Il doponauta Dopo… venne il doponauta. Dopo le lotte dopo le guerre dopo di tutto dopo il tempo, il doponauta poté vivere. I laghi erano secchi, i mari ghiacciati, le colline aride ma lui visse e continuò la specie. Dopo la specie dopo aver vinto dopo aver perso dopo essere stato l' ultimo dopo essere stato il primo dopo la confusione dopo la saggezza dopo la speranza dopo la disperazione dopo la calma e la frustrazione, il doponauta venne a galla. Cominciò a vogare cominciò a nuotare, a danzare nel vociò infinito nel perpetuo avere nel perpetuo dare nello stare, nello spaziare nel dialettico avanzare d'uno stormo di note. Nel continuo inoltrarsi di parole nell'affrancare, nel comunicare, nell'affrontare. Dopo la fine il doponauta continuò a vagare tra gli usi, i costumi e le genti. Continuò ad aprire le menti continuò a vedere a rendere vere le cose di ieri. Dopo i sentieri dopo i giorni finiti dopo gli infiniti continuò a camminare. Dopo il tutto, dopo il niente è ancora là a osservare è ancora là per amare. Giovanni Minio