recensione del 14/06/2011 di
[NB Essendo io l'autore del libro, preferisco pubblicare una recensione di Renzo Montagnoli: altre se ne trovano facilmente nel web]
Recensione di Renzo Montagnoli
Sono quattro racconti che finiscono con il legarsi l'uno all'altro come i capitoli di un romanzo, grazie al filo conduttore, rappresentato non solo dal genere, ma dalla presenza di un personaggio, l'agente speciale Carnielli, un uomo particolarmente valido nella caccia ai vampiri.
Infatti si tratta di un horror legato ai succhia sangue, ma non pensate al tradizionale Dracula, principe delle tenebre; qui invece sono degli assetati, per lo più metropolitani, la cui presenza è avvertita dal lettore, poiché non compaiono direttamente nella narrazione, ma ne viene ricreata la classica atmosfera.
Che si tratti di vampiri del resto un primo elemento probatorio è riportato nel primo racconto, Il Borgo, forse il migliore, visto che il protagonista ricorre quasi subito alla protezione della tradizionale croce portata al collo.
Si respira in tutto il libro un tanfo di chiuso, di remoto, fra morti orripilanti e aria opprimente, quasi da cripta, e proprio in questa atmosfera sta la maggior qualità dell'opera, che dona ampio risalto, più che ai fatti, alle fasi precedenti gli stessi, dense di aspettative che incutono lentamente uno stato di disagio che va in crescendo dal timore al terrore.
Penso che gli amanti del genere troveranno più di un motivo per gradire la lettura di quest'opera, indubbiamente originale nell'idea e scritta anche stilisticamente bene.
Per me, che non sono un appassionato, posso solo dire che mi ha fatto trascorrere piacevolmente un paio di ore.
ESTRATTI DI "AVORIO":
da IL BORGO - Sento il borgo muoversi attorno a me, assecondare i miei spostamenti per offrirmi sempre lo stesso lato di sé, un unico punto di vista abilmente pilotato da persone che agiscono nell'ombra, che si nascondono come scarafaggi. Ormai nessuno è più all'oscuro del mio arrivo e ho l'impressione che stiano cercando di nascondere i segni di qualche losca trama. Qui c'è il male ed è molto forte, oggi ne ho percepito ancor più chiaramente la presenza; ora non mi stupisce più che Fitz si sia spinto fino in questo angolo di mondo dimenticato dal Signore. Sono emozionato, ma anche spaventato: sento che è questo il compito per cui mi sono duramente preparato in tutti questi anni.
Qui! Adesso! [...continua nel libro...]
da ASPETTANDO IL FIGLIO - Maria era preoccupata, un'altra notte fuori casa ed un altro giorno a dormire chissà dove, ma lui si era da tempo sottratto al suo controllo e lei non aveva la forza di opporsi al suo spirito ribelle. Ogni volta che cercava di fargli delle domande sulle sue giornate o sugli amici, alzava la voce e le rispondeva di farsi gli affari suoi, gridava che lui era libero di andare dove voleva e che lei non poteva legarlo alla sua lurida sottana. Così diceva: "lurida sottana". Maria si diresse in cucina con le spalle chine, preparare la colazione la aiutava a distrarsi e sopportare.
Improvvisamente udì lo scatto della serratura, la porta d'entrata si spalancò e subito si richiuse di schianto. Lei si immobilizzò a fissare il muro del corridoio, davanti alla soglia della cucina passò il figlio con passo rapido e leggero, un'immagine fugace e silenziosa come l'apparizione di un fantasma. [...continua nel libro...]
da AVORIO - Un altro urlo, animalesco, come un potente ruggito rabbioso, sempre più vicino. Due metri? Forse meno. Fatica, le gambe si fanno pesanti: un'altra porta, ancora scale. Salto, tre scalini, salto, cinque scalini: due piani, altri due maledettissimi piani. Un tonfo sordo, pesante: il bastardo si è buttato per guadagnare tempo.«L'ho visto. Non ci molla.» «Spara!» Estrae la pistola senza fermarsi, porta la mano dietro: BANG!«L'hai preso?» «Che cazzo ne so?!» BANG! Ancora: BANG! Un ringhio. «Forse l'ho rallentato.» «Non lo sento più.» «E' rimasto su, non ci sta inseguendo.» «Forza, andiamo.» Ultima rampa, ultimi scalini. Piano terra, vedono la porta oltre il corridoio; dieci metri, poi la salvezza. [...continua nel libro...]
da L'ANELLO - L'arrivo improvviso di un inverno lungamente atteso, aveva pulito l'aria e rischiarato le giornate: la temperatura era decisamente fredda, ma il sole rendeva piacevole passeggiare lungo i viali, pattinare in piazza attorno alla statua equestre o sbirciare le vetrine sotto i portici. Pier osservava con distacco i volti sorridenti della gente, sedeva assente sulla panchina al sole, immerso in un mondo interiore fatto d'ombra, attanagliato dai ricordi e dai fantasmi che li popolavano. Niente nella vita è mai del tutto come appare, pensava, neanche in una fredda giornata di sole; troppe le esoteriche chiavi di lettura, troppi i livelli paralleli fra i quali si snodano i nostri destini. Aveva conosciuto il mondo sotterraneo, con profonda sofferenza; involucri di carne, rivoli di sangue rappreso, sguardi vuoti, il male in lampi d'avorio nel buio... e i sospiri, nella testa e in ogni dove, e le grida, strazianti, agghiaccianti, esplosioni di paura che riempivano l'aria e soggiogavano ogni barlume di coscienza. [...continua nel libro...]