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Matteo Gambaro, veneziano, classe 1975. Inizia a scrivere racconti a 15 anni e a 20 vince il suo primo concorso letterario bandito dal Comune di Venezia. Finora ha partecipato a più di 20 antologie, con i seguenti editori o associazioni: Autori Esclusi, Magnetica, GHoST, ALI penna d'autore, Malatempora, Artemis, Proposte Editoriali, Edit@, Bravi Autori, Scudo, Il Foglio, Stampa Alternativa, Delos Books A metà anni '90 apre una felice parentesi nel mondo ludico, partecipando a diversi tornei (fra cui 2 finali nazionali a Quarto! e Pyraos) e pubblicando 2 giochi di ruolo (Venetia Obscura e Charme, con distribuzione nazionale Nexus e Raven). In quel periodo fonda Gio.Co. il primo sito in Italia dedicato ai Giochi di Comitato. Nel 2006 pubblica Avorio con Magnetica Edizioni, riedito 3 anni dopo per Historica Edizioni in una veste tutta nuova e con 5 illustrazioni originali. Il suo sito è: http://www.lagunaweb.gdr.net Il suo blog: http://lagunaweb.splinder.com
da IL BORGO - Sento il borgo muoversi attorno a me, assecondare i miei spostamenti per offrirmi sempre lo stesso lato di sé, un unico punto di vista abilmente pilotato da persone che agiscono nell’ombra, che si nascondono come scarafaggi. Ormai nessuno è più all’oscuro del mio arrivo e ho l’impressione che stiano cercando di nascondere i segni di qualche losca trama. Qui c’è il male ed è molto forte, oggi ne ho percepito ancor più chiaramente la presenza; ora non mi stupisce più che Fitz si sia spinto fino in questo angolo di mondo dimenticato dal Signore. Sono emozionato, ma anche spaventato: sento che è questo il compito per cui mi sono duramente preparato in tutti questi anni. Qui! Adesso! [...continua nel libro...]
da ASPETTANDO IL FIGLIO - Maria era preoccupata, un’altra notte fuori casa ed un altro giorno a dormire chissà dove, ma lui si era da tempo sottratto al suo controllo e lei non aveva la forza di opporsi al suo spirito ribelle. Ogni volta che cercava di fargli delle domande sulle sue giornate o sugli amici, alzava la voce e le rispondeva di farsi gli affari suoi, gridava che lui era libero di andare dove voleva e che lei non poteva legarlo alla sua lurida sottana. Così diceva: “lurida sottana”. Maria si diresse in cucina con le spalle chine, preparare la colazione la aiutava a distrarsi e sopportare. Improvvisamente udì lo scatto della serratura, la porta d’entrata si spalancò e subito si richiuse di schianto. Lei si immobilizzò a fissare il muro del corridoio, davanti alla soglia della cucina passò il figlio con passo rapido e leggero, un’immagine fugace e silenziosa come l’apparizione di un fantasma. [...continua nel libro...]
da AVORIO - Un altro urlo, animalesco, come un potente ruggito rabbioso, sempre più vicino. Due metri? Forse meno. Fatica, le gambe si fanno pesanti: un’altra porta, ancora scale. Salto, tre scalini, salto, cinque scalini: due piani, altri due maledettissimi piani. Un tonfo sordo, pesante: il bastardo si è buttato per guadagnare tempo.«L’ho visto. Non ci molla.» «Spara!» Estrae la pistola senza fermarsi, porta la mano dietro: BANG!«L’hai preso?» «Che cazzo ne so?!» BANG! Ancora: BANG! Un ringhio. «Forse l’ho rallentato.» «Non lo sento più.» «E’ rimasto su, non ci sta inseguendo.» «Forza, andiamo.» Ultima rampa, ultimi scalini. Piano terra, vedono la porta oltre il corridoio; dieci metri, poi la salvezza. [...continua nel libro...]
da L'ANELLO - L’arrivo improvviso di un inverno lungamente atteso, aveva pulito l’aria e rischiarato le giornate: la temperatura era decisamente fredda, ma il sole rendeva piacevole passeggiare lungo i viali, pattinare in piazza attorno alla statua equestre o sbirciare le vetrine sotto i portici. Pier osservava con distacco i volti sorridenti della gente, sedeva assente sulla panchina al sole, immerso in un mondo interiore fatto d’ombra, attanagliato dai ricordi e dai fantasmi che li popolavano. Niente nella vita è mai del tutto come appare, pensava, neanche in una fredda giornata di sole; troppe le esoteriche chiavi di lettura, troppi i livelli paralleli fra i quali si snodano i nostri destini. Aveva conosciuto il mondo sotterraneo, con profonda sofferenza; involucri di carne, rivoli di sangue rappreso, sguardi vuoti, il male in lampi d’avorio nel buio... e i sospiri, nella testa e in ogni dove, e le grida, strazianti, agghiaccianti, esplosioni di paura che riempivano l’aria e soggiogavano ogni barlume di coscienza. [...continua nel libro...]
Beh, che altro aggiungere? Grazie a Matteo per aver messo a disposizione una copia del suo bellissimo libro. Commentate per avere la possibilità di vincerlo!
I quattro incipit proposti sono collegati da una tematica sotterranea: La comunicazione. Una sorta di confronto sempre presente che dovrebbe risolversi nello svolgimento del racconto (il condizionale è d'obbligo poichè ho letto solo l'inizio). C'è una tensione nel riconoscere un cambiamento con cui dialogare, nel borgo il protagonista ne percepisce i movimenti, con cui dovrà confrontarsi. Talvolta è la certezza che qualcosa è cambiato e ogni tentativo di affrontare la situazione sfocia in un dialogo teso, non risolutivo che complica ancora di più nella incomunicabilità tra madre e figlio di Aspettando il figlio. In avorio non è più una sensazione, ma un fatto certo: un inseguimento ed una sparatoria. Sono il tentativo di allontanarsi, ancora una volta, dal confronto. I protagonisti agiscono, inseguiti da una minaccia, cercano riparo, immagino, sul tetto, dove il confronto dovrà avvenire. Infine nell'Anello la comunicazione è il confronto tra il protagonista, quello che conosce e ciò che lo circonda. Si crea la sensazione che il protagonista debba confrontarsi, conoscere, entrare in dialogo con "altro". In generale nei racconti il protagonista incontra nel suo cammino un "ostacolo", in modo tale che l'autore avvii la narrazione. In questi incipit accade la stessa cosa, ma è presente qualcosa in più, quella percezzione, dei protagonisti, di essere vicini a "qualcosa", quando non è una reale minaccia come in Avorio. Una opzione che non è frutto di un caso, molti dei protagonisti di racconti di altri autori incontrano il loro destino senza preavviso. Qui la tensione, una forma di consapevolezza al cambiamento imminente, emerge sempre nei pensieri nelle azioni. Lo stile appare come una sorta di "catena"; molte frasi si articolano in continue conseguenze. Prendo ad esempio la prima riga di Borgo - particolarmente riuscita e gradevole: "Sento il borgo muoversi attorno a me, assecondare i miei spostamenti per offrirmi sempre lo stesso lato di sé, un unico punto di vista abilmente pilotato da persone che agiscono nell’ombra, che si nascondono come scarafaggi." Da uno percezione del sentire, si introduce una sorta di adattamento al protagonista, sino a giungere agli ignoti "nascosti come scarafaggi" che lo ingannano e lo spiano mostrando sempre uno stesso lato. Si esibiscono e si nascondono un confronto atteso e allo stesso tempo rinviato. Questa introduzione diventa una certezza, una consequenzialità introdotta attraverso la "catena" sentite e provata dal protagonista. Direi che quanto proposto dall'autore stuzzica la curiosità.
Iscritto il: 01/09/2010, 6:11 Messaggi: 205 Località: Roma
Ero ragazzina quando mi dilettavo in letture di vampiri.Qesto volume mi stuzzica... Da quello che or ora ho letto in rete questo deve essere diverso dalle solite storie di vampiri a cui siamo tutti abituati.Sarò lieta di recensirlo.
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"Sono d'accordo sul fatto che i moderatori, se presenti, difficilmente interverranno. Il solo fatto che ci siano li rende inutili, quindi sono utilissimi." (C.B.)
Iscritto il: 07/02/2011, 19:59 Messaggi: 225 Località: Torino
Non amo troppo intervenire nelle discussioni che trattano il mio libro, mi sembra sempre un po' troppo... "egocentrico", però vorrei raccogliere l'invito degli organizzatori per animare la discussione. Innanzitutto gli stralci pubblicati non sono gli incipit dei 4 racconti, ma estratti da passaggi interni del libro. Trovo interessante che siano stati interpretati come incipit... e in effetti, rileggendoli, potrebbero anche sembrarlo. @ Alessandro: facciamo un po' di promozione ad un progetto (secondo me) decisamente valido. "Pater Noster", qui il booktrailer: http://www.youtube.com/watch?v=GDziYngcpb8 @ William: grazie del commento articolato. Mi fa piacere che ti senta "stuzzicato". I 4 racconti sono decisamente diversi tra loro, per stile e contenuto, ma fanno parte di un unico "progetto" e per questo consiglio assolutamente di leggerli nella sequenza con cui sono pubblicati. @ Celeste: ci tengo a dire che Avorio è stato scritto, nelle singole parti che lo compongono, ben prima della "moda twilightiana" che ha colpito il genere. Forse anche per questo il libro da una sorta di ventata nuova al genere, nonostante i racconti siano ben più datati. Grazie dei commenti: mi aspetto e spero che chi di voi vincerà il libro, ne scriverà poi una recensione (senza risparmiare critiche, assolutamente!!). In bocca al lupo per l'estrazione.
Non amo troppo intervenire nelle discussioni che trattano il mio libro, mi sembra sempre un po' troppo... "egocentrico"
Ma scherzi? Non so gli altri, ma per me è questo il bello dell'iniziativa... commenti, botta/risposta con l'autore... insomma, potervi conoscere meglio!
Iscritto il: 07/02/2011, 19:59 Messaggi: 225 Località: Torino
Nina Pennacchi ha scritto:
Ma scherzi? Non so gli altri, ma per me è questo il bello dell'iniziativa... commenti, botta/risposta con l'autore... insomma, potervi conoscere meglio!
Atmosfera cupa, soffocante, qualcosa di terribile avverrà presto, é inevitabile. Il lettore viene catturato dalla trama avvincente dei quattro racconti che, all'apparenza, appaiono scollegati ma che poi, per ammissione dell' autore, troveranno un epilogo comune. Le immagini sono veloci, efficaci, così come le emozioni che sanno suscitare i protagonisti. Leggendo gli estratti dei racconti che lo compongono, Avorio, nel suo genere, appare come un'opera originale e avvincente.
Ecco i punti che mi hanno colpito: " Qui c’è il male ed è molto forte, oggi ne ho percepito ancor più chiaramente la presenza" ( da IL BORGO); "...lei non poteva legarlo alla sua lurida sottana. Così diceva: “lurida sottana”. Maria si diresse in cucina con le spalle chine..." ( da ASPETTANDO IL FIGLIO) "...Niente nella vita è mai del tutto come appare, pensava, neanche in una fredda giornata di sole; troppe le esoteriche chiavi di lettura, troppi i livelli paralleli fra i quali si snodano i nostri destini..." ( da L'ANELLO).
Vorrei leggere questo libro per conoscere meglio lo stile narrativo dell'autore, ma soprattutto per scoprire come sia riuscito a realizzare un intreccio così ben riuscito .
Nel perc. post ho detto che la scrittura di Matteo in alucini punti mi ricorda la mia. Una frase soprattutto mi ha colpito da questo punto: "....Fatica, le gambe si fanno pesanti: un’altra porta, ancora scale. Salto, tre scalini, salto, cinque scalini: due piani, altri due maledettissimi piani. Un tonfo sordo, pesante: il bastardo si è buttato per guadagnare tempo..." E' stato come rivedere - pardon rileggere - una delle mie storie con gli occhi di un'altro.
Che dire degli altri incipit? Tanta curiosità. Spero di essere fortunata
Iscritto il: 07/02/2011, 19:59 Messaggi: 225 Località: Torino
Grazie a tutti dei commenti. Nel tempo ho constatato che uno degli aspetti interessanti del mio libro (a parte le soluzioni di trama) sia il fatto di aver scelto 4 stili piuttosto differenti per i 4 racconti, che rispecchiano naturalmente le diverse situazioni e personaggi. Generalmente a chi piace il primo racconto non piace il terzo, e via dicendo... ma anche per questo raccoglie consensi da lettori con gusti diversi. Speriamo soddisfi anche voi. -5 giorni per commentare: di nuovo in bocca al lupo.
A proposito, caro tesoruccio di Alaine: non ti sembra di aver dimenticato qualcosina, ultimamente? Tipo qualche nuovo loghetto pubblicitario per le nuove iniziative? No? Dai, su, attivati Scusate l'OT
Oddio, primissima recensione. Spero sia decente (e pure di vincere il libro! xD)
Mi è piaciuto da subito lo stile di scrittura. Coinvolge. Leggendo, ho mosso i passi nel borgo che sembra essere vivo attorno al protagonista del primo incipit, ho avvertito la tensione come se stessi camminando sul filo di una lama. Con la donna del secondo incipit ho sentito arrivare il figlio come un fantasma, che entrando in casa lascia dietro di sé una traccia di inquietudine nell'animo. Ho corso sulle scale annaspando verso la salvezza in compagnia dei protagonisti di Avorio, con il cuore in gola, inseguita da quel qualcosa (presumo vampiro) assetato di sangue. Ho sentito il freddo insinuarsi nel mio petto stando seduta sulla panchina con Pier, ho avvertito i suoi orridi pensieri. Trovo che le atmosfere che crea l'autore siano estremamente efficaci. In ogni racconto, posso dedurre dagli incipit, è presente quel tocco di tensione e ansia che in un libro cerco disperatamente. Per ogni incipit viene instillata nel lettore la smaniosa voglia di leggere tutto il racconto. Complimenti, davvero!
_________________ Beatrice Kre Traversin su Facebook. So che voi siete tanto belli carini e simpatici. Quindi DOVETE entrare in queste due pagine: L'arte è il diritto dell'anima di respirare Mao - Il Malefico Famiglio e mettere un mi piace o commentare o chenesocosavolete fare. Dato che ci sono tutti i miei disegni... insomma mi serve supporto!!
Iscritto il: 07/02/2011, 19:59 Messaggi: 225 Località: Torino
Massimo Baglione ha scritto:
A proposito, caro tesoruccio di Alaine: non ti sembra di aver dimenticato qualcosina, ultimamente? Tipo qualche nuovo loghetto pubblicitario per le nuove iniziative? No? Dai, su, attivati Scusate l'OT
eh... avessi il tempo, volentieri, ma in questo periodo non ce la faccio proprio. prova a sondare il forum, magari ci sono altri volontari a cui posso passare direttamente il file.
@ Exlex: sei andata benissimo! Con così tanta partecipazione, mi verrebbe da dirti "Benvenuta in Avorio!"... ma il malefico sorteggione dirà la sua solo tra qualche giorno. In bocca al lupo anche a te.
Se non ho capito male basta commentare per partecipare all'iniziativa, giusto? Per cui...eccomi qua ad aggiungere un modesto 1 al contatore dei miei messaggi postati. Chiedo infine perdono ma non conosco né l'opera segnalata né l'autore del testo: apprezzo però l'iniziativa promossa e, beh, vedremo se ci sarà l'occasione di approfondire ulteriormente. Incrocio "i diti"
Ammetto che gli incipit mi stuzzicano. Ma si dai, partecipo anch'io Sopratutto mi piace l'idea di poter interagire con l'autore visto che stiamo entrambi nello stesso portale.
Iscritto il: 07/02/2011, 19:59 Messaggi: 225 Località: Torino
Feffone ha scritto:
Sopratutto mi piace l'idea di poter interagire con l'autore visto che stiamo entrambi nello stesso portale.
Bene allora: interagiamo... Il peggio che ti può capitare partecipando è di vincere un libro! E poi devo ammettere che Historica Edizioni cura le sue produzioni: è uno dei motivi per cui ho accettato di pubblicare con loro.
Vi ricordo che questo giveaway scade domani a mezzanotte: affrettatevi, dormiglioni! Uscite dalle coperte caldine della domenica e lasciate un commento
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Quattordici racconti, preceduti da un Intro e seguiti da un Dilemma, che soltanto i lettori avranno il potere di risolvere. Denominatore comune di tutti i racconti sono le canzoni che li hanno ispirati. Molti gli autori presenti. Dagli indimenticabili Lucio Battisti, Fabrizio De André, Lucio Dalla, Frank Sinatra e Louis Armstrong ai poco conosciuti Ucronìa, dai cantautori Ligabue, Francesco Guccini,...
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