Il sito Entitas.eu raccoglie i personaggi, gli oggetti e le ambientazioni che gli autori hanno usato nei loro libri, fumetti, film o canzoni. Come forse già saprai, internet è pieno di siti e blog che offrono il servizio di inserimento di schede, commenti e recensioni di libri, fumetti, musica e film. Alcuni di questi siti sono ottimi e utili, ma ci siamo accorti che manca loro qualcosa di importantissimo. Entitas.eu perciò vuole colmare questa carenza e fare un passo in più! Se sei un autore o un editore forse ti interessano maggiori informazioni.
Luisa Catapano è nata a Taranto il 6/6/1941. Ha studiato nella sua città natale fino al conseguimento della maturità classica, poi si è iscritta alla facoltà di Lettere Classiche dell'Università di Bari dove si è laureata nel 1964. Ha insegnato fino al 2000, anno del suo pensionamento, e poi si è iscritta alla facoltà di Giurisprudenza laureandosi nel 2005. Nel frattempo ha sentito il bisogno di scrivere e sono nati così vari racconti, alcuni dei quali sono stati pubblicati dal quotidiano locale, il “Corriere del Giorno”. Sono poi stati editati “Dieci racconti” (Bastogi editore), “Frammenti di vita” ( Scorpione editore) e, ultimamente, “Cronaca di un’ estate” e “Flash in bianco e nero” (GDS editore).
Estratto dal racconto "La nevicata". In un imprecisato anno del terzo millennio gli uomini talvolta rievocavano, sulla base di antichi documenti gelosamente custoditi negli archivi, le feste augurali che erano state celebrate in tutto il mondo allo scoccare della mezzanotte che segnava l’inizio dell’anno 2001. Molto tempo li separava ormai da quella data che ad essi sembrava quasi mitologica e simile all’antica età dell’oro, di cui si favoleggiava in epoca preistorica, ma tutti avrebbero voluto saperne di più su quel periodo che doveva essere stato davvero molto felice. Sì, allora la vita, secondo le notizie reperite dagli storici, era semplice e bella, la scienza e la medicina compivano, quasi quotidianamente, grandi progressi, le malattie erano quasi tutte curabili (se proprio qualche volta non lo erano, c’era sempre l’eutanasia che evitava sofferenze inutili), ed alcuni scienziati non nascondevano la loro ambizione di sconfiggere anche la morte. Tutto andava per il meglio, dunque. Ma all’improvviso, la musica, quella musica che riempiva di gioia di vivere il cuore di ognuno, era cessata, e gli uomini erano stati colpiti da tante e tali calamità in parte naturali, in parte provocate da loro stessi, da essere diventati ormai del tutto disillusi sull’avvenire e di conseguenza anche indifferenti al presente. Perciò avvenne che, dato lo stato d’animo comune, nessuno badò ad un fenomeno la cui visibilità era alla portata di tutti. In quell’anno giunse come sempre il solstizio invernale, ossia il dì più breve dell’anno astronomico, dopo del quale si sapeva bene che i tempi della luce sarebbero lentamente ma gradualmente aumentati, come era documentato anche da alcuni proverbi di tempi molto lontani, che solo gli studiosi delle età antiche conoscevano. Comunque, mettendo da parte i proverbi, tutti più o meno sapevano che dopo Natale (ci serviamo del Natale giusto perché era una data segnata in rosso su tutti i calendari, ma che oramai passava quasi inosservata, perché le persone avevano altro a cui pensare) le giornate avrebbero incominciato, anche se di poco, ad allungarsi, e nessuno osservò che questo fenomeno quell’anno non avveniva. O meglio, qualcuno, mentre si dibatteva tra le ordinarie difficoltà quotidiane, se ne accorse, ma non vi diede importanza, considerandolo uno dei tanti capricci del tempo, che in realtà in quel periodo era molto capriccioso[...]
Ciao! Il tema del racconto da cui è tratto l'estratto mi pare interessante, anche se lo stile sembrerebbe un po' sul pesante Si potrebbe sapere se c'è un filone che lega i vari racconti o se si tratta di una raccolta classica (cioé senza filo conduttore)?
Iscritto il: 01/09/2010, 6:11 Messaggi: 205 Località: Roma
partecipo anche io ,mi piace il suo modo di scrivere,lineare e diretto.
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"Sono d'accordo sul fatto che i moderatori, se presenti, difficilmente interverranno. Il solo fatto che ci siano li rende inutili, quindi sono utilissimi." (C.B.)
"Archeologia del tempo presente" è la prima frase che mi è venuta in mente leggendo l'estratto del racconto " La nevicata". L'anno 2001 è l'inizio della fine? L'indifferenza di cui si parla è l'antidoto alle varie calamità? Una spessa corazza contro il Male? Un veleno che anestetizza gli effetti di un'altro veleno. Una cura che non funziona, aggrava lo stato del paziente e gli avvenimenti lasceranno comunque ciccatrici profonde... un completo fallimento nell'attesa della catastrofe. Quella musica che cambia, personalmente, mi ha fatto riflettere; dieci anni dopo noi, contemporanei del passato, siamo indifferenti, digeriamo qualsiasi cosa, siamo anche disillusi, ormai muturi per una terra arida. Siamo una generazione cresciuta senza Dio, respingiamo ogni tabù, pensiamo di essere approdati in una nuova età della ragione, ma i nostri lumi sono spenti ed è sempre più buio. Ciò che dovrebbe allarmarci, sfugge come un banale dettaglio pur avendo dimensioni macroscopiche. Il problema non è solo a causa della nostra distrazione. L'archeologia proposta dal racconto invita a riflettere, spinge verso la comprensione, quel "prendere con" che ci renderà più partecipi, forse anche più vunnerabili, ma capaci di vivere meglio, di mutare il mondo e migliorare la storia che lasceremo ai posteri. Un richiamo alla vita attraverso i frammenti proposti dall'autrice. Queste le mie prime impressioni leggendo l'estratto...ora sono curioso di leggere tutto il libro!
Questa è la descrizione di una possibile mentalità dell'uomo del futuro e la sua visione del mondo, anche e soprattutto in relazione all'anno duemilauno. Il ritratto del nostro secolo è un dipinto assai felice, tra il progresso di scienze e medicina, ma trovo anche una specie di "naturale crudeltà", se così si può definire (parla dell'eutanasia come se fosse una cosa normalissima e non soggetta ad accese discussioni che vigono tutt'ora). Interessante è il riferimento all'autodistruzione umana, alla quale i passi degli uomini stanno inesorabilmente portando. Fanno riflettere anche le considerazioni sul ruolo del Natale, sulla sua trasformazione da importante festa religiosa a una semplice data segnata in rosso sul calendario. L'indifferenza delle persone occupate nelle loro faccende frenetiche non è cambiata dai primi anni del duemila. Il ritmo quindi è lento e cadenzato, invita a una lettura calma e soprattutto riflessiva.
_________________ Beatrice Kre Traversin su Facebook. So che voi siete tanto belli carini e simpatici. Quindi DOVETE entrare in queste due pagine: L'arte è il diritto dell'anima di respirare Mao - Il Malefico Famiglio e mettere un mi piace o commentare o chenesocosavolete fare. Dato che ci sono tutti i miei disegni... insomma mi serve supporto!!
Ho sinceramente pochi elementi per giudicare questa scrittrice.
Ho cercato anche su internet un suo racconto intero senza trovarlo.
Chiedo cortesemente a Nina se fosse possibile pubblicare almeno un racconto intero o comunque una parte un po' più estesa per ogni autore del Giveaway.
Grazie
_________________ Ho sempre ritenuto che il più grande privilegio, sollievo e conforto dell'amicizia fosse quello di non dover mai spiegare nulla.
Per Tania: l'estratto riportato dovrebbe servire a incuriosire, e spero abbia raggiunto l'obiettivo... e in fondo, se si lascia un commento il peggio che può capitare è vincere un libro, come dice Alaine nell'altro giveaway Le prossime volte cercherò di riportare maggiori dettagli, comunque, grazie per la segnalazione.
Il pezzo di racconto postato è un pò troppo generico per capire dove arriverà la storia. Ci dà solo un'idea dell'ambientazione. Curiosa? Si molto soprattutto perchè nulla del brano fa presagire al seguito della storia.
In un ottimistico bozzetto del futuro che sembra materializzare l’età dell’oro si inserisce, come una calamità imprevedibile, la scomparsa della musica. Accade poi che, dopo il solstizio d’inverno, le giornate sembrano sfuggire alle leggi astronomiche. Ce n’è abbastanza per essere curiosi di vedere come è successo e come va a finire. Congratulazioni all’autrice per la sua generosità (due copie a disposizione), a maggior ragione perché il libro sembra di non facile reperibilità. Partecipo con piacere!
Tutto lascia presagire una lettura accattivante La scelta della locazione spazio temporale, l'imminenza di un qualcosa che accadrà, la presentazione del nostro tempo come momento felice dell'umanità... partecipo con grande piacere !
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"Dentro la birra" - abbiamo scelto questo titolo perché crediamo sia interessante sapere che cosa ci sia di così attraente nella bevanda gialla, gasata e amarognola. Perché piace così tanto? Che emozioni fa provare? Abbiamo affidato questa "indagine" a Braviautori, affinché trovasse, tramite l'associazione e il portale internet, scrittori capaci di esprimere tali sensazioni. E infatti sono arrivati numerosi racconti: la commissione ne ha scelti 33. Nemmeno a farlo apposta, 33 è la quantità di centilitri di un gran numero di bottiglie (e lattine) di birra; una misura nota a chi se n'intende.
La vita scombussolata di un non più ragazzo viene stravolta da una ragazza che incontra giornalmente sul tram. Chi è?, che lavoro fa?, ha notato lui come lui ha notato lei o è solo tutto frutto della fantasia del protagonista? In seguito avviene poi un fatto, che nella realtà forse non accadrebbe mai, e i due infine si conoscono. Ne nascerà una storia particolare, fatta di lontananza e di giochi...
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