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Recensioni (8)
Recensisci un'altra opera a caso.
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A Susan Calvin, la robopsicologa di asimoviana memoria, non avevo pensato, giuro. Ma effettivamente è lei, non ci sono dubbi. |
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Il robot è spaventato, ma Susan Calvin lo sta tenendo per mano... ci penserà lei. |
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Ho fatto la scansione integrale (versione e). |
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Il robot nasce già adulto, già pensante. Volevo esprimere con il suo volto il disagio della nascita, di una nascita consapevole. Immaginate cosa potrebbe essere, quale trauma. I neonati, privi di consapevolezza, vengono al mondo piangendo; questo robot viene al mondo già adulto, in un laboratorio, con attorno esemplari di suoi simili smembrati. Quale disagio si può provare?
La scansione inserita (versione d) è solo parziale, perché il foglio non entra nel mio scanner.
Grazie Angela per le tue osservazioni! |
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Un altro superbo e maestoso androide nasce sorprendentemente dall'officina "futuristica" che trova dimora nella fantasia dell'artista il quale riesce a rappresentare, con la solita puntuale telentuosità, le varie fasi di "rifinizione" che in qualche modo si accostano ai vari momenti di assemblagio di siffatto "prodotto tecnologico". Oltre alla capacità di mettere in evidenza ogni dettaglio, stavolta suscita stupore questa evidente "mimica" del colossale robot, cosa insolita in una creatura di tal genere, assolutamente incapace, per sua natura, di esprimere emozioni attraverso i tratti della faccia (proprie invece degli esseri umani). Che l'androide stia diventando "umano"? Oppure l'artista ha voluto manifestare nel cruccio "pensoso" e nell'"ombrosa" tristezza presenti sul volto meccanico, un senso di inquietudine o un oscuro presagio? |
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Che faccione triste. Ha una missione ingrata? |
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Si preannuncia già un capolavoro. "divertenti" le frecce sugli avambracci, per indicare come vanno montati i pezzi |
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Si ricomincia. Un nuovo androide, grande. Troppo grande anche per il mio scanner. Si comincia... |
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