Il 21° Dito

Sono giunto in questa dimensione circa due anni fa.
La fessura spazio-temporale che mi aveva permesso di compiere quell'inimmaginabile viaggio si era chiusa alle mie spalle tanto in fretta da non permettermi di pianificare il ritorno. Così ero rimasto intrappolato in quel mondo alieno, tanto diverso da quello che conoscevo. La temperatura era rigida; troppo rigida per il mio corpo, abituato al tiepido clima del mio mondo.
Anche il cibo si era rivelato un problema: il mio sistema di autosostentamento, attivato dai maghi superiori sin da quando ero nato, aveva inspiegabilmente smesso di funzionare appena avevo messo piede su quel terreno gelido e desolato; ero stato costretto a cibarmi di tutto quello che trovavo. Oh, non pensate che per questo fosse disabitato! Innumerevoli forme di vita lo popolavano, tanto diverse da me da non riuscire a trovare termini adatti a descriverle. Tutti i miei tentativi di comunicare erano falliti, ma questo non mi aveva preoccupato troppo: dopotutto non sembravano essere ostili… quanto mi sbagliavo!
Capii che qualcosa non andava una fredda (anche se ormai iniziavo a farvi l'abitudine) mattinata. Mi destai di soprassalto, le membra scosse dai brividi e la fronte imperlata di sudore. Un ossessionante formicolio mi attraversava, svuotandomi di ogni energia. In un primo momento non attribuii alcuna responsabilità alle creature autoctone con cui, in un modo o nell'altro, ero venuto in contatto; ma poi vidi che sembravano deliziate mentre mi osservavano cercare mille posizioni per porre fine a quel terribile formicolio. Non ero mai riuscito a interpretare le espressioni di quegli esseri tanto diversi da me, ma una nuova consapevolezza pareva accompagnare la sofferenza che mi aveva colto.
Ora sto malissimo. La mia situazione si è aggravata negli ultimi mesi; il formicolio si fa di momento in momento più intenso. Allo stesso modo, vedo gli alieni meno… "diversi". Dannazione! Mi sembra quasi… no… no… non è possibile! Mi appaiono simili a me! Che mi stia trasformando? Possono i microrganismi di questo pianeta aver dato il via in me a una sorta di assimilazione? Che sia invece una magia? È possibile che qualcuno mi abbia colpito con un maleficio? Una fitta di… non dolore… qualcosa d'indefinibile porta la mia attenzione verso il basso. Mi guardo le mani, dieci dita… mi osservo i piedi, dieci dita. E… OH DEI! Là, tra le gambe, un peduncolo di carne rosa… un dito… il ventunesimo… spunta come un'oscena dimostrazione del perfido incantesimo che mi ha colpito. No! No!
Piango consapevole del fatto che questo mondo mi sta assimilando…
Jack, il bellissimo figlio di tre anni e mezzo di James e Carla, piange disperato. Nudo. Seduto sul morbido telo di spugna del bagno. Piange e guarda sconsolato il suo piccolo pene.

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