recensione del 12/12/2011 di
Recensione del libro "Non credevo di trovarti su facebook" di Stefano Pietri a cura di Liliana Longo (La Bottega editoriale)
Ogni giorno milioni di utenti, accomodati davanti ai loro computer nei posti più disparati del mondo, con un semplice click salpano per l' oceano Internet, costellato da innumerevoli isole dell' informazione o dell' intrattenimento a cui approdare.
La meta delle crociere virtuali più gettonata degli ultimi tempi è l' isola di Facebook, fondata da Mark Zuckemberg nel febbraio del 2004 che, come un moderno Amerigo Vespucci, scopre un Nuovo Mondo dapprima sconosciuto all' uomo.
L' isola per effetto del passaparola si è trasformata in un vasto territorio virtuale pullulante di turisti che, stregati dal fascino del luogo, decidono di trasferirsi lì per sempre.
Ma su Facebook gli "abitanti" non passeggiano per le strade e non incontrano gli amici al pub, non conversano tra loro guardandosi negli occhi, non confidano i propri pensieri all' amico fidato, poiché la vita è regolata da un diverso modo di comunicare con il prossimo.
Il tempo passa e tutto trasforma
Le ragioni che spiegano i repentini cambiamenti dell' interazione sociale risiedono proprio nelle nuove tecnologie, le quali corrono velocissime all' inseguimento del progresso che ha trasformato non solo i mezzi di comunicazione, ma anche rivoluzionato i modi di pensare e di agire dell' uomo che di questi nuovi strumenti fa uso, e spesso abuso, ogni giorno della sua vita.
La modernità non solo ha preso il sopravvento su "carta e penna" ovvero sulla comunicazione romantica delle passate generazioni -- fatta di attese ed emozioni -- ma soprattutto ha inaridito le genti ed estirpato dall' etica sociale valori quali il rispetto, l' amicizia e la solidità dei sentimenti.
Facebook si è rivelata un' arma a doppio taglio: se da un lato ha annullato il senso del tempo e dello spazio, mettendoci in contatto con il mondo intero e offrendoci uno scambio di idee e pensieri in tempo reale, dall' altro ha causato una profonda trasfigurazione della realtà nonché un' alterazione della personalità.
Il celebre social network, infatti, si è tramutato in un rifugio per timidi e pavidi, poiché consente loro di affrancarsi dalle inibizioni e infrangere i tabù imposti dalla cultura, e una vetrina per narcisi, sulla quale apparire e non essere. Questo social utility, quindi, è gestito dalla maggior parte degli utenti sulla menzogna e l' illusione.
Pochissimi sono i "profili" costruiti a specchio della propria personalità così come altrettanto pochi e veri sono gli "amici" posseduti. Con un amico condividi la vita reale e non semplicemente i "post" o le battute in "bacheca". Anche i sentimenti sono divenuti flebili e i legami sempre più labili perché siamo divenuti facilmente sostituibili, oltre che emotivamente fragili...
Proprio come accade al protagonista del libro, un uomo senza nome, perciò identificabile con ciascuno di noi che, caduto nella "rete" di Facebook, finisce per restarci vittima.
Il primo amor non si scorda mai
"Mister X", mosso dalla curiosità di reperire, dopo tanti anni, la sua "prima fidanzatina", si imbatte in un' avventura tutt' altro che innocente come lo era stata durante l' infanzia.
Nella vita adulta, il batticuore adolescenziale si tramuta in attrazione e passione sfrenata, e il grigiore di una vita che passeggia sottobraccio con l' abitudine si colora di nuove sfumature, di nuove emozioni. Alla rievocazione nostalgica di un passato felice e spensierato si alterano i sensi di colpa verso la propria compagna, Luna, la paura di ferirla, l' angoscia di tradirla e la rabbia di non capire se sia ancora capace di amarla.
Spettatrice e custode tacita degli incontri adulterini fra i protagonisti è Roma, vasta e caotica quanto magica. Sullo sfondo della città eterna, "Mister X" conduce un' esistenza ibrida, fatta di realtà e virtualità, condita da una dualità di sentimenti e una profonda inquietudine che saranno superate solo quando la razionalità si imporrà alla nostalgia, solo quando la maturità e il buon senso lo condurranno a discernere le scelte giuste da quelle sbagliate.
Una conclusione
Il viaggio che "Mister X" intraprende è dettato dalla curiosità di scoprire il volto del suo passato, ma come spesso accade alla maggior parte degli utenti, l' accesso a Facebook rappresenta una fuga dalla società, dal disagio del giudizio che essa ci infligge, e quindi un rifugio in un altrove dove mostrare solo il meglio di sé. Ma riesce davvero Facebook a sciogliere le catene che ci imprigionano nella realtà spesso routinaria e grigia e concederci un' evasione? Oppure ne siamo ostaggi e, ingenui e inconsapevoli, non ci accorgiamo che è proprio lui a incatenarci alle nostre scrivanie e a impedirci di cogliere le sfumature del reale?
Dalla penna scorrevole e avvincente di Stefano Pietri, una storia moderna sulla profonda frattura tra passato e presente della comunicazione, un sussurrato invito alla vita autentica senza la mediazione di strumenti che forzano gli eventi e regolano gli incontri finendo per... incasinarcela! (di Liliana Longo).