recensione del 11/06/2012 di
Un libro minuscolo ma dal contenuto enorme.
attraverso le peregrinazioni del protagonista, il giovane principe (ed unico abitante) del minuscolo asteroide B612, vengono messe in discussione certezze alle quali siamo abituati o trapassati limiti che nemmeno sentiamo. E così il nostro principino, innamorato della sua rosa vanitosa e dei tramonti che può ammirare continuamente sul suo asteroide, ci fa vedere che il disegno di quello che potrebbe sembrare un cappello panama invece rappresenta un boa che ha inghiottito un elefante. Oppure quanto tempo si possa perdere pensando solo a sé stessi, ad accumulare ricchezze talvolta immaginarie, per poi ritrovarsi soli. Ancora, ci mostra come sia facile accettare un'amicizia di una volpe che vuole essere addomesticata, e quanto serenamente si possano lasciare le cose materiali (anche la vita stessa), per raggiungere qualcosa di più importante.
ho letto "il Piccolo Principe" tantissime volte, in momenti differenti della mia vita, e ogni volta v'ho trovato qualcosa di nuovo, uno spunto differente, un particolare nascosto, un insegnamento inaspettato. Il Piccolo Principe mostra come spesso l'apparenza delle cose e l'abitudine tolgano valore alla profondità dei gesti, alla completezza degli oggetti e, soprattutto, come taglino le ali alla fantasia. Non aver paura di sognare, non aver paura di seguire quello in cui credi, non aver paura di amare.
"On ne voit bien qu'avec le cÅ"ur. L'essentiel est invisible pour les yeux".
queste possono essere le parole che meglio riassumono l'opera.