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Ai Suoi ordini(narrativa, breve, per tutti)Opera visionata 600 volte dal 19/01/2010, l'ultima volta: 5 giorni fa.
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Recensioni (9)
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L'amore piccolo borghese. L'innamorato, il dipendente, si innamora di una donna, il suo capo, in una evoluzione della sindrome di Stoccolma. Si attorciglia meschino in una struttura nella quale il capo ha creato precise direttive e addirittura arredi particolari per garantire la gerarchia ("calendari misti...per non scontentare nessuno" anche se la vicenda non si svolge a Auschwitz. Ortografia: "passi al di la della parete" |
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Una storia d'amore si vive davvero soltanto nell'intimo. I pensieri, la lontananza, l'attesa, la gioia delle emozioni sono così intensi che vale la pena di pagare il prezzo del disagio di un rapporto vissuto nella clandestinità e nel nascondimento. Le relazioni sociali comuni a una coppia normale che si mostra alla luce del sole non esistono nell'universo degli amanti. La passione d'amore vive nella simbiosi di due anime che sanno accettare anche questo limite. La prosa scorre fluida e coinvolgente, nonostante lo scarso uso di periodi ipotattici, e pare condurre il lettore nei meandri della mente perduta nello struggimento emotivo. | ||||
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Mi ha trasmesso un misto di sensazioni questa storia che si riferiva più ad una riflessione personale, pensieri intimi del protagonista quasi urlati dentro sè stesso per la foga e la passione che contenevano. Una sensazione di tristezza per l'impossibilità di vivere un amore bello e profondo alla luce del sole, per questo nascondimento che limita entrambi; una sensazione però anche di gioia perchè, seppur limitato è un amore che viene vissuto intensamente e costruito su piccoli gesti che lo rendono migliore, è proprio in questo loro segreto che vi è complicità, unione, è in queste piccole gocce che vi si concentra il ricordo dell'altro che li accompagnerà reciprocamente per tutto il tempo di lontananza. Hanno imparato ad accontentarsi del poco, ma in questo poco vi è molto di più! La bellezza del brano sta proprio in questa miscelazione di sentimenti. | ||||
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Si, si, si. Le storie romantiche mi piacciono sempre. Lei il capo, lui un subalterno innamorato. Tempi moderni. Anche a me, come a te, piace scrivere per "flussi mentali" dell'io narrante. Però eviterei i puntini di spospensione che sono brutti a vedersi e diminuiscono l'autorevolezza di un racconto. Non aver paura, invece, di mettere dei punti alla fine di ogni pensiero. Lo stile paratattico annovera, oltre me e probabilmente anche te, un sacco di scrittori e scrittrici moderni. | ||||
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Grazie davvero per queste recensioni e per i consigli utili che mi aiuteranno sicuramente a migliorare. | ||||
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Bella l'immagine, il "flash". L'inizio è un po' stroncante, però: "Comincia questa attività..." non si capisce bene a cosa ti riferisci, né lo chiarisci dopo. Il lettore deve intuire. Con i miei sogni occulto la quotidianità tra "sogni" e "occulto" ci va la virgola. Se "sogni" fosse stato al singolare avresti creato confusione: il lettore non avrebbe capito se "occulto" è un aggettivo o il verbo. Ecco perché dopo un introduttivo sospensivo va sempre la virgola. I dialoghi e gli "stacchi" narrativi ti conviene metterli da capo. Diventa tutto più scorrevole e meno "pesante". Ciao e a rileggerti. |
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Dino |
Una fotografia più che un film. Un flash veloce ma illuminante su una sensazione, un desiderio. Un tocco di poesia che si fa strada nella monotonia di una giornata come le altre, rischiarata da quel dolce sentimento in cui, prima o poi, tutti incappiamo e allora, quasi paurosi di perdere perfino il ricordo di quella magica sensazione, fissiamo su carta, su tela, sul pentagramma quell'emozione che vorremmo gli altri capissero coinvolgendoli nella nostra follia, fatta di sogno e di speranza. | ||||
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La storia lascia una certa amarezza nel finale, quindi lo scopo potrebbe essere stato raggiunto. Potenzialmente è ben scritto, però devo proprio dirti che secondo me la forma andrebbe rivista. Eliminerei, innanzitutto, l'uso intensivo dei puntini di sospensione. Inoltre, dopo qualche periodo andrei a capo, altrimenti così come l'hai scritto tu risulta un mucchio di parole difficili da digerire. Tre segnalazioni: si il tuo sorriso... Dio, se potessi lo porterei via con me... passi al di la... Sì e là con l'accento. Poi c'è un trattino che non so a cosa serva. ...potrebbe danneggiare e quando questo accadrà... inserirei una virgola dopo "danneggiare". Benvenuto nel tritacarne bravoautoriano ![]() |
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Dare spazio ai propri sogni, quando la realtà si fa dura, quando si è fuori dal branco, quando si cerca un po' di calore umano, li dove si passa la maggior parte della giornata e perdere di vista il proprio ruolo, lasciandosi distrarre dalla bellezza e dalla dolcezza di chi, mai ti saresti aspettato, tanta attenzione, tutto questo espresso in ottima prosa che scorre davanti agli occhi del lettore in un susseguirsi di forti emozioni. Complimenti. Veronica. | ||||
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