recensione del 30/05/2011 di
La fine del mondo storto, di Mauro Corona, nonostante il grande successo, è un libro molto sottovalutato. Gli "esperti" di genere non ritengono tale libro degno di appartenere alla fantascienza, e a mio avviso ciò è dovuto unicamente alla semplicità e alla "ingenuità" della scrittura di Corona.
L'autore ha infatti ipotizzato di eliminare all'improvviso dal mondo il petrolio e le fonti di energia fossile: cosa accadrebbe al Genere umano in questo caso?
Il testo non ammette alternative del tipo "scorte di emergenza" o altri sistemi di approvvigionamento, e quindi tutta l'Umanità si trova all'improvviso in preda a una follia collettiva senza precedenti. È qui, a mio avviso, la sola ingenuità dell'autore; ingenuità che fa storcere il naso ai puristi di fantascienza. Ecco quindi che, nonostante il libro sia classificato sotto quel genere, non lo si riconosce come tale nell'ambiente ufficiale. Direi perciò che se "La fine del mondo storto" non è classificabile come fantascienza a causa di questi particolari, allora temo che a parità di valutazione debba essere cestinata una grande fetta di quella che, al contrario, viene spacciata per tale.
Il testo contiene molti concetti ripetuti più volte come un mantra, ma se non conoscete l'autore, se non avete la fortuna di assistere ad almeno una delle sue presentazioni pubbliche, non ne capirete mai il motivo. Mauro Corona, anche nella realtà, parla esattamente nel modo con cui scrive, e quindi nella scrittura riversa tutta la sua voglia, la sua passione e la sua necessità di tramandare le sue conoscenze.
Se conoscete qualcosa dell'autore (
www.maurocorona.it), saprete che conduce una vita molto semplice, grezza, strettamente a contatto con la natura. Tutti i suoi libri, infatti, narrano di boschi, montagne, sopravvivenza, studi e osservazioni degli Elementi. Lui ci si immerge, li vive, li assimila. Ne è parte, come tutti noi, ma noi ormai ce ne stiamo dimenticando, lui no! Ed ecco il perché del suo mantra. È un grido d'allarme, come una sirena che suona imperterrita la stessa cantilena, ma che per quanto monotona voglia essere, fa paura ed è reale!
Infine, se oltre a conoscere personalmente l'autore, avete anche la possibilità di vivere dalle sue parti (o comunque nella Natura) e sopravvivere con lo stretto necessario senza beni superflui, allora "La fine del mondo storto" farà sia piangere (al ricordo di momenti duri) che sorridere (perché voi quelle cose GIÁ le conoscete).
Questo libro è forse un po' esagerato nei concetti narrati, ma credetemi: basta davvero poco per renderli reali. "La fine del mondo storto", amici miei, seppur grezzo e discutibile, è un esempio di ottima fantascienza!