.
Il sardo ha una sintassi, una grammatica e una morfologia che sono si tipiche delle parlate romanze ma che spesso, anzi, nella maggior parte dei casi si scostano completamente dall' italiano. Frasi che sia come vocaboli che come costruzione sarebbero davvero intraducibili in italiano. Il sardo, a oggi, è la lingua più conservativa del latino ma, al suo interno, vi si annoverano ancora vocaboli sumeri, fenici... solo per citare alcuni esempi. Ora, se si prende l'esempio del "Romanaccio", per così dire, che in tanti considerano un dialetto e lo si paragona al Sardo, non so allora quanto la parola "Dialetto", appunto, sia adatta.
Ciao Maurizio il bando del concorso non è solo per tutti i sardi ma anche per coloro che non lo sono. C'è scritto solo che chi scrive in sardo deve anche tradurre in italiano. Quindi dai sfogo al tuo talento artistico qualunque esso sia. Partecipa mi raccomando. Ma che bello questo forum buongiorno a tutti
Iscritto il: 22/03/2010, 18:15 Messaggi: 67 Località: UK
Gasp, sorry! Ieri l'ho visto dallo smartphone e non mi faceva vedere le icone, poi non ho più scrollato verso l'alto, ma solo verso il basso! Chiedo venia
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Prezzo libro: 16,00 euro
ISBN libro: 978-88-6307-469-7
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Diana si aggira come un'estranea nei nostri giorni, detesta la superficialità vissuta come esigenza esistenziale e respinge i modelli proposti da pubblicitari e mass media. In un giorno qualunque, di una vita sempre più grigia, un incontro sfavillante la cambia per sempre. Un mago. Un reietto come lei. Obbligato a fuggire e a nascondersi dietro due occhi quasi umani. Insieme ripercorreranno conoscenze occulte, ormai celate all'uomo moderno immolato alla tecnocrazia. Testi ancestrali, scritti da filosofi in ere passate, depositari dei primi postulati esoterici. La magia sorgerà ancora. Gli uomini hanno perseguitato stregoni e incantatori perché erano diversi, ma ora c'è una nuova maga: Diana. La guida una convinzione pericolosa: quella di sapere ciò che è vero e giusto. Il suo potere è enorme, quasi illimitato, con esso cercherà di imporre la sua volontà. Cosa si riterrà in diritto di fare?
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