recensione del 09/01/2011 di
Timbuctù è un libro che parla di amicizia, anzi di qualcosa di più. Parla del rapporto unico che nasce tra il più fedele degli animali, il cane e il suo padrone. Già il nome dei due protagonisti Mr Bones è il cane, Willy è il padrone, fa intendere come il rapporto che nasce fra i due, caratterizzato da una profonda intimità, sia alquanto particolare. Willy, poeta schizofrenico e logorroico, dopo l'esperienza della tossicodipendenza e del manicomio, diventa seguace di Babbo Natale e decide di vagabondare alla ricerca della sua professoressa, ricordo del passato e miraggio di speranza per il futuro. Sospeso a metà tra la vita del vagabondo e quello dello scrittore, impaurito dai pericoli della strada, decide di comprarsi un cane, Mr Bones. Compagni di avventure durante il loro vagabondare lungo l'America diverranno amici inseparabili apprezzandosi e amandosi per quello che sono.
Il libro diviso in due parti nella prima racconta la storia di Willy e le avventure che vive, accompagnato dal suo cane; nella seconda, che inizia dopo la morte del padrone, la narrazione si concentra su Mr Bones, sul suo rapporto con gli uomini, sulla sua difficoltà di comunicare, sul suo coraggio e la sua solitudine. Attraverso gli occhi ingenui di Mr Bones vediamo il mondo per quello che purtroppo è: un susseguirsi di persone senza sentimenti, di nuovi potenziali padroni che pero' non riescono a stabilire con Mr Bones un vero e proprio rapporto.
Willy aveva parlato a Mr Bones di Timbuctu', un luogo in cui gli uomini e i cani potranno comunicare totalmente perché parleranno la stessa lingua, e cosi Mr Bones cerchera' Timbuctu', per ritrovare il suo amato padrone...
Questo romanzo dolcissimo, ricco di sentimenti, a volte comico e commovente, può definirsi sicuramente una vera storia d'amore.