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Caleb ti saluta(fantascienza, breve, per tutti)Opera visionata 3,345 volte dal 21/03/2011, l'ultima volta: 9 ore fa.
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Recensioni (5)
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interessante e avvincente, sempre più manmano che si procede nella lettura e nella scoperta delle "funzioni avanzate". qualche zoppicamento come l'esempio del nonno, il cui fine esplicativo potrebbe essere ottunuto con una più chiara scrittura di quella parte di istruzioni. vedo molto bene questo testo come incipit di un film alla Blade Runner o Tredicesimo Piano, in cui il testo è pronunciato da una voce sintetica nell'oscurità più totale, dopodichè iniziano ad essere rivissuti i ricordi. |
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Queste istruzioni per l'uso clandestino di un'interfaccia illegale sono al contempo inquietante per la possibilità che danno all'utilizzatore di fare cose mirabilanti e umoristico in quanto ricorda molto le scritte sulle sigarette o le istruzioni dei farmaci. Tutti sanno che ci sono e perché ma nessuno se ne cura poi troppo. Hai il prodotto? Lo usi. Originale, ben scritto e coinvolgente. | ||||
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Molto carino. Da come è scritto si capisce che nel genere te la cavi alla grande. Potrebbe benissimo essere un breve estratto da un racconto molto più lungo. L'idea che sta alla base potrebbe essere terreno fertile per un sacco di situazioni cyberpunk. Il mio consiglio è di riprendere in mano questo piccolo racconto per sviluppare altre idee, ma forse lo hai già fatto. |
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Premessa: non so se non capirci una mazza di racconti cyberpunk fa di me la persona più adatta a recensirne uno. Probabilmente no. Ma il racconto m'è piaciuto e lo volevo dire. L'avevo sottovalutato quando l'ho letto durante lo svolgimento di gara 19, invece vederlo "su foglio bianco" me l'ha fatto apprezzare molto, forse perché fa bugiardino, foglietto d'istruzioni, e ne facilita la lettura in quella chiave. Mente manovrabile come consolle, acido che permette di accedere ai programmi che la guidano. Non so che darei per averne un po', e cancellare qualche ricordo. Ma sì, ma sì, il senso dovrebbe essere che la cosa è orribile, ma... è proprio in questa volontà di manipolarci come un videogioco, che paradossalmente ci dimostriamo umani. La parte per utenti esperti m'è risultata un po' di più difficile comprensione. O meglio: non ho capito. L'esempio del nonno morto m'ha spiazzato perché avevo inteso la connessione tra picoprocessori come qualcosa di reale (anche se schermata dalle proprie esperienze). Poi ho pensato che forse non sono la persona più adatta a recensire un racconto cyberpunk, non capendo una mazza dei medesimi. Perciò, GOTO Premessa. |
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Giuseppe Novellino |
L'originalità del racconto, secondo me, sta nel fatto che è raccontato al futuro. E poi si riesce a comunicare interesse e una certa tensione attraverso quel procedere che sa di "Istruzioni per l'uso". Si tratta dunque di un buon racconto cyberpunk, con tutte le atmosfere al posto giusto e un pizzico di novità espressiva. Impeccabile mi sembra la forma, il linguaggio fluido, basato su terminologia appropriata. Si nota una competenza nel maneggiare il genere. |
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